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venerdì 1 febbraio 2013

ITALIANI...brava gente

Per affogare le mie paturnie notturne (paturniestato d’animo di depressione, irritazione o malinconia provocato da un’alterazione improvvisa e, spesso, immotivata dell’umore) mi sono dedicato a rileggere alcune pagine di Storia Patria, quella pressochè misconosciuta di quegli Italiani che la Storia l'hanno fatta davvero e che sono scomparsi dalla memoria collettiva, perchè hanno attraversato, si la tetra avventura fascista, ma con una forza ed una dignità che merita ben altro ricordo.
MI riferisco agli uomini dei MAS che illuminarono la Prima, ma anche la seconda Guerra Mondiale con azioni di puro eroismo con grande disprezzo della loro vita.
Innanzi tutto i MAS, frutto dell'inteligenza e della fantasia di noi Italiani, per sopperire la nostra cronica mancanza di mezzi economici.
MAS Motoscafi veloci adattati a macchine da Guerra che Attilio Bisio inventò e costruì con grande ingegno. 

Le caratteristiche principali del mezzo ideato da Attilio Bisio sono il basso pescaggio, la sagoma sfuggente, una chiglia ideata per evitare il "baffo d'acqua", cioè le onde ...ed un armamento solo per colpire il nemico, senza possibilità di difesa se non la velocità e l'ardire degli italiani a bordo. 

Molte le traduzioni dell'acronimo MAS, quello originale è legato al cantiere dove furono i primi costruiti ma il più azzeccato è quello scelto dal poeta guerriero, d'armi e d'amore, D'annunzio: Memento Audere Semper.
Al Vittoriale a Gardone il Poeta volle uno dei MAS con cui partecipò alla Beffa di Buccari, nel 1918.

Ma tanti sono gli uomini che hanno fatto grandi gesta su queste piccole indifesa imbarcazioni sfidando le grandi Corazzate dell'epoca.

Voglio ricordare fra i tanti, Raffaele Paolucci e Raffaele Rossetti che affondarono la Viribus Unitis ammiraglia della Flotta Austroungarica, e Luigi Rizzo che affondò la Corazzata Santo Stefano affrontandola in mare a viso aperto su un guscio che appena galleggiava.
Luigi Rizzo ha continuato nelle sue gesta per la prima e la seconda guerra mondiale, la guerra d'Etiopia e dopo l'8 settembre si oppose all'esercito nazista e fu deportato dalla Gestapo. 
Due medaglie d'oro al valor militare, quattro d'argento ed una serie infinita di riconoscimenti al valore.
Credo che nessuno oggi si ricordi di Lui....sic transit gloria mundi......siamo un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di navigatori, di trasmigatori, ma i Santi che sono tanti....li ricordiamo...gli eroi che sono pochi...no. 
Per questo voglio stasera riportare la motivazione della prima Medagli d'Oro di Luigi Rizzo

Comandante di una sezione di piccole siluranti in perlustrazione nelle acque della Dalmazia, avvistava una poderosa forza navale nemica, composta di due corazzate e numerosi cacciatorpediniere e senza esitare, noncurante del grande rischio, dirigeva immediatamente con la sezione all'attacco. Attraversava con incredibile audacia e somma perizia marinaresca la linea fortissima delle scorte e lanciava due siluri contro una delle corazzate nemiche colpendola ripetutamente in modo da affondarla. Liberavasi con grande abilità dal cerchio di cacciatorpediniere che da ogni lato gli sbarrava il cammino e inseguito e cannoneggiato da uno di essi, con il lancio di una bomba di profondità lo faceva desistere dall'inseguimento, danneggiandolo gravemente.
Costa Dalmata, notte sul 10 giugno 1918 » 

File:Affondamento Santo Stefano.jpg