Follow by Email

sabato 28 settembre 2019

Emma...By....By....


Ho deciso, assieme ad alcuni amici, di non rinnovare la tessera a +Europa.
Mi prenderò un mese sabbatico per valutare gli eventi politici in atto.
Andrò alla Leopolda ad ascoltare il Programma di Italia Viva.
Aspetterò le prossime mosse di Giorgio Del Ghingaro, per vedere se  e come darà seguito all’interessante riunione di Liste civiche della Toscana, tenuta a Viareggio.  
Non rinnovo per ora la  tessera di +Europa perché non condivido le ultime scelte verticistiche e poco democratiche di una parte del gruppo dirigente.
Non si possono prendere decisioni dirompenti per la politica e l’unità del Partito, a colpi di risicata maggioranza di Direzione, senza mai convocare  l’Assemblea Nazionale, che per Statuto “stabilisce le priorità politiche e le linee programmatiche di +Europa” e senza mai ascoltare gli iscritti.  
Non posso condividere che il Segretario Della Vedova, dopo mesi di inerzia e a poche settimane da importanti elezioni Regionali, affermi che:
-  i Congressi Regionali del Partito per l’elezione dei Segretari e della Direzioni Regionali previsti dalla Statuto e attesi da mesi sono “imprudenti” e quindi meglio per ora non farli e nominare gli organi Regionali dell’alto.
- il Simbolo va “tutelato e quindi nessuna lista +Europa alle prossime Regionali e se gli iscritti vogliono partecipare alle elezioni lo facciano con altre liste o aggregazioni.
Ho visto prendere posizioni politiche mai discusse in alcun organo di partito, discutibili ed estemporanee, senza l’avallo dell’Assemblea Nazionale o senza mai ascoltar i gruppi locali e gli iscritti e soprattutto senza un Progetto organico che dia un senso definito e condiviso alle scelte politiche di +Europa.
La mia piccola ma determinata battaglia politica personale dopo l’estinzione del Partito Socialista di Nenni e Craxi è sempre stata rivolta a ricercare la costruzione di un nuovo soggetto politico che voglia essere centrale nello schieramento Italiano, un Partito Riformista, Laico e Progressista, schierato a difesa del grande disegno Europeo, immaginato dai Padri Fondatori e di una Italia liberale incardinata sulla democrazia rappresentativa, il diritto lavoro, socialmente sensibile e responsabile.
Mi sembra che in questi ultimi mesi +Europa si sia accartocciata su se stessa, su posizioni narcisistiche intelletual-chich, tradendo ogni forma di democrazia interna e di partecipazione popolare. Un Partito Emma dipendente e basta.
Per questo preferisco riprendere la mia liberta di giudizio e riflettere sul da farsi.
Mi spiace veramente abbandonare amici con cui ho collaborato per molti mesi per realizzare un sogno, che invece si sta, con grande dispiacere, disperdendo.

Francesco Colucci   




  

mercoledì 7 agosto 2019

Figli Costituenti, si firma anche a Lucca


Un gruppo di amici mi ha coinvolto: è una iniziativa importante per tutti e sopratutto per i giovani, dateci una mano al banchetto e a raccogliere le firme per questa legge di iniziativa popolare.

grazie, francesco colucci

mercoledì 24 luglio 2019

Viareggio 2019


Sono tornato a Viareggio, dopo molti anni, in stanziale vacanza marina.
Ho fatto bene. Piccoli inciampi di salute della mia terza giovinezza mi hanno sconsigliato mete lontane.
Quelle spiagge selvagge della Dalmazia, della Grecia, del Regno delle due Sicilie, dell’Andalusia, sempre godute quando potevo.
Quest’anno scelta di un mare vicino, diverso, perché mare di “città”, ma con il suo indubbio fascino, ora che si sta liberando dei fantasmi di una colpevole incuria.
Un mare urbanizzato con il ricco porto, i suoi fantasmagorici negozi, le mille offerte enogastronomiche, la movida.
E’ un mare pacchetto “completo” non solo mare e non vi può essere confronto, con altri mari.
Sono cose differenti e Viareggio sta tornando ad essere il top, per questo tipo di offerta. Barcellona e il Principato di Monaco i competitor da raggiungere.
Vivere una vacanza in una città sul mare, una città chiaramente in ripresa dopo anni di abbandono, tornata bella e attraente, è stata una “nuova” esperienza, positiva ed interessante.
Molto è stato fatto per far tornare appetibile Viareggio, ma ancora cose da fare, soprattutto nella tutela del villeggiante, come si diceva una volta.
Per esempio: abbattere il rumore di motorini arrembanti ad ogni ora della notte. Soluzioni facili da trovare: aumento degli stop sulle vie cittadine impedendo corsie preferenziali di attraversamento, divieti ai motori dalla 2 alle 6 di notte e così via.
Ma chi amministra oggi Viareggio ha le idee chiare e ci sa fare.
Una positiva esperienza da ripetere.
Francesco Colucci





