domenica 20 marzo 2016

Lucca, una Capitale: Associazionismo come motore di sviluppo economico e sociale

L'Associazionismo culturale, sociale, sportivo, ricreativo va incoraggiato e sostenuto da parte del Comune di Lucca perché è un fattore importante di crescita culturale e sociale della popolazione ed anche un fattore di sviluppo economico del territorio.
Sono tempi difficili per sostenere l'Associazionismo con contributi a fondo perduto ma se tali contributi gioco forza debbono essere ridotti vi può essere la possibilità da parte del Comune di intervenire con sostegni indiretti.
La proposta dei Riformisti lucchese è di destinare una piccola parte dell'enorme patrimonio edilizio della ex Manifattura Tabacchi a sedi individuali delle Associazioni operanti sul territorio lucchese, dotate di Statuto, Bilancio e Programma di Attività sociale e/o pubblica.
Un ala della ex Manifattura dove concentrare le sedi delle Associazioni in comodato gratuito fino a che una Associazioni rimanga attiva e funzionante.
Creando nell'ex Manifattura, anche due sale riunioni, dove a turno, le Associazioni possano svolgere le loro attività sociale o espletare eventi pubblici.
In questa maniera avremo concentrato nel centro-storico le sedi di tutte le Associazioni operanti nel territorio, dando contemporaneamente  loro un sostegno indiretto alle loro attività, con la gratuità della sede e delle sale per le attività.
Inoltre andrà anche assicurato alle Associazioni la possibilità di effettuare eventi negli spazi pubblici più significativi del Comune compreso il Teatro del Giglio, senza costi, nel caso di manifestazioni ad ingresso gratuito e a tariffe ridotte nel caso di pagamento di un biglietto.
Alle Associazioni andrà assicurato ogni possibile supporto per le loro attività.

francesco colucci x Riformisti Lucca 


domenica 13 marzo 2016

Lucca, una Capitale: Mobilità e Viabilità

Per la Mobilità occorre una politica nuova e pensata di lunga prospettiva che sappia coniugare la situazione della Viabilità attuale, assolutamente carente, con il disegno di lunga programmazione della nuova viabilità da realizzare.
Un disegno di mobilità che partendo dal presente si snodi per la nuova viabilità e sopratutto alle nuove circonvallazioni di Lucca, ma anche sull'integrazione con un trasporto veloce su ferrovia, integrando la rete esistente, poco frequentata sopratutto nel tratto Lucca-Borgo a Mozzano.
La Mobilità attuale legata solo ad un trasporto pubblico su gomma, in una situazione urbanistica ormai consolidata che vede un centro storico centrale irradiarsi a stella verso frazioni e paesi, rende difficile immaginare un futuro possibile, con una crescita esponenziale del traffico privato.
Per questo i Riformisti di Lucca propongono:
  • Una ristrutturazione del servizio pubblico su gomma per i collegamenti a lungo raggio delle frazioni e dei paesi
  • La realizzazione di un trasporto a breve raggio con i cosiddetti "petit train" a trazione elettrica, che, come ad Avignone, cittadina francese con molte somiglianze con Lucca, favorisca una mobilità fra i parcheggi esterni alla circonvallazione e alle tagliate, con il centro storico e le Mura Urbane, come già illustrato alla Scheda n. 2 parte seconda.
  • La individuazione di uno stretto collegamento con le vecchie stazioni sulle ferrovie esistenti per la realizzazione di un collegamento veloce su rotaia tipo piccola metropolitana di superficie, senza conducente, completamente automatizzata, per abbattere i costi.
Le grandi e medie città hanno quasi tutte operato per un ritorno ad un servizio pubblico su rotaia, meno inquinante e in condizioni di creare sulle grandi direttrici di viabilità, un trasporto pubblico in condizioni di velocità e sicurezza di transito superiori al trasporto privato e quindi da preferire.
Lucca aveva e ha smantellato con cecità, nel dopoguerra, un rete di tranvia eccezionalmente efficace che univa le principali direttrici a stella verso la città. Da Pescia, da Maggiano, da Ponte a Moriano, da Santa Maria del Giudice verso Lucca.
Questa strada, come prospettiva di lungo periodo, andrà ripresa e occorrerà prevedere la creazione di una nuova rete tranviaria dai paesi più lontani verso il centro storico.
Come già evidenziato in una della Schede precedenti, una prima sperimentazione dovrebbe essere realizzata in collaborazione con le Ferrovie regionali, creando sulla strada ferrata Lucca Aulla, nel tratto fra Lucca e Borgo a Mozzano, un servizio di metropolitana veloce, per i collegamenti fra il Piaggione, Ponte a Moriano, San Pietro a Vico, Acquacalda, con Lucca, riaprendo le vecchie Stazioni della tratta, arricchite da nuovi parcheggi scambiatori.
Il raddoppio della Ferrovia fra Pistoia e Lucca e nel futuro con Viareggio e Pisa, potrebbe dare la prospettiva del secondo collegamento veloce con treni leggeri tipo metropolitana di superficie, fra Altopascio e Lucca, con la valorizzazione di tutte le stazioni intermedie della Piana, Montecarlo, Porcari, Paganico, Tassignano, ed una nuova in zona Arancio e poi fra Lucca e la stazione di Balbano con la valorizzazione delle stazioni di Castiglioncello-Nozzano, Cerasomma, Montuolo, Sant'Angelo e una nuova in zona Sant'Anna-via Enaudi.
Piccoli treni, come da foto, che transitano avanti e indietro, a cadenza frequente, integrati con il normale trafficico ferroviario.
Più difficile rimarrà il collegamento verso sud, Santa Maria del Giudice per la situazione della viabilità esistente che non vede nuove prospettive di sviluppo, anche se si potrebbe ipotizzare, un collegamento su rotaia fra S.Michele in Escheto e Lucca, sulla nuova bretellina già realizzata.
L'importante è avere un quadro completo di prospettiva per una Mobilità del Comune collegata con i Comuni vicini, su cui lavorare con interventi immediati sul breve ma anche iniziare quelli di lungo periodo.

