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domenica 31 gennaio 2010

Mostre, Mostrucce.... ad altro ancora

Sono stato a Torino, per "istruirmi" su due Mostre, legate al bello, al lusso.
L'idea è capire cosa si può addattare al nostro territorio per un evento d'elite: Piccolo ma esclusivo.
Non s'inventa ormai più niente, se va bene si copia......modificando.
Ho visitato d'apprima, al Museo di Antichità di Torino, Luxus: Il piacere della vita nella Roma Imperiale, un percorso nel piacere e nella gioia di vivere dell’antica Roma.
Piacere di vivere, gusto del bello, lusso e arte sono espressioni umane in grado di travalicare il tempo permeandosi di preziosità, eternità, unicità. Due i percorsi: Il lusso della mente, Il lusso del vivere.
Otto euro d'ingresso: Alcune cose molto belle, pregevoli i richiami agli epigrammi di Marco Valerio Marziale, ma insufficienti i pezzi messi in Mostra.
Una bella, ma piccola Mostra, con un'ottima "comunicazione".
Il pensiero mi vola subito a "Mito e Bellezza", una eccellente e completa Mostra a Lucca, con una insufficiente comunicazione.
Ho visitato poi, a Palazzo Madama, la Mostra "Porcellane Imperiali dalle collezioni dell'Ermitage". Pochi pezzi, ma entusiasmanti. Lusso sulla tavola, scenografia teatrale del banchetto. Molti spunti da utilizzare.
Non ho fatto in tempo a vedere al Castello di Racconigi, "I giorni della Czar" rievocante la visita a Torino nel 1909 di Nicola II, Zar di tutte le Russie: spero di trovare il tempo per tornare.
Ma un passo indietro lo devo fare su Palazzo Madama, a parte le magnifiche sale museali e i pregevoli oggetti esposti (biglietto comulativo museo + mostre euro 7,50, orario feriale 10-18, domenica 10-20) mi si sono lustrati gli occhi al megagalattico modernissimo ascensore costruito all'interno di una delle quattro antichissime torri del Castello-Palazzo degli antichi Savoia-Acaja. Velocissimo unisce i vari piani del Palazzo e ci porta alla veduta sulla città all'apice della vetusta Torre.
Penso allla Torre Guinigi, alle sue scale e..... a quando riusciremo a dissipare la "borbonite lucchese" che ci impedisce di "volare alto"......
In questo giorni di discussione a Lucca sul futuro del Mercato del Carmine, sono tornato a vedere Eataly, dopo oltre un anno dall'ultima volta. E' sempre più bello, più efficiente, più affollato.
Eataly: .....Il marchio riunisce un gruppo di piccole aziende che operano nei diversi comparti del settore enogastronomico: dalla celebre pasta di grano duro di Gragnano alla pasta all'uovo langarola, dall'acqua delle Alpi Marittime piemontesi al vino piemontese e veneto, dall'olio della riviera di Ponente ligure alla carne bovina piemontese, e ancora salumi e formaggi della tradizione piemontese italiana. Eataly propone dunque il meglio delle produzioni artigianali a prezzi assolutamente avvicinabili, riducendo all'osso la catena distributiva dei prodotti e creando un rapporto di contatto diretto tra il produttore e il distributore finale, saltando i vari anelli intermedi della catena...... 
Eataly, in zona Lingotto, nell'ex fabbrica della Carpano, un grande Mercato: enormi banchi di vendita al pubblico, che gira con carrelli e paga alle casse, come al supermarket, ma che può anche degustare ai vari banchi, i prodotti esposti.
Al banco della verdura decine di proposte vegetariane, al banco del pesce, della carne, dei formaggi, della cioccolata, degustazioni d'eccelenza a prezzi giusti.
Ho pranzato al banco del pesce, due piatti: Salmone selvaggio affumicato e Cruditè di tre qualità di ottimo pesce da lisca, un bicchiere con le bollicine di Asti, per 23 euro + in omaggio la degustazione di un'ostrica di Mont Saint  Michel, .....eccezionale.
In ogni banco di vendita del Mercato é presente un'offerta di un prodotto ad un'euro, ma ne puoi acquistare solo uno per banco: mi sembra un'ottima idea per far assaggiare a tutti un prodotto tipico ad un prezzo eccezionale. Non si finisce mai di imparare, nella promozione.....come nel resto delle cose.
Ho letto che una delegazione di amministratori lucchesi che debbono decidere cosa fare del Carmine (dopo appena una trentina d'anni) sono venuti qui a Torino a vedere Eataly.
Speriamo che siano stati ad occhi aperti. Il Carmine sarebbe perfetto, ma tutto, compresa la ex Chiesa, che non può essere "ceduta" ad una ennesima catena di pannuccia.
Facciamo finalmente questo centro di valorizzazione dei nostri "grandi" prodotti tipici, con operatori lucchesi se è possibile oppure con Eataly che potrebbe anche essere interessata ad un nuovo punto vendita dopo quelli di Torino, Milano, Bologna, Tokyo, ma anche di Pinerolo, S.Vittoria D'Alba e Genola, purchè incentrato sui prodotti del nostro territorio.

venerdì 29 gennaio 2010

Com'è triste Lucca in gennaio......

