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giovedì 19 luglio 2018

Campo Balilla: un mare di spazzatura svolazzante


La mattina passo spesso in bici dalla circonvallazione prospicente il campo Balilla. I lavori di ripristino della fruibilità dello spazio, sia pure inghiaiato fino a novembre, sono molto indietro. Ancora molti tralicci e tribune, da portare via: lavora spesso un solo muletto. Due le cose che mi hanno lasciato interdetto: la prima che è stata completamente coperta la fossa di scolo delle acque che costeggiava il campo balilla lungo la pista ciclabile di viale Carducci. Va bene in estate ma di qui a novembre l’acqua piovana potrebbe defluire sulla pista ciclabile e sul viale Carducci a parte quello che ne pensa il Bacino del Serchio che è competente territorialmente. La seconda che tutta l’area, ma anche gli spalti intorno al campo balilla sono ancora stracolmi ci cartacce e bottiglie vuote, dando uno spettacolo penoso al di la del manto grigio del ghiaino che ricopre tutta l’area. Perché non si è fatta la doverosa pulizia: una cosa è un cantiere aperto, altro la spazzatura dilagante su tutta l’area. Tra l’altro negli anni precedenti il montaggio del mega stand dei Games non prevedeva la copertura totale del balilla con il ghiaino, ma solo parti specifiche ove posavano i piloni di montaggio e le strade di accesso. Praticamente ora da giugno a dicembre l’area è completamente compromessa.




venerdì 13 luglio 2018

Ciao D'Alessandro, grazie e avanti un altro.



D’Alessandro ha dichiarato che cesserà di fare il Summer a Lucca. 
Dobbiamo ringraziarlo per i magnifici eventi organizzati in questi anni, ricchi di successo e di pubblico. 
Nel tempo il feeling con la città si è assottigliato, anche a causa di alcuni atteggiamenti che si poteva risparmiare. 
Anche i grandi amori finiscono: l’importante che Lucca non abbandoni la strada che D’Alessandro ha ben tracciato in questi anni.
Il Comune si deve muovere in fretta ma con accortezza per individuare un nuovo soggetto gestore del Summer Lucca, tenendo presente, a mio parere, di due paletti.

1.     Mega Concerti: senza entrare nel merito dell’utilità, dobbiamo prendere atto che l’attuale ubicazione è troppo invasiva per la città. 
     Sugli spalti delle Mura esisteva anche un altro campo di calcio, oltre il Balilla: il San Jacopo, una location ugualmente bella e fascinosa e la chiusura della circonvallazione tratto via Marti, in zona più decentrata creerebbe assai meno problemi logistici alla città, senza diminuire l’effetto Mura sui Mega Concerti.

2.     Palco in Piazza Napoleone: l’allungarsi man mano della stagione dei concerti, i tempi di montaggio dell’enorme palco, fanno si che il centro della città sia di fatto bloccato per tutta l’estate, tempo di turisti. 
     La nuova gestione si dovrebbe impegnare a contenere i concerti in un lasso temporale di non più 15 giorni, montando un palco meno invasivo e in tempi più accelerati. Opportuno sarebbe poter proseguire poi il Summer in altre piazze con eventi più “esclusivi” e quindi di minori impatto per residenti e turisti. 
     Non sarebbe male puntare in settembre, ad eventi Pucciniani, utilizzando le risorse pubbliche e private già esistenti, facendo degno seguito al Festival Pucciniano.

Francesco colucci



domenica 21 gennaio 2018

Lettera aperta al mio caro amico-nemico Aldo Grandi, a cui voglio teneramente bene, anche se spesso mi fa incazzare.


