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mercoledì 20 gennaio 2010

LA NUTRIA IL LEONE IL CAIMANO

In un precedente mio post dicevo che siamo una Paese strano, vogliamo... "la botte piena e la moglie ubriaca". Cioè vogliamo tutto e solo tutto, cercando di sovvertire anche le leggi della natura che hanno scandito dal "big ben" iniziale la vita del Mondo.
Il delicato rapporto fra le specie e lo sviluppo della vita è regolato dalla "catena alimentare".
".......Le catene alimentari sono un’emblematica espressione di tale delicato meccanismo.
Un esempio: l’eventuale scomparsa dei leoni nella savana africana, per il profano rappresenterebbe la fine di un lungo calvario per zebre, antilopi, gnù e altri erbivori quotidianamente sbranati da tali felini. Invece, sarebbe l’inizio di una catastrofe ambientale enorme; infatti, gli erbivori, non più “selezionati”, si riprodurrebbero in maggior numero mantenendo geni imperfetti tanto da andare incontro all’estinzione della specie, e prima di tutto ciò, consumerebbero una maggiore biomassa di vegetali, a discapito di altre specie viventi che andrebbero incontro alla stessa sorte....(Prof.Pasquale Del Pesce)
Arriviamo allora alle Nutrie: su  Wikipedia leggiamo
"...L'areale originario della specie va da Brasile, Bolivia e Paraguay fino ad Argentina e Cile. A seguito della introduzione per lo sfruttamento commerciale della sua pelliccia (detta appunto pelliccia di castorino) la nutria si è naturalizzata in diversi paesi del Nord America, Asia, Africa ed Europa.
A causa del fallimento degli allevamenti per la produzione della pelliccia di castorino, moltissimi individui sono stati liberati intenzionalmente per evitare i costi di abbattimento e smaltimento delle carcasse. Da queste immissioni volontarie, unite alle fughe accidentali, si è originata una numerosa popolazione di nutrie che ben si è adattata agli ambienti umidi europei, compresi quelli più inquinati. In taluni casi la diffusione di questa specie è stata tale da turbare gli equilibri ecologici delle aree in cui è stata introdotta ed è stato necessario adottare drastiche misure per il suo contenimento. Nel 2000 si è stimato che, viste la riproduzione continua e l'assenza di predatori, 250 milioni di nutrie popolino l'Europa. Tuttavia, in alcuni ambienti la nutria è costretta a confrontarsi con diverse altre specie, come linci e aquile, che, cacciandola, permettono la limitazione della popolazione che si rivela a volte dannosa per l'equilibrio degli ecosistemi. Nelle aree (e sono la maggior parte) dove il controllo della nutria da parte dei predatori viene meno per scarsità di numero o totale assenza di questi ultimi, il conseguente sovrappopolamento del mammifero può arrecare ingenti danni economici alle coltivazioni agricole di cui si nutre. Inoltre, la nutria, prediligendo gli argini fluviali per la costruzione della propria tana è divenuta una delle maggiori cause di formazione di fontanazzi.
In Italia la sua diffusione ha subito un notevole incremento negli ultimi anni espandendosi nella pianura padana, lungo la costa adriatica sino all'Abruzzo e sul versante tirrenico sino al Lazio: non è raro osservarla presso laghi o acquitrini, come nelle risaie del Vercellese e nel Parco Agricolo Sud Milano, ma anche nei canali e nei fiumi, persino nei centri delle grandi città (come nel Tevere a Roma, nell'Arno a Firenze e a Pisa, nei canali della bonifica tipici della Pianura Pontina (Latina), nel Bisenzio a Prato, nei Navigli a Milano, nel torrente Parma a Parma o......."
La nutria raggiunge la maturità sessuale molto precocemente: già all'età di 6 mesi i maschi sono in grado di riprodursi. La stagione riproduttiva comprende tutto l'arco dell'anno, con un calo della attività nei mesi invernali. La gestazione dura in media 132 giorni e si conclude con la nascita di 3-6 piccoli. Ogni femmina può avere nel corso dell'anno da 2 a 3 gravidanze, a seconda delle condizioni ambientali e delle risorse trofiche a disposizione.
Nel suo habitat naturale il principale predatore è il caimano. Nelle aree in cui è stata introdotta mancano predatori naturali e soltanto i soggetti più giovani o in cattive condizioni fisiche possono essere in modesta misura predati da cani randagi, mustelidi, volpi, linci, felini selvatici, uccelli rapaci e ciconiformi.
Conclusioni: la Nutria non è un animale "naturale" del nostro territorio, è fuori dalla catena alimentare europea ed il suo predatore è il Caimano. La sua capacità di riproduzione è altissima, non contrastata da alcun predatore naturale, la sua predilizione è scavare gallerie e tane negli argini fluviali e sono uno delle principali cause di fontanazzi.
Caro Remo sono perfettamente d'accordo con te che non possiamo addebitare alle Nutrie tutte le responsabilità delle alluvioni, dell'incuria per le opere idrauliche, per la mancanza di sorveglianza degli argini, dei dubbi sullo svuotamento delle dighe....ma il problema delle Nutrie esiste. Non possiamo ragionare "il Leone scompare, come siamo contenti per le Antilopi."
Le sviluppo delle Nutrie deve essere contenuto, come quello dei piccioni, dei corvi, di tutte quelle specie animali che non trovando più in natura i loro "competitor" naturali si stanno espandendo in maniera da minacciare le altre specie, fra cui anche l'uomo. E le Nutrie a differenza dei piccioni scavano le lore tane negli argini dei fiumi.