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mercoledì 28 novembre 2012


Mi sia consentito di tornare sulla Tassa di Soggiorno improponibile nel modo posto dal distruttivo Assessore Favati, ma non da demonizzare. 
Istituire oggi a Lucca una Tassa sul Turismo di misura esagerata è folle e pericoloso. Ma le categorie turistiche devono valutare la realtà di oggi della Promozione turistica, che non esiste più, dopo l’abolizione delle APT e delle Province e la insipienza dell’odierna Itinera. 
I problemi sono tre: 
la dimensione della futura Tassa, che non deve superare un euro e cinquanta, l’applicabilità della Tassa che deve riguardare solo il primo giorno di soggiorno e non gli altri, in maniera da non penalizzare le permanenze di più giorni, 
la destinazione delle somme introitate che devono essere vincolate alla Promozione turistica, senza se e senza ma, con un controllo attivo delle Categorie Turistiche. 
Una vera Tassa di scopo di  misura modesta e solo sul primo giorno di arrivo e non sulle presenze. 
Per la gestione di queste somme il Comune dovrebbe delegare la Camera di Commercio, a realizzare iniziative promozionali in Italia ed all’estero, in cui il Comune mette l’intero importo della Tassa e la Camera di Commercio strutture e personale, per realizzare eventi e fiere, in collaborazione con le categorie turistiche. 
L’utilizzare la Camera che ha già strutture delegate alla Promozione economica vuol dire avere importanti risparmi su personale specializzato e con esperienza nel settore della Promozione. 
E’ ovvio che il Comune potrà mantenere il potere politico di indirizzo sulle mete e gli obiettivi della Promozione

Francesco Colucci .  


martedì 27 novembre 2012

Alla scoperta delle Tradizioni Natalizie.


Con questo Post inizio la collaborazione con la signora Nicoletta Franzosi con lo scambio, fra noi, di articoli di turismo ed enogastronomia e informazioni pubblicitarie. 
Allarghiamo così le conoscenze su un settore che mi sta particolarmente a cuore, per gli amici che seguono questo mio Blog, con articoli di sicuro interesse, realizzando anche un modo diverso per conoscere le molte realtà del pianeta terra agli appassionati di viaggi, di buona cucina, di tradizioni e di eccellenze......
Ovviamente continuerò a pubblicare le miei valutazioni sul turismo e sulla politica e soprattutto sui Ristoranti che ho personalmente visitato in ogni paese da me attraversato per diletto e per lavoro nella mia lunga vita (per ora) e che sto assemblando per la pubblicazione della mia prossima particolare Guida che si chiamerà Spilucando.  
francesco colucci 

L’albero di Natale del Rockefeller Center
Vetrine addobbate, luci colorate, musica tradizionale, non c'è città migliore di New York per lasciarsi conquistare dall'atmosfera natalizia. Ma tra i maestosi grattacieli e i lussuosi hotel a New York si cela un'attrazione capace di lasciare tutti senza fiato: il maestoso albero di Natale del Rockefeller Center. Divenuto ormai una tradizione delle feste, il Natale arriva a New York assieme all'altissimo albero che domina le piste di pattinaggio più famose al mondo. Nelle suggestiva cornice del Rockfeller Center, infatti, ogni anno tutta la nazione segue, dal vivo o in diretta TV, la cerimonia di accensione dell'albero, che segna l'inizio delle festività. Quest'anno le migliaia di luci che addobbano l'albero saranno accese dal sindaco di New York il 28 novembre 2012 e continueranno a illuminare il Natale degli americani e dei turisti che affolleranno gli hotel di New York fino al 6 gennaio 2013. L'albero del Natale 2012 sarà l'ottantesimo giunto a New York. Ma quando e come è nata questa secolare tradizione? Il primo albero fu posizionato davanti al Rockefeller Center alla vigilia di Natale del 1931, dagli operai che lavoravano alla costruzione del centro. In piena Grande Depressione, l'albero simboleggiava il loro lavoro onesto, ma anche l'occasione di festeggiare un salario che, seppur basso, pochi altri operai della nazione avrebbero avuto la possibilità di ricevere. È solo nel 1933 però che cerimonia di accensione dell'albero diventa ufficiale. Gli anni passano e gli eventi politici e sociali che coinvolgono la nazione finiscono per influire anche sull'albero del Rockefeller Center. Così per il Natale 1942 il centro ospita non uno ma ben tre alberi, ognuno decorato nei colori della bandiera americana (rosso, bianco e blu), mentre nel 1944 l'albero resta spento nel rispetto delle ordinanze sull'oscuramento della città stabilite durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1971, invece, alla luce della crescente attenzione globale sulla tutela ambientale, l'albero viene riciclato per la prima volta, per ottenere pacciame e legna, donata ai Boy Scout e ad associazioni umanitarie come Habitat for Humanity, tutt'oggi impegnata nella costruzione di abitazioni in Louisiana, a New York, ma anche per le famiglie bisognose di India e Brasile. Intanto l'importanza della cerimonia di inaugurazione cresce nell'intera nazione, tanto da spingere l'emittente americana NBC a filmare l'evento in una diretta TV che diventerà un appuntamento fisso delle festività per milioni di americani. L'evento ha oggi una tale importanza, che sia la scelta dell'albero che delle decorazioni seguono direttive precise. All'inizio l'albero del Rockefeller Center è stato frutto di donazioni, provenienti non solo dagli Stati americani, ma anche dal Canada. Oggi invece il comitato organizzatore si serve di un gruppo di esperti, che perlustra in elicottero i boschi e le foreste nazionali, in cerca dell'esemplare perfetto, che sarà poi trasportato a New York. Diversa l'evoluzione delle decorazioni, che hanno visto alternarsi ghirlande, festoni e schiere di angeli, fino alla miriade di coloratissime lampadine a risparmio energetico utilizzate per illuminare l'albero nel 2011. L'albero e le decorazioni previste per il Natale 2012 sono ancora top-secret, ma sicuramente lo spettacolo che aspetta turisti e newyorkesi sarà eccezionale. Buone feste!

