giovedì 15 febbraio 2018
domenica 21 gennaio 2018
Lettera aperta al mio caro amico-nemico Aldo Grandi, a cui voglio teneramente bene, anche se spesso mi fa incazzare.
Vedi
Aldo, siamo molto differenti, ma ci assomigliamo in alcune cose: siamo
passionali nelle cose che facciamo e nulla ci importa di cosa pensa il
benpensante su cosa diciamo e facciamo.
A 75 anni solo tu e qualche altro può
pensare che faccia battaglie per qualche
obiettivo personale.
Mi batto e mi batterò finché avrò fiato o finché non mi
metteranno in un ospizio, per le miei idee, i miei ideali, la società civile
che vorrei lasciare alle mie figlie e a mio nipote. A Lucca e in Toscana ho amministrato
pressoché tutto il possibile, per oltre 20 anni. Come dirigente pubblico
vincitore di concorso nazionale, ho lavorato in tanti uffici dello Stato e
della Regione. Con i lavori che ho gestito nel privato, ho fatto fin qui 17
lavori diversi.
Sono
un irrequieto come te e come te hai fatto con successo, ora sto per pubblicare
un libro, se Dio mi darà vita.
Sono
cresciuto nella prima repubblica ove, al di là degli errori di una classe
politica che si riteneva al di sopra di tutto, la battaglia era sulle idee,
sulle ideologie, sui programmi che erano nettamente e visibilmente diversi.
Nella
mia lettera che hai cortesemente pubblicato ho spiegato che dopo una vita
intrecciata nel bene e nel male con l’idea socialista riformista non potevo, in
vecchiaia, cambiare sponda.
Quando il
partito socialista è stato “gasato”, mai mi sono mai iscritto ad un altro
Partito, ho scelto di impegnarmi in movimenti civici, nell’ambito del
centro-sinistra, ma sempre da anticomunista convinto come sono.
Credo nelle
scelte politiche moderate ma di sinistra, perché il lavoro e la giustizia
sociale devono essere al centro di ogni società civile o come dicevamo allora: ci
battiamo per il Merito e il Bisogno.
Per
chiudere la litania degli orfani della vittoria negata a Lucca, ti posso
assicurare che Vittorio Sgarbi nel darci l’utilizzo del suo simbolo elettorale
per il Comune, ha sempre detto che in caso di ballottaggio avremmo votato
Tambellini. Altri hanno fatto delle moine.
In queste elezioni politiche Sgarbi
ha cercato di farci correre da soli, poi ha dovuto cambiare idea di fronte alle
difficoltà oggettive di una legge elettorale che uccide chi non si apparenta.
Lui ha scelto il Berlusca io la Bonino.
Con
Vittorio siamo ancora amici e ci potremmo, spero, anche ritrovare, in questa
assurda e sgangherata seconda repubblica, dove nulla è mai definitivo.
L’ipotesi
di un “serrate al centro”, dopo, non è certo fantapolitica.
Ciao,
francesco colucci
giovedì 14 dicembre 2017
lunedì 20 novembre 2017
Riflessioni sul Desco 2017
Una riflessione sul Desco: non tanto per il recente
biglietto, che forse poteva essere ammorbidito con un “ingresso-buono sconto”
sugli acquisti, quanto per l’involuzione che ha avuto in questi ultimi anni,
dopo la decapitazione delle APT e il dimezzamento dei bilanci della Camera di
Commercio, rimasta l’unica, con lode, a sostenerlo. Vent’anni fa, sulla base
delle esperienze fatte come Direttore APT di Abetone, Pistoia e Lucca, nelle
Fiere di mezzo mondo, tutte generaliste, tutte uguali, pensai una Fiera diversa
dalle altre: una “Fiera della Lucchesità. Un evento che mettesse in mostra solo
prodotti del nostro territorio, Artigianato, Agricoltura, PMI, Enogastronomia, “Christmas
gifts, poteva divenire anche una attrazione turistica per i week end invernali.