Vedi Aldo, siamo molto differenti, ma ci assomigliamo in alcune cose: siamo passionali nelle cose che facciamo e nulla ci importa di cosa pensa il benpensante su cosa diciamo e facciamo. 
A 75 anni solo tu e qualche altro può pensare che faccia battaglie per  qualche obiettivo personale. 
Mi batto e mi batterò finché avrò fiato o finché non mi metteranno in un ospizio, per le miei idee, i miei ideali, la società civile che vorrei lasciare alle mie figlie e a mio nipote.  A Lucca e in Toscana ho amministrato pressoché tutto il possibile, per oltre 20 anni. Come dirigente pubblico vincitore di concorso nazionale, ho lavorato in tanti uffici dello Stato e della Regione. Con i lavori che ho gestito nel privato, ho fatto fin qui 17 lavori diversi.
Sono un irrequieto come te e come te hai fatto con successo, ora sto per pubblicare un libro, se Dio mi darà vita.
Sono cresciuto nella prima repubblica ove, al di là degli errori di una classe politica che si riteneva al di sopra di tutto, la battaglia era sulle idee, sulle ideologie, sui programmi che erano nettamente e visibilmente diversi. 
Nella mia lettera che hai cortesemente pubblicato ho spiegato che dopo una vita intrecciata nel bene e nel male con l’idea socialista riformista non potevo, in vecchiaia, cambiare sponda.  
Quando il partito socialista è stato “gasato”, mai mi sono mai iscritto ad un altro Partito, ho scelto di impegnarmi in movimenti civici, nell’ambito del centro-sinistra, ma sempre da anticomunista convinto come sono. 
Credo nelle scelte politiche moderate ma di sinistra, perché il lavoro e la giustizia sociale devono essere al centro di ogni società civile o come dicevamo allora: ci battiamo per il Merito e il Bisogno.
Per chiudere la litania degli orfani della vittoria negata a Lucca, ti posso assicurare che Vittorio Sgarbi nel darci l’utilizzo del suo simbolo elettorale per il Comune, ha sempre detto che in caso di ballottaggio avremmo votato Tambellini. Altri hanno fatto delle moine. 
In queste elezioni politiche Sgarbi ha cercato di farci correre da soli, poi ha dovuto cambiare idea di fronte alle difficoltà oggettive di una legge elettorale che uccide chi non si apparenta. Lui ha scelto il Berlusca io la Bonino.
Con Vittorio siamo ancora amici e ci potremmo, spero, anche ritrovare, in questa assurda e sgangherata seconda repubblica, dove nulla è mai definitivo.
L’ipotesi di un “serrate al centro”, dopo, non è certo fantapolitica. 

Ciao, francesco colucci







lunedì 20 novembre 2017

Riflessioni sul Desco 2017

Una riflessione sul Desco: non tanto per il recente biglietto, che forse poteva essere ammorbidito con un “ingresso-buono sconto” sugli acquisti, quanto per l’involuzione che ha avuto in questi ultimi anni, dopo la decapitazione delle APT e il dimezzamento dei bilanci della Camera di Commercio, rimasta l’unica, con lode, a sostenerlo. Vent’anni fa, sulla base delle esperienze fatte come Direttore APT di Abetone, Pistoia e Lucca, nelle Fiere di mezzo mondo, tutte generaliste, tutte uguali, pensai una Fiera diversa dalle altre: una “Fiera della Lucchesità. Un evento che mettesse in mostra solo prodotti del nostro territorio, Artigianato, Agricoltura, PMI, Enogastronomia, “Christmas gifts, poteva divenire anche una attrazione turistica per i week end invernali. Una idea diversa, ma uguale nelle finalità, ai numerosi Mercatini di Natale delle maggiori città europee. Il Desco era la punta di diamante di una serie di eventi dell’arte, della musica, del folclore, dello sport, raggruppati in unico contenitore “L’Olio e i Tesori di Lucca” fulcro della promozione turistica per la bassa stagione. La Camera di Commercio  ha il merito di aver salvato il possibile grazie ad uno staff di valore, ma se non vogliamo che il Desco diventi solo una bottega alimentare o peggio chiuda, dobbiamo tornare alle origini: un Desco che sia uno degli eventi, di una complessiva manovra di promozione turistica per la bassa stagione. L’Assessore Ragghianti, mi sembra fortemente determinato ad intervenire sugli eventi invernali: questo funzionava, ripartiamo da qui, per migliorarlo, cambiarlo, accrescerlo. Ricercare un turismo soft per i week end invernali, in concorrenza ai vari Mercatini di Natale, è una occasione da non perdere.