Come era diversa Lucca solo pochissimi lustri fa:  Lucca era una desolazione per 11 mesi l'anno. Vie e piazze semi deserte, solo due ore di "struscio" al sabato, facendo due "vasche" per occhiare  abbottonatissime signorine, che a prima di buio si eclissavano in bici. Non un tavolino fuori di un Bar, anzi la moda era il Caffè: De Simo, Pult, Pera, Casali, rigorosamente seduti all'interno, fra anticaglia di mobili e camerieri con il farfallino spiegazzato. Solo nel mese di settembre, le tre Fiere, portavano un po' di contado a fare spese in città. La Luminara e la Sacra Processione del 13, facevano vivere "un brivido" di popolarità a questo misconosciuto pregevole centro storico "drento" le Mura. Ma i più lontani arrivavano da Lamporecchio, al seguito dei brigidinai. Le macchinine del Giannotti, erano festa grande. Poi arrivava la Fiera delle "carogne" e tutto finiva li, fino al prossimo settembre. Sparuti concerti di sagaligni orchestrali allietavano la "casta", riempiendo a mala pena lo storico "ridotto" del Giglio. Il circolo dei nobili racchiudeva vecchie signore ingioiellate e brizzolati commercianti a smazzar carte e bere un "cognacchino" di Vecchia o di Stok che fosse. Se all'epoca qualche coraggioso turista veniva un'oretta a girare per città, era seguito con curiosità e segnato a dito. In Consiglio Comunale si discueteva se coprire via dei Fossi per farne una moderna strada che collegasse S.Marco a Corso Garibaldi. Villa Bottini, abbandonata da decenni, era un roveto ove pascolavano bisce e bodde in libertà. Sulle mura la sera si facevano le corse con le 500 "truccate abarth", e flanella ai platani dei baluardi. Vicino a Beppe il bugiardo, il Perduca, albergo ristorante, faceva tendenza, si giocava a boccine o stecca alla Stella e alla Fanciulla. Gli affittacamere a Lucca erano sei, sempre gli stessi da oltre ventanni.
Poi in pochi anni tutto è cambiato. Bar e ristoranti sono fioriti, i tavolini sono spuntati come funghi d'ottobre nelle piazze, alberghi e bed and breckfast sono divenuti oltre 160, il commercio si è trasformato e consolidato, decine di catene ci hanno sommerso, sono nate nuove professioni, buona parte dell'economia  è andata sul terziario, la vita culturale della città è esplosa, come gli spettacoli nelle vie e nelle piazze.
Che cosa è successo?
Semplice: il Turismo ha scoperto Lucca, ovvero Lucca ha scoperto i turisti.
E la vita in città per quasi tutto l'anno è gioia, lavoro, impegno.
Solo gennaio non ha turismo e Lucca torna quella di prima: come è triste Lucca in gennaio.

lunedì 25 gennaio 2010

Maiale assassinato! Tutti i particolari in cronaca.

Erano più di trentanni che non partecipavo ad insaccare un maiale in casa. Mia figlia lo voleva fare, come aveva visto da bimba e così è stato. Un bel maiale allevato e assassinato da un amico, oltre 190 kg morto.
La mattina alle 7 in un capannone freddo e spoglio (-3) un vecchio "norcino" raccomandato dall'amico Rolando, dell'Antica Norcineria, lavora svelto e preciso: taglia i cosci, che diventeranno due bei "Bazzoni", separa le mezzine, il lardo, il fegato e la sugna (olio animale da conservazione e da cucina, dalla  notte dei tempi).
Su un trespolo di ferro con sotto fuoco di legna, in un'antica "massaia",sobollono la testa e le frattaglie del maile. Sta nascendo il "Biroldo", per altri sanguinaccio, mallegato, per i Friulani sanganèl, morcella per spagnoli e portoghesi, blutwurt per i tedeschi. Ma il nostro Biroldo è un'altra cosa, una delizia del palato, un valido Presidio Slow food, della Garfagnana.
Il Norcino é uno dei più antichi mestieri del mondo, che rese nobili gli Aldebrandi a Roma: E' arte vera, capacità di "leggere immediatamente i tagli migliori da fare" ma sopratutto custode di segreti che si tramandano di padre in figlio, nell'uso delle spezie, che spargono con misura sparagnina sui triti del salame e della salsiccia, irrorati da un  bianco, per profumare e meglio amalgamare, le carni da insaccare nei budelli nettati ed ammorbiditi.
Che siano segreti veri lo testimonia la cura con cui chiudono i sacchetti delle spezie e delle erbe (quattro diversi) e li ripongono nelle saccche bisunte che subito sigillano per gli occhi indiscreti.
Lavora svelto il Norcino, ma fa anche friggere a fuoco vivo, in un tagamino annerito, un poco di sugna e pezzi sparsi di maiale, che vengono divorati ardenti, passandoli di mano in mano e spenti in un "bicchierozzo di quello bono", bicchierozzo che accompagna il viaggio all'interno del maiale, per tutto il giorno. Lardelli fritti nella sugna e gotti di vino alle 8 di mattina.....ed il freddo comincia a sfumare....
La parte degli assaggi più truculenta è quando viene rovesciata la massaia sul piano di legno ed il Norcino svelto pulisce testa ed ossi, separa gargozzi e lardelli e ti lascia sul bordo quattro o cinque pezzi bollenti che sono "il culatello" del bollito, da inzuppare nel sale sparso sul tavolaccio e da ingoiare subito: una delizia, ma.... se tardi, è..... un ammasso gelatinoso e sconvolgente.
Si unisce ora il sangue del maiale, le polveri segrete, si assaggia con un  dito: "va bene" sentenzia il Norcino, si insacca e si rimette a bollire nella vecchia ex massaia, con un passato nobile.....dai tanti bucati bolliti con cenere e ...lisciva.
Siamo ora alle fasi più guduriose: si salano, drogano e arrotolano le mezzine, si sala il lardo alla Garfagnina, (altro che Colonnata) con ramerino e spezie, si legano i salami e le salsicce, il cui impasto si è steso sul pane caldo, per provarlo..... lussuria dei sensi.
Il Maiale, il Norcino una delle storie infinite del mondo, delle nostre tradizioni, della nostra arte culinaria.
E' stato presente tutto il giorno il mio nipotino, Luca, sei anni, una ragazzo fortunato perchè ha visto dal vivo (molti ragazzi nelle metropoli non lo vedranno mai) uno dei processi della vita: dalla morte di un animale allevato la creazione di una ricchezza alimentare che tanta parte ha avuto nel passato per fra vivere intere famiglie e che tanta parte ha oggi per "alimentare" la nostra tradizione enogastronomica che arricchisce di molto e bene l'offerta turistica del nostro territorio. Puccini e salame.... appunto.

