mercoledì 20 settembre 2023

Congresso Regionale Toscano di Italia Viva - Osservazioni RISERVATE AGLI ISCRITTI

Sto valutando una mia candidatura a Presidente di Italia Viva Toscana, per questo porto a conoscenza dei soli iscritti ad Italia Viva le osservazioni che ho inviato alla Commissione Nazionale di Garanzia e ai nostri Dirigenti Nazionali e Regionali, nonchè a Matteo Renzi. Credo che siano osservazioni giuste e fondate e che al di là di una mia candidatura o meno, si debba celebrare un Congesso Regionale che dia ad ogni candidato e ad ogni documento politico conseguente, uguale possibilità di competizione. 

Alla Commissione Nazionale di Garanzia Congressuale

Al Segretario Nazionale di Italia Viva, Matteo Renzi

Alla Coordinatrice Nazionale Raffaella Paita

Al Coordinatore Regionale della Toscana, Nicola Danti

Gentili signore e signori,

sto valutando seriamente una mia candidatura alla Presidenza di Italia Viva Toscana. 

Credo che la mia esperienza e il mio curriculum me lo consenta, le capacità per quel ruolo, dovranno essere valutate dagli aventi diritto al voto.

Sono iscritto a Italia Viva dalla sua fondazione.

Non sciolgo oggi le mie riserve perché vi sono alcuni punti sulle norme Congressuali, che non sembrano dare certezza di comportamenti, uguaglianza nella competizione democratica, parità di strumenti organizzativi.

1.   Le norme stabiliscono che per la presentazione di una candidatura alla Presidenza Regionale vi debbono essere firme di presentazione pari al 5% degli iscritti al 30 settembre, in regola con i versamenti.

2.   Le candidature con le firme debbono essere depositate entro l’8 ottobre, su appositi formulari che saranno pubblicati entro il 1° ottobre.

3.   PRATICAMENTE fino al 1° ottobre non sapremo quante firme siano necessarie, non avremo i formulari per raccoglierle e avremo solo otto giorni per farlo.

4.   Sarebbe più giusto che i formulari per la raccolta delle firme fossero messi subito a disposizione dei candidati, per avere più tempo per la raccolta delle firme.

5.   FIRME: in questo caso non si tratta di cittadini come nelle elezioni comunali, ma firme di iscritti a IV. 

C  Come fa un candidato a conoscere gli iscritti di Italia Viva di località lontane dalla sua città o provincia? Come fa un iscritto a sapere che ci sono candidati che raccolgono le firme per presentarsi?

6.   ISCRITTI: occorre che la Commissione elettorale invii a tutti gli iscritti della Regione il nome del possibile candidato e il suo documento politico e la possibilità di firmare per lui. OPPURE siano dati gli elenchi degli iscritti con mail e cellulare ai candidati per consentire la ricerca delle firme e la informativa sul documento Congressuale.

7.   Se non avviene questo come può articolarsi un Congresso Regionale? Se si chiedono centinaia di firme su modelli ancora in fieri, di iscritti che non possono essere conosciuti o ai quali non si può né scrivere né telefonare?

Una cosa è raccogliere le firme dei cittadini elettori, una cosa raccogliere le firme di iscritti “secretati” di un partito.

8.   Se la Commissione Nazionale Congressuale fornirà garanzie organizzative per assicurare una raccolta delle firme degli scritti, ragionevole e possibile e la diffusione dei documenti politici a tutti gli iscritti, scioglierò la mia riserva per porre una mia candidatura alla Presidenza Toscana di Italia Viva, come sarebbe giusto e opportuno.

9.   Il mio documento politico è pressoché pronto, sarà pubblicato in ogni caso.

10.  Resto in attesa di cortese risposta da parte di chi ha titolo a darla.

Francesco Colucci, Lucca 

Mail colucci.lucca@gmail.com cell.348 0533233



martedì 1 agosto 2023

Libertà di attovagliamento e Congresso di Italia Viva.