Una idea diversa, ma uguale nelle finalità, ai numerosi Mercatini di Natale
delle maggiori città europee. Il Desco era la punta di diamante di una serie di
eventi dell’arte, della musica, del folclore, dello sport, raggruppati in unico
contenitore “L’Olio e i Tesori di Lucca” fulcro della promozione turistica per
la bassa stagione. La Camera di Commercio ha il merito di aver salvato il possibile
grazie ad uno staff di valore, ma se non vogliamo che il Desco diventi solo una
bottega alimentare o peggio chiuda, dobbiamo tornare alle origini: un Desco che
sia uno degli eventi, di una complessiva manovra di promozione turistica per la
bassa stagione. L’Assessore Ragghianti, mi sembra fortemente determinato ad
intervenire sugli eventi invernali: questo funzionava, ripartiamo da qui, per
migliorarlo, cambiarlo, accrescerlo. Ricercare un turismo soft per i week end
invernali, in concorrenza ai vari Mercatini di Natale, è una occasione da non
perdere.
Francesco colucci
venerdì 3 novembre 2017
Rallentamento motivato.
Alcuni
mi chiedono il perché ho rallentato lo scrivere nei miei Blog, sui problemi e le emergenze di Lucca.
Alcuni
mi accusano di farlo per non attaccare la Giunta Tambellini.
Nulla di più
falso, come Rinascimento Lucca abbiamo scelto con successo Tambellini nel ballottaggio,
l’abbiamo fatto con coraggio e motivazioni forti e i fatti post elezioni stanno
dimostrando che abbiamo fatto bene.
Nessuna
rinuncia al ruolo modesto ma fattivo che ci siamo disdegnato in questi anni,
solo il fatto che ho ripreso a scrivere un libro, anzi un Libercolo, come
titolo, che ho iniziato tantissimi anni fa, ripreso molte volte, abbandonato e
ripreso.
Ora voglio finirlo a costo di consumarmi gli occhi la notte fino alla
3 e alle 4 davanti al computer perché lo voglio presentare nel prossimo giugno
per il mio 75 compleanno, a Dio piacendo.
Di cosa parla? “della Rava e della
Fava”, come si direbbe vicino alle Alpi, che per gli anziani significava
parlare a veglia di cose inutili ma anche di entrare nel dettaglio delle
piccole cose spesso con abuso di particolari non richiesti e ridondanti ma che
nel mio caso, hanno parte significativa nella mia vita.
Al centro sempre i
prodotti della terra, i piatti dei grandi cuochi, i posti più particolari, le
tradizioni disperse da recuperare.
Un guazzabuglio da leggere di un fiato per
chi ama l’enogastronomia, una delle passioni della mia vita assieme alla
politica.
Scrivere, recuperare quanto scritto negli anni passati mi aiuta anche
a superare questo periodo molto agitato per i mille piccoli acciacchi che l’età
inizia a portare sia al fisico che alla mente, portandomi via quanto di più
caro ho avuto in questi anni.
“Tirèmm
inànz” come disse un coraggioso milanese.
Comunque
non ho smesso di scrivere sulla mia Lucca, ho solo rallentato e a dimostrazione
nei prossimi giorni parlerò di due temi assai delicati: “I Comics, il punto, le
prospettive, nuove proposte” e “La città nelle Feste Natalizie e il turismo di
bassa stagione” con cui certamente mi farò un’altra “paccata di nemici” da
aggiungere a quelli di prima…..
Francesco
colucci
mercoledì 11 ottobre 2017
San Concordio: sull'orlo del baratro
Che l’apertura del sottopasso
di via Ingrellini avrebbe causato molti gravi problemi al
quartiere di San Concordio era prevedibile ma con
faciloneria ignorato. Via Consani e via della Formica
attraversano un quartiere di migliaia di abitanti, separando
buona parte di San Concordio dalla Stazione, dalle Mura e
dal centro. Le due vie sono divenute la circonvallazione
sud, incanalando tutto il traffico che dalla piana vuole
andare a Pisa, Viareggio, Autostrada e ai quartieri sud
ovest della città. A questo si aggiunge il traffico pesante
dei Tir che transitano dalla zona artigianale di Mugnano
verso l’autostrada. Urgono soluzioni a breve, medio e lungo
termine per risolvere il problema prima che eventi
disastrosi ci piombino addosso. Una valida soluzione a lungo
periodo la Giunta Tambellini l’ha prospettata: un nuovo
casello autostradale a Mugnano, con transito libero fino ai
caselli i Lucca, per abbattere il traffico pesante e
salvaguardare l’acquedotto del Nottolini. In attesa che il
nuovo casello vada avanti occorre un intervento tampone,
apponendo sulle due vie di scorrimento cartelli stradali di
velocità 30 e di controllo velocità, più un paio di semafori
a chiamata per rallentare la velocità dei mezzi e consentire
l’attraversamento dei residenti.. Su via Squaglia è
indispensabile realizzare il proseguimento della Pista
Ciclabile e pedonale di via Ingrellini, ristrutturando anche
quella di via Consani e via della Formica. Per via Nottolini
si deve prevedere un intervento per preservare l’utilizzo
del sottopasso ferroviario a bici e pedoni, indispensabile
scorciatoia per la città dei Sanconcordini.