domenica 24 gennaio 2010

"MONDO CANDIDO"

Quando ho dovuto riempire per l'iscrizione a Facebook la casella "autore preferito" non ho avuto esitazione a scrivere Giovannino Guareschi. Giornalista,scrittore, umorista, fondò insieme a Giovanni Mosca il celebre settimale umoristico "Candido". Il suo nome è legato alla notissima serie di opere incentrata sui personaggi di Don Camillo e Peppone.
La freschezza e l'attualità del messaggio di Giovannino  si dipana attraverso una Satira feroce dei tragici avvenimenti del dopoguerra Italiano. E' il tempo di: "a da venì ...baffone", del trinariciuti comunisti, del triangolo emiliano della morte, dell'approvazione dell''art.7 della Costituzione, del ritorno dei prigionieri di guerra, delle Foibe, delle sanguinose vendette "politiche", dell'assassioni dei preti emiliani, del"Fronte per Garibaldi", del nascere del qualunquismo italiano.
Sto rileggendo in queste notti "Mondo Candido" 1946-1948 e "Mondo Candido" 1948-1951 (edizioni Bur, ormai rare) una selezione accurata delle migliori pagine satiriche della Rivista Candido di quegli anni.
E' giusto ripercorrere la vita intensa e "cattiva" di quegli anni, le sofferenze di un popolo che si vuole riscattare da una guerra mondiale persa e da una guerra civile vinta, dalle distruzioni di intere città, dalla fame e dalla disoccupazione, come li hanno descritti due grandissimi scrittori satirici quali Guareschi e Mosca, due "uomini contro" quello che era l'allora "vento del nord" che molti predestinavano vincente, quando si aspettava da un momento all'altro la cosidetta "rivoluzione comunista" e l'arrivo dei Cosacchi di Stalin ad abbeverare i cavalli nelle fontane all'interno del loggiato del Bernini a Roma.
Poi la sconfitta del "Fronte", l'amministia generalizzata, la legge "Truffa", Trieste Italiana, la zona B,
Soprattutto la volontà di un popolo, quello Italiano, che ha saputo risollevarsi, riscattarsi, ricostruire una identità nazionale, la sua dignità di popolo, fino a raggiungere la mecca di allora: "il cosidetto Boom Economico" degli anni sessanta. Dei Frigo, delle Lavatrici, delle Radio e delle TV.
Una corsa nel "tempo che fu", con le parole e gli schizzi di Giovannino Guareschi, dagli anni di guerra e di prigionia ai tempestosi anni del dopoguerra. Avvero il viaggio verso la democrazia, come lo chiamana lo stesso Giovannino.
Leggere con gli occhi "feroci" di un grande della Satira: l'agonia di un Regno, la nascita delle Repubblica e della Democrazia. attaverso pagine di dolore, di sangue, di rinunce, ma anche di eroismi, di slanci, di speranza, di fede fa bene soprattutto nell'Italia ed in un mondo di oggi sconquassato di una crisi finaziaria, certo grande, ma solo economica di fronte ad un passato in cui non vi era più nulla, ne economia, ne case, ne lavoro, ne dignità: solo fame, disoccupazione, disonore: ma da cui i nostri padri sono riusciti a riemergere con forza, coraggio e determinazione.
Dal passato dunque un messaggio di fede e di speranza per noi e per le future generazioni.
Leggere del nostro passato non può che fortificarci e chiamarci a dare di più, ogni giorno per la vita dei nostri figli, dei nostri nipoti, per la nostra società italiana.
Per quei famosi "valori condivisi" di cui ci parla spesso il Presidente della Repubblica e che gli odi politici della seconda repubblica, molto simili a quelli del dopoguerra, impediscono di essere ritrovati.
Ma allora alla fine lo furono e lo saranno ache questa volta. Ne sono certo.

venerdì 22 gennaio 2010

NUOVE DIGHE, NUOVI LAGHI, NUOVE ALLUVIONI.

