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domenica 8 febbraio 2015

Verdini, Renzi e…… io


Il Corriere della Sera e il Fatto Quotidiano le riportano, pubblicano frasi estrapolate da un fantomatico diario di Denis Verdini, fiorentino,  diviso fra l’amicizia con Matteo Renzi e la fedeltà a Berlusconi, di cui è stato il potente braccio destro fino ad oggi. Le considerazioni che mi interessano oggi valutare sono legate ai giudizi che i due giornali affermano scritte da Verdini su Matteo Renzi, uomo e politico.. “…e Renzi sulla tolda di comando che - libero da patti - addomestica la tigre comunista alla sua sinistra, prepara rappresaglie, e intanto organizza truppe come faceva Masaniello: quelli con il fazzoletto di qua, quelli senza fazzoletto di là”….. “…Silvio non ha capito che questo qui non fa prigionieri”….. “Matteo lo ammazza, non scherza, mica è D’Alema che abbaiava solamente. e siamo solo all’inizio…”. Tutte considerazioni fatte con ammirazione verso un politico che appare dipinto come spietato, ricattatore, “masianello”…..ottimo e abbondante direi, dette da un personaggio politico discusso, che però sembra essere l’unico di cui si fida il Presidente Renzi nei rapporti con Berlusconi. Allora il patto è in realtà un accordo fra Denis e Matteo fatto digerire o imposto a un Silvio indebolito dalle vicende giudiziarie. Ho conosciuto Denis Verdini circa trent’anni fa quando facevo politica a Firenze. Denis era allora un vispo commercialista della periferia, con interessi nella ristorazione, che iniziava ad affacciarsi alla vita politica del Partito Repubblicano grazie anche ai rapporti della famiglia delle sua seconda moglie. L’ho frequentato allora assai, poi ci siamo persi, l’ho incontrato di nuovo quando era in Consiglio Regionale … l’ultima volta alla chiusura della campagna elettorale persa da Favilla, un saluto breve perché era assediato dai postulanti. Nella mia micro vita politica ho intrattenuto rapporti con diversi leader politici, fra cui Craxi, Amato, Chiti,  ma mi sembrava che si respirasse una aria diversa, ho conosciuto brevemente anche Renzi, allora ragazzo prodigio della Provincia di Firenze. Considerazioni finali: Berlusconi ha fatto tanti errori e tante cazzate, (ma anche tante cose positive), ma mai nei lungi anni del suo governare si è dubitato della libertà e della democrazia. La storia insegna che le dittature nascono dalle grandi crisi economiche……speriamo di poter smentire la storia.