venerdì 6 novembre 2015

Casermette sulle Mura, la mia vecchia e nuova proposta

Alcuni mi accusano di sparlare dei pasticci combinati dall'Opera delle Mura per i Bandi (uno annullato, uno sulla strada per esserlo) per l'assegnazione delle Casermette, ma di non aver fatto nulla in proposito quando ero presidente dell'Opera. Replico subito a questa falsità.
Con Favilla Sindaco ci eravamo mossi, nei due anni della mia presidenza, in maniera completamente diversa. Nessun bando che non ha senso in queste cose, (come fare un bando unico per acquistare mele, pere, peperoni, cipolle, scarpe) ma una richiesta pubblica di interesse alle Associazioni del territorio ad occupare le casermette e conoscere la loro proposta culturale. Acquisite queste disponibilità, stavano lavorando (con tempi lunghi, criticabili senz'altro, ma sono cose delicate ed è meglio avere piedi di piombo, come si è visto), ad un progetto culturale-turistico, (da confrontare in Consiglio Comunale) che l'Opera avrebbe giudicato ideale per il miglior utilizzo delle Casermette.
In concreto una proposta del Comune e dell'Opera su cosa sarebbe opportuno avere sulle Mura per la loro valorizzazione culturale, sociale e turistica. Una presenza articolata di Musica, Arte, Sociale, Folclore, Sport, su cui coinvolgere le Associazioni che avevano dato la loro disponibilità sulla base dei loro progetti da integrare in quello dell'Opera e non certo sulla base dell'affitto, che doveva rimanere simbolico. Valorizzando le nostre Associazioni Istituzionali: CISCU, Lucchesi nel Mondo, Balestrieri, Terziere, Fondazione Puccini, per poi arrivare ad avere anche Casermette tematiche, con una o più Associazioni: per la Musica, il Sociale e terza età, lo Sport (spogliatoi, bagni, assistenza medica), l'Arte (scultori, pittori), il Tempo Libero. La differenza abissale è che il Comune e l'Opera ci mettevano la faccia e si assumevano l'onere di una scelta culturale complessiva per la valorizzazione delle Mura a cui far partecipare ed inserire le Associazioni interessate, aiutandole a realizzare i progetti concordati e non vessandole con gli mega affitti. Pensare, scegliere e proporre non sono verbi di questa amministrazione che nasconde dietro un finto perbenismo pseudo legalitario, la mancanza di progetti, coraggio, visione del futuro della città.

francesco colucci


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