Desidero tornare sull'alluvione, evento straordinario d'acqua.....per approfondire un rinnovato e non so quanto gradito nuovo rapporto di Lucca con l'acqua.
Rinnovato perchè è noto, che molti indicano il nome LUCCA derivato dal celtico-ligure LUK: luogo di paludi.
Quindi Lucca,  nei tempi dei tempi, era un luogo palustre, anzi Lucca sarebbe sorta su piccoli isolotti, tra le acque esondanti dal fiume Auser. (sembra che il primo isolotto edificato e fortificato sia quello ancor oggi più elevato di Piazza S.Giusto e del palazzo Gigli da tempo sede della Cassa di Risparmio di Lucca SIC!).
Gli antichi Romani prima e poi i nostri avi Longobardi lottarano aspramente per regimentare gli antichi tre rami dell'Auser e bonificare tutta la piana di Lucca, fino alla sponde del lago Sextum, il più esteso lago della Toscana.
Poi la "buonanima" costruì una delle prime austrade d'Italia: la Firenze Migliarino, che fu raddoppiata negli anni del boom economico ed ora è in attesa di essere triplicata, perchè quasi non più agibile le domeniche d'estate.
Proprio l'autostrada, per la scarsa manutenzione degli scoli delle acque, che dal monte vanno verso il basso (l'ex lago di Sestum) sottopassando il manto stradale, creano, in caso di precipitazione piovose abbondanti, un lungo ed ininterroto nuovo lago, che dall'austrada incolla verso Lucca e Capannori, allagando campi, minacciando le case e corti vicine.
Percorrendo l'autostrada fra Montecatini e Lucca sembra di essere fra Miami e Key West, solo che queste acque non sono il mar dei Caraibi, e la casa di Ernest Hemingway non si vede.
Per questa minacciata alluvione, che si ripete e si allarga anno dopo anno, non ci sono mancanze di fondi: sarebbe sufficiente che le autorità preposte (Provincia?, Comuni?,Consorzio di bonifica? non so) intimassero alla ricca società Autostrade di fare le manuntezioni periodiche dei numerosi sottopassi di acque, li pulissero periodicamente, consentendo alle acque di sottopassare l'autostrada e defluire verso la bonifica di bientina e l'Ozzeri.
Forse è troppo semplice perchè venga fatto o forse l'idea è quella di far tornare pian piano a Lucca e Capannori fra le acque.
Anche perchè se si passeggia nella bonifica del ex lago di Sesto vediamo che le acque si stanno rimpadronendo del territorio bonificato.
Un grandissimo lago privato, ricco invero di meravigliosi uccelli acquatici bianchi e rosa e di saporiti germani reali, è sorto nuovamente nell'antico Porto del Compitese ed altri terreni si stanno sommergendo di nuovo.
Se questa è la volonta dell'uomo lucchese moderno, cioè tornare indietro dalle bonifiche fatte dai nostri avi, si dica chiaramente, se ne parli nelle sedi opportune, fra la gente e se ne faccia una cosa condivisa e preparata.
Se acqua deve essere: che sia, ma in maniera scientificamente organizzata e non per "non disturbare" la Società Autostrade o per la volontà di quale privato o di qualche pseudo ecologista di paese.
Se no anche alla prossima alluvione ci diranno che era....imprevedibile.

mercoledì 20 gennaio 2010

LA NUTRIA IL LEONE IL CAIMANO

In un precedente mio post dicevo che siamo una Paese strano, vogliamo... "la botte piena e la moglie ubriaca". Cioè vogliamo tutto e solo tutto, cercando di sovvertire anche le leggi della natura che hanno scandito dal "big ben" iniziale la vita del Mondo.
Il delicato rapporto fra le specie e lo sviluppo della vita è regolato dalla "catena alimentare".
".......Le catene alimentari sono un’emblematica espressione di tale delicato meccanismo.
Un esempio: l’eventuale scomparsa dei leoni nella savana africana, per il profano rappresenterebbe la fine di un lungo calvario per zebre, antilopi, gnù e altri erbivori quotidianamente sbranati da tali felini. Invece, sarebbe l’inizio di una catastrofe ambientale enorme; infatti, gli erbivori, non più “selezionati”, si riprodurrebbero in maggior numero mantenendo geni imperfetti tanto da andare incontro all’estinzione della specie, e prima di tutto ciò, consumerebbero una maggiore biomassa di vegetali, a discapito di altre specie viventi che andrebbero incontro alla stessa sorte....(Prof.Pasquale Del Pesce)
Arriviamo allora alle Nutrie: su  Wikipedia leggiamo
"...L'areale originario della specie va da Brasile, Bolivia e Paraguay fino ad Argentina e Cile. A seguito della introduzione per lo sfruttamento commerciale della sua pelliccia (detta appunto pelliccia di castorino) la nutria si è naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa.
A causa del fallimento degli allevamenti per la produzione della pelliccia di castorino, moltissimi individui sono stati liberati intenzionalmente per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Da queste immissioni volontarie, unite alle fughe accidentali, si è originata una numerosa popolazione di nutrie che ben si è adattata agli ambienti umidi europei, compresi quelli più inquinati. In taluni casi la diffusione di questa specie è stata tale da turbare gli equilibri ecologici delle aree in cui è stata introdotta ed è stato necessario adottare drastiche misure per il suo contenimento. Nel 2000 si è stimato che, viste la riproduzione continua e l'assenza di predatori, 250 milioni di nutrie popolino l'Europa. Tuttavia, in alcuni ambienti la nutria è costretta a confrontarsi con diverse altre specie, come linci e aquile, che, cacciandola, permettono la limitazione della popolazione che si rivela a volte dannosa per l'equilibrio degli ecosistemi. Nelle aree (e sono la maggior parte) dove il controllo della nutria da parte dei predatori viene meno per scarsità di numero o totale assenza di questi ultimi, il conseguente sovrappopolamento del mammifero può arrecare ingenti danni economici alle coltivazioni agricole di cui si nutre. Inoltre, la nutria, prediligendo gli argini fluviali per la costruzione della propria tana è divenuta una delle maggiori cause di formazione di fontanazzi.
In Italia la sua diffusione ha subito un notevole incremento negli ultimi anni espandendosi nella pianura padana, lungo la costa adriatica sino all'Abruzzo e sul versante tirrenico sino al Lazio: non è raro osservarla presso laghi o acquitrini, come nelle risaie del Vercellese e nel Parco Agricolo Sud Milano, ma anche nei canali e nei fiumi, persino nei centri delle grandi città (come nel Tevere a Roma, nell'Arno a Firenze e a Pisa, nei canali della bonifica tipici della Pianura Pontina (Latina), nel Bisenzio a Prato, nei Navigli a Milano, nel torrente Parma a Parma o......."
La nutria raggiunge la maturità sessuale molto precocemente: già all'età di 6 mesi i maschi sono in grado di riprodursi. La stagione riproduttiva comprende tutto l'arco dell'anno, con un calo della attività nei mesi invernali. La gestazione dura in media 132 giorni e si conclude con la nascita di 3-6 piccoli. Ogni femmina può avere nel corso dell'anno da 2 a 3 gravidanze, a seconda delle condizioni ambientali e delle risorse trofiche a disposizione.
Nel suo habitat naturale il principale predatore è il caimano. Nelle aree in cui è stata introdotta mancano predatori naturali e soltanto i soggetti più giovani o in cattive condizioni fisiche possono essere in modesta misura predati da cani randagi, mustelidi, volpi, linci, felini selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi.
Conclusioni: la Nutria non è un animale "naturale" del nostro territorio, è fuori dalla catena alimentare europea ed il suo predatore è il Caimano. La sua capacità di riproduzione è altissima, non contrastata da alcun predatore naturale, la sua predilizione è scavare gallerie e tane negli argini fluviali e sono uno delle principali cause di fontanazzi.
Caro Remo sono perfettamente d'accordo con te che non possiamo addebitare alle Nutrie tutte le responsabilità delle alluvioni, dell'incuria per le opere idrauliche, per la mancanza di sorveglianza degli argini, dei dubbi sullo svuotamento delle dighe....ma il problema delle Nutrie esiste. Non possiamo ragionare "il Leone scompare, come siamo contenti per le Antilopi."
Le sviluppo delle Nutrie deve essere contenuto, come quello dei piccioni, dei corvi, di tutte quelle specie animali che non trovando più in natura i loro "competitor" naturali si stanno espandendo in maniera da minacciare le altre specie, fra cui anche l'uomo. E le Nutrie a differenza dei piccioni scavano le lore tane negli argini dei fiumi.