martedì 3 ottobre 2017
Il Rinascimento di Lucca passa da Cultura e Turismo
Accolgo
l’intelligente invito dell’assessore Ragghianti ad una discussione serena sul
futuro della cultura e del turismo a Lucca, che non può che discendere dal modello
di sviluppo della città. A Lucca negli
ultimi trenta anni è collassato il manifatturiero (cucirino e tabacco) per le
spietate leggi dell’economia. Altri settori industriali certamente di
eccellenza, cartario, meccanico su tutti, danno forte sostegno all’economia ma
scarsa risposta all’occupazione. Il turismo è divenuto il principale veicolo di
lavoro e di ricchezza della città, sostenendo commercio e artigianato.
Per
una città d’arte come Lucca, importante ma “minore” per attrezzature e posti
letto, il Turismo deve vedere una attenta politica culturale, che esaltando le
peculiarità della città, sappia coniugare le giuste aspirazioni locali con le
esigenze di una efficace promozione turistica.
Dico
da sempre che gli eventi culturali sono tutti importanti e tutti da sostenere,
ve ne sono alcuni che per la loro dimensione europea e mondiale costituiscono
di per se una grande promozione internazionale: Comics e Summer. Vi sono brand
che ne avrebbero le potenzialità mai bene espresse: Puccini e Mura. Vi sono poi
decine e decine di valide iniziative culturali che hanno il pregio di
arricchire oltre che la nostra cultura, l’accoglienza ai turisti, per
interessarli e appassionarli e che rappresentano la più grande promozione
turistica, il Passaparola: “…sono stato a
Lucca, città magnifica con una miriade di pregevoli iniziative culturali….”
Per cui non vi può essere contrasto fra i grandi eventi internazionali e una
valida politica di sostengo e valorizzazione delle iniziative culturali locali.
Nel
mezzo rimangono due grandi questioni: Puccini e Mura, con molti eventi ma mai
di grande impatto. Su Puccini concordo con Ragghianti: basta visioni elitarie
ed aristocratiche, vi sono iniziative private di grande valore che non si
possono più ignorare. Ugualmente per le Mura vi sono professionalità culturali
che vanno tolte dal congelatore in nome della conoscenza e dell’intelligenza.
Su
queste cose la politica deve saper fare un passo indietro.
sabato 16 settembre 2017
Le occasioni perse per il bello di Lucca
Ho
scritto di recente delle occasioni perse a Lucca per mettere in mostra vestigia
del passato rinvenute durante gli scavi in città. Vicolo San Carlo ove è
presente nel sottosuolo, emersa durante i lavori, una domus romana quasi
intatta e che poteva essere lasciata a vista con una pavimentazione in acciaio
e vetro o gli scavi attorno l’anfiteatro ugualmente interessanti se lasciati
visibili. Diversi sono stati i casi di rinvenimenti di vestigia medievali e
romane negli scavi di scantinati e ristrutturazione di palazzi nel centro che
potevano vedere una loro possibile valorizzazione, anziché ricoprire il tutto a
futura memoria. In questi casi occorreva trovare accordi con le proprietà
private per possibili utilizzi anche pubblici. Per non parlare delle necessità che Palazzo
Guinigi ospiti in alcune delle innumeri sue sale i reperti degli scavi archeologici
sepolti in qualche sottoscala della Soprintendenza.
Offrire
al turista più impegnato la possibilità di vedere antiche vestige storiche in
più punti della centro storico, liberamente, migliorerebbe l’interesse per
vedere e soprattutto tornare a Lucca e per una accoglienza più articolata sulle
bellezze della città. Certo occorrerebbe una Soprintendenza più “moderna” e
disponibile al di la della mera conservazione sotto terra.
Ci
sono esempi di Soprintendenze più attive in questi casi, basta ricordare quella
di Roma, audace nel introdurre una conservazione attiva e soprattutto aperta al
pubblico.
Per
gli scettici ricordo uno degli ultimi interventi della Soprintendenza Romana in
accordo con i privati, ripubblicando un articolo di Alberto Custodero apparso su
Repubblica.it del 16 settembre 2017, sul ritrovamento e la valorizzazione dell’antica
Acqua Virgo.