Francesco colucci 


venerdì 3 novembre 2017

Rallentamento motivato.


Alcuni mi chiedono il perché ho rallentato lo scrivere nei miei Blog, sui problemi e le emergenze di Lucca. 
Alcuni mi accusano di farlo per non attaccare la Giunta Tambellini. 
Nulla di più falso, come Rinascimento Lucca abbiamo scelto con successo Tambellini nel ballottaggio, l’abbiamo fatto con coraggio e motivazioni forti e i fatti post elezioni stanno dimostrando che abbiamo fatto bene.
Nessuna rinuncia al ruolo modesto ma fattivo che ci siamo disdegnato in questi anni, solo il fatto che ho ripreso a scrivere un libro, anzi un Libercolo, come titolo, che ho iniziato tantissimi anni fa, ripreso molte volte, abbandonato e ripreso. 
Ora voglio finirlo a costo di consumarmi gli occhi la notte fino alla 3 e alle 4 davanti al computer perché lo voglio presentare nel prossimo giugno per il mio 75 compleanno, a Dio piacendo. 
Di cosa parla? “della Rava e della Fava”, come si direbbe vicino alle Alpi, che per gli anziani significava parlare a veglia di cose inutili ma anche di entrare nel dettaglio delle piccole cose spesso con abuso di particolari non richiesti e ridondanti ma che nel mio caso, hanno parte significativa nella mia vita. 
Al centro sempre i prodotti della terra, i piatti dei grandi cuochi, i posti più particolari, le tradizioni disperse da recuperare. 
Un guazzabuglio da leggere di un fiato per chi ama l’enogastronomia, una delle passioni della mia vita assieme alla politica. 
Scrivere, recuperare quanto scritto negli anni passati mi aiuta anche a superare questo periodo molto agitato per i mille piccoli acciacchi che l’età inizia a portare sia al fisico che alla mente, portandomi via quanto di più caro ho avuto in questi anni.
“Tirèmm inànz” come disse un coraggioso milanese.
Comunque non ho smesso di scrivere sulla mia Lucca, ho solo rallentato e a dimostrazione nei prossimi giorni parlerò di due temi assai delicati: “I Comics, il punto, le prospettive, nuove proposte” e “La città nelle Feste Natalizie e il turismo di bassa stagione” con cui certamente mi farò un’altra “paccata di nemici” da aggiungere a quelli di prima…..


Francesco colucci



mercoledì 11 ottobre 2017

San Concordio: sull'orlo del baratro


Che l’apertura del sottopasso di via Ingrellini avrebbe causato molti gravi problemi al quartiere di San Concordio era prevedibile ma con faciloneria ignorato. Via Consani e via della Formica attraversano un quartiere di migliaia di abitanti, separando buona parte di San Concordio dalla Stazione, dalle Mura e dal centro. Le due vie sono divenute la circonvallazione sud, incanalando tutto il traffico che dalla piana vuole andare a Pisa, Viareggio, Autostrada e ai quartieri sud ovest della città. A questo si aggiunge il traffico pesante dei Tir che transitano dalla zona artigianale di Mugnano verso l’autostrada. Urgono soluzioni a breve, medio e lungo termine per risolvere il problema prima che eventi disastrosi ci piombino addosso. Una valida soluzione a lungo periodo la Giunta Tambellini l’ha prospettata: un nuovo casello autostradale a Mugnano, con transito libero fino ai caselli i Lucca, per abbattere il traffico pesante e salvaguardare l’acquedotto del Nottolini. In attesa che il nuovo casello vada avanti occorre un intervento tampone, apponendo sulle due vie di scorrimento cartelli stradali di velocità 30 e di controllo velocità, più un paio di semafori a chiamata per rallentare la velocità dei mezzi e consentire l’attraversamento dei residenti.. Su via Squaglia è indispensabile realizzare il proseguimento della Pista Ciclabile e pedonale di via Ingrellini, ristrutturando anche quella di via Consani e via della Formica. Per via Nottolini si deve prevedere un intervento per preservare l’utilizzo del sottopasso ferroviario a bici e pedoni, indispensabile scorciatoia per la città dei Sanconcordini.


