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martedì 29 settembre 2015

Fondazione CRLucca: si avvicina l'Isis???

Aldo Grandi, giornalista e scrittore, livornesaccio trapiantato a Lucca, è anche l'editore-direttore della Gazzetta di Lucca, che spesso pubblica notizie che non si trovano altrove o approfondisce minuziose inchieste su fatti scabrosi, il tutto condito con irriverenza livornese anti casta.
In questi giorni la Gazzetta come altri mass media lucchesi ha pubblicato alcune ardite esternazione di Marco Chiari sui pregevoli lavori che la Fondazione CRLucca sta facendo per il positivo recupero delle Mura monumentali di Lucca, evidenziando una presunta grande differenza fra i preventivi e i consuntivi di spesa ed anche una sospetta ripetitività nelle ditte assegnatarie dei lavori.
Su queste dichiarazioni di Marco Chiari pochi sono intervenuti per chiedere chiarimenti ma Aldo Grandi si è spinto molto più in là, paventando sulla Gazzetta il nascere di una lotta intestina alla Fondazione CRL in previsione della scadenza e non più eleggibilità del Presidente Lattanzi, nel 2017.
Fantasie esoteriche di un giornalista d'assalto?? Non credo.
Le stesse esternazioni di Chiari, che vanno a "toccare" da un lato un tradizionale e indiscusso centro di potere della Lucca che conta e dall'altro il potente Dirigente Tecnico Mungai, esposto politicamente nel segno del PD, nonchè Sindaco di Massarosa, trovano difficile spiegazione se non sono adeguatamente sorrette da documentazioni, che per ora nessuno a visto.
Ne sembra credibile che Chiari si sia mosso per un desiderio di moralizzazione delle vita amministrativa locale, attaccando un opera pubblica, quale il restauro delle Mura, certamente indispensabile e anche, in vero fino ad ora, pregevolmente realizzato.
Il buon Grandi si pone la domanda "Cui prodest?" E ipotizza l'inizio di una lotta interna per la successione a Lattanzi nel maggior centro di potere e di soldi della intera Toscana.
Le ipotesi di successione evocate da Grandi sono a mio parere carenti perchè non considerano che la stessa nomina di Lattanzi, anni fa, fu oggetto di scontri fra due gruppi e lo stesso PD ricercò fino in fondo di compartecipare a questa elezione, allora, con poco successo.
Che adesso ci riprovi è credibile perchè il PD è certamente ben messo nelle stanze del potere economico lucchese, nella Confindustria, nel Banco Popolare e riuscire a contare nella elezione del nuovo Presidente della Fondazione ed acquisirne meriti è certamente nelle sue corna.
Anche nelle elezioni passate di Confindustria, fra poco nuovamente in scadenza, vi è stato un intervento pesante di esponenti del PD, con alterne fortune, per la difesa dell'autonomia dalla politica rivendicata a ragione da una buona parte del mondo economico lucchese.
Un situazione in grande movimento, che andrà seguita per capire quali saranno le forze in campo, gli schieramenti, le alleanze in costruzione.
Spero che anche il centro-destra metta la testa su queste cose, che determinano poi le grande scelte sul territorio, quanto meno per evitare la politicizzazione nella nomina di queste responsabilità, che è cosa giusta e da ricercare. I Partiti non possono lottizzare anche queste nomine.