Eccezionale ritrovamento in via del
Tritone Sotto la Rinascente scorreva l'Aqua Virgo. Domus, tabernae, terme e
acquedotto, così era Roma. All'interno di uno spazio pubblico, aperto e senza
biglietto - annuncia il soprintendente Prosperetti - verrà offerto qualcosa di
unico al mondo
Le arcate dell'Aqua Virgo erano
accanto a noi, nascoste dalla storia. E sono riemerse dal passato quasi per
caso, durante i lavori di edificazione del nuovo complesso della Rinascente tra
via Due Macelli e via del Tritone inaugurato il prossimo 12 ottobre. Un tempo
in quell’angolo di città tra Palazzo Chigi, Piazza di Spagna e Fontana di Trevi
c’erano gallerie commerciali e uffici. Per costruire il nuovo edificio
dell’azienda di grandi magazzini (una volta della famiglia Agnelli oggi del
thailandese Group of Companies), è stata buttata giù la palazzina risalente
agli anni Cinquanta e ne è stata costruita una ex novo. Scavando per il
consolidamento delle fondamenta, tuttavia, sono spuntate tracce di antichi
insediamenti che hanno richiamato l’attenzione degli archeologi della
Soprintendenza. Sono bastati alcuni carotaggi sulle pareti perimetrali per
svelare la presenza di una antichissima ‘opera reticolata’.
Per gli appassionati di storia è
stata una eccezionale notizia, per la Rinascente un po’ meno, visto che s’è
dovuta sobbarcare il 100 per cento delle spese di recupero. E ha dovuto mettere
a bilancio i costi di due anni di ritardo dei lavori. Per Francesco Prosperetti,
Soprintendente di Roma, «la scoperta di ben 15 arcate dell’Acqua Vergine, tra i
più cospicui pezzi di acquedotto romano all’interno della città, grazie alla
collaborazione tra pubblico e privato, ha permesso la creazione di una nuova e
preziosa area archeologica all’interno di Rinascente.
Una valorizzazione che è il frutto di una
visione coraggiosa e innovativa dei Beni Culturali della Soprintendenza
Speciale di Roma». All'interno di uno spazio pubblico, aperto e senza biglietto
- spiega ancora Prosperetti, verrà offerto qualcosa di unico al mondo: le
arcate dell’Aqua Virgo, accompagnate da un racconto filologico con la
suggestione delle ricostruzioni in realtà virtuale, che aiutano a conoscere
l’acquedotto e la storia di quella parte della Roma barocca topograficamente
così significativa sin dall’età antica. L’area scavata sotto la direzione degli
archeologi ha restituito una porzione di tessuto urbano quasi intatto che ha
consentito di ricostruire l’evoluzione storica del settore della Capitale compreso
tra il Pincio e il Quirinale. Sono così spuntati i resti di due acquedotti e
della Salaria Vetus con dei sepolcri monumentali che vi si affacciavano (I
a.C). Di insulae e tabernae di prima e media età imperiale. Di una domus
signorile impreziosita di uno stibadium, una sorta di divano triclinare dove i
ricchi signori si mettevano a mangiare (il secondo noto a Roma dopo quello del
Palatino). E di un piccolo impianto termale ( balneum) del IV d.c. Tutto
decorato con mosaici e pavimenti in marmi policromi.
lunedì 28 agosto 2017
Sogno una notte bianca con Giacomo Puccini
La notte bianca è stata un innegabile successo
commerciale e turistico con qualche piccola pecca organizzativa facile da
correggere. Vorrei proporre una estensione: Confermiamo per fine agosto questa
notte bianca, comune a molte città italiane, ma valutiamo la possibilità di
aggiungerne un’altra notte, in giugno, che valorizzi più specificatamente la
lucchesità, per farne una attrazione maggiormente turistica. Una notte bianca
legata a Giacomo Puccini e ai compositori lucchesi del passato e
dell’attualità. Una festa come questa di agosto ma che veda in città attività
musicali e non nella varie Piazze legate a Puccini, Catalani, Gemignani ma
anche ad altri, meno noti al grande pubblico, figli del nostro Conservatorio e
non solo. Potrebbe essere l’occasione di presentare al pubblico internazionale
una cosa diversa, culturale e popolare, legando le varie realtà della nostra
Terra: Fondazioni Puccini, Festival Puccini di Torre del Lago, Puccini e la sua
Lucca, Teatro del Giglio, le tante Associazioni Musicali lucchesi che ogni anno
producono iniziative importanti e che dovrebbero essere tutte presenti per un
città che diventa per una notte un grande palcoscenico di musiche ed artisti
lucchesi. Una Lucca orgogliosa della sua tradizione musicale che presenta al
mondo sotto il nome del suo artista più famoso, Giacomo Puccini, una notte
Bianca completamente diversa, nella parte musicale, ma ugualmente popolare: con
folclore, musei e negozi aperti.