domenica 7 luglio 2019

Riformisti di Lucca per +Europa



Lunedì si terrà a Firenze la riunione
degli iscritti a +Europa, della Toscana, alla presenza di Benedetto della
Vedova,  Segretario Nazionale.
L’incontro si tiene a meno di un anno
dalle prossime elezioni Regionali, anche con la possibilità di elezioni nazionali
anticipate.
Cosa chiedere a questa riunione? Il  mio pensiero in 4 punti:
1- Quando
parliamo dell’Europa dobbiamo maggiormente calcare la mano sul +. Vuol dire che dobbiamo far capire
agli Italiani che siamo per l’Europa, ma non ci accontentiamo di questa di ora,
burocratica e sclerotica.
Vogliamo una Europa dei popoli, che
avanzi verso una futura inevitabile fusione. Iniziando da un Esercito unico, un
bilancio unico, una applicazione unica delle burocratiche norme europee, dopo
averle rese più rispettose delle tradizioni e dei cittadini. Non possiamo
apparire come difensori di retroguardia di una Europa in affanno ma bensì i
continuatori di un sogno Europeo più completo e efficiente.
2- Vogliamo
confermare le nostre battaglie per i Diritti, ma a queste battaglie dobbiamo
unire una corposa proposta per la giornaliera vita materiale degli Italiani: Lavoro
e Salari,  Economia e Spesa pubblica, Ambiente
e Innovazione, Famiglia comunque intesa e nuove generazioni.
Dobbiamo far identificare +Europa
come un serio partner di Governo, un partito che ha idee e chiare sullo
sviluppo economico e sociale di tutto il Paese.
Che ha una sua proposta concreta di
miglioramento della società Italiana e che  non vive solo di sporadiche “improvvisate
radical-chic”. Più sostanza, meno folclore.
3- In Toscana
sulle elezioni e le alleanze si deve avviare un discorso aperto a tutta la
società toscana. +Europa è  un partito
riformista, liberale, moderato che deve dare corpo alle idee, alle istanze e ai
bisogni delle persone che vogliamo rappresentare.  
La nostra visione politica in una Toscana,
divenuta ormai contendibile dopo mezzo secolo di governo di sinistra, deve
essere legata ai programmi e alla scelte sui temi del lavoro, dell’ambiente,
dei giovani, dell’industria, del commercio, del turismo, della lotta alla
asfissiante burocrazia regionale frutto di vetuste visioni dogmatiche.
Solo coraggiose e significative scelte
di cambiamento nelle cose da fare, possono portare a future alleanze,
elettorali e di governo. Nessuna continuità col passato.
La scelta a sinistra non può e non deve
essere data per scontata, a prescindere.
Vi sono sommovimenti separatisti in
ambedue gli schieramenti nazionali.
Vi sono interessanti fibrillazioni di
liste civiche anche dietro a Sindaci rampanti.
Tutte cose da valutare, prima di una
scelta strategica.
Dobbiamo da subito valorizzare
+Europa toscana come motore di aggregazione e soggetto ispiratore di una nuova
ampia polarità liberale, democratica, progressiva, attorno alla quale coagulare
le istanze politiche e sociali - associazioni, reti civiche, rappresentanze