Da Liberale-Laico-Socialista ho visto con disgusto gli attacchi a Maria Elena Boschi colpevole, con un paio di amici e colleghi di Italia Viva di lesa maestà alle Istituzioni Repubblicane per aver cenato al Twiga, uno dei simboli del turismo versiliese, già di proprietà della Ministra Santarchè e di Briatore.

Perfino il Corriere della Sera ha dedicato al fatto un articolo con più colonne e Calenda uno dei tanti, troppi, Twitter quotidiani, di reprimenda.

Il Twiga, uno dei simboli del turismo di lusso che tanta ricchezza e lavoro porta all’Italia, deve essere bannato all’inferno perché è per ricchi e perché i “padroni” sono invisi e invidiati.

Chi va li è un diavolo e un politico che ci va è quasi un delinquente e certamente fa un atto “inopportuno” … stabilito da chi? Bieco populismo pseudo moralista.

La Santarchè Ministro del Turismo, confermata recentemente dal voto sovrano del Parlamento Italiano, deve essere demonizzata, isolata, abiurata, perché condannata dalla sinistra populista, prima di ogni valutazione della Magistratura.

Incontrarla in Senato va bene, trovarla casualmente nel suo locale è reato politico.

Condivido quanto detto dall’On.le Bonifazzi “Sono stato a cena al Twiga venerdì sera. Come era già stato altre volte essendo da sempre un frequentatore della Versilia. Potrei fare l’elenco dei parlamentari di tutti gli schieramenti che ho visto in quel locale. Leggere che Carlo da Capalbio pretende di decidere lui che cosa devo fare io il venerdì sera mi dà l’impressione di un uomo che non ha nulla di liberale ma che sogna uno stato etico. Sostenere che si debba chiedere al leader politico con chi cenare e con chi no mi sembra assurdo. E pensare che la politica si faccia con il gossip e non con le idee è puro populismo”.

Non amo il governo della Meloni, non credo che farà grandi cose e le poche buone che farà dovranno essere sostenute da Italia Viva, nell’interessa dell’Italia.

Una cosa sta facendo e la condivido: distruggere quella patina di moralismo, di ipocrisia, di populismo anti-casta, di giustizialismo, di possessori della verità e dei giusti valori, che la sinistra e Grillo hanno imposto per anni, al nostro Paese, nella politica, come nella giustizia.

La battaglia che il Ministro Nordio ha impostato e che Matteo Renzi sta portando avanti è quanto di più liberale, laico, giusto si possa fare.

Il “politically correctness” imposto dalla sinistra deve essere riportato alla verità delle sue origini. Compare per la prima volta e poi sempre più nel vocabolario marxista-leninista dopo la Rivoluzione russa del 1917 per indicare la piena aderenza all'ortodossia politica in generale, successivamente venne ripreso dal regime nazista per indicare l'aderenza all'ortodossia del regime hitleriano e delle politiche razziali.

Ricompare poi nella discussione politica solo nel 1970, per essere cavalcato, in Italia, dalla sinistra extraparlamentare prima e poi dal PD.

Un PD che nasce come unione di due Chiese: cattolici integralisti e comunisti.

Quando qualche leader illuminato, Veltroni e Renzi, hanno provato ad affermarne la laicità nelle idee, per affrontare da liberali le grandi questioni economiche e civili dell’Italia, sono stati “fucilati” sul campo dai “compagni”.

Nella prima repubblica lo scontro politico era sulle idee e sui programmi, non sugli uomini. Ci si scontrava ferocemente in Parlamento, nelle Regioni e dei Comuni, poi si mangiava la pizza assieme, perché non c’era odio personale ma solo dura contrapposizione, ideologica e politica.

Nella seconda repubblica che ricordiamo nasce da un cosiddetto “colpo di stato bianco” di alcune Procure politicizzate, decise a spazzare via i partiti democratici per salvare il solo PCI, lo scontro politico è solo odio alla persona, con tutti i mezzi.

Il disegno delle Procure politicizzate è fallito per la discesa in campo del vincente Silvio Berlusconi, che ha pagato per oltre trent’anni, con processi infiniti, l’aver fatto fallire quel disegno. Questa è vergognosa verità e Matteo ha fatto benissimo sul tema.

