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sabato 8 maggio 2010

Lavoro sacro o Feste sacre?

Voglio tornare a mente fredda sulle polemiche a Lucca e in Italia per le aperture dei negozi del 1°maggio.
Nella stessa provincia di Lucca vi sono stati comportamenti diversi nei vari comuni.
Chi ha lasciato libertà ai negozi chi ha imposto la chiusura.
Diverse le motivazioni: alcune veramente fuori luogo e fuori storia.
Difesa "rocciosa" del 1°maggio, Festa del Lavoro, come se nella situazione attuale sia indiscussione la Festa o invece il posto di lavoro.
Il 1° maggio, come le altre feste comandate, vi è sempre chi deve lavorare: casellanti, ospedalieri, forze dell'ordine, baristi, ristoratori, sorveglianti idraulici e così via.
Per loro non è un dramma da anni, hanno sempre lavorato a turno e sempre lavoreranno: non si possono interrompere certi servizi.
Invece per le commesse la Festa del 1°maggio deve essere sacra, per i camerieri no, per le commesse sì: strano paese il nostro.
E poi ancora per le commesse di Lucca è Sacro, per quelle di Viareggio e di Forte dei Marmi non è Sacro, possono lavorare.
Credo che in questo momento economico delicato il lavoro vada difeso cercando di far crescere il reddito delle imprese per creare nuova occupazione e nuovo sviluppo.
Negozi aperti nei giorni di ponte vuol dire dare servizi efficienti ai turisti che portano ricchezza e lavoro.
Lucca non può essere ancora la cenerentola del turismo.
Se Viareggio e Forte dei Marmi i negozi rimangono aperti anche a Lucca si deve rimanere aperti e l'assessore al commercio lucchese deve essere all'altezza di quello degli altri comuni, dando certezze e solide basi a chi lavora nel commercio ed nel turismo..