 immagine tratta dal web

martedì 13 novembre 2012

PESCE POVERO



Negli ultimi anni è stato rivalutato il cosiddetto pesce povero, che sta a significare quel pesce, normalmente azzurro, che avendo poco mercato nei grandi ristoranti di pesce e sulle tavole dei VIP, ha costi ridotti e ….molte lische.

Il Pesce azzurro è invece sempre più un pesce genuino e frutto di pesca reale, perché avendo prezzi di mercato bassi, non viene allevato.
I Branzini, Le Orate, I Dentici ormai stanno diventando pesce CIP perché allevati più o meno bene su ogni costa del Mediterraneo e l’ormai sempre più raro pescato di questi pesci sempre più caro.
Il Pesce povero ha più lische, ma è più genuino, più di “mare” e se saputo ben cucinare saporito e digeribile quanto l’altro.
Su questi pesci vi è la riscoperta di una cucina antica, ma moderna, che valorizza sempre più un modo diverso di mangiare il pesce.
Una cucina più saporita, più interessante da provare non scontata come il Dentice ai ferri, l’Orata al guazzetto, il Branzino al sale.
Acciughe alla povera, all’aceto e cipolla, fritte, Sgombri o come si dice da noi “Ciortoni” che Wikipedia dice derivare da la storpiatura del nome inglese degli Sgombri, short tuna (piccolo tonno), alla brace, Carpaccio di Tonno, Sarde al beccafico, in Saor e così via con piatti antichi rivisitati da una cucina che vuole riscoprire gli antichi sapori a costi CIP.
La cucina di pesce povero prevede dei primi assolutamente di valore in maniera assoluta, delle zuppe deliziose, dei modi fantasiosi e genuini di cucinare il pesce.
Altra moda di questi anni, sempre per abbattere il costo proibitivo del pescato di pregio è la nascita di Trattorie dove in maniera trasparente si cucina solo pesce decongelato. Pesce ottimo se la congelatura è avvenuta con pesce fresco, meglio sul peschereccio in alto mare. E’ questi sempre pesce di Oceano, Atlantico e Pacifico, quindi di sapore leggermente diverso dal nostrale, più grande, ma certamente di valore che se decongelato e cucinato bene non ha nulla da invidiare a quello fresco.
Di seguito alcune trattorie dove queste due tipologie di pesce, il povero e il congelato sono da provare, a mio parere.   