La sinistra è stata parte integrante di quel disegno, bisogna dirlo, perché la deriva populista giustizialista dell’oggi, nasce da lì e ne è la naturale conseguenza.

Ad ottobre faremo il primo Congresso di Italia Viva, spero che questo tema sia in discussione: liberarci dalle ipocrisie, oppressive e oscurantiste, dalla “caccia alle streghe”, dal linciaggio mediatico, dal moralismo bottegaio, dal talebanesimo populista, che soffoca la politica, la giustizia, il vivere civile.

Un Congresso che deve saper dare una prospettiva chiara alla costruzione del Terzo Polo, che è tema ineludibile perché da soli non si va da nessuna parte.

Marattin, Rosato, Bonetti che molto si sono spesi per il partito unico, non possono essere contestai per questo, ma apprezzati e sostenuti, perché mantenere un rapporto costruttivo con Azione al di là dell’indifendibile Calenda, deve essere prioritario.

Una rottura dei gruppi parlamentari sarebbe la fine di ogni prospettiva ed anche se superassimo il 4% da soli alle Europee, eleggere 3 o 4 deputati, ci renderebbe ugualmente irrilevanti.

Un Congresso importante: non so se Matteo vorrà fare il Padre nobile come all’inizio di Italia Viva o vorrà candidarsi a Segretario.

In questo caso auspico che nascano una o più candidature alternative.

Dopo quattro anni di vita di Italia Viva, se vogliamo crescere, dobbiamo dimostrare al Paese di essere un Partito, moderno, senza organizzazione ottocentesca, ma un Partito contendibile e non solo un’estensione della preziosa intelligenza di Matteo.

Il futuro Terzo Polo non avrà mai un leader maximo che si chiami Calenda o Renzi, l’auspicata Federazione unica cosa ora possibile, dovrà avere per forza un leader terzo e questo, da lucchese, mi comincia a piacere.

Francesco Colucci, Riformisti Toscani ed iscritto, dalla nascita, a Italia Viva e ai Liberaldemocratici.



 

 

 

 

 

giovedì 6 aprile 2023

Il Vangelo secondo Matteo.

La svolta di Matteo Renzi: un passo indietro dalla Politica ma raddoppio nell’impegno per il Riformismo Liberale, deve far riflettere tutti.

Sono mesi che tutti dicono che il nuovo Partito Liberaldemocratico non deve essere la somma dei due vecchi, Azione e Italia Viva.

Poi a Roma si tratta nei tavoli riservati, nelle regioni e nelle province, continuano i dispetti, le ripicche i do ut des, fra i pretoriani dei due partiti.

Devo dire che Matteo riesce sempre a stupire, non solo me: ogni sua improvvisa svolta politica spalanca orizzonti e stupisce per la rapidità e la chiarezza del messaggio che lancia.

L’aver accettato di dirigere un giornale la cui testata e la sua storia chiama con forza il Riformismo, ci indica ancora una volta la strada che dobbiamo percorrere per far crescere e organizzare il riformismo democratico contro gli opposti populismi.

Dobbiamo prima far crescere la voglia di Riformismo, la cultura liberaldemocratica, la consapevolezza che con due schieramenti bloccati a destra e sinistra da vuote parole d’ordine, annosi tabù e totem a cui continuare a inchinarsi sulla pelle del paese, non porta da nessuna parte.

Ampliare, allargare, far crescere prima culturalmente e solo poi organizzativamente un nuovo pensiero riformista e liberale è il compito che Carlo e Matteo si sono dati.

Il colpo d’ala di Renzi ha risolto uno dei grandi dubbi che avevamo sulla coesistenza di due personalità e intelligenze così forti nello stesso ruolo di leader.

A uno la crescita culturale dell’idea Riformista all’altro la costruzione e la gestione del nuovo Partito.

Ora sono i quadri intermedi dei due partiti che devono aggiornarsi al nuovo Vangelo di Matteo, capire che, con i votanti ormai cronici sotto il 50% nelle elezioni regionali e locali, non c’è trippa per gatti, fra le percentuali storiche della destra-destra e della sinistra-sinistra.