martedì 3 ottobre 2017

Il Rinascimento di Lucca passa da Cultura e Turismo

Accolgo l’intelligente invito dell’assessore Ragghianti ad una discussione serena sul futuro della cultura e del turismo a Lucca, che non può che discendere dal modello di sviluppo della città.  A Lucca negli ultimi trenta anni è collassato il manifatturiero (cucirino e tabacco) per le spietate leggi dell’economia. Altri settori industriali certamente di eccellenza, cartario, meccanico su tutti, danno forte sostegno all’economia ma scarsa risposta all’occupazione. Il turismo è divenuto il principale veicolo di lavoro e di ricchezza della città, sostenendo commercio e artigianato.
Per una città d’arte come Lucca, importante ma “minore” per attrezzature e posti letto, il Turismo deve vedere una attenta politica culturale, che esaltando le peculiarità della città, sappia coniugare le giuste aspirazioni locali con le esigenze di una efficace promozione turistica.
Dico da sempre che gli eventi culturali sono tutti importanti e tutti da sostenere, ve ne sono alcuni che per la loro dimensione europea e mondiale costituiscono di per se una grande promozione internazionale: Comics e Summer. Vi sono brand che ne avrebbero le potenzialità mai bene espresse: Puccini e Mura. Vi sono poi decine e decine di valide iniziative culturali che hanno il pregio di arricchire oltre che la nostra cultura, l’accoglienza ai turisti, per interessarli e appassionarli e che rappresentano la più grande promozione turistica, il Passaparola: “…sono stato a Lucca, città magnifica con una miriade di pregevoli iniziative culturali….” Per cui non vi può essere contrasto fra i grandi eventi internazionali e una valida politica di sostengo e valorizzazione delle iniziative culturali locali.
Nel mezzo rimangono due grandi questioni: Puccini e Mura, con molti eventi ma mai di grande impatto. Su Puccini concordo con Ragghianti: basta visioni elitarie ed aristocratiche, vi sono iniziative private di grande valore che non si possono più ignorare. Ugualmente per le Mura vi sono professionalità culturali che vanno tolte dal congelatore in nome della conoscenza e dell’intelligenza.
Su queste cose la politica deve saper fare un passo indietro.





sabato 16 settembre 2017

Le occasioni perse per il bello di Lucca

Ho scritto di recente delle occasioni perse a Lucca per mettere in mostra vestigia del passato rinvenute durante gli scavi in città. Vicolo San Carlo ove è presente nel sottosuolo, emersa durante i lavori, una domus romana quasi intatta e che poteva essere lasciata a vista con una pavimentazione in acciaio e vetro o gli scavi attorno l’anfiteatro ugualmente interessanti se lasciati visibili. Diversi sono stati i casi di rinvenimenti di vestigia medievali e romane negli scavi di scantinati e ristrutturazione di palazzi nel centro che potevano vedere una loro possibile valorizzazione, anziché ricoprire il tutto a futura memoria. In questi casi occorreva trovare accordi con le proprietà private per possibili utilizzi anche pubblici. Per  non parlare delle necessità che Palazzo Guinigi ospiti in alcune delle innumeri sue sale i reperti degli scavi archeologici sepolti in qualche sottoscala della Soprintendenza.
Offrire al turista più impegnato la possibilità di vedere antiche vestige storiche in più punti della centro storico, liberamente, migliorerebbe l’interesse per vedere e soprattutto tornare a Lucca e per una accoglienza più articolata sulle bellezze della città. Certo occorrerebbe una Soprintendenza più “moderna” e disponibile al di la della mera conservazione sotto terra.
Ci sono esempi di Soprintendenze più attive in questi casi, basta ricordare quella di Roma, audace nel introdurre una conservazione attiva e soprattutto aperta al pubblico.

