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mercoledì 13 maggio 2015

Nottolini: proposta

Dopo aver esaminato l'altra volta il critico smaltimento delle acque piovane e il pericolo delle alberature per l'Acquedotto Monumentale del Nottolini si deve osservare che la situazione più tragica rimane quella dei "Torrioni", quello di arrivo delle acque a San Concordio, da cui inizia il percorso sotterraneo verso le Mura e la Città e quello di partenza delle arcate sui monti pisani. Il tragico degrado si vede ampiamente dalle foto e non occorre illustrarlo. E' così da oltre 20 anni e quindi le colpe di Tambellini sono solo per gli ultimi tre anni. Rinnovo la proposta che feci all'allora Sindaco Favilla, di passare la parte monumentale del Nottolini all'Opera delle Mura, organo tecnico che forse poteva e potrebbe controllare ed intervenire sulla conservazione del monumento con più attenzione degli uffici comunali, impegnati in tanti altri interventi. Passaggio che troverebbe ancor maggior utilità ora che la Fondazione CRLucca ha di fatto "commissiariato" sui lavori di restauro l'Opera delle Mura (giustamente) intervenendo efficacemente e opportunamente sul recupero delle Mura urbane. Con questo passaggio del Nottolini all'Opera, la Fondazione CRLucca, potrebbe come fatto con le Mura, più efficacemente intervenire direttamente sul complesso monumentale e, in più anni, arrivare all'opportuno restauro. Tra l'altro la messa in sicurezza del Torrione di San Concordio consentirebbe di attivare la visita, anche turistica, sei del terrazzo da cui si gode una vista stupenda di tutto il complesso che del tratto interrato dell'acquedotto storico, non più in uso, che sottopassa la linea ferroviaria, la circonvallazione, le Mura, per arrivare nel sotterraneo del Baluardo San Colombano. A suo tempo feci fare l'esplorazione di questo condotto, eseguito gratuitamente dal Gruppo Speleologi Lucchesi, che con passione fecero tutto il percorso evidenziando una sufficiente conservazione del condotto con un unica pecca: nel percorso sotto gli spalti, il condotto sarebbe attraversato da un tubo moderno, si pensa della fognatura (la Soprintendenza pisolava) che rende difficile il passaggio in quel punto. Per la parte di città il condotto sotterraneo si dipana in più direzioni verso le fontane pubbliche, un ramo si può ancora vedere scendendo da una porticina accanto all'oratorio di S. Giuseppe in piazza Antelminelli, ma il ramo pricipale è anche questo interrotto nei pressi dell'Arcivescovato, dal passaggio segreto sotterraneo fra Cattedrale e Vescovato che sostituì il passaggio areo, abbattuto a suo tempo.