Occorre guardare alla società civile che non vota più perché lo ritiene inutile o non significativo.  Occorre guardare fuori dai recinti dei partiti, del déjà-vu

I vecchi partiti novecenteschi non esistono più da decenni, rifarli è impossibile, solo idee nuove e non rituali possono risolvere il problema di una società civile che non riconosce più nei partiti il tramite con le Istituzioni.

Il Rinascimento socialista di Mitterand e quello recente di Macron sono nati da grandi idee e piccoli gruppi organizzati: solo dopo il successo culturale ed elettorale quelle idee sono diventate un grande partito.

Credo che Matteo ci voglia indicare questa strada.

A Lucca, nel nostro piccolo, in pochi, abbiamo messo su un Blog pensatoio-culturale: Think Tank Reformists per discutere di tutto, soprattutto per cercare di liberare energie culturali oppresse da manierismi e ipocrisie storiche.

Iniziamo venerdì 21 cercando di discutere a 360° del 25 aprile e della necessità di una sua storicizzazione. Vi aspettiamo.

Il Programma è pubblicato sul Blog di Think Tank Reformists: https://riformistitoscani.blogspot.com/

Francesco Colucci, per TTR



 

 

domenica 15 gennaio 2023

Il De Profundis del PD

In Lombardia l’ultimo sondaggio Winpoll dà il Presidente uscente, Fontana al 41,3(centro destra), la Moratti al 27,6 (Terzo Polo), Majorino al 25,2 (PD-5stelle).

Questi dati suonano il De Profundis al PD e alla sua sudditanza ai Grillini.

Se il PD avesse accolto la proposta di Matteo Renzi di fare un ticket con la Moratti candidata a Presidente e Majolino suo vice, staremmo correndo per la vittoria, in Lombardia, dove i 5 stelle sono politicamente ininfluenti e l’accordo del PD con loro è stato solo ideologico, per una scelta di sinistra estrema.

Non aver capito l’importanza politica di strappare al centro-destra la Lombardia e decretare il tramonto del populismo di Salvini testimonia la crisi politica irreversibile che sta vivendo il PD, che si evidenzia anche in un Congresso politico dal dibattito inesistente, sui temi concreti della società Italiana.

Solo lotta di potere e di supremazia.

Calenda e Renzi hanno esplicitato ieri il percorso, di discussione e approfondimento tematico, che la Federazione del Terzo Polo, compirà nel 2023, per giungere a fondare il nuovo partito Liberaldemocratico, centrale nella società Italiana.

Alla sua edificazione saranno chiamate tutte le forze vive, liberali e riformiste italiane e noi riformisti toscani vorremmo essere nelle prime file nell’avvenimento politico più importante di questi primi 23 anni del terzo millennio.

Ci auguriamo che anche a Lucca e in Toscana, movimenti e associazioni politico- culturali vogliano percorrere insieme a Azione e Italia Viva, questa strada di costruzione del Terzo Polo, destinato a rivoluzionare la politica italiana nei prossimi decenni. Porte aperte a tutti coloro che credono nel Riformismo.

Francesco Colucci



venerdì 13 gennaio 2023

Federazione del Terzo Polo, una proposta a Calenda e Renzi.

Calenda e Renzi hanno varato la Federazione del Terzo Polo, fra Azione e Italia Viva, per portare nel corso del 2023 alla formazione di un nuovo Partito Riformista.

Una ottima decisione perché il nuovo Partito non sia solo la fusione a freddo dei due vecchi, ma nasca da un più ampio respiro fra le forze vive e i movimenti liberali e riformisti del nostro Paese.

In questo 2023, Azione e Italia Viva daranno ancora vita ovviamente ad un loro autonomo tesseramento, ma per segnare discontinuità rispetto al passato e dare slancio alla Federazione mi sia consentito di fare una proposta da iscritto appassionato di quanto di nuovo sta succedendo nell’area riformista.

Giusto fare anche nel 2023 tesseramenti separati ma proporrei a Calenda e Renzi di fare insieme un ulteriore passo in avanti: dare la possibilità di aderire anche alla costituita Federazione del Terzo Polo.