domenica 17 gennaio 2010

Il CALENDARIO DEGLI EVENTI E' "SLOW"

Il 2010 è iniziato ormai da due settimane: la prossima stagione turistica è ormai alle porte, le strutture turistiche hanno già iniziato da mo' a "vendere" la visita a Lucca e alla Valle del Serchio.
Quello che manca ancora è un calendario delle iniziative della Cultura e dell'Enogastronomia dalla primavera all'autunno.
Una recente indagine della Provincia ha acquisito un dato che vede l'oltre 70% degli arrivi turistici avvenire attraverso Internet (fai da te) e solo meno del 30% attraverso tour operatori e agenzie di viaggio.
Se si considera che il dato è riferito a tutta la Provincia, dove la Versilia, per il tipo di turismo è più portata a vacanze organizzate, non ho timore di affermare che ormai quasi il 90% dei turisti vengono a Lucca per scelta e prenotazione diretta soprattutto attraverno il Web.
Tutto questo conferma che avere un ANTICIPATO calendario degli eventi che si terranno sul nostro territorio è oramai INDISPENSABILE se vogliamo confermare, sostenere e implementare le presenze turistiche sul nostro territorio.
Un Calendario anticipato dei maggiori eventi che caratterizzeranno l'anno a Lucca, va ben pubblicizzato certo, ma la sua conoscenza si moltiplica x mille se viene fornito per tempo alle strutture turistiche  consentendo loro di metterlo in rete sui loro Siti pubblicitari e inviarlo per tempo ai loro potenziali clienti.
Si attiva in questa maniera un tam-tam mediatico, un passa parola che viaggia sul Web, che è la migliore promozione turistica del nostro territorio insieme alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali, che viene realizzata dalla professionale promozione delle APT.
Infatti la veicolazione degli arrivi non più attraverso tour operator e  agenzie di viaggio (ormai in grande crisi in tutto il mondo) ma direttamente attraverso Internet, pone scelte coraggiose di mutazione di strategie di promozione turistica. Una volta era sufficente andare ad alcune Fiere Nazionali o locali del turismo, invitare o rapportarsi al alcuni dei principali tour operator e l'80% del lavoro era fatto.
Adesso occorre arrivare alle famiglie, far conoscere a tutti le attrazioni "fisse" e "variabili" di un territorio. Le "fisse" (beni culturali ed ambientali) hanno il vantaggio che comunicandole anno dopo anno rimangono nelle menti dei singoli e quindi è sufficiente "far ricordare" che Lucca c'è, è nel Mondo da migliaia di anni con la sua storia, le sua arte, la sua enogastronomia, per renderci competitivi sui mercati internazionali e nazionale. Ma la parte "variabile" dell'offerta turistica del nostro territorio (eventi dell'anno) è in gran parte nuova, ogni anno, ed occorla farla conoscere per tempo se vogliamo che contribuisca efficacemnte all'offerta turistica complessiva e quindi alla promozione del territorio.
Per questo la parte "variabile" deve essere conosciuta da tutti per tempo, assai per tempo, per consentire di aggiungerla all'offerta "fissa" pubblicizzando il territorio nel suo insieme. "Vieni a vedere le nostre bellezze e troverai anche eventi di qualità.
Nella bassa stagione poi gli evento sono assolutamente derimenti sui possibili arrivi.
Per questa valorizzazione degli eventi occorre poi considerare che gli eventi ripetitivi negli anni (Puccini e la sua Lucca, Digital Photo Fest, Il Desco, Olio e Tesori, Summer, ecc.) hanno il vantaggio di rimanere nella mente delle persone proprio perchè si ripetono ogni anno, rispetto a quegli eventi "casuali" che ogni anno sono diversi.
Questi ultimi a maggior ragione debbono essere conosciuti "per forza" per tempo, più ancora degli altri.
Faccio un esempio: quest'anno riccorrono molti anniversari (Tobino, Raggianti, Pannunzio, ecc.) di regola, giustamente, vi sono proposte di eventi rievocativi.
Sono ricorrenze anticipatamente prevedibili, che si sanno da sempre, e allora per questi eventi non vi è alcuna giustificazione presentarli all'ultimo momento, chiunque sia il promotore.
Non ci possono essere "esenzioni di casta" perchè trattasi di un dovere civico incontrovertibile comunicare per tempo l'evento che si vuole realizzare, quasi sempre con esclusivo finaziamento pubblico (cioè soldi nostri) per essere "utilizzato" per la promozione e l'accoglienza turistica.
Va dato atto agli enti locali che qualcosa si è mosso in questi ultimi tempi (impegno dell'Ass. Bandoni per il Comune di Lucca, Cabina di regia per la Provincia, la Camera di Commercio e le Fondazioni Bancarie) l'attesa ora è per quelle Fondazioni che vivono con i finanziamenti pubblici (Tobino, Ragghianti, Teatro del Giglio ecc.) che non possono tirarsi fuori da questo impegno morale.