francesco colucci x riformisti lucca



domenica 6 marzo 2016

Lucca, una Capitale: Artigianato e P.M.I. - Scheda n.9

Artigianato e P.M.I.: salvaguardare l'esistente ed incentivare nuove opportunità, in un Comune come quello di Lucca che non ha offerto nel passato e non offre oggi grandi possibilità di sviluppo, soprattutto per quanto riguarda la Piccola e Media Impresa (P.M.I), anche a causa di un territorio non grande e già molto urbanizzato.
Della necessità prioritaria di incentivare l'occupazione stabile attraverso la leva delle agevolazioni sulla fiscalità comunale,  abbiamo già parlato alla Scheda n.4 sul Lavoro, per il resto queste le proposte dei Riformisti:
Completare con i servizi essenziali e necessari nelle due zone già destinate alle attività industriali e artigianali del Comune, Mugnano ed Acquacalda, ma anche nelle mini zone ormai consolidate come quelle di Ponte a Moriano e S.Pietro a Vico.
Per razionalizzare il territorio e dare possibilità di sviluppo alle aziende industriali e artigianali esistenti, occorrerà prevedere incentivi negli strumenti urbanistici su i vecchi immobili di lavorazione, per chi trasferisce le proprie attività in complessi nuovi.
In questa maniera daremo impulso a nuova edilizia industriale in zone vocate, valorizzeremo in senso abitativo e/o uffici le vecchie strutture, consentendo l'immissione di denaro fresco nelle attività che si trasferiscono, dando risposte abitative senza compromettere nuovo territorio vergine.
In aggiunta, per quanto riguarda gli Artigiani, si propone di prevedere sconti nella fiscalità comunale a favore di quegli artigiani che mantengono aperta la bottega anche nei week end, consentendo la visita e l'acquisto di prodotti da parte dei visitatori e turisti.
A tal fine il Comune terrà aggiornato un Album degli Artigiani aperti e consenzienti alla visita da dare agli uffici di informazione turistica, al fine di sostenere queste attività artigiane.
Vista la conformazione del nostro territorio il Comune dovrà ricercare di incentivare gli investimenti nella ricerca, nell'innovazione tecnologica,  nello sviluppo di attività innovative in grado di qualificare il tessuto produttivo locale e di aumentarne l'attrattività e la competitività.
Per questo è prioritario una fattiva collaborazione con il Polo Tecnologico Lucchese che sta già ben operando in tal senso, sia per Start Up che come Acceleratore per le Imprese.
E' essenziale che in alcuni settori, come quello della Carta e suoi collegati, ma anche della trasformazione dei prodotti dell'Agricoltura, Il Comune di Lucca sostenga la peculiarità e il marchio delle produzioni lucchesi.

francesco colucci x Riformisti Lucca

domenica 28 febbraio 2016

Lucca, una Capitale: Commercio e Turismo

Lucca, nei secoli ha sempre avuto una inclinazione al Commercio che ha costituito la spina dorsale delle sua economia. Stato indipendente per oltre sei secoli, con poco territorio a sua disposizione, ha trovato nei commerci per tutta Europa, prima e verso le Indie vere e non vere poi, la possibilità di prosperare, fine a farne una Repubblica ricca e considerata.
E' sempre stata la ricchezza della Repubblica, i rapporti con gli Stati vicini, la salvaguardia dell'indipendenza, molto di più che le imponenti Mura difensive.
Anche ora il Commercio a cui si è aggiunto negli ultimi 25 anni il Turismo costituisce il principale fattore di sviluppo, occupazione e ricchezza del popolo lucchese.
La crisi di questi anni ha evidenziato che tre sono i fattori di debolezza del settore Commercio e Turismo: Una fiscalità locale sempre in crescita esponenziale, l'esplodere di un caro affitti spesso ingiustificato, una visione esclusivamente burocratica delle normative sanitarie da parte dell'USL.
Questi sono i problemi che un nuovo Sindaco dovrà affrontare, riducendo al massimo la imposizione fiscale comunale, intervenendo per riportare a ragionevolezza il caro affitti, intervenendo con una tassazione sui fondi sfitti più da due anni, riconducendo l'interventismo burocratico dell'USL all'essenza delle norme in vigore, senza esasperazioni immotivate, dando precise direttive in merito.
Da Sinistra si pone spesso il problema dell'evasione fiscale imputata al settore del Commercio, per giustificare le alte imposte comunali. Credo che proprio il riportare queste imposte a cifre più ragionevoli serva anche a far emergere i Commercianti onesti, che sono la maggioranza, che spesso sono obbligati alla evasione degli scontrini fiscali per la necessità di sopravvivere, rispetto a quelli che si credono "furbetti" e che rimarranno tali salvo l'intervento risolutivo della Guardia di Finanza.
Ridurre le imposte aiuta a riportare il Commerciante fondamentalmente onesto, ma sempre sul limite della sopravvivenza, nei binari della correttezza fiscale, come lo sono e sarebbero la maggior parte.
Per il Turismo in particolare occorre intervenire sulla Tassa di scopo sulle presenze turistiche, come fatto dal Sindaco di Viareggio, abbassando le aliquote per i giovani sotto i trentanni e i portatori di Handicap a cui aggiungere gli anziani sopra i 65 anni e una riduzione per chi permane oltre il secondo pernottamento, al fine di aiutare la permanenza media che è uno dei fattori più importanti da incentivare.
Per il Turismo poi occorre sostenere l'accoglienza e l'informazione turistica completamente abbandonata da questo Sindaco, oltre la Promozione della città. Non importante inventare l'acqua calda, basta seguire quello che facevano le APT, prima della sciagurata eliminazione da parte della Regione rossa di Rossi.
Per la Promozione del Commercio e del Turismo si proporne una vecchia piccola idea: quella di ampliare il commercio del terzo week end del mese, che dal Mercato dell'Antiquariato si è esteso alle aperture commerciali domenicali, lanciando lo slogan:

 "Lucca, tutto aperto il terzo fine settimana" 

con apertura di Musei, Torri, Negozi dal sabato mattina alla mezzanotte e tutta la Domenica fino alle 20, con tutti i parcheggi gratis per tre ore, ingressi ridotti per Musei e Torri, Sconti Terzo Week End nei Negozi, pacchetti week end scontati nelle strutture ricettive, attrazioni con artisti di strada nella città, promozione dell'iniziativa in tutta Italia.
Va anche profondamente rivisitato e rilanciato il Mercato dell'Antiquariato.
Delle altre problematiche: parcheggi, viabilità, arredo urbano è già stato trattato nelle Schede precedenti.

francesco colucci x riformisti Lucca



domenica 21 febbraio 2016

Lucca, una Capitale: Cultura: uscire dal "Club dei pochi" per aprire la città e stimolare le potenzialità presenti. Scheda n.7

Lanciare alcune proposte per un nuova politica culturale a 360° per una città come Lucca non è certamente facile, per chi non vuole essere presuntuoso o scontato o superficiale.
Per cui questa scheda vuole semplicemente presentare solo alcune proposte per:

  1. Conservazione e utilizzo del patrimonio culturale esistente
  2. Nuove strutture per la cultura in senso lato
  3. Valorizzazione delle emergenze culturali esistenti
  4. Ricerca organica di Sponsor per un rilancio di tutto il settore.
Conservazione e utilizzo del patrimonio culturale esistente.
L'immenso patrimonio storico-artistico della città è stato spesso abbandonato a se stesso e si deve solo all'intervento benefico delle Fondazioni Bancarie locali, se molto è stato salvaguardato.
I Riformisti propongono di trasformare l'attuale Opera delle Mura in una Fondazione aperta, cambiando il nome in "Opere dell'ingegno Lucchese" con il compito di preservare, mantenere, gestire e valorizzare tutto il patrimonio edilizio storico della città e le principali strutture che possono essere ascritte alla cultura lucchese. 
Dovranno confluire nella Fondazione "Opere dell'ingegno Lucchese", il complesso delle Mura lucchesi delle varie epoche, le Torri e i Palazzi Storici di proprietà riconducibili al Comune, l'Acquedotto Monumentale del Nottolini, i Monumenti, le Fontane Artistiche, l'Orto Botanico e i Parchi comunali.
Confluiranno altresì nella detta Fondazione tutti i Musei Comunali, le Mostre e le Rassegne permanenti riconducibili al Comune.
A detta Fondazione sarà anche affidata la delega del Sindaco per l'arredo urbano della città.
Il Comune manterrà il controllo della Fondazione, ma ne potranno far parte altri Enti Pubblici, le Fondazioni Bancarie ed altre Fondazioni, gli Istituti bancari e assicurativi ed ogni altro privato che sarà riconosciuto utile dal Comune.

Nuove strutture per la cultura in senso lato.
La realizzazione di un Teatro Puccini da 1.500 posti per i grandi eventi Pucciniani i e non, sopratutto in Inverno è già stata avanzata dai Riformisti nelle Schede precedenti.
L'ubicazione deve essere per noi il Mercato delle Vettovaglie, ormai fatiscente e vicinissimo alla città, trasferendo altrove le poche attività rimaste.
Analogamente è già stata avanzata la proposta di attrezzare l'ex campo Balilla, in attesa del nuovo Teatro, per i grandi eventi musicali e non, da quelli più grandi del Summer Festival, che rimarrà anche anche in Piazza Napoleone, per gli eventi previsti con un pubblico più contenuto.

Valorizzazione delle emergenze culturali esistenti
Le attività culturali di questi anni, anche quelle di alto livello, sono state sempre mal comunicate, come fossero una cosa "solo per noi". E' mancata qualsiasi politica di comunicazione che portasse ad un ritorno economico, anche indiretto, l'evento realizzato.
I grandi eventi Summer Festival, Comics, Puccini e la sua Lucca, Murabilia, Verde Mura e altri ancora devono far parte di una comunicazione Istituzionale che affianchi quella dei privati, per valorizzare al meglio gli eventi ed avere ritorni economici per tutta la città.
Analogamente vanno assistiti e comunicati gli eventi culturali che le Associazioni culturali presentano alla città, per dare un sostegno indiretto alle Associazioni proponenti.

Ricerca organica di Sponsor per un rilancio di tutto il settore.
I fondi pubblici destinati agli eventi sono sempre meno, per cui occorre istituzionalizzare la ricerca degli Sponsor privati, attraverso una delibera che recepisca le condizioni pubbliche ed uguali per tutti, per cui si possa sponsorizzate tutto o in parte alcuni eventi, anche prevedendo una commissione di intermediazione per chi aiuta ad acquisire sponsor privati.

francesco colucci x Riformisti Lucca





domenica 14 febbraio 2016

Lucca, una Capitale, Una politica dirompente per l'Ambiente e il Territorio - Scheda n. 6

Due sono le questioni spinose, irrisolte da decenni, per Lucca. La difesa dalle acque e la nuova viabilità per liberare la cerchia delle Mura Cinquecentesche dalla morsa del traffico pesante.