Un iscritto 2023 ad Azione e Italia Viva avrà la possibilità di aderire volontariamente anche alla Federazione del Terzo Polo, con la donazione di un contributo che andrà a sostenere le iniziative della Federazione nella preparazione del nuovo Partito.

Un segnale forte degli iscritti dei due partiti in direzione della prossima unità, un modo per dare slancio e forza al duro lavoro che la Federazione dovrà fare nel 2023 per portare a termine la costituzione del nuovo Partito Riformista.

Un modo diverso per sostenere dal basso quella unità riformista che tutti vogliamo e che Carlo e Matteo hanno ideato e che stanno portando avanti con coraggio e determinazione.

Francesco Colucci



venerdì 15 luglio 2022

La Giunta di Mario Pardini: le mie personali valutazioni.

E’ stata presentata la nuova Giunta Pardini: tante facce nuove, molti giovani, felici e emozionati.

Il cambiamento si intravede anche dalle foto: volti nuovi, sorridenti, con l’aria del primo giorno di scuola.

Sono attesi alla prova dei fatti, dopo una estate che servirà da riscaldamento.

Rivedo Moreno Bruni, ottimo assessore della Giunta Favilla, compagno di tante battaglie comuni sul Turismo e le Mura monumentali.

Remo Santini ha esperienza e professionalità: il turismo è il grande assente della Giunta Tambellini, contiamo che Remo sappia far molto meglio.

Al Commercio una ragazza nuova, Granucci, emersa per il lavoro sul campo, che, in tanti, dicono, molto brava.

Una altra ragazza interessante, Cristina Consani, all’Ambiente: l’amico Enzo Placido me l’aveva descritta, anni fa, come una che sarebbe emersa per capacità e lavoro.

Voti ne ha presi tanti, vediamo ora come affronterà un assessorato difficile.

Due tecnici di valore, Di Vito e Cecchini, alla Sanità e al Piano operativo, come consiglieri delegati, fanno ben sperare per il nostro territorio e per le annose irrisolte problematiche del nostro Ospedale.

C’è l’incognita Barsanti, direi il Dottor Jekyll e Mister Hyde di Lucca.

Fabio è certamente bravo nel rapporto con i ceti popolari e bisognosi, preparato sullo Sport, conosce bene i problemi delle frazioni.

Un fatto certo: ha preso tanti voti, per le sue benemerite attività sociali.

Di contro, ha una visione politica surreale, assurda, fuori dal tempo e soprattutto inaccettabile, in molti atteggiamenti.

Se prevarrà la voglia di lavorare per la sua città, farà bene…se farà prevalere la versione Mister Hyde, sarà un problema per il Sindaco.

Conosco poco gli altri Assessori per esprimermi su di loro.

Il Sindaco Pardini si è tenuto deleghe importanti, buon segno, ha voglia di fare e di essere partecipe del lavoro concreto.

Ho grande fiducia in Mario che conosco bene per averci lavorato assieme in una battaglia difficile come quella sul Referendum Istituzionale, di Matteo Renzi.

Ha alle spalle il Presidente Emerito del Senato, con conoscenze importanti in tutto il mondo, che potrà aiutarlo a riportare Lucca alla giusta attenzione internazionale.

Capo Gabinetto, Beniamino Placido, un caro amico, figlio di quell' Enzo, che tanto ci manca in questo momento da lui, tanto voluto.

Beniamino, una grande esperienza internazionale, una grande umanità, partecipe di una numerosa famiglia dai molti risvolti culturali, noti e interessanti.

Conclusioni: al di là della diversa collocazione politica, credo sia interesse di tutti che questa Giunta riesca a portare avanti il cambiamento di passo dalla precedente Giunta Tambellini, che tanto immobilismo ha portato a Lucca.

Molto meglio una Giunta, non amica, che decida e funzioni a una, inesistente.

Un Sindaco e una Giunta che valuteremo sulle scelte e i sui risultati che farà.

Francesco Colucci



 

domenica 10 luglio 2022

Se mi chiamassi Mario Pardini.