venerdì 15 gennaio 2010

Ingrassare è slow: è tempo di reagire

Le feste di Natale, Capodanno e Befana, hanno perso molto della spiritualità di un tempo e sono divenute sempre più occasione di pantagrueliche abbuffate in famiglia e al ristorante.
Negozi alimentari scintillanti, macellerie succulente, gioiellerie del cioccolato che aggiungono nuove fantasie ai dolci tradizionali: nordisti, Panettone e Pandoro e sudisti, Strufoli, Babà e Cassata.
Anche da noi molte pasticcerie e forni hanno imparato a fare ottimi Panettoni artigianali in aggiunta alla storica Befana di Barga, ai Befanotti del Compitese, ai Befanini del Giannotti.
Senti questo, assaggia quell'altro, questo l'ho fatto io, le devi sentire se no mi offendo, ieri ero ospite tuo oggi devi essere ospite mio.
Natale con la suocerà, Befana con i nipotini, l'ultimo dell'anno con ...Colombini, Capodanno con ...Puccini.
E quando giungono gli "innocentini" recita un detto lucchese "finite le feste, finiti i quaini" (così la tradizione) ma si va oltre. Per Sant'Innocenzo vai sulla bilancia e ti viene uno "stranguglione" lucchese.
La bilancia è impietosa, cerchi di "barare", di trovare che deve essere tarata male, ma ....tira tutto, le camice, i pantaloni, .... ti senti goffo, gonfio, impallato e questo.... salva la bilancia dal calcio vendicativo.
Bisogna reagire: oggi sono andato alla Master, una modernissima palestra a due passi da casa ed ho iniziato a .....sudare. I cortesi ed afficienti istruttori ti seguono, ti insegnano, ti incitano: ma .....che fatica!!!
Devo perdere almeno dieci kili, per tornare appena "normale". Ce la devo fare!!
Poi a fine mese inizia Carnevale e non puoi "esimerti" da degustare i "Tordelli lucchesi" un Cult della nostra enogastronomia, nella versione Lucchese, Capannorotta, Garfagnina.
Una delizia, un'arte direi, che le nostre nonne hanno tramandato con successo e che è divenuto uno dei piatti "turisticamente" più famosi e diffuso sul nostro territorio.
E se non ne mangi almeno cinquanta per volta, come fai a giudicare i migliori.
Sarebbe giusto fare un Concorso del Miglior Tordello del nostro territorio:
Ma poi si incomincerà a riprendere peso e bisognerà ...tornare in Palestra. La vita è tutto un "anda e rianda"..
A proposito di Carnevale voglio ricordare quello di Marlia che inizia una settimana prima degli altri:
Il 24 Gennaio 2010 infatti prenderà il via "CarnevalMarlia 2010", che continuerà ogni domenica fino al 21 Febbraio.
Un Carnevale specializzato ed eccezionale per i Bimbi, che si divertono da matti.
Saranno ben cinque le uscite dei carri e delle sfilate in maschera (24, 31 Gennaio, 7, 14, 21 febbraio) con inizio alle ore 14.30.
Il CarnevalMarlia ha inizio dai primi anni del '900 e negli ultimi anni si è specializzato come il Carnevale dei Bambini (non l'assessore...)  I Bimbi sono i veri protagonisti di questo Carnevale, l'altro protagonista è il Patron Paoli, (questo si assessore....) che lavora come un matto, ma che.... si diverte più di tutti.
Un Carnevale che ha iniziato ad essere un punto di riferimento anche per il turismo, perchè ha una formula indovinata, ed anno dopo anno, i suoi frequentatori cominciano ad arrivare anche da lontano.
Bravo Paoli. (...ho detto bravo, perchè in Carri sono realizzati dal Paoli stesso e da altri Marliesi DOC, manualmente ed artigianalmente, colla e vecchi giornali, nelle serate d'inverno, a veglia, come si faceva una volta, raccontando fole (ora si chiamano gossip) e bevendo un bicchiere di "striscino" dell'amico Giuliano.
Salvare e valorizzare le tradizioni della nostra terra, utilizzarle per migliorare l'accoglienza turistica, il commercio, produrre ricchezza, perpetuando per i nipoti, anche il nostro antico patrimonio culturale è certamente bello, anzi.......E' ROCK.