TERRITORIO E VIABILITA'

sono da oltre trent'anni che si discute e si progettano soluzioni per liberare il centro storico dalla morsa del traffico pesante che opprime e inquina tutta la zona, con una nuova circonvallazione, che tutte le altre città toscane hanno già da molto tempo realizzata.
Molti anni fa, l'on.le Piero Angelini con la DC e il sostegno dei Socialisti, trovò i fondi per fare la nuova circonvallazione e i collegamenti nord sud e est ovest. Furono appaltati e anche iniziati i lavori, costruiti i primi piloni dei ponti (abbattuti decenni dopo), ma l'opposizione di comitati popolari legati alle proprietà terriere e la solita Magistratura militante, riuscirono a bloccare tutti i lavori, fino a far saltare l'appalto fatto e i finanziamenti ottenuti. 
Tutti i progetti successivi, anche quelli di ora, vogliono risolvere il problema della circonvallazione di Lucca, attraverso il territorio del Comune di Capannori, per far transitare il traffico proveniente dalla Valle del Serchio verso l'autostrada, al Frizzone. Con il risultato che tutto si ferma di fronte alle anche giuste difficoltà portate avanti da Capannori, per un attraversamento "difeso" di buona parte del suo territorio, ormai fortemente urbanizzato e già molto compromesso.
La soluzione ora allo studio, anche carente di finanziamenti, sarà di difficile realizzazione per questi motivi e realizzarla "a raso" senza protezioni, come vuole Capannori, sarebbe un altra inutile spesa, come già fatto con la fondovalle Ludovica, già ora, a pochi anni dal suo completamento, assediata da nuove costruzioni e innesti di vie e viuzze locali e quindi destinata a non svolgere più il suo compito di arteria di collegamento veloce e protetta, per cui era stata costruita.
Dobbiamo renderci conto da Lucchesi, che il problema è nostro e che sul nostro territorio dobbiamo risolverlo. Senza se e senza ma.
Per questo la proposta dei Riformisti è prendere il coraggio a piene mani e affrontare l'unica soluzione possibile sul territorio comunale realizzando il passante nord sud, sulla riva destra del Serchio, da Ponte a Moriano fino a S.Quirico di Moriano e da qui, in galleria, passando sotto Monte S.Quirico,  ritornare sulla sponda del Serchio a Sant'Alessio, fino all'intersezione con la proiezione di Via Enaudi a Sant'Anna, da raggiungersi con un nuovo ponte sul Serchio, al posto di quello ora previsto a San Quirico. 
Un tracciato che non ha costi superiori a quello ora alla studio in quanto assai meno invasivo e con pochissimi attraversamenti con ponti, che compenseranno, credo anche con ulteriori economie, la spesa del traforo sotto Monte S.Quirico.
Da Via Enaudi il collegamento con le autostrade è rapido e abbastanza protetto. Il traffico proveniente dalla Fondovalle va in prevalenza verso Pisa, Livorno e il Sud, oppure Massa, Genova, Parma Milano, ma anche il traffico che dovesse andare verso Firenze farà teoricamente qualche chilometro di più che l'innesto veloce sulle autostrade a11 e A12 compenserà in termini di tempo.
Per il tracciato Est Ovest, come Riformisti siamo ancora per una soluzione diversa da quella ora proposta, soluzione che crediamo essere assai meno ingombrante e devastante per il territorio: accelerare, in accordo con la società Autostrade, la realizzazione delle Terza corsia autostradale dal casello del Frizzone a quello Lucca est, non facendo pagare il transito locale fra i due caselli. In questa maniera non si faranno ulteriori strade protette sul territorio di Capannoni e Lucca, altrimenti diverrebbero ben otto le corsie stradali da far passare sul territorio urbanizzato e sotto l'acquedotto monumentale del Nottolini. Una soluzione pulita, a basso costo e la società Autostrade potrebbe essere molto interessata ai finanziamenti per realizzare l'opera, che avrebbe anche una accelerazione su tutto il percorso. Una esigenza primaria per i collegamenti di Lucca con il mondo. 


AMBIENTE:

Sulle acque, per chi appassionato come me, della storia, del lavoro dei nostri Avi, dei toponimi, lo studio attento del territorio evidenzia come nei secoli passati i lucchesi di allora, giustamente preoccupati, vivendo in una zona paludosa, di preservare il territorio, case e campi coltivati, dalla invasione delle acque, siano esse del Serchio o dei numerosi rii che scendono dalla colline vicine, avevano lavorato duramente e con intelligenza per regimentare  le stesse, creando un reticolo di fosse e fossette, in una quadro complessivo articolato e preciso di smaltimento complessivo.
Negli ultimi cinquanta anni molto di questi lavori idraulici perfetti sono stati distrutti con cecità degli amministratori pubblici e per voracità di guadagno, da costruttori frettolosi.
La nostra proposta di Riformisti è di lanciare un piano poliennale per il recupero dello smaltimento delle acque originale, ripulendo e sistemando quello ancora esistente e ricreando il nuovo ove il vecchio fosse irrimediabilmente stato distrutto.
Ugualmente si deve procedere alla ripulitura annuale delle fosse e dei fossetti, esistenti e da riscavare ove perduti, da parte del Consorzio e del Comune per quelli pubblici, intimando ai frontisti la pulizia per quelli dei privati. In particolare occorre sollecitare le società autostradali e l'Anas per le strade di rispettive competenze alla pulitura annuale degli attraversamenti delle acque, perchè sono la grandi strade che creano i principali sbarramenti al regolare deflusso delle acque. 
L'Autorità del Bacino del Serchio, deve continuare con la meritoria opera intrapresa per pulire o ricreare le antiche casse di espansione esistenti o da creare ex novo, che sono indispensabili per la sicurezza del territorio. 
In questo quadro, valutiamo interessante e da esaminarne la fattibilità, la proposta di riscavare il terreno prospiciente le Mura cinquecentesche, per riportarlo alla quota originale e avere a disposizione una enorme cassa di espansione a difesa estrema della città e dei quartieri vicini. 
Tra l'altro si otterrebbe una nuova visione originale delle Mura stesse, assai più maestosa e imponente di quella attuale, con grandi ritorni anche turistici. Già ora questi luoghi diventano laghetti incontrollati durante periodi piovosi e quindi un regimentazione nuova non potrebbe che fare bene, senza timori, perchè già da quando sono state edificate, secoli fa, era stata prevista e ricercata la presenza delle acque sotto le Mura.