Credo che a molti, se non tutti, piacerebbe essere un giorno Sindaco di Lucca, non tanto e solo per sete di potere, ma perché poter lavorare per la propria città e i propri concittadini, è senz’altro una cosa molto attraente.

Cosa farei se fossi Mario Pardini, nuovo Sindaco di Lucca?

Innanzi tutto, fermerei l’iter procedurale del Piano Operativo presentato dall’ex assessore Mammini, per una profonda revisione e per provare innovative forme di partecipazione alle scelte.

Incontrerei subito gli operatori del turismo, dalle professioni alle strutture ricettive e della ristorazione per una rivoluzione e un rilancio di un turismo di qualità e della promozione della città, da preparare per l’autunno.

Ugualmente sentirei i commercianti e gli artigiani per interventi urgenti tampone, come l’abbattimento del costo del suolo pubblico e per discutere gli interventi futuri.

Darei un segnale forte sul centro-storico riattivando, anche in via provvisoria, parcheggi alla Lorenzini e recupererei nuovi posti alla Manifattura.

Prenderei una forte posizione con la dirigenza USL e la Regione per la situazione dell’Ospedale di Lucca e del Pronto Soccorso.

Fermerei i lavori dei due eco-mostri a San Concordio, in attesa di capire cosa si può salvare dello spreco di pubblico denaro, valutando anche l’iter attuato, per verificarne la legittimità.

Ruoterei quasi tutti i dirigenti del Comune, per far ripartire ex novo ogni settore amministrativo e tecnico, eliminando incrostazioni burocratiche.

Limiterei il traffico dei Tir sulla circonvallazione, a poche ore al giorno.

Incontrerei il Commissario per gli Assi Viari per sollecitare una decisione e le Ferrovie dello Stato, per capire i tempi di realizzazione del raddoppio ferroviario.

Chiederei un confronto con la Giunta Regionale Toscana per valutare i progetti regionali aperti e rinegoziare i finanziamenti assegnati.

Incontrerei i Sindaci di Viareggio e Pescaglia per fare il punto su tutta l’attività legata al nome di Giacomo Puccini.

Questo nei primi cento giorni…poi, con calma, il resto



 


 

 

 


 

 

 

 

mercoledì 8 giugno 2022

Lucca: Perché e come votare

Perché andare a votare il 12 giugno è importante.

Per i REFERENDUM, è essenziale per raggiungere il quorum, noi ti consigliamo CINQUE SI, perché la Magistratura torni ad essere indipendente e autonoma.

Per LUCCA, è determinante, se vuoi cambiare qualcosa dopo dieci anni di immobilismo Tambelliniano.

 Il PD ha una quota pressoché immutata di voti negli anni che diventano percentuali molto alte, se i votanti sono pochi.

Se non vuoi che Raspini, la controfigura di Tambellini vinca, devi andare a votare, per chi vuoi, ma devi votare.

Ti invitiamo a votare per Sindaco,

ALBERTO VERONESI, un uomo di cultura che è conosciuto e ha lavorato in tutto il mondo, per un reale CAMBIAMENTO a Lucca.

E VOTARE LA LISTA DEL TERZO POLO (Azione, +Europa, Italia Viva)

Veronesi e le sue liste li trovi sulla sinistra in alto al secondo posto della scheda elettorale.

DEVI METTERE DUE CROCI, una accanto al cognome Veronesi e l’altra nel simbolo sotto, quello del Terzo Polo, come ti mostriamo in allegato.

Se metti tre croci la scheda è nulla, sono ammesse solo due croci, una accanto a Veronesi e l’altra sul simbolo del Terzo Polo.

Preferenze: accanto al simbolo del Terzo Polo, puoi indicare due preferenze, un uomo e una donna, segnando i loro cognomi accanto al simbolo. 

Consiglio di votare il Capolista, Alberto Baccini, già Sindaco di Porcari, che ha deciso di portare la sua esperienza al servizio della popolazione lucchese e sarà un sicuro punto di riferimento per la buona amministrazione a Lucca.

Francesco Colucci, Riformisti di Lucca

 


sabato 16 aprile 2022

Il Tambellone e Raspini

E’ sotto gli occhi di tutti l’enorme Eco-mostro che la Giunta Tambellini sta costruendo, deturpando il quartiere di San Concordio, dilapidando oltre 6 milioni di euro.