sociali e dei ceti produttivi - dell’Italia che non si rassegna al racconto populista
e sovranista a cominciare dai quei soggetti politici che hanno fatto con noi la
battaglia europea, dando l’esempio, al nostro interno, del superamento da
subito dell’identità distintiva dei soggetti fondatori e federati.
Il rapporto con il PD Toscano deve
essere chiaro: non possiamo continuare ad accettare la sua illusione di essere
esaustivo e totalizzante, non possiamo accettare la sua politica del voto utile
e del ruolo subalterno dei suoi alleati.
Se il PD toscano vuole aprire con noi
un confronto, deve cancellare pubblicamente queste posizioni aprendo un vero
tavolo programmatico, con ampia disponibilità ai cambiamenti ma anche alla
consapevolezza che  ogni possibile
accordo a sinistra deve avere come passaggio le primarie di coalizione e non la
proposizione di un candidato frutto solo di compromessi di potere all’interno
del PD.
In alternativa meglio ricercare una
terza posizione, assieme alle liste civiche ai movimenti libertari, a chi ci
sta, per una battaglia di testimonianza.
A chi mi contesterà che questo
potrebbe portare ad un capovolgimento politico dopo mezzo secolo, dico che
comunque il cambiamento  sarebbe un fatto
eclatante di movimento, di liberazione da vincoli, di sconvolgimento di
incrostazioni burocratiche e politiche a volte devastanti per l’azione della
Regione Toscana.
Se saremo coinvolti in una Toscana di
cambiamento molto bene, ma fra cieca conservazione e rivoluzione, meglio questa
ultima. Ci darà più spazio in futuro.
4- Per una
azione politica efficace in Toscana, la Direzione Nazionale deve approvare o meglio
far eleggere subito il nuovo gruppo dirigente toscano, dando ampio mandato a
percorrere la strada tracciata dal Congresso e dall’ultima Assemblea Nazionale.
E’ indispensabile che coloro che
andranno a ricoprire gli incarichi di +Europa a livello regionale dichiarino
subito e ufficialmente che NON si presenteranno candidati alle prossime
elezioni Regionali, dando al partito vera autonomia politica e efficienza organizzativa,
in campagna elettorale.
Condivido infine le decisioni
dell’ultima Assemblea: dobbiamo ripartire dalle migliaia di nostri attivisti, dai
gruppi territoriali e dalla loro iniziativa, dando loro strumenti di azione,
luoghi di confronto e coordinamento, rendendoli nuovi protagonisti nella vita
pubblica e nel dibattito mediatico, investendo sulla loro capacità di
rappresentare e far crescere il partito.
Solo un partito che sia parte attiva
della società, nei Comuni e nelle Regioni, dove si decidono il 90% delle
questioni che interessano i cittadini, le imprese e le famiglie, può crescere e
consolidarsi. Demonizzare la gestione dei Comuni è autolesionismo.
Pensare che +Europa possa decollare
presentandosi solo ogni cinque anni alle elezioni politiche nazionali e a
quelle Europee, è pura follia.