francesco colucci x riformisti Lucca






domenica 7 febbraio 2016

Lucca, una Capitale: Sicurezza, Rom e Immigrati - Scheda n. 5 Parte Seconda

Lucca: Sicurezza, accattoni, clandestini, nomadi.
Il nuovo Sindaco dovrà intervenire con energia e atti concreti per migliorare e di molto la sicurezza dei cittadini lucchesi, gravemente compromessa dall'inerzia e dal dogmatismo catto-comunista e falso buonista di Tambellini.
Il nuovo Sindaco dovrà assumere nei confronti del Governo Nazionale ma anche del Prefetto, del Questore e del Comandante dei Carabinieri un atteggiamento risoluto nel chiedere maggiori uomini e controlli sul territorio comunale da parte delle forze dell'ordine, che andranno aiutate e sostenute con ogni mezzo, da parte dell'amministrazione comunale, iniziando dalla realizzazioni di strutture operative sul territorio. 
In alcuni degli stabili dell'ex ospedale Campo di Marte, dovrà essere realizzata una cittadella della legalità, con Prefettura, Questura e Carabinieri e anche Procura delle Repubblica e Tribunale.
Strutture operative nuove e moderne, anche con nuovi alloggi di servizio per agenti e carabinieri.
Nuove strutture andranno anche realizzate in alcuni paesi e frazioni, popolose, per garantire sul territorio una presenza diffusa delle legalità e della sicurezza del cittadino.

Per quanto riguarda Nomadi ed Immigrati, si deve osservare che i cittadini lucchesi residenti devono denunciare all'anagrafe ogni variazione del loro stato di famiglia. 
Analogamente per ogni viaggiatore o turista che vuol dormire a Lucca, in Hotel, Affittacamere, Agriturismo, Casa privata o Campeggio, il proprietario o gestore deve denunciare alla Questura ogni giorno l'arrivo del visitatore, con le complete sue generalità, la permanenza e il periodo di residenza a Lucca.
Per i Rom e Sinti che ormai risiedono a Lucca da anni o che vogliano farlo, si deve realizzare uno o più campi per nomadi-residenti, con strutture provvisorie adeguate, in attesa di una casa, in cui ogni famiglia residente sia iscritta all'anagrafe del Comune e ne segnali ogni variazione, con una vigilanza in merito dei Vigili Urbani, come per il resto dei cittadini. 
A loro deve essere garantita l'istruzione servizi di assistenza, come per tutti gli altri cittadini, ma i servizi essenziali, acqua, luce, riscaldamento sono a carico loro, come per tutti.

Per i veri Nomadi, quelli che arrivano, stanno qualche giorno e poi ripartono deve essere realizzato un unico campo ad hoc, senza strutture fisse, ove le roulotte dei nomadi possono sostare per qualche tempo ma di ogni nuovo arrivo deve essere data notizia alla Questura, con la trasmissione dei dati completi come avviene per il turista e visitatore. 
Questi dati, nell'unico campo dove questi visitatori nomadi potranno sostare, debbono essere raccolti tutti i giorni dalla Polizia Municipale e trasmessi alla Questura, vigilando anche sull'osservanza delle norme igieniche del campo.

I due attuali campi Nomadi, abusivi, vicino al Cimitero e nella retrostante golena del Serchio, debbono essere sgombrati e i luoghi restituiti alla fruizione della popolazione lucchese. 

Immigrati: non possono essere fatte circolare per le vie del Comune immigrati che prima non siano stati censiti e registrati dalle autorità preposte. Nei centri di accoglienza, in regola con le norme stabilite dalla Comunità Europea ovvero asilo solo a che ha diritto, deve essere vigente il principio che tutti devono essere riconoscibili con un a documento sia pure provvisorio e che nessuno può allontanarsi dai centri di accoglienza se non  stato validamente riconosciuto e sia, a richiesta delle forze dell'ordine, riconoscibile.

Accattoni: l'accattonaggio molesto deve essere proibito con apposita delibera in tutto il territorio comunale. I Vigili Urbani e le forze dell'ordine debbono vigilare giornalmente per stroncare questo tipo di accattonaggio.

