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mercoledì 15 agosto 2012

SPILUCCANDO 23 - Diana - Bologna


Una sera in inverno, tornando dall’adriatico, arrivati a Bologna trovai una nevicata eccezionale…..cadeva la neve a fiocchi grossi, pesanti e aveva attaccato in terra già per oltre 20 cm.
Provai a mettere le catene…e come al solito non mi riuscì….da allora in inverno gomme da neve….ma quella sera non saper mettere le catene fu una fortuna.
Infatti mentre giravo lentamente per Bologna per trovare un garage che me le mettesse, Isoradio comunicò che il valico di Roccobilaccio e quindi l’autostrada per Firenze era stata chiuso,….se avessi messo le catene e fossi partito subito sarei rimasto bloccato sull’autostrada, al gelo, come tanti disgraziati, quella notte.
Avendo un po’ di esperienza in queste cose mi precipitai a cercare una camera in un albergo, per passare la notte e… feci non bene…benissimo…infatti quella notte, riempite tutte le stanze disponibili di hotel e affittacamere, i viaggiatori bloccati dalla chiusura della autostrada ed imprevidenti dormirono in terra nella Hall degli alberghi, su divani e tappeti, ammonticchiati uno sull’altro.
Sistemato bene e per tempo andai a spasso per Bologna, sotto i comodi portici che accompagnano le vie principali.

Ad un incrocio, vicino Piazza Maggiore, mi trovai davanti al Ristorante Diana, che sapevo essere stato tanti anni fa e per tanti decenni un classico della ristorazione felsinea.
Ricordavo che era da tempo passato di moda….svacchito dalle orde di turisti alemanni facenti tappa obbligata a Bologna e al Diana, in trasferimento per le spiagge e le balere della Romagna.
Incuriosito dalla tradizione e considerando che era inverno pieno e che mangia crauti non ve ne dovevano essere in giro, sono entrato per cenare.
Non mi sono pentito: un locale di atmosfera, demodè ma con un grande fascino, menù tipico locale…ma con particolari di grande interesse.
Fui colpito subito dal collo di gallina ripieno con maionese fatta in casa, così gialla che sembrava dipinta….ma di una bontà unica.

Per il resto andai nell’ovvio…ma… anche nel buono… con tortellini in brodo, bolliti con salse e per finire pere cotte rosso cardinalizio con macchie brune di prugne.
Conto onesto. Una occasione imprevista, ma positiva.