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giovedì 10 dicembre 2015

Lucca come Praga nel 1988

Le mie ansie di fare cose diverse nella vita e le necessità del momento mi portarono, a fine degli anni 80 a Praga, alla ricerca di attività da realizzare, guidato da alcuni "compagni comunisti" che già brigavano lavorucci con il governo comunista di Husak. Sono stato molte volte a Praga fra la fine del 1988 e il 1991, anche per le feste di Natale e posso testimoniare il trapasso fra un paese con il comunismo imposto dai panzer sovietici e la democrazia dal basso, fatta di resistenza passiva, manifestazioni rischiose, movimenti di popolo. Ho visto prima una Praga natalizia, deserta, spoglia, buia e dopo un Praga scintillante, con mille luci improvvisate, gioiosa, che mascherava le ferite inferte alla città dalle truppe di occupazione, con l'entusiasmo di chi si accinge a nuova vita. Quella vigilia di Natale a Praga del 1998 mi ricorda Lucca di quest'anno: senza il calore delle mille luci natalizie di una volta, senza segni importanti dell'essere Natale.... anche la Pista di Ghiaccio si è adeguata. A Praga ci solo voluti cinquanta anni di comunismo qui a Lucca sono bastati quattro anni di Tambellini. Una città buia, sporca, ricca di accattoni e gruppi di clandestini che pur non facendo nulla, fanno temere ad anziani e donne, bande di teppistelli, che con quattro scapaccioni potrebbero essere dispersi, imperversare nelle vie del centro. Come allora a Praga  delatori di fantomatiche organizzazioni segrete, partigiani ottusi del centro storico, denunciano ogni tentativo di risvegliare la città, chiedendo i Gulag della Siberia per i trasgressori (e Tambellini esegue). La speranza che lessi allora negli occhi dei Cechi vedo oggi in quelli dei Lucchesi: alle prossime elezioni manca poco più di un anno e due Natale, poi possiamo liberarci del "catto-comunista" per eccellenza, con il voto.

francesco colucci x riformisti italiani Lucca