Dovrà essere istituiti, presso il Vigili Urbani, un numero gratuito per le segnalazioni di questo tipo di accattonaggio, per interventi tempestivi di repressione. 
Questi accattoni devono essere identificati e se privi di documenti messi a disposizione dell'autorità giudiziaria.






domenica 31 gennaio 2016

Sicurezza, accattoni, clandestini, nomadi. Scheda n. 5 Parte prima

Parlare di questi problemi oggi in Italia non è facile anzi è scontato che qualsiasi ragionamento, pur pacato venga fatto, porta ad essere trattati da Razzisti, Schiavisti e Fascisti, da una setta culturale catto-comunista che ricerca la salvezza eterna dal peccato originale dell'Inquisizione, altra dottrina "redentrice" praticata a piene mani dai cattolici integralisti di allora.
Per questo, come Riformisti e laici che da sempre non facciamo mai discriminazioni in base alla razza, al censo o alla religione, vogliamo far precedere le nostre proposte su questi temi, di grande attualità, da una analisi storico-economica dei fenomeni dell'emigrazione dei popoli su questa terra. 

Questo per far capire che le nostre proposte non vengono dalla "pancia" ma dalla nostra "testa" a seguito di riflessioni, che si possono condividere o meno, ma che si fondono su studi e approfondimenti, culturali, economici e sociali.

Divideremo quindi questa Scheda n.5 in due parti.

Nella parte prima la valutazione dei flussi emigratori nel Mondo, la loro profonda diversità a secondo delle epoche e delle motivazioni, che stanno determinando i gravi problemi dell'oggi.

Nella seconda parte, le proposte concrete per affrontare a Lucca i problemi della Sicurezza aumentati a dismisura in questi ultimi anni e in buona parte dovuti ad un immigrazione non controllata.

Nella storia del Mondo molti sono stati i fenomeni emigratori di interi popoli.
Lasciamo da parte quelli lontanissimi che si perdono nella notte dei tempi e anche quelli legati alla caduta dell'Impero Romano e all'istallarsi in Europa di popoli dell'est e del nord, che si sovrapposero e in grande parte si integrarono all'elemento romano.
Parliamo dei due grandi fenomeni di emigrazione più recenti, quelle legati alle grandi scoperte di nuove terre in America e Asia, alle conseguenti guerre di conquista, con una emigrazione europea che non cercò l'integrazione, economica, culturale e sociale con i Nativi, che anzi allontanò prima dalle terre più fertili e poi decimò in guerre di genocidio. 
Non solo gli Indiani dell'America del Nord le cui sconfitte hanno trovato esaltazione nell'epopea del Far West, ma anche quelle meno conosciute e più brutali dell'America del Sud e delle Isole Australi.
In questi casi gli immigrati europei devastarono con ferocia le culture esistenti, con stragi di interi popoli, per imporre con la forza bruta, le tradizioni e la cultura dei paesi da cui provenivano: i Paesi della civilissima Europa.

L'altra grande emigrazione, fine ottocento metà novecento, l'ultima...anzi... la penultima, è legata alla crisi in Europa dell'economia agricola, al nascere dell'era industriale accoppiata alle grandi carestie legate a guerre e pestilenze. Grandi masse di disoccupati dei paesi poveri Europei, Irlandesi, Scozzesi, Italiani, ma anche popoli dell'est europei, si spostarono nelle Americhe e in Australia, a cercare lavoro, richiamando poi intere famiglie a seguirli.

Quali le differenze fra queste due ultime grandi emigrazioni? Ovvia la risposta:

La prima, legata alla conquista di nuovi territori appena scoperti, porta al sovrapporsi violento dei nuovi venuti alle tradizioni dei Nativi, non ricercando alcuna integrazione, ma puntando a sottomettere i popoli originari di cui disprezzano le tradizioni religiose e sociali.
La seconda è una emigrazione che si incontra con società esistenti e strutturate dei colonizzatori non dissimili dai paesi di origine. Allora negli Usa, Canada, Argentina, Australia, la cultura europea e soprattutto Inglese si era affermata e poche erano le differenze religiose, culturali, economiche e sociali fra i nuovi popoli sorti sulla distruzione dei Nativi, con i milioni di nuovi emigranti provenienti dalla vecchia Europa. 
Normale anche se non certo senza problemi, è stata l'integrazione fra colonizzatori e emigrati. 
Stesse tradizioni, stessi popoli, desiderio degli emigranti di sentirsi integrati. 
E' noto l'ambizione degli Italiani emigrati negli Stati Uniti di sentirsi prima Americani e poi Italiani, e così anche per tutti gli altri. 
Essere integrati, riconosciuti era il massimo obiettivo di ogni emigrante.

Proviamo a valutare l'odierna ultimissima grande emigrazione ora in atto: chi sono, da dove vengono, perché?
Gli emigranti dell'oggi provengono in massima parte dall'Africa e dal Medio Oriente, fuggono da guerre e carestie, cercano lavoro e sopravvivenza.
Si dirà: è la stessa emigrazione che gli europei fecero fine ottocento primi del novecento. 
Le motivazioni sono le solite, diverso però è l'approccio sociale e la disponibilità a integrarsi.
La maggior parte di questi nuovi emigranti sono di religione musulmana, spesso legati alle confessioni più estremiste di questa religione, che viene interpretata da molte sette, come una religione da imporre agli altri anche con la violenza, difendendo contenuti arcaici nei rapporti sociali, da non mescolare con le tendenze moderniste e laiche delle società occidentali.
In questo le somiglianze sono maggiori con l'immigrazione cinquecentesca, nei nuovi paesi appena scoperti, che portò gli emigranti che arrivavano ad imporre la loro religione cristiana ai Nativi, con la forza e l'Inquisizione, imponendo con la violenza bruta le tradizioni culturali europee.

