Follow by Email

lunedì 14 settembre 2015

Processione: prepotenza devastante e stupidità mediatica, di Gesuitica memoria.

La decisione stupidamente prepotente e devastante della Curia lucchese di far partecipare in forma ufficiale un delegazione di clandestini musulmani con tanto di cartello propagandistico alla millenaria Processione di Santa Croce è un nuovo fatto politico di ingerenza della Chiesa di Papa Francesco e dei suoi seguaci, in Italia.
Se non vi fosse stata la pubblicità voluta, l'esposizione mediatica, il cartellone pubblicitario, nessuno avrebbe certo avuto nulla da obiettare che alcuni clandestini musulmani che lo desideravano, partecipassero a un evento religioso pubblico. Così invece il fatto è solo una presa di posizione politica, forte e provocatoria, esercitata all'interno di una Processione millenaria particolarmente sentita dai lucchesi. Penso agli anni in cui Vescovi intransigenti hanno tuonato contro la partecipazione alla Processione di Associazioni Cattoliche e Culturali che volevano sfilare con le loro insegne, bande, compagnie.
Voglio ricordare le parole di Papa  Wojtyla:  "Guai ai sacerdoti che fanno politica nella Chiesa” 
Più volte ho ricordato come invece questo Papa Francesco abbia restaurato un interventismo religioso fazioso e di parte, nella politica italiana, che se non altro ha fatto risorgere, in molti di noi Laici, la volontà di contrastare questo revanvfascismo religioso, dopo decenni di pace sociale e religiosa, sotto Papi illuminati.
Credo che tutto sia solo l'inizio e trovi fondamento nella cultura e professione Gesuitica di questo Papa, che è stato anche Generale di tutti i Gesuiti in Argentina.
Gesuiti del sud america che hanno elaborato e portato avanti nei decenni passati la Teologia della Liberazione, che tante divisioni e lutti ha portato nel mondo.
Si deve leggere la storia dei Gesuiti nei secoli e sopratutto negli ultimi cinquant'anni per capire cosa sta succedendo in Italia oggi dove per la prima volta nella storia delle Chiesa viene eletto un Papa Gesuita che nei secoli hanno espresso solo il "Papa Nero" come veniva chiamato il Generale dei Gesuiti, un ordine strutturato militarmente dal suo Fondatore.
Nei prossimi giorni proverò a esplicarne le conseguenza che sono ancora tutta da venire.
Credo che sarebbe utile rileggere l'intervista del senatore lucchese Marcello Pera in estate al Corriere della Sera, ma anche valutare che il primo a combattere queste teorie gesuitiche moderne è stato Papa Giovanni Paolo Secondo che  ne fu un grande oppositore. 
Egli accusava i Gesuiti di essere politicizzati volendo imporre la loro visione sociale vicina al socialismo, rischiando di creare una frattura tra una Chiesa dei poveri e una Chiesa dei ricchi. 
Papa Giovanni Paolo Secondo colpì con varie sanzioni disciplinari i dirigenti dei Gesuiti e arrivò a nominare personalmente e direttamente il successore di Arrupe nella Compagnia di Gesù, opponendosi al candidato più liberale che era stato scelto dalla Congregazione dell’Ordine. 
Già nel 1979, in Messico, Wojtyla dichiarò che “la concezione di Cristo come politico, rivoluzionario, come il sovversivo di Nazaret, non si concilia con la catechesi della Chiesa”. 
Su queste cose occorre iniziare a riflettere ed io lo farò pubblicamente a giorni.
francesco colucci