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venerdì 5 febbraio 2010

Caminetti e....quartine

La decisione, invero assai curiosa, del Sindaco di Capannori di proibire l'uso dei caminetti a chi ha un riscaldamento a gasolio, gpl, metano ha suscitato scalpore e discussione.
Il problema é da una parte etico, perchè è ovvio che chi si riscalda a legna in via continuativa (che è faticoso) lo fa per risparmiare sul gasolio e quindi per motivi economici, mentre chi accende il camino per diletto lo fa in maniera saltuaria e quindi irrilevante.
Capannori è un Comune ancora con vocazione agricola e con molte colline ricche di alberi ed il camino è una delle tradizione secolari.
Ma Capannori ha anche grandi fabbriche ed un solo "camino" di una grande azienda penso equivalga a tantissimi piccoli camini.
Ma non sono un esperto e mi fermo qui, salvo pubblicare (ed è questo il motivo vero di questo post) una poesia che mi è arrivata dal solito amico "libero Giuliano", grande poeta dialettale, di cui altre volte ho pubblicato i carinissimi versi, che spesso decantiamo vicino ad un ardente camino ... con ciccia e vino.
 Ecco a voi:

Sta girando nella piana
una voce alquanto strana
qualche dun pare abbi detto
che va spento il caminetto.

Igliar sera, sul più bello,
una notizia che un mi piace,
la bistecca di porcello
un l’ho a coce sulla brace!?

“Via…… è uno scherzo, non ci stà
chi è quel matto che l’ha ditto”
“l’ha ordinato il podestà
e l’ha misso per iscritto”.

Le mondine un s’anno a fà
el girato su al podere
un si pole più mangià??
Questo è proprio un dispiacere.

Un sarà mia tanto bello
stà la sera tutti a veglia,
sorseggiando il mi vinello,
colla ciccia nella teglia.

C’era in vista una mangiata
di maialino cotto in forno
che ni faccio? Una frittata
coll’insalata torno torno?

Te lo immagini a Novembre
quando i tordi porta il Lippi
son siguro! Ognun s’offende
se li cocio lessi o fritti.

Il Dottore, con impegno,
accendeva il foco grosso
anco se con legno verdo
ci veniva il fume addosso

e la bistecca di Giorgino
arostita senza fretta
ni piaceva a Piero e Gino……..
cotta ar gasse un’è perfetta…..

m’ha telefano Giorgione
e mi pareva disperato:
“un mi par che stii a ragione
è un divieto esagerato”.

Séro l’occhi per un piange:
col Colucci, col Guerieri
cotte ‘nforno s’enno mange
robbe bone fino a iglieri.

C’è la crisi più peggiore,
i tremoti e l’alluvioni
che ci recano dolore!
Ma la sarsiccia su carboni……

Caro Giorgio, amico mio,
succede a tutti di sbagliassi,
un ti vo’ miga insegnà io,
ma…… se tu ci ripensassi…….

GIULIANO