Francesco Colucci, riformisti per
+Europa











+Europa: domani assemblea iscritti della Toscana. Il Partito e la Regione


Lunedì si terrà a Firenze la riunione degli iscritti a +Europa, della Toscana, alla presenza di Benedetto della Vedova,  Segretario Nazionale.
L’incontro si tiene a meno di un anno dalle prossime elezioni Regionali, anche con la possibilità di elezioni nazionali anticipate.
Cosa chiedere a questa riunione? Il  mio pensiero in 4 punti:
1- Quando parliamo dell’Europa dobbiamo maggiormente calcare la mano sul +
Vuol dire che dobbiamo far capire agli Italiani che siamo per l’Europa, ma non ci accontentiamo di questa di ora, burocratica e sclerotica.
Vogliamo una Europa dei popoli, che avanzi verso una futura inevitabile fusione. Iniziando da un Esercito unico, un bilancio unico, una applicazione unica delle burocratiche norme europee, dopo averle rese più rispettose delle tradizioni e dei cittadini. Non possiamo apparire come difensori di retroguardia di una Europa in affanno ma bensì i continuatori di un sogno Europeo più completo e efficiente.
2- Vogliamo confermare le nostre battaglie per i Diritti, ma a queste battaglie dobbiamo unire una corposa proposta per la giornaliera vita materiale degli Italiani: Lavoro e Salari,  Economia e Spesa pubblica, Ambiente e Innovazione, Famiglia comunque intesa e nuove generazioni.
Dobbiamo far identificare +Europa come un serio partner di Governo, un partito che ha idee e chiare sullo sviluppo economico e sociale di tutto il Paese.
Che ha una sua proposta concreta di miglioramento della società Italiana e che  non vive solo di sporadiche “improvvisate radical-chic”. Più sostanza, meno folclore.
3- In Toscana sulle elezioni e le alleanze si deve avviare un discorso aperto a tutta la società toscana. +Europa è  un partito riformista, liberale, moderato che deve dare corpo alle idee, alle istanze e ai bisogni delle persone che vogliamo rappresentare.  
La nostra visione politica in una Toscana, divenuta ormai contendibile dopo mezzo secolo di governo di sinistra, deve essere legata ai programmi e alla scelte sui temi del lavoro, dell’ambiente, dei giovani, dell’industria, del commercio, del turismo, della lotta alla asfissiante burocrazia regionale frutto di vetuste visioni dogmatiche.
Solo coraggiose e significative scelte di cambiamento nelle cose da fare, possono portare a future alleanze, elettorali e di governo. 
Nessuna continuità col passato.
La scelta a sinistra non può e non deve essere data per scontata, a prescindere.
Vi sono sommovimenti separatisti in ambedue gli schieramenti nazionali.
Vi sono interessanti fibrillazioni di liste civiche anche dietro a Sindaci rampanti.
Tutte cose da valutare, prima di una scelta strategica.
Dobbiamo da subito valorizzare +Europa toscana come motore di aggregazione e soggetto ispiratore di una nuova ampia polarità liberale, democratica, progressiva, attorno alla quale coagulare le istanze politiche e sociali - associazioni, reti civiche, rappresentanze sociali e dei ceti produttivi - dell’Italia che non si rassegna al racconto populista e sovranista a cominciare dai quei soggetti politici che hanno fatto con noi la battaglia europea, dando l’esempio, al nostro interno, del superamento da subito dell’identità distintiva dei soggetti fondatori e federati.
Il rapporto con il PD Toscano deve essere chiaro: non possiamo continuare ad accettare la sua illusione di essere esaustivo e totalizzante, non possiamo accettare la sua politica del voto utile e del ruolo subalterno dei suoi alleati.
Se il PD toscano vuole aprire con noi un confronto, deve cancellare pubblicamente queste posizioni aprendo un vero tavolo programmatico, con ampia disponibilità ai cambiamenti ma anche alla consapevolezza che  ogni possibile accordo a sinistra deve avere come passaggio le primarie di coalizione e non la proposizione di un candidato frutto solo di compromessi di potere all’interno del PD.
In alternativa meglio ricercare una terza posizione, assieme alle liste civiche ai movimenti libertari, a chi ci sta, per una battaglia di testimonianza.
A chi mi contesterà che questo potrebbe portare ad un capovolgimento politico dopo mezzo secolo, dico che comunque il cambiamento  sarebbe un fatto eclatante di movimento, di liberazione da vincoli, di sconvolgimento di incrostazioni burocratiche e politiche a volte devastanti per l’azione della Regione Toscana.
Se saremo coinvolti in una Toscana di cambiamento molto bene, ma fra cieca conservazione e rivoluzione, meglio questa ultima. Ci darà più spazio in futuro.
4- Per una azione politica efficace in Toscana, la Direzione Nazionale deve approvare o meglio far eleggere subito il nuovo gruppo dirigente toscano, dando ampio mandato a percorrere la strada tracciata dal Congresso e dall’ultima Assemblea Nazionale.
E’ indispensabile che coloro che andranno a ricoprire gli incarichi di +Europa a livello regionale dichiarino subito e ufficialmente che NON si presenteranno candidati alle prossime elezioni Regionali, dando al partito vera autonomia politica e efficienza organizzativa, in campagna elettorale.
Condivido infine le decisioni dell’ultima Assemblea: dobbiamo ripartire dalle migliaia di nostri attivisti, dai gruppi territoriali e dalla loro iniziativa, dando loro strumenti di azione, luoghi di confronto e coordinamento, rendendoli nuovi protagonisti nella vita pubblica e nel dibattito mediatico, investendo sulla loro capacità di rappresentare e far crescere il partito.
Solo un partito che sia parte attiva della società, nei Comuni e nelle Regioni, dove si decidono il 90% delle questioni che interessano i cittadini, le imprese e le famiglie, può crescere e consolidarsi. Demonizzare la gestione dei Comuni è autolesionismo.
Pensare che +Europa possa decollare presentandosi solo ogni cinque anni alle elezioni politiche nazionali e a quelle Europee, è pura follia.