giovedì 8 novembre 2012

MATERA, un posto meraviglioso da vedere e da assaggiare





Matera è la città di mio padre Luigi… anzi Gino, la città dei Colucci……in antico piccoli Baroni terrieri, latifondisti, rovinati ai primi del novecento dalla filossera e dalla siccità.
Ultimo barone mio nonno che si chiamava come me, FrancescoPaolo Colucci.
Dove FrancescoPaolo è in onore, nel sud, di San Francesco da Paola, un santo controverso, emigrato in Francia, alla corte dei Re francesi….da visitare nelle Calabrie, il Santuario, scavato nella montagna….una cosa molto suggestiva.
Mentre Colucci viene da San Nicola, vescovo di Bari, guerriero, con i suoi fidi che si chiamavano i Nicolucci…da cui per aforesi…Colucci.
Mi si perdoni le digressioni…ma quando si parla di Matera……mi perdo nei ricordi….. SPILUCCANDO 16 – Le Botteghe – Matera
Matera è la città di mio padre Luigi… anzi Gino, la città dei Colucci……in antico piccoli Baroni terrieri, latifondisti, rovinati ai primi del novecento dalla filossera e dalla siccità.
Ultimo barone mio nonno che si chiamava come me, FrancescoPaolo Colucci.Dove FrancescoPaolo è in onore, nel sud, di San Francesco da Paola, un santo controverso, emigrato in Francia, alla corte dei Re francesi….da visitare nelle Calabrie, il Santuario, scavato nella montagna….una cosa molto suggestiva.
Mentre Colucci viene da San Nicola, vescovo di Bari, guerriero, con i suoi fidi che si chiamavano i Nicolucci…da cui per aforesi…Colucci.

Mi si perdoni le digressioni…ma quando si parla di Matera……mi perdo nei ricordi…..

Torno volentieri a Matera, anche se non ho più parenti vivi…..stretti…..perchè è una città unica al mondo, aspra e difficile…ma di un fascino molto speciale…quando sono a Matera, mi sento a casa….anche se sono nato a Bozen, in vero e vissuto solo in Toscana, fra Montecatini, l’Ardenza, Pistoia e Lucca, seguendo gli spostamenti lavorativi di mio Padre.

A Matera conosco molti posti “onesti” dove degustare i tipici mangiari lucani e pugliesi, dato che Matera è sul confine fra le due regioni.

Ne voglio ricordare uno solo, nell’affascinante Sasso Barisano, le Botteghe, con locali scavati in buona parte nel tufo e dove, su un grande bracere, si arrostisce che di tutto, pecora, maiale, salsiccia piccante o con il finocchietto selvatico….la famosa “lucanica”, in punta di coltello, che ha trovato i natali proprio in questa regione.

Si arrostiscono anche le “gnumeredde” …..coratella d’agnello, che veniva cotta in passato nei forni dei macellai di allora per chi non aveva in casa….ovvero nei Sassi, la possibilità di braceri e forni.

Gli antipasti sono rigogliosi di verdure e insaccati…. .una pasta fatta in casa nel regno del grano duro, condita con un pommarola casalinga che si taglia con il coltello…

Da assaggiare la Manteca….un formaggio che nasconde all’interno un saporito burro giallo, unico modo di conservarlo dalla calura estiva, in un passato senza frigo.

Vini gagliardi ormai addomesticati ai gusti del terzo millennio….quando venivo con mio padre da ragazzo a Matera, il vino aveva 18 gradi al minimo, forte e greve e a me veniva allungato con la gazzosa……la bibita dei ragazzi di allora.

Molte altre sono le locande dove mangiare bene, tipico, con pochi spiccioli, facendo un salto indietro nel tempo.

Mi ricordo verso la fine degli anni ’50 con quanto orgoglio mio zio Mimì (Domenico) capostazione di Matera, di una linea a scartamento ridotto, che “spalettava” due o tre treni al giorno…. minuscoli trenini provenienti da Ferrandina, mi fece vedere l’erigendo “modernissimo” quartiere Venerdì, dove a forza furono trasferiti gli abitanti dei Sassi, che poco dopo furono abbandonati alla morte del tempo…..se non fosse tornato di gran moda …una ventina di anni orsono, di restaurare e far rivivere queste meravigliose primitive abitazioni dell’uomo, dalla preistoria in avanti.









Prova tecnica


Prova Tecnica

martedì 6 novembre 2012

Riformisti Italiani alle elezioni

Ieri sono stato a Roma a partecipare alle riunione dei Riformisti Italiani che vede in Stefania Craxi, il suo Presidente.
La riunione si è tenuta alla Fondazione Craxi, erano presenti rappresentati di ogni Regione Italiana.
Dopo la relazione del Presidente Stefania Craxi e gli interventi di tutti i delegato regionali, è stato deciso che il Simbolo dei Riformisti sarà presente alle prossime elezioni nazionali e a quelle regionali di Lombardia, Lazio e Molise.
Per preparare organizzativamente il partito riformista è stato deciso di tenere una
Convention Nazionale a Roma sabato 8 dicembre, con tutte le rappresentanze regionali e locali.
A margine della riunione mi è stato dato l'incarico di aiutare organizzativamente le realtà dei riformisti di Pisa, Livorno, Massa e Pistoia.