Uno dei misteri su tale scellerata opera era a cosa dovrà servire quella mostruosa enorme costruzione chiamata da Tambellini e Raspini, Piazza coperta e da alcuni abitanti di San Concordio, il “Tambellone”.

Il primo mistero è stato diradato: Raspini con le qualità di un grande prestigiatore, ad opera quasi ultimata, ci illumina con una domanda retorica “...E se la nuova piazza coperta di San Concordio diventasse un luogo dedicato anche alle attività sportive?”  “…L’idea mi è venuta parlando con i referenti di alcune realtà sportive del territorio, a partire dal pattinaggio a rotelle…”

Siamo alle comiche, speriamo finali, un’opera che costerà ai cittadini oltre 6 milioni di euro, forse, potrebbe diventare, una pista di pattinaggio.

Se il nostro non avesse avuto questa intuizione notturna a che sarebbe servita??

E’ forse chiedere troppo a questa giunta Tambellini di dire alla città perché ha costruito un enorme mostro, altissimo, su più piani, dal costo di oltre 12 miliardi vecchio conio?

Costruire un Eco-mostro senza sapere la sua utilizzazione crediamo sia un record fra le opere inutili e dannose di tutto il mondo.

Meno male che un assessore candidato ha avuto in corso d’opera, una illuminazione: pista di pattinaggio. Una pista in discesa dall’altissimo tetto alla parte interrata?

Noi suggeriamo anche un “acquapark” con un taboga che dall’alto si srotoli per più piani verso il sottosuolo, dove erano previsti parcheggi, ora sembra, allagati dall’acqua, dell’antico Porto della Formica

Abbiamo conosciuto Raspini come un assessore muto e senza iniziative, ora, da mesi, come un candidato che straparla e promette tutto a tutti, quello che da assessore non ha fatto in dieci anni.

Forse era meglio quando taceva.

Francesco Colucci, Riformisti per Lucca Viva



 

 

sabato 9 aprile 2022

Sindaci, Candidati al nulla …o poco più.

Nel prologo di questa campagna elettorale lucchese abbiamo assistito ad una avvolgente curiosità di alcuni, su tutti i movimenti dei partiti e delle liste civiche, minuto per minuto.

Ad ogni stormir di fronda abbiamo visto bravi professionisti della penna arrampicarsi sugli specchi per raccontare candidature, accordi, inciuci che francamente, per chi lo vive dall’interno, fanno sorridere.

La dialettica politica è sempre stata così e lo è ancor di più ora con i grandi partiti in catalessi.

Mettere insieme coalizioni di liste civiche tutte ugualmente rispettabili è cosa complicata: accordi fatti il giorno, la mattina sono superati da differenti accordi fatti la notte: ogni giorno una nuova giostra, tanto da rimpiangere la prima repubblica, quella dei partiti strutturati e forti.

Noi teniamo molto a valorizzare il civismo, a dare spazio a chi vuole metterci la faccia per essere partecipe delle scelte sul proprio Comune, ma ognuno deve essere consapevole del ruolo a cui aspira, della realtà.

Leggiamo di candidati sindaci che non lo saranno mai, perché occorrono le firme, una organizzazione, mezzi.

Candidature al vento, destinate, se presentate, a quei risultati dello zero virgola, che ci sono in ogni elezione.

E’ diritto di ognuno di candidarsi, di avere il suo momento di gloria, un titolo sui giornali, credere in un sogno. Fa parte della democrazia di questo paese.

Il 13 giugno la dura realtà dei voti degli elettori darà ad ognuno il suo ed allora sarà interessante rileggere tutti i titoloni, gli articoli, i grandi ideali di questi candidati al nulla o poco più, visto quello che hanno raccolto della volontà popolare

Molto meglio sarebbe se vi fosse a monte il capire che si può svolgere un ruolo importante per la propria città anche da consigliere, da assessore e non solo da Sindaco, che è uno solo e che deve essere una figura di grande autorevolezza, di grande spessore e conoscenza.