“Una notte a Lucca, con Giacomo Puccini e non solo.”
mercoledì 14 giugno 2017
La Lista "Rinascimento sia" democraticamente, domani, sceglierà l'apparentamento sul ballottaggio.
Il solito anonimo vomita veleno sulle nostre future scelte di
apparentamento. Normalmente non si risponde a coloro che dietro il vile anonimato
sputano offese gratuite, perché spesso questi non sono altro che gli
interessati di turno che nascondono oscuri ma concreti interessi personali o di
gruppo. Rispondiamo questa volta perché l’argomento sarà il best seller della
campagna elettorale di ballottaggio: Quale coerenza nella lista di “Rinascimento
sia” presentata da Colucci e Poggi in un possibile apparentamento con il
Sindaco Tambellini, attaccato duramente in questi anni sulla politica
culturale, turistica-commerciale, del rispetto del territorio e del centro
storico? Facile la risposta, noi supporter della Lista di Vittorio Sgarbi
abbiamo sostenuto per Sindaco Donatella Buonrisposi, con un parziale successo
per una lista improvvisata e neppure completa: più di 400 voti e oltre 1,18%.
Confermiamo che per noi il Sindaco migliore sarebbe stato Donatella Buonriposi,
per competenza, cultura, professionalità. Gli elettori sotto la spinta dei
vecchi partiti hanno deciso diversamente: al ballottaggio sono andati
Tambellini e Santini e la legge prescrive che si debba votare di nuovo
scegliendo solo uno di questi due. Noi riteniamo che il voto sia un diritto-dovere
sacrosanto da esercitarsi sempre e in ogni caso: l’astensione o il voto in bianco ci ricordano solo i falsi
farisei della Bibbia. Quindi dobbiamo e vogliamo votare scegliendo fra
Tambellini e Santini. Su Santini la nostra posizione è sempre stata chiara, ci
siamo sempre opposti alla sua candidatura fin dal primo suo incontro con
Marcello Pera e la delegazione di LiberaLucca. Non lo ritenevamo e ancor più
oggi, dopo la sua fastosa ma squallida campagna elettorale, non lo riteniamo il
Sindaco giusto per Lucca. Per la sua impreparazione, incompetenza e debolezza.
Santini Sindaco vorrebbe dire far tornare in Comune, tronfi e potenti, gruppi
di potere, pericolosi, vecchi logori apparati di partito, giovani irruenti un
tantinello estremisti a cui piace giocare a riesumare un passato che è meglio
lasciare nell’oblio. Tambellini ha per noi peccato molto nei settori della
cultura, del turismo, del commercio, trascurando centro e periferie. Tutte
competenze che invece sono alla base della nostra scelta politica, che guarda
alla cultura e al turismo come volano della nostra economia. Quindi le
personalità che sono in Rinascimento sia, sotto la guida di Vittorio, sono le
più titolate per correggere ed integrare il programma politico di Tambellini,
che non è il nostro massimo, la nostra prima scelta ma è una persona onesta, culturalmente
preparata, con una lunga tradizione democratica e pluralista. Poi in compagnia
di Tambellini troviamo una componente Renziana che stimiamo e che può essere di
sostegno e supporto delle nostre priorità. Non ci sembrano che ci siano grandi
alternative, ma comunque andremo a discutere e verificare democraticamente,
tutti insieme, i candidati della Lista Rinascimento sia, perché la scelta di
apparentamento la legge l’affida alle singole liste e non ai candidati Sindaco.
Domani, votando se occorrerà, la nostra Lista farà la sua scelta, ma
qualunque sia, sarà una scelta chiara, senza alcun sotterfugio furbesco.
Accetteremo solo un apparentamento giuridico e politico, da chi ce lo chiede,
con un ingresso a pieno titolo e pari dignità, nella futura maggioranza in
cambio di una campagna elettorale fattiva e impegnata.
Francesco colucci, presentatore Lista Rinascimento sia.
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