francesco colucci x riformisti italiani lucca




sabato 26 settembre 2015

Marco Chiari e la Fondazione CRLucca

Non ho molta simpatia per Marco Chiari, come politico, ma devo riconoscere che ha un grande coraggio a "toccare" la ultrapotente Fondazione CRLucca e il responsabile dell'area tecnica, Mungai, anche Sindaco PD di Massarosa, sugli appalti e i lavori, per milioni di euro sulle Mura.
Mi auguro che abbia fondate notizie dall'interno per queste sue pesanti esternazioni.
Queste sue dichiarazioni mi fanno tornare all'indietro nel tempo, quando iniziarono le procedure di restauro delle Mura Urbane.
Come noto lo stanziamento di 8 milioni di euro per le Mura da parte della Fondazione CR fu concordato fra il Presidente Lattanzi, l'allora Sindaco Favilla e il sottoscritto che, come Presidente dell'Opera delle Mura, aveva sollecitato pubblicamente l'urgenza di un programma poliennale di restauri, resi più urgenti dal crollo della Casa del Boia. (Decisione Fondazione CRLucca pubblicata in data 12.11.2011).
Ricordo di aver invitato più volte il Sindaco Favilla a dare inizio ai lavori sulle Mura, lavori che non partivano perchè la Fondazione CR aveva piacere di fare direttamente appalti e lavori mentre l'ufficio tecnico del Comune ne rivendicava l'operatività, essendo le Mura un bene del Comune.
A dire il vero i lavori sarebbero dovuti competere all'Opera delle Mura che per Statuto è vocata a questi restauri conservativi, ma come Presidente sgombrai subito il campo dichiarando che l'Opera rinunciava volentieri a fare gli appalti chiedendo unicamente di iniziarli con urgenza, lasciando a se stessa solo il controllo sui lavori stessi.
Il Sindaco Favilla, di fronte  a questa discussione fra Tecnici della Comune e della Fondazione su chi doveva fare gli appalti, da buon democristiano, preferì sospendere il tutto aspettando che il tempo sanasse le diatribe.
Inutilmente sollecitai più volte il Sindaco a partire con i lavori dato che anche si avvicinavano le elezioni comunali e fare campagna elettorale avendo fatto partire 8 milioni di lavori di restauro sulle Mura mi sembrava un buona cosa per tutti. Ma Favilla era convinto di vincere le elezioni facilmente e prese la decisione di rinviare gli appalti, a dopo la consultazione elettorale.
Elezioni che invece andarono come tutti sapete.
Ovviamente il nuovo Sindaco, Tambellini, campione di ignavia, rinunciò subito agli appalti e ai lavori diretti a favore dell' Ufficio Tecnico della Fondazione CRL.
Le esternazioni attuali così stringenti di Marco Chiari, mi fanno ripensare a quei giorni, a quelle pressioni, pur senza malizia.
Credo però che lo scrupoloso Presidente Lattanzi, potrebbe togliere ogni antipatico dubbio dando pubblicità e trasparenza al tutto, pubblicando Appalti, Consuntivi, Ditte e anche Consulenze sugli eccellenti lavori di restauro delle Mura fin qui fatti, lavori utilissimi, pregevoli, indispensabili, ma invero un po costosi.
Francesco Colucci x Riformisti Italiani Lucca


venerdì 18 settembre 2015

Immigrati: accogliamo i Cristiani perseguitati da guerre e fondamentalisti musulmani

Qualche malalingua comincia a sussurrare che Papa Francesco tenga più ai Musulmani che hai Cristiani. Certo una bestialità da non condividere, ma l'esistenza nel mondo di milioni di perseguitati cristiani di cui pochi parlano che sono anch'essi alla ricerca di un rifugio da guerre e persecuzioni  da parte di fondamentalisti musulmani, potrebbe far pensare a Matteo Renzi e anche a Papa Francesco che forse sarebbe meglio soccorrere nel nostro Paese questi Cristiani che hanno radici comuni con noi anzichè ingolfarci di miscredenti che spesso hanno la cattiva abitudine di odiare le nostre tradizioni e le nostre abitudini.
Ho letto un ottimo articolo su questo tema da un importante giornalista su "Il Giornale" e ne faccio partecipe i nostri lettori ove fosse a loro sfuggito.
L'opinione di Alessandro Sallusti su "Il Giornale"
Più che per motivi umanitari, la Cancelliera si è mossa per evitare un'invasione indiscriminata. «Mi prendo un po' di siriani», ha annunciato, aprendo per due giorni le frontiere e riscuotendo l'applauso di mezzo mondo. Nessuno si è sognato di darle della razzista perché discriminava i profughi per nazionalità o razza. Ha ritenuto che i siriani fossero più compatibili di altri con la società tedesca e così ha fatto.
Allora io faccio una proposta. Il governo italiano apra un corridoio umanitario preferenziale per accogliere, nel limite delle nostre possibilità o quote decise da accordi internazionali, profughi cristiani. Parliamo di un esercito di oltre un milione e 400mila perseguitati che vagano nel mondo in cerca di salvezza. Fuggono da eccidi, persecuzioni e torture che subiscono per il solo fatto di essere cristiani. Scappano da Siria, Irak, Pakistan, Nigeria, Eritrea e altri Paesi dove regimi islamici fanno da carnefici o, nella migliore delle ipotesi, lo lasciano fare a bande di estremisti. Delle oltre duecentomila persone sbarcate quest'anno sulle nostre coste, si calcola che almeno uno su otto sia cristiana: parliamo quindi di ventimila disgraziati fratelli di fede. Molti di loro si sono portati appresso il certificato di battesimo pensando costituisse un lasciapassare nell'Occidente cristiano, a maggior ragione nel Paese dove impera il vicario di Cristo. Non è stato così: quel certificato – a differenza dal passaporto siriano caro alla Merkel - è ritenuto da noi carta straccia. Non voglio scomodare Papa Francesco, che ha molte cose a cui pensare, ma quel gregge di fedeli perseguitato perché crede nel nostro stesso Dio, disperso nei nostri campi profughi o accampato in chissà quale periferia, merita una corsia preferenziale. Riconoscendo, come sosteneva l'atea Oriana Fallaci, che «è il cristianesimo a garantire la libertà dell'Occidente».
Se la statista Merkel può dettare le sue preferenze, perché il nostro governo non potrebbe fare altrettanto? Senza scomodare il basilare concetto di «immigrazione culturalmente compatibile» caro a una parte della Chiesa, facciamo valere nelle graduatorie degli aventi diritto all'accoglienza il certificato di battesimo. È un bel passaporto. Lo stesso nostro.


lunedì 14 settembre 2015

Processione: prepotenza devastante e stupidità mediatica, di Gesuitica memoria.