Purtroppo le somiglianze con l'immigrazione colonialistica non finiscono con il problema religioso, ma sono anche culturali e sociali, in maniera preoccupante. 
Le tradizioni, i rapporti familiari, le usanze e l'organizzazione sociale di questi nuovi emigranti di oggi, contrastano in maniera dirompente con la nostra società e noi ci difendiamo facendo finta che non esistano: La poligamia, la sottomissione della donna all'uomo che ha diritto di vita e di morte su di lei e sui figli, la profonda diversità dei costumi, delle relazioni sociali, sta rendendo estremamente difficoltosa ogni integrazione, che tra l'altro è spesso sdegnosamente rifiutata da una buona parte di questi immigrati, perché blasfema e pericolosa. Anzi come i colonizzatori di allora questi immigrati dell'oggi, ritengono la nostra civiltà "moralmente malata" da combattere e sopraffare.
Una integrazione che non viene quasi mai cercata anzi spesso rifiutata sdegnosamente creando isole cultuali e sociali all'interno dei paesi europei, che spesso portano al massimalismo culturale e poi alla ribellione violenta e al terrorismo. I quartieri periferici musulmani di Brussels e di Parigi, divenuti famosi in questi ultimi mesi per le stragi, sono emblematici di questa situazione.

Dove sbagliamo noi europei? A nostro parere, nell'aver fatto finta che non esistesse il problema, accettando che gli immigrati mantenessero e espandessero le loro tradizioni, anche quelle che sono in contrasto con le nostre Leggi. Non quelle in contrasto con la nostra cultura e le nostre tradizioni, che non è certo giusto imporre, ma quelle contro le nostre leggi e la nostra organizzazione sociale.
Le nostre Leggi devono essere accettate e rispettate da chi vuole vivere nei nostri Paesi, senza se e senza ma. 
Non è concepibile che si continui a far finta di ignorare che immigrati che vivono e lavorano in Europa, mantengano l'harem consentito dalla loro religione, con più mogli trattate da schiave e seppellite in casa, donne infibulate e sottomesse con la forza, funzioni religiose in cui predica la violenza, l'abbattimento dei nostri valori cristiani, la sopraffazione dei nostri popoli predicando le guerre sante per liberare i paesi europei degli "infedeli"  e imporre la sharia islamica, come forma di organizzazione sociale e di governo.

Chi arriva da noi può non volersi integrare, ma deve rispettare le nostre leggi e le nostre tradizioni, non il contrario come propugnano gli utili idioti che chiedono di "cambiare" le nostre tradizioni per non "urtare" gli immigrati. 
Folle e stupido. E' una bieca prostituzione culturale quella professata da questi catto-comunisti d'accatto che va dalla copertura delle opere d'arte, a togliere il crocifisso, oscurare il Presepe, voltarsi dall'altra parte verso le donne perseguitate e infibulate in Italia.

I recenti episodi di Colonia e non solo, sono campanelli di allarme che non possono essere ignorati.

Chiarite queste riflessioni, nella Parte Seconda di questa Scheda n, 5, che pubblicheremo come sempre, fra una settimana, parleremo delle proposte dei Riformisti a Lucca, per la Sicurezza: Proposte forti, dirompenti, innovative, ma in perfette linea con le leggi italiane vigenti.

francesco colucci per riformisti lucca.




domenica 24 gennaio 2016

Lucca,una Capitale: Lavoro e occupazione - Scheda n.4 -

Le politiche per lavoro e occupazione sono in genere compito dei governi nazionali o regionali che sia, non molto possono fare i Comuni, ma qualcosa si, utilizzando al meglio e soprattutto con fantasia, le leggi e gli strumenti amministrativi, che ci sono e i relativi finanziamenti.
Quindi per lavoro e occupazione, occorre da parte di un Sindaco, impegno, fantasia e innovazione, per creare opportunità e dare certezze e aiuti a chi vuole impegnarsi in nuove attività.


POLO TECNOLOGICO LUCCHESE

I Riformisti propongono un rapporto stretto fra Comune di Lucca e Polo Tecnologico lucchese, gestito dalla Camera di Commercio, per far nascere e aiutare a svilupparsi a nuove imprese, legate allo sviluppo tecnologico, sia per le nuove opportunità che si creano con nuovi imprenditori che per i nuovi posti di lavoro che si creano. Nuove sia pur piccole aziende, vuol dire più ricchezza e più lavoro.
Il Polo ha già dato positivi risultati in questi pochi anni di vita e se fosse supportato in maniera forte dal Comune di Lucca, ne potrebbe dare molti di più. Le nuove tecnologie e i giovani sono due veicoli di impresa moderni e positivi, sia per le Start Up che per la crescita di micro imprese esistenti. 

L'altra possibilità di intervento sul mercato dell'imprese e del lavoro in mano ad un Sindaco con un po' di coraggio e fantasia è quella di operare sugli incentivi, legati a risparmi su le tasse comunali.
Queste le proposte, che andranno poi modulate secondo le variazioni legislative in corso.


INCENTIVI PER NUOVE IMPRESE

Imprese artigiane: I Riformisti propongono per le nuove imprese artigiane che si insediano per la prima volta del Comune di Lucca, una sostanziale riduzione della Imposta Unica Comunale pari al 70% dell'imposta dovuta, per il primo anno, del 40% per per il secondo anno, e del il 20% per il terzo anno.
Impresa industriale: Per nuove imprese che si insedino nel territorio comunale con almeno due dipendenti neo assunti a titolo non temporaneo, una detrazione pari al 70% dell'Imposta Unica Comunale per il primo anno, che sale al 90% se l'impresa ha cinque o più nuovi assunti non temporanei. Al secondo anno la detrazione scende rispettivamente al 40%  e al 60%. Al terzo al 20% e al 40%.
Impresa Commerciali e Turistiche: Alla nuova impresa commerciale o turistica che si insedia nel Comune di Lucca una esenzione dall'Imposta Unica Comunale pari al 70% nel primo anno, il 40% nel secondo e il 20% nel terzo, se sono imprese a gestione familiare. Ove la nuova impresa commerciale o turistica assuma nell'anno due dipendenti a tempo non determinato, le esenzioni salgono al 90%, 60% e 40% dal primo al terzo anno.