Francesco Colucci, riformisti per +Europa













venerdì 21 giugno 2019

Assi viari e nuovo casello di Mugnano



Il Sindaco Tambellini ha riproposto in maniera chiara e condivisibile due problemi essenziali per il Comune di Lucca.
Primo: I nuovi assi viari hanno come priorità di liberare le meravigliose e storiche Mura di Lucca, dal traffico pesante che ne sta compromettendo la stabilità e la vivibilità. Liberare le Mura dal traffico pesante proveniente dalla Valle del Serchio vuol dire attuare il nuovo alternativo percorso verso il Casello autostradale di Capannori, già finanziato da Anas.
Per questa nuova viabilità il Sindaco di Capannori propone alcune variazioni di percorso che condividiamo e che paiono migliorative del tracciato Anas
La seconda affermazione condivisibile di Tambellini è sul completamento del tratto suburbano che dovrebbe collegare il nuovo ponte sul Serchio al nuovo Ospedale e al nuovo casello autostradale di Mugnano. 
Un tracciato previsto da anni e che corre pressoché tutto sul territorio del Comune di Lucca, ma fermo da mesi per l’opposizione irrituale del Presidente della Provincia, Menesini.
Non pare etico che il Presidente della Provincia si opponga alla realizzazione di una viabilità da anni progettata da Lucca perché potrebbe indebolire la battaglia che lui fa con la maglietta di Sindaco di Capannori contro il tracciato dell’Anas sugli assi viari che nulla c’entrano con la viabilità suburbana di Lucca.  
Noi abbiamo sostenuto in campagna elettorale e continueremo a sostenere le ragioni del Sindaco di Capannori Menesini sulle modifiche agli assi viari che confermiamo di condividere, ma ci opporremo politicamente al Presidente della Provincia Menesini ove insistesse nella sua strumentale opposizione all’asse suburbano di Lucca e soprattutto alla realizzazione del nuovo casello di Mugnano, indispensabile per decongestionare il popoloso quartiere di San Concordio dal traffico pesante della area artigianale.
E’ auspicabile un accordo fra Tambellini e Menesini che faccia partire al più presto sia l’asse suburbano di Lucca che gli assi viari dell’Anas, perché non è più tempo di ritardi.

Francesco colucci riformisti per +Europa



lunedì 20 maggio 2019

Viareggio: passeggio e penso a...Giorgio.



Chi, come me, segue la politica da tanti anni e gli ultimi da spettatore, passeggiando oggi per Viareggio non può scordarsi di pochi anni fa. 
Una città allo sbando, una passeggiata irriconoscibile, ovunque sporcizia e degrado, iniziato da lontano, proseguito negli anni fino a aggiungersi al dissesto finanziario, al fallimento delle società del Comune, al blocco dei conti, all’impoverimento del patrimonio e al resto che è stato sotto gli occhi di tutti in questi anni. 
Pensai allora che ci sarebbero voluti vent’anni per riportare Viareggio agli antichi splendori, dell’auro periodo di Paolo Barsacchi. 
Poi apparve Giorgio Del Ghingaro: quando annunciò di volersi candidare a Sindaco della città versiliese, pensai fosse ammattito. 
Veniva, è vero, da dieci anni di ottima gestione del Comune di Capannori, ma che un lucchese-capannorotto potesse assurgere a primo cittadino di Viareggio, mi sembrava follia
Ha avuto ragione lui ed è stata un grande fortuna per la città.
Le sue competenze professionali, unite al coraggio delle scelte, alla visione del futuro che è essenziale in chi fa politica, ad un eccellente squadra, ha portato al miracolo versiliese. 
In pochi anni la città è rifiorita, è tornata bella e accogliente e nello stesso tempo e qui sta il miracolo, ha affrontato e risolto i nodi finanziari e strutturali del Comune, risanando le finanze pubbliche comunale e delle partecipate. 
Fare le due cose assieme: far risorgere la città e risanare i conti sembrava impresa impossibile e invece è successa e credo che tutti dovrebbero darne atto a Giorgio e non sempre accade come sarebbe giusto, solo per insensato odio di parte.
Fra un anno si vota per il Presidente della Regione, fra tre per il Sindaco di Lucca, ambedue gli enti avrebbe bisogno di una scossa, di un sussulto innovativo, programmatico e soprattutto realizzativo.
Paolo Uccello dipinse San Giorgio che uccideva il drago salvando la figlia del Re. 
La figlia è  stata salvata: Giorgio, rimontiamo a cavallo….  non ci fermiamo….

F. Colucci

  

domenica 19 maggio 2019

Una strada pericolosa......parliamone...