La decisione stupidamente prepotente e devastante della Curia lucchese di far partecipare in forma ufficiale un delegazione di clandestini musulmani con tanto di cartello propagandistico alla millenaria Processione di Santa Croce è un nuovo fatto politico di ingerenza della Chiesa di Papa Francesco e dei suoi seguaci, in Italia.
Se non vi fosse stata la pubblicità voluta, l'esposizione mediatica, il cartellone pubblicitario, nessuno avrebbe certo avuto nulla da obiettare che alcuni clandestini musulmani che lo desideravano, partecipassero a un evento religioso pubblico. Così invece il fatto è solo una presa di posizione politica, forte e provocatoria, esercitata all'interno di una Processione millenaria particolarmente sentita dai lucchesi. Penso agli anni in cui Vescovi intransigenti hanno tuonato contro la partecipazione alla Processione di Associazioni Cattoliche e Culturali che volevano sfilare con le loro insegne, bande, compagnie.
Voglio ricordare le parole di Papa  Wojtyla:  "Guai ai sacerdoti che fanno politica nella Chiesa” 
Più volte ho ricordato come invece questo Papa Francesco abbia restaurato un interventismo religioso fazioso e di parte, nella politica italiana, che se non altro ha fatto risorgere, in molti di noi Laici, la volontà di contrastare questo revanvfascismo religioso, dopo decenni di pace sociale e religiosa, sotto Papi illuminati.
Credo che tutto sia solo l'inizio e trovi fondamento nella cultura e professione Gesuitica di questo Papa, che è stato anche Generale di tutti i Gesuiti in Argentina.
Gesuiti del sud america che hanno elaborato e portato avanti nei decenni passati la Teologia della Liberazione, che tante divisioni e lutti ha portato nel mondo.
Si deve leggere la storia dei Gesuiti nei secoli e sopratutto negli ultimi cinquant'anni per capire cosa sta succedendo in Italia oggi dove per la prima volta nella storia delle Chiesa viene eletto un Papa Gesuita che nei secoli hanno espresso solo il "Papa Nero" come veniva chiamato il Generale dei Gesuiti, un ordine strutturato militarmente dal suo Fondatore.
Nei prossimi giorni proverò a esplicarne le conseguenza che sono ancora tutta da venire.
Credo che sarebbe utile rileggere l'intervista del senatore lucchese Marcello Pera in estate al Corriere della Sera, ma anche valutare che il primo a combattere queste teorie gesuitiche moderne è stato Papa Giovanni Paolo Secondo che  ne fu un grande oppositore. 
Egli accusava i Gesuiti di essere politicizzati volendo imporre la loro visione sociale vicina al socialismo, rischiando di creare una frattura tra una Chiesa dei poveri e una Chiesa dei ricchi. 
Papa Giovanni Paolo Secondo colpì con varie sanzioni disciplinari i dirigenti dei Gesuiti e arrivò a nominare personalmente e direttamente il successore di Arrupe nella Compagnia di Gesù, opponendosi al candidato più liberale che era stato scelto dalla Congregazione dell’Ordine. 
Già nel 1979, in Messico, Wojtyla dichiarò che “la concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si concilia con la catechesi della Chiesa”. 
Su queste cose occorre iniziare a riflettere ed io lo farò pubblicamente a giorni.
francesco colucci




giovedì 3 settembre 2015

Papa Francesco, perché ??

Riprendo solo per attimo il discorso sul nuovo e preoccupante interventismo della Chiesa sulla politica Italiana, come faceva una volta dopo guerra.
Papa Francesco ha recentemente fatto appello per una amnistia generalizzata, trovando l'apprezzamento di Pannella e il diniego di Alfano.
Al di là della considerazione nel merito, non si capisce perchè il Papa voglia intervenire in queste cose di stretta attinenza politica e lo faccia solo in Italia.
Perchè non ha parlato di amnistia in Germania e Spagna? Perchè non ha parlato contro la pena di morte in Cina e in USA?
Parla solo per l'Italia, come fosse un capo di un Partito Politico...questo è quello che non va bene.
L'invito ai preti ad assolvere i responsabili pentiti di aborti è perfetto sono quelle le cose su cui è giusto che intervenga.
Questo per la completezza sul discorso sul Papato Francescano.
francesco colucci