 INCENTIVI PER NUOVE ASSUNZIONI NON TEMPORANEE

Per le imprese di qualsiasi tipo già esistenti sul territorio comunale che a assumano nell'anno dipendenti non a tempo determinato una riduzione pari al 10% dell'Imposta Unica Comunale di quell'anno per ogni dipendente assunto, fino ad un massimo di 10 dipendenti.


INCENTIVI PER LA CREAZIONE DI NUOVE COOPERATIVE DI LAVORO

La Costituzione di Cooperative di Produzione e Lavoro, Agricole, Sociali, nel Comune di Lucca, con soci che per il 50% sia residenti nel Comune, sono incentivate con l'abbattimento del 90% dell'Imposta Unica Comunale per il primo anno, del 60% il secondo e del 40% per il terzo.


 


La prossima scheda: Sicurezza, Accattoni, Clandestini, Nomadi. 

domenica 17 gennaio 2016

Lucca, una Capitale: La riqualificazione dei paesi, delle frazioni e dei quartieri. Scheda n.3

La riqualificazione dei paesi, delle frazioni e dei quartieri è una esigenza prioritaria perchè sono stati abbandonati a se stessi da quattro anni, come ammesso dallo stesso Sindaco Tambellini.
Anche l'abolizione dei Consigli di Circoscrizione ha portato danni, pur essendo diventati negli ultimi anni prevalentemente dei piccoli consessi politici.
Cosa propongono i Riformisti lucchesi, per ribaltare questa situazione di degrado?
I Referenti del Territorio: Il nuovo Sindaco, che contribuiremo ad eleggere, dovrà nominare per ogni paese, frazioni e quartiere, un suo Referente.
Una persona di sua fiducia, che sia i suoi orecchi e i suoi occhi su quel territorio. Una figura conosciuta che voglia svolgere questa sua funzione di Referente del Sindaco, a titolo completamente gratuito, per solo spirito di servizio al suo territorio e ai suoi concittadini.
I Referenti del Territorio, si rapporteranno al Sindaco, ma anche agli Assessori per segnalare i problemi più urgenti, le mancanze del proprio territorio, mantenendo rapporti costanti con i propri concittadini. Essere Referente di un territorio dovrà essere un titolo di merito e di rispetto.
La Scheda delle necessità.  Per ogni paese, frazione e quartiere, dovrà essere compilata ogni anno, con l'aiuto dei Referenti e delle Associazioni locali, una Scheda dei problemi aperti e delle cose da fare su quel territorio. Questa Scheda dovrà essere approvata ogni anno da una assemblea degli abitanti interessati che potrà anche proporre le priorità più urgenti.
Associazionismo: Prioritario sarà intervenire a sostegno di quelle Associazioni e Comitati che già agiscono nelle frazioni o nei paesi per la propria collettività o in quelli che si costituiranno. Dare un sostegno a queste attività di volontariato con persone che conoscono bene i problemi e le soluzioni per migliorare il proprio territorio vuol dire spendere meno e agire più velocemente per la soluzione. Pensiamo al Comitato paesano di Aquilea, del Piaggione e molti altri, al Comitato del Castello di Nozzano, ai Gruppi Frates dei donatori di sangue, al Comitato del Quartiere Giardino e di altri.
Parrocchie: da Laici come siamo riteniamo che la funzione sociale e di sensibilizzazione dei problemi del territorio trovino riscontro e possibilità di intervento anche nelle Parrocchie del territorio, sopratutto quelle dei paesi. Rapportarsi con queste vuol dire approfondire e conoscere meglio le reali esigenze del territorio ed un aiuto ad intervenire per risolvere i problemi.
I Paesi e le frazioni lontane dal centro storico: tanti i problemi da affrontare, vogliamo solo qui ricordare il maggior problema comune a tutti che è la mobilità verso il centro storico e gli altri comuni del circondario, per andare a lavoro. Nel recente passato abbiamo distrutto un collegamento veloce ed economico che i nostri avi avevano faticosamente realizzato: Le linee tranviarie che collegavano le frazioni più lontane alla città e fra loro. I tram erano una grande soluzione del problema, che ormai tutti i grandi centri urbani italiani ed europei stanno nuovamente valorizzando e ricostruendo. Credo che in questa direzione, assai difficile invero, dovremo ritornare, gradualmente, se non vogliamo condannare i nostri concittadini a passare buona parte del proprio tempo su Bus e Navette bloccate nel traffico o continuare a costruire strade sempre più grandi. Credo che potremmo iniziare dalla direttrice Lucca-Ponte a Moriano utilizzando i binari poco frequentati della Lucca Aulla per un servizio di tranvia veloce che tocchi le stazioni di Piaggione, Ponte a Moriano, San Pietro a Vico, adeguando i parcheggi auto limitrofi..
I Grandi Quartieri, vicini alla città: Sant'Anna, San Donato, San Concordio, Giannotti, San Marco, San Vito, San Filippo, Arancio. I problemi di questi enormi dormitori sono certamente più complicati da affrontare, anche qui ne indichiamo uno urgente: completare un sistema di viabilità ciclabile protetta, che consenta un collegamento veloce e sicuro con un mezzo, la bici, che fa parte della nostra tradizione, ma che deve essere ripresa senza rischiare di essere travolti da Tir e auto. Ogni quartiere a suoi problemi che andranno affrontati singolarmente con priorità che possono essere diverse.

francesco colucci x riformisti lucca