Girando per il Compitese, terra meravigliosa, ho dovuto costatare la pericolosità e la inadeguatezza della strada regionale 439, che ci collega con Pontedera.
Ho visto che l’amministrazione Menesini ha cercato di intervenire: prima con una turnazione del traffico pesante e ora anche con l’istallazione di telecamere per monitorare il tutto. Credo oggettivamente difficile per un Comune trovare soluzioni valide nel breve periodo. E’ una strada che mette in comunicazione Lucca e la piana con Bientina e Pontedera, per cui è impossibile inibirla totalmente al traffico pesante. Fare lavori per allargarla e tagliare molte delle tantissime curve mi sembra una utopia, a breve e non certo di competenza del Comune.
Si potrebbe ipotizzare una piccola bretellina che dalla Bientinese, alcuni kilometri da  Altopascio, si congiunga alla via di Rogio e a Carraia, traversando il Frizzone. Di poco costo ma non di semplice realizzazione perché dovremmo attraversare una zona umida protetta, anche archeologica. In questo caso però sarebbe possibile chiudere al traffico pesante di medio e lungo raggio la 439 e convogliarlo da Carraia sulla Bientinese.
La soluzione più semplice e più veloce potrebbe essere quella di costruire un nuovo collegamento “minore” a carattere turistico-ambientale, ricercando fondi Europei.
Una via ampia non più di due metri, fondo in spurgo di cava o asfalto natura che seguendo, ove possibile, il tracciato dell’ex ferrovia Lucca-Pontedera, consenta di alleggerire dalla 439  il traffico più a rischio, pedoni, biciclette ma anche “cinquantini” a bassa velocità
Nello stesso tempo questa strada avrebbe anche finalità turistiche collegando Capannori e quindi Lucca e la Piana, ad una zona di grande potenzialità di turismo slow, ambientale e sportivo, come il Compitese.
Certo non è opera che il Comune potrebbe fare da se: il coinvolgimento della Regione, dello Stato e dell’Europa sarebbe indispensabile.
Per ora l’unica cosa da fare è provare ad aprire un dibattito e sentire le varie campane per affinare decisioni e progetti: ma si tratta sempre di lungo periodo, inutile farsi illusioni.
Ha fatto bene Menesini quindi a porre l’alternanza al traffico pesante e il controllo delle telecamere, per un costante monitoraggio della situazione.
Intervenire sull’oggi e  riflettere per il domani è il Vangelo di ogni buon Sindaco.

F.Colucci





lunedì 13 maggio 2019

Alla riscoperta di una nostra antica e storica Via d'Acqua.



Facciamo rivivere la storica via fluviale fra Lucca Pisa e Livorno come percorso per trekking per un turismo slow alla riscoperta delle eccellenza del nostro passato.
Un percorso da favola che è storia vissuta per secoli dalle nostre genti
Il Porto lucchese situato in prossimità delle Mura di Lucca, davanti Porta S. Pietro e chiamato nei secoli: Porto della Formica, Porto Fiumicello, Porto dei Navicelli, si collegava a Pisa e Livorno, partendo dal Rio Formica per proseguire attraverso: Ozzori, Rogio, Canale dei Navicelli, lungo il lago di Sesto fino a  Vicopisano dove sottopassava l’Arno, per continuare come Canale Imperiale fino al mare.
Questo storico collegamento con Pisa e Livorno non riguardava solo Lucca, ma attraverso il Lago di Sesto, anche  i paesi del Compitese, con il loro Porto, la piana Capannorese, Porcari e Altopascio che aveva allora un grande porto sotto la Torre della Smarrita, che chi ha la mia età ha visto prima che fosse ricoperto.
Una famosa e essenziale via di acqua, navigabile fin da tempi antichissimi, di origine quasi certamente Romana se non Etrusca, rimasta in funzione fino a fine ottocento.
L'esistenza di questa via d’acqua che partendo da Lucca arrivava nei secoli, prima al Porto Pisano e poi al Porto di Livorno attraverso i fossi della Venezia, è documentata dal sec. VIII, ed è stata di importanza strategica per creare la ricchezza commerciale della città di Lucca.  
Attraverso questa via d’acqua si esportavano in tutta Europa i prodotti lucchesi, sete, olio e si importavano alimenti e il sale in un interscambio continuo.
Per l’olio lucchese esistono ancora nella Venezia Livornese i bottini dell’Olio, che danno nome ora ad una grande piazza: cisterne sotterranee dove veniva stivato l’olio in attesa di partire per le Americhe e i paesi Europei.
E’ anche documentato che per la costruzione dell’ultimo tratto delle Mura lucchesi, il trasporto di pietre, terra e materiale di costruzione  avveniva dalle cave di Guamo per l’ultimo tratto di questa via fluviale.
L'importanza di questa via d’acqua cominciò a decadere con l’arrivo della ferrovia e la stazione di Lucca, guarda caso, fu costruita accanto al Porto, con una visione moderna di accesso unico alla città, di persone e cose.  
Fino agli anni ‘50 sul fosso della Formica hanno continuato a transitare i barchini, condotti dai contadini che coltivavano vicino al Rio e che andavano a vendere gli ortaggi al mercato delle erbe in Piazza Anfiteatro.
Oggi il Porto non è più visibile perché è stato riempito all’inizio del ‘900,  anche il correre delle acque del Rio Formica a San Concordio è stato coperto per allargare la omonima strada.
Dal territorio di Capannori fino al Mare questa via d’ acqua è tutt’ora  esistente seguendo il Rogio e il Canale dei Navicelli con due possibilità da Vico Pisano: con l’Arno attraversando Pisa o con il Canale Imperiale attraversando Livorno.
Vie d’acqua i cui argini possono essere adattai in un percorso per trekking a piedi, in bici e a cavallo, come in parte già realizzato sulla sponda destra dell’Arno.
Far rivivere questa storica via d’acqua fra Lucca e il Mare con un nuovo percorso trekking che esalti l’ubertosa natura delle nostre campagne incoraggiando lo sport e lo svago all’aria aperta, a piedi, in bici e a cavallo è una meta possibile da realizzare.
Una occasione da non perdere anche per un turismo eco-compatibile.

