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martedì 11 settembre 2012

SPILUCCANDO 35 - SETE, Camargue - Porto Canale




 Il paese delle Ostriche in Europa è la Francia, le trovi dappertutto, anche nei paesi più sperduti del Midì-Pyrenees.
Esiste un dibattito aperto da sempre sulle Ostriche migliori, se quelle tradizionali delle coste del Nord o quelle del Mediterraneo in particolare quelle della Camargue.
Nella laguna di Thau a Sete si coltiva, dicono, unico posto al Mondo, l’Ostrica chiamata “Spéciale de Bouzigues”, con una conchiglia rotonda di forma armoniosa, ricche di carne con un gusto persistente.
L’unica tonda, dicono in Francia, di grande valore, perchè le ottimali sono quelle oblunghe, concave,   tradizionali.
A me piacciono tutte salvo in estate quelle raccolte nella acque calde, che hanno il cosiddetto “latte” che le rendono a mio parere molto meno attraenti.
L’Ostrica migliore è quella raccolta in acque fredde.


 
 Non sono in grado di esprimermi oltre a questi livelli, quello che so che uno dei posti più caratteristici e più validi per degustare Ostriche e frutti di mare è Sete, porto canale nella parte sud-ovest della Camargue, sulla laguna di Thau, sulla strada per Perpignan.

Arrivati a Sete nel tardo autunno o nei primi mesi dell’anno,

dopo aver traversato la splendida Camargue, inondata e selvaggia, dopo aver fatto tappa a Aigues Mortes, una città fortificata nel nulla delle paludi e delle saline, che appare d’incanto come un’isola  fortificata su distese di bianco sale, che i Francesi abili nel valorizzare i loro prodotti propagandano come il più bianco e il migliore sale del Mondo.
Avendo tempo vi è una strada per andare a Sete dalla Costa Azzurra molto interessante che corre alle spalle di Marsiglia, costeggiando le grandi distese d’acqua e la foce del Rodano, tocccando Martigues e, con una piccola deviazione Saintes Maries de la Mer,  bellissima spiaggia dove la leggenda narra sia sbarcata Maria Maddalena profanamente indicata come al sposa di Cristo, con la Chiesa Fortezza a Lei dedicata insieme ad un'altra Maria, sua compagna di un leggendario viaggio obbligato su una nave senza equipaggio.

Attraversata la Grande Motte, cittadina creata dal nulla e con una architettura avanguardia, si giunge a Sete e si deve puntare direttamente sul Porto Canale, che ha sotto l’acqua un capiente parcheggio per le auto (Viareggio impara).
Risalendo dal parcheggio sotterraneo sul Molo di destra, si trovano decine di trattorie ristoranti con enormi espositori esterni di frutti di mare, Ostriche di ogni tipo e grossezza. Non vi è che l’imbarazzo della scelta….posti CIP e posti più pretenziosi, ho mangiato in diversi e quello che ricordo di più è La Calanque, che ha un plateau di frutti di mare abbastanza economico  ma anche altri sono molto validi ed è difficle sbagliare.
Sono passato molte volte di qui, quando andavo a Caccia in Spagna nella zona di Toledo e una deviazione su Sete era tappa obbligata di un viaggio che con le strade di allora non durava meno di 18 ore di auto.
Chi vuole mangiare altre cose oltre il meraviglioso plateau di frutti marini di Thau, consiglio la Soupe de Poisson e le calamars farçy.
Nelle vicinanze di Sete, a Cap D’Adge, vi è uno dei due più grandi villaggi naturalisti del Mondo, centinaia di costruzioni e villette sul mare, con  kilometri di spiaggia naturista e con un mare” marmato”, anche d’estate.

Per chi prosegue verso la Spagna e non ha premura, come quando andavamo a caccia e vi erano solo tratti parziali di autostrada (ora è completa) facevamo una strada meravigliosa che traversava i Pirenei per pretendere poi la Carretera per Madrid.
A volte facevamo anche una deviazione per attraversare la piccola Repubblica di Andorra, dove si poteva acquistare moltissimi prodotti di elettricità e per la casa senza IVA ne Dogana.
La strada per Madrid,  nel tratto francese passava per Ille sur  Tet, con molti castelletti e soprattutto fattorie di Vino, alcuni pregevoli, Vini fermi e con le bollicine, che si possono acquistare a prezzi veramente CIP.
Ma sui prodotti dei Pirenei tornerò. In cima al passo, impressionante le distese di Rododendri selvatici

che colorano le cime dei Pireneii sempre spazzati dal vento e quindi senza grandi alberature… solo cespugli fioriti nella tarda primavera che rendono queste cime di un colore rossastro come uno dei più bei tramonti di fine estate.