Per gli scettici ricordo uno degli ultimi interventi della Soprintendenza Romana in accordo con i privati, ripubblicando un articolo di Alberto Custodero apparso su Repubblica.it del 16 settembre 2017, sul ritrovamento e la valorizzazione dell’antica Acqua Virgo.


Eccezionale ritrovamento in via del Tritone Sotto la Rinascente scorreva l'Aqua Virgo. Domus, tabernae, terme e acquedotto, così era Roma. All'interno di uno spazio pubblico, aperto e senza biglietto - annuncia il soprintendente Prosperetti - verrà offerto qualcosa di unico al mondo
Le arcate dell'Aqua Virgo erano accanto a noi, nascoste dalla storia. E sono riemerse dal passato quasi per caso, durante i lavori di edificazione del nuovo complesso della Rinascente tra via Due Macelli e via del Tritone inaugurato il prossimo 12 ottobre. Un tempo in quell’angolo di città tra Palazzo Chigi, Piazza di Spagna e Fontana di Trevi c’erano gallerie commerciali e uffici. Per costruire il nuovo edificio dell’azienda di grandi magazzini (una volta della famiglia Agnelli oggi del thailandese Group of Companies), è stata buttata giù la palazzina risalente agli anni Cinquanta e ne è stata costruita una ex novo. Scavando per il consolidamento delle fondamenta, tuttavia, sono spuntate tracce di antichi insediamenti che hanno richiamato l’attenzione degli archeologi della Soprintendenza. Sono bastati alcuni carotaggi sulle pareti perimetrali per svelare la presenza di una antichissima ‘opera reticolata’.
Per gli appassionati di storia è stata una eccezionale notizia, per la Rinascente un po’ meno, visto che s’è dovuta sobbarcare il 100 per cento delle spese di recupero. E ha dovuto mettere a bilancio i costi di due anni di ritardo dei lavori. Per Francesco Prosperetti, Soprintendente di Roma, «la scoperta di ben 15 arcate dell’Acqua Vergine, tra i più cospicui pezzi di acquedotto romano all’interno della città, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato, ha permesso la creazione di una nuova e preziosa area archeologica all’interno di Rinascente.

 Una valorizzazione che è il frutto di una visione coraggiosa e innovativa dei Beni Culturali della Soprintendenza Speciale di Roma». All'interno di uno spazio pubblico, aperto e senza biglietto - spiega ancora Prosperetti, verrà offerto qualcosa di unico al mondo: le arcate dell’Aqua Virgo, accompagnate da un racconto filologico con la suggestione delle ricostruzioni in realtà virtuale, che aiutano a conoscere l’acquedotto e la storia di quella parte della Roma barocca topograficamente così significativa sin dall’età antica. L’area scavata sotto la direzione degli archeologi ha restituito una porzione di tessuto urbano quasi intatto che ha consentito di ricostruire l’evoluzione storica del settore della Capitale compreso tra il Pincio e il Quirinale. Sono così spuntati i resti di due acquedotti e della Salaria Vetus con dei sepolcri monumentali che vi si affacciavano (I a.C). Di insulae e tabernae di prima e media età imperiale. Di una domus signorile impreziosita di uno stibadium, una sorta di divano triclinare dove i ricchi signori si mettevano a mangiare (il secondo noto a Roma dopo quello del Palatino). E di un piccolo impianto termale ( balneum) del IV d.c. Tutto decorato con mosaici e pavimenti in marmi policromi.