F. Colucci





  

venerdì 10 maggio 2019

Assi viari: Angelini, Pera, Menesini


Gli assi viari iniziarono la loro storia molti decenni fa, quando Piero Angelini, Sottosegretario di Stato ed, in piccola parte, il sottoscritto Assessore in Regione, trovarono progettualità, finanziamenti e permessi per iniziarne la costruzione.
Furono edificati due piloni, poi una pletora di comitati paesani ma soprattutto la Magistratura, riuscirono a fermare i lavori, fecero scadere i tempi e tutto andò all’aria, fino a distruggere anche i due piloni già costruiti.
Sono stato allora un fervido sostenitore di questa viabilità e lo sono ancora per togliere il traffico pesante dalle Mura di Lucca e dalla piana e avvicinare la Valle del Serchio ai caselli autostradali.
Fra i tanti tentativi andati a vuoto per questa viabilità credo che la Lucchesia debba rimpiangere amaramente il fallimento della Lucca Modena che il Presidente Pera era riuscito a far progettare e finanziare, affondata da una Regione Toscana Firenze centrica.
Quando si è trattato di definire il sostegno alla conferma del Sindaco Menesini, con la lista +Capannori siamo voluti andare a fondo per capire la posizione di Capannori, preoccupati di non trovarci di fronte ad un ennesimo tentativo di affossamento dei questi Assi viari.
Abbiamo ascoltato per molte ore, interloquito, con il Sindaco Menesini, abbiamo fatto molte domande, scavando fino in fondo e devo dire che le posizioni del Sindaco, sono cristalline e serie: di una persona che vuole Assi viari che servano a risolvere il traffico pesante anche di Lucca e di Capannori e non siano solo un passante chiuso dalla Garfagnana ai Caselli autostradali.
Come dare torto a Menesini quando chiede che il tracciato sia a raso e non corra su impenetrabili e orrendi ponti sopraelevati.
Le aziende del nodo artigiano-industriale di San Pietro a Vico- Marlia e della piana devono poter accedere con i Tir alla nuova viabilità: non consentirlo è assurdo!
Come additare come boicottatori chi chiede che il tracciato si allontani, e spazio ce ne è in abbondanza, dai laghetti di Lammari?
Come non valutare geniale la proposta Menesini di sfruttare la nuova bretellina tracciata dalle Ferrovie dello Stato per sottopassare la ferrovia raddoppiata, collegando così i nuovi assi viari dalle previste rotonde di Antraccoli alla zona industriale di Carraia e di li direttamente al casello autostradale?
Utilizzare per il tratto finale verso il casello, la via di Rogio che corre in campagna anziché la via Chelini scelta da Anas, impedirebbe di creare un nuovo Muro di Berlino fra Capannori, Tassignano, Paganico. Come si fa a non capirlo?
I progettisti dell’Anas debbono correggere il tracciato seguendo le necessità anche di Lucca e Capannori e non della sola Valle del Serchio..
F.Colucci, riformisti per +Europa





  

domenica 5 maggio 2019

Radio Radicale ma non solo...