domenica 10 gennaio 2010

ANCHE "LA VALLE DEL BELLO E DEL BUONO" E' ROCK

Ho ricevuto dall'amico Rolando Bellandi, per un parere, una delle prime copie di stampa della nuova Guida del Gambero Rosso dedicata alla Valle del Serchio: "da Lucca in Garfagnana, bellezze e sapori di una Toscana nascosta."
Una bella Guida, fortemente voluta da Rolando, come amministratore della Comunità Montana della Media Valle del Serchio.
Sette itinerari in cui si parla di storia, di bellezze nascoste, di prodotti e piatti tipici, di quelle "chicche" che ormai ricordano solo gli ultraottantenni, nei paesi arroccati sui monti e sui torrenti che corrono impetuosi verso il Serchio.
Una Guida nuova, interssante che valorizza appieno un territorio bellissmo, aspro e antico, che non tutti anche a Lucca conoscono bene.
Sono itinerari da leggere sì, ma anche da fare, la domenica quando il sole comincerà a risalire sull'orizzonte: troveremo botteghe di paese, con i loro prodotti genuini, trattorie nascoste in casolari secolari, allevamenti di trote immerse nelle acque vivaci e cristalline, botteghe del pane: di patate, di farro, di castagne, di formenton, agriturismo appollaiati su colli solatii.
Ed ancora, Chiese e Pievi, Castelli e Rocche, da sempre letti nella storia lucchese, ma mai visitati.
Una occasione da non perdere per ritrovare le nostre radici, quando il fiume, i colli ed il bosco erano le fabbriche di adesso.
Rolando ha forte amore per questa terra, per le sue tradizioni, per i suoi prodotti.
Sulla salvaguardia e sulla riscoperta dei sapori antichi ha costruito un stupenda attività proiettata a 360° su questo territorio.
Anche questa Guida fa parte del suo grande amore per questa valle: La Valle del Bello e del Buono.

sabato 9 gennaio 2010

MITO E BELLEZZA E' "ROCK"

Sono stato a vedere la Mostra "Mito e Bellezza" (http://www.mitoebellezza.it/) a Palazzo Ducale:
E' stata veramente una grandissima, piacevole sorpresa.
Bella, interessante, elegante, gioiosa, sicuramente una delle migliori viste a Lucca.
Il lavoro di Roberta Martinelli e Velia Bartoli è stato eccellente, nonostante gli scarsi mezzi, il quasi disinteresse di molte Istituzioni, l'assenza di una qualsiasi attività organizzata di comunicazione dell'evento.
Tutti dicono (giustamente) che occorre fare eventi in bassa stagione per alimentare gli arrivi e le presenze dei turisti. Fatto l'evento (e che evento), non è stato previsto chi lo farà sapere agli altri, in maniera profesionale e con quali denari. Neppure un "volgare" depliant, su carta "gialla", come si fa per la Sagre della salsiccia. SIC!
Questa Mostra é l'ultimo regalo incompiuto alla città, del compianto Ing. Giurlani, che ha dovuto abbandonarla purtroppo per strada e .....perso il padre.... ha trovato solo zii annoiati.
Consiglio a tutti di andarla a vedere, l'INGRESSO E' LIBERO:
Una grande occasione per ammirare una epoca dorata, seguire un pezzo di Storia, la "grandeur" Napoleonica, attraverso cimeli rari, concessi da prestigiose istituzioni estere ed italiane e il sorgere e l'affermarsi di una grande Maison francese, ERMES: Il Mito e .....la Bellezza.... appunto.
La sede è prestigiosa, nelle stesse stanze dove Elisa Buonaparte, sorella del Mito e duchessa di Lucca, dava grandi feste, amministrava giustizia, pensava a quelle trasformazioni urbanistiche che hanno lasciato il segno nel centro storico di Lucca: da Piazza Napoleone a Porta Elisa.
Ho visto la Mostra insieme a due amici del turismo e del commercio, Federico e Pietro, attanagliati da due sensazioni forti: la bellezza della Mostra e lo stupore perchè un evento così eccezionale nessuno lo potesse conoscesse e non potesse quindi avere il giusto ritorno per la città.
Finito lo stupore li ho visti attivi a pensare ad iniziative per pubblicizzare la Mostra, farla conoscere, coinvolgere le loro categorie a sostenerne il successo. Bravi.!
Consiglio alle strutture ricettive e della ristorazione di mandare tutti i loro clienti a vedere la Mostra, perchè ne avranno un ritorno in termini di immagine per Lucca e di passa parola importante per futuri arrivi.
La Mostra dovrebbe chiudere l'11 maggio, ma auspico che le Istituzioni trovino le soluzioni per una proroga almeno fino a Luglio. Oltre 7.000 i visitatori in un mese, che potrebbero decuplicarsi in caso di proroga.
La Mostra dopo Lucca andrà a Roma e Parigi e forse a Mosca.
E' possibile che Lucca non si renda del valore  e della potenzialità della stessa per il Turismo ed il Commercio? La spesa è stata fatta, cerchiamo di farla rendere al massimo per il bene della nostra città.
Siamo sempre in tempo per realizzare quello che fino ad oggi è mancato.
Avanti, ognuno faccia la sua parte, senza se e senza ma: meriti per tutti e grandi benefici per il nostro territorio.

