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sabato 5 marzo 2011

FONTANA O VETERO COMUNISMO?

Nel mese di gennaio ho scritto sul questo mio Blog una breve nota in commento ad un articolo di uno storico lucchese che evidenziava la scomparsa nel primo dopo guerra della Fontana edificata nel 1930 a Lucca, davanti Porta Elisa e inaugurata dal Capo del Governo di allora, Benito Mussolini.
Dopo due mesi su un Blog "concorrente" è apparso un articolaccio di un giornalista a tempo perso che in maniera violenta, bollava la mia "scoperta" con parole di fuoco che mi ricordano il linguaggio dei vecchi vetero comunisti di una volta (e di ora).
Il mio intervento era assolutamente casuale, in risposta ad un articolo di un giornalista, che catalogava la fontana, fra le opere d'arte scomparse,  e poneva un quesito: se era giusto tenere nascosta in un sotterraneo un'opera di uno scultore lucchese, che molte altre ne realizzate in Italia, anche presenti a Lucca, solo perchè era stata inaugurata da Mussolini.
Se dovessimo distruggere tutte le opere d'arte perchè inaugurate dal nostro Benito, distruggeremo mezza Italia...
Tra l'altro lo stato di abbandono da oltre cinquant'anni dei pezzi della Fontana in un sotterraneo delle Mura, non ci permette neppure di sapere se l'opera è sempre intatta, cioè se ci sono tutti i pezzi, visto che è smontata, (nel sopralluogo che ho fatto ultimamente in compagnia di operatori di una nota Tv nazionale, mi sembra che non siano più presenti i Fasci romani, che sembrano essere la pietra dello scandalo).
Alcuni "anziani" sembrano poi ricordare che i monumenti abbattuti e nascosti fossero due: la Fontana di Porta Elisa ed un altro monumento dell'epoca fascista, posto sul Baluardo San Paolino per cui i pezzi potrebbero essere di due monumenti.
Bisognerebbe ripulire la zona, fare delle verifiche, vedere che cosa manca della fontana, prima ovviamente di parlare di riposizionarla, come dicevo a gennaio a Porta Elisa o in altra Piazza.
Ho detto e dico ancora questo, non certo per una scelta politica, che c'entra come cavoli a merenda, ma perchè un'opera d'arte di un famoso scultore lucchese, dopo 66 anni dalla fine del fascismo, non può essere ancora "discriminata".
Un'opera d'arte è un opera d'arte: Ogni epoca è stata caratterizzata da interventi sulla città, che si sono sovrapposti e nessuno ha pensato di abbatterli perchè edificati da governi diversi e opposti.
Penso a Maria Luisa di Borbone, che non ha certo abbattuto le opere realizzate da Elisa Bonaparte e così via.
Posso capire che a fine guerra, in una Italia dilaniata dalla Guerra Civile, da morti e distruzioni, si possano abbattere i simboli più evidenti del fascismo, come liberazione da un incubo.
Dopo 66 anni, dopo che gli eredi di due estremismi, missini e comunisti, sono stati legittimati dal popolo a forza di governo, dare una valenza "politica" ad un fontana è veramente curioso.
E' da questa considerazione che nasce il commento che ho fatto all'inizio: si può discutere se la fontana è bella o brutta, se merita rimetterla in una piazza o no, ma farne un tema di violenta polemica politica è veramente un sussulto di vetero comunismo, di dittatura delle idee, che alcuni, sempre meno grazie a Dio, continuano a portare avanti, in maniera odiosa e anche pericolosa: è da questi modi violenti di imporre le proprie posizioni che sono nate le Brigate Rosse, una delle barbarie del nostro paese.