Credo sia riduttivo e politicamente sbagliato fare della difesa di Radio Radicale, legittima certamente, una battaglia politica fine a se stessa
Il problema vero è la difesa del diritto all’informazione pluralistica e la salvaguardia dei principi Costituzionali sanciti dagli art. 3 e 9 della Costituzione Italiana, e capire come una democrazia liberale come la nostra possa difendersi da forse populiste che fondano  le loro fortune elettorali e la conquista del potere sulla falsa informazione secondo l’assioma Staliniano che ripetere menzogne più volte serve a costruire una verità virtuale di comodo, da dare in pasto alla pancia del popolo.
 La guerra che questo governo di grillini e salviniani fa ai contributi pubblici all’editoria e quindi anche a Radio Radicale è coerente con il disegno iniziale: mettere a tacere ogni forma di libera informazione, di pluralismo, di cultura per dare fondamento ad un regime fondato solo su verità fasulle, urlate nelle piazze e nei social per addomesticare “il gregge” e condurlo nella loro stalla.
La battaglia da fare è, a mio parere, molto più ampia: vanno chiamate a raccolta tutte le forze politiche che credono nella democrazia rappresentativa, le forze sindacali, sociali, il mondo della cultura perché non sottovalutino il problema del pluralismo dell’informazione e della illiberale diffusione di notizie false a fini di parte cosi come quotidianamente avviene ora sui social.
Non abbiamo paura a dire che il problema è l’uso fraudolento dei Social: continuare a far diffondere impunemente non opinioni, sempre legittime, ma notizie chiaramente false costruite ad arte per plagiare le coscienze meno informate è un reato e deve essere perseguito.
La guerra che il governo giallo-verde ha messo in piedi per ostacolare la legittima informazione pluralistica di cui Radio Radicale costituisce un esempio virtuoso è coerente con la loro impostazione totalitaria sull’informazione: la loro aspirazione segreta è un nuovo MinCulPop e le “veline” di mussoliniana memora.
Il disegno è chiaro: consentire a gruppi privati nazionali e internazionali specializzati in nuove tecnologie, di manipolare l’informazione e quindi le coscienze delle persone attraverso i social, uccidere la libera informazione tradizionale attraverso la leva economica, condizionare il dibattito democratico esaltando le menzogne degli “urlatori” di piazza che poi trovano sul web la loro fraudolenta esaltazione.
Oggi è in gioco non solo Radio Radicale sono in gioco i fondamenti di uno Stato democratico e pluralista.

F. Colucci



lunedì 18 febbraio 2019

Salviamo l'antico Porto di Lucca


Sullo Steccone di San Concordio e il nuovo progetto annunciato dall’Assessora Mammini, occorre una riflessione pubblica e seria.
Si convochi una Assemblea di quartiere, si portino disegni, plastici, piani di investimento da mettere a disposizione almeno 10 giorni prima nella biblioteca di quartiere. L’area è troppo importante per avere interventi non ben ponderati.
Personalmente credo che le antiche vestigia della città che hanno fatto parte per secoli della vita cittadina, della sua economia, debbano essere preservate.
Il Porto della Formica fa parte certamente del nostro passato e se possibile va recuperato e preservato.
Se i nostri avi avessero ragionato come gli amministratori pubblici di ieri e di oggi, senza distinzione di parte politica, le nostre Mura sarebbero state abbattute, come successo in molte città Italiane.
Gli antichi lucchesi hanno dimostrato lungimiranza e fede, quello che occorrerebbe ancor oggi.
Il recupero dell’antico porto della città, riportando lo scorrere delle acque che dal canale Pubblico entravano nella Formica potrebbe essere un nuovo momento di valorizzazione di Lucca ai fini turistici ed una area a archeologi all’aperto, da visitare e da valorizzare.
Francesco colucci riformisti x +Europa   



giovedì 24 gennaio 2019

Comics e Summer: indispensabile un compromesso.


L’utilizzo del “Balilla” per oltre sei mesi dai Comics e dal Summer ha visto il riaccendersi di  una contrapposizione fra favorevoli e contrari senza alcuna possibilità di dialogo, che invece a noi pare poter essere. 
Le ragioni di chi giudica troppi i mesi di disordine del Balilla non possono essere ignorate. 
Miglioramenti possono essere ricercati e trovati. 
Comics: i maggiori danni al manto erboso non sono determinati dagli indispensabili padiglioni dei “Giochi” quanto dal poco noto grande magazzino merci, che viene realizzato alle spalle dei padiglioni con un piazzale di accesso ai tir che scaricano. 
I padiglioni giochi posano su plinti e sono pensili rispetto al prato, il mega magazzino e il piazzale poggiano su una massicciata di sassi massima artefice della distruzione del prato. 
Sarebbe sufficiente spostare il magazzino in altra location, anche nel Parcheggio Carducci, per diminuire di oltre il 60% la distruzione del Balilla e dei costi per la sua preparazione. 
Summer: l’utilizzo del Balilla per eventi internazionali di grande richiamo come quello di due anni fa è indispensabile. 
Per eventi “normali” come quelli previsti per il 2019  pare francamente un eccesso che non giustifica lo scempio dell’aerea a verde da giugno a dicembre. 
Piazza Grande: il montaggio del palco può avvenire in tempi più ridotti evitando anche il montaggio della socialmente inutile tribuna “invitati”, che blocca anche ogni visuale “turistica” della Piazza. 
Compromessi tecnicamente possibili per andare incontro alla altra parte della città e consolidare la presenza nel centro storico di due eventi eccezionali.

Francesco colucci, gruppo riformisti per +Europa

  foto: archivio storico turislucca