martedì 5 gennaio 2010

Diamo la giusta considerazione al turismo ed al commercio a Lucca

Gli eventi disgraziati dell'alluvione dell'Oltreserchio, che ha gravemente e direttamente colpito una piccola parte delle popolazioni lucchesi, con danni ingenti, da risalcire, si spera in tempi brevi, mi ha dato modo di constantare indirettamente quanto poco sia ancora considerato il comparto Turismo, Ristorazione, Commercio a Lucca
Il danno delle popolazioni colpite è reale e primario, ma vi è stato un danno, secondario, ma importante anche per il comparto del Turismo e Commercio, che ha visto cancellate numerose prenotazioni e non arrivi, per gli amplificati reportge TV e Stampa, che hanno spaventato che voleva venire a passare le vacanze in un delle più belle città d'arte italiana e/o chi voleva fare shopping, per le vacanze Natale-Capodanno-Befana, soprattutto nell'evidenziare la chiusura di strade ed autostrade, che pur vera, non certo isolava Lucca e neppure metteva in pericolo chi vi si sarebbe recato.
Non sono certo per una censura alle informazioni, solo per un minimo di autocontrollo e di considerazione su come si porgono le notizie e sui danni che ne possono venire.
Dico questo perchè nessuno, me escludendo, ha fatto parola di questa situazione che se non drammatica come l'altra, ha avuto un danno certo e reale. Come se non fosse esistita.
Non solo, ma quando ho avuto occasione di scrivere di questo, sono stato dileggiato nei commenti.
Tutto questo mi conferma che il ruolo del comparto Turismo-Ristorazione-Commercio non ha il peso dovuto nella società lucchese.
Forze perchè sono pochi anni che è divenuto trainante per tutta l'economia del nostro territorio.
Forse perchè le imprese sono piccole e per lo più a gestione familiare.
Forse perchè manca ancora una valida aggregazione di queste imprese che faccia pesare quantitativamente quello che economicamente è già evidente nella società lucchese.
Per questo ho deciso di fare uno sforzo per vedere di migliorare la conoscenza e l'importanza di questo comparto che si è fatto strada nell'economia lucchese ma non nella coscienza dei cittadini.
Ho intanto fondato su "Facebook" un Gruppo che si chiama "Diamo la giusta considerazione al turismo ed al commercio a Lucca" e chiedo cortesemente a chi è d'accordo di darmi una mano a raccogliere adesioni.
Preseguiro poi questa battaglia di conoscenza, ma anche di equità da questo Blog e nella società civile: perchè è giusto,
perchè ognuno deve avere il suo,
perchè chi si è impegnato nel Turismo in questi anni, partendo da nulla, rischiando i propri averi, lavorando bene, ma tanto, ha diritto a veder riconosciuto il ruolo che ha acquisito della società lucchese.

venerdì 1 gennaio 2010

Si apre il 10° anno del 3° millennio

Un decimo del XXI secolo è iniziato sotto l'acqua: penso al tempo che scorre inesorabile e a quei concittadini che dopo un Natale orrendo non hanno passato certo un buon inizio dell'anno.
Penso anche a quelle attività economiche, che pur non colpite dall'alluvione, sono state danneggiate da questa, anche da reportage giornalistici e televisivi francamente sopra le righe, per quanto riguarda Lucca.
Infatti l'alluvione sia pure violenta e nociva ha colpito, grazie a Dio, una parte molto piccola del territorio Comunale, una parte lontana dal Centro Storico.
I resoconti giornalistici invece hanno fatto sembrare che tutta Lucca fosse in pericolo e causato una parte considerevole di disdette turistiche, nelle strutture ricettive e della ristorazione.
Occorre capire che Lucca, come la Versilia e la Valle del Serchio sono zone di alto interesse turistico e le notizie, che vanno date certo, nessuna censura, debbono essere date senza amplificazioni, drammatizzazioni, enfatizzazioni, del tutto superflue alla verità dei fatti e che servano solo a creare preoccupazioni che non esistono e quindi disdette di prenotazioni.
Questo problema esiste, ho sentito Viareggio, che si è lamentato pubblicamente e così dovrebbe fare Lucca. Una cosa è informare, l'altra eccedere per stupire e vendere.
Un codice deontologico, di auto controllo, dovrebbe esistere in questi casi, dove una esagerata campagna stampa fa più danni che della stessa alluvione, per il nostro territorio.
Non parlo poi delle polemiche politiche, degli scaricabarili a caldo, fra Istituzioni, per carità di Patria.
Di tutte queste cose chi ci rimette sono sempre i comparti del turismo e del commercio, che sono i più deboli "politicamente" perchè imprese molto spesso individuali, ma che costituisco ormai oltre il 50% del tessuto economico del nostro territorio. 
Chi indennizzerà questi settori da questa cattiva gestione dell'emergenza alluvione?
Meditate gente!!!