giovedì 19 novembre 2015

Anche a Lucca???

Un mio post pubblicato su FB sul massacro di Parigi, riportando alcune dichiarazioni di anni fa di Oriana Fallaci, ha avuto un commento pubblico da un utente FB, Senegalese, che vive a Lucca. Riprendo la sua risposta, senza citare il nome, che potete però trovare su FB.
Sono sempre disponibile ad accettare le posizioni di chi non la pensa come me ed invero non ci sono in questo commento incitazioni alla violenza o elogi per gli eccidi a Parigi, quello che però mi spaventa è la completezza di informazioni, vere o false che siano, pubblicate per denunciare crimini di Cristiani e in particolare delle Chiesa Cristiana contro i Musulmani in questi ultimi anni.
Informazioni particolareggiate, crude, sanguinose, credo in buona parte non vere, ma poste a commento dei massacri di Parigi. Forse a giustificazioni degli stessi? o forse no? Non si può sapere.
Rispetto le opinioni di tutti, ma la domanda che mi pongo: un Senegalese, che sta a Lucca, come fa ad avere pronti e documentati, tutti questi fatti delittuosi imputati, da lui, ai Cristiani?
Mi auguro che sia uno storico, o uno studioso o un appassionato.... oppure......

francesco colucci


Questo il commento integrale del Senegalese di Lucca pubblicato in calce al mio post su i fatti di Parigi:

"Il più grande genocidio della storia recente è stato commesso nel 1994, in Ruanda: 800.000 vittime ad opera degli Hutu, di fede cattolica. Il Vaticano, oltretutto, nascose i sacerdoti criminali in Europa, come, per esempio, padre Athanase Seromba che fece demolire con le ruspe una chiesa in cui aveva appena rinchiuso 2.000 persone. Dopo la strage i monaci cattolici lo aiutarono a fuggire, cambiò nome, e se ne andò a fare il prete a Firenze. Poi abbiamo l'Uganda, dove l’Esercito di Resistenza del Signore, guerriglieri ultra-cattolici, ha ucciso circa 20.000 persone e sono stati accusati di crimini contro l’umanità: rapimenti, mutilazioni, torture, stupri e schiavitù per scopi sessuali. Anche in centro Africa i massacri per mano dei cristiani contro le minoranze islamiche sono numerosi, uno su tutti quello attualmente in corso degli anti-Balaka, ma anche quelli dei Cristiani Maroniti contro i musulmani palestinesi e libanesi a Karantina (1500 morti) oppure a Tel al-Zaatar (3000 vittime), per non citare il noto massacro di Sabra e Shatila in cui furono torturati, stuprati e uccisi dalla milizia cristiana 3.500 rifugiati palestinesi. Ci sono addirittura le foto dei cattolici che brandivano crocifissi durante il massacro. Ricorderete poi tutti Anders Behring Breivik che nel 2011 uccise 77 persone, autoproclamandosi “salvatore del Cristianesimo”. E forse rammentate anche Eric Robert Rudolph. Membro del movimento ultracattolico Christian Identity, che fece un attentato alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 con 111 feriti ed un morto, poi mise tre bombe in altrettante cliniche per aborti nel 1997 e un'altra in un bar per lesbiche. Notevole anche Scott Roeder, che nel 2009 uccise George Tiller, medico abortista, e lo fece addirittura durante la messa. Stessa sorte toccò al medico Bayard Britton ucciso dal Reverendo Paul Jennings Hill, anche se il più noto in questo campo è James Charles Kopp, un vero serial killer di medici abortisti. Tutti più o meno legati al movimento terroristico cristiano “Army of God”."





mercoledì 18 novembre 2015

Presepi a tutto gas

Ottima mi sembra, in questo momento, l'iniziativa della Nazione per incentivare e premiare i Presepi.
Riaffermare i valori della tradizione e della religione cristiana, senza prevaricazione su nessuno, vuol dire rafforzare gli anticorpi necessari a difendere la nostra società assalita da violenze assassine che poco o nulla hanno a che fare con alcuna religione.
Solo fanatismo, odio, fondamentalismo più etnico, che religioso, desiderio di conquista.
Il Sindaco dia disposizione che in ogni Scuola ci sia un Presepe piccolo o grande che sia. Il Dirigente Scolastico dia disposizione che ogni insegnate spieghi a tutti la bellezza della Natività, dell'Amore fraterno, della coesistenza fra le religioni sopratutto monoteiste, della pace fra i popoli.
Suggerisco anche di premiare con un piccolo ricordo, ricercando anche sponsor, tutte le famiglie che invieranno la foto del loro Presepi di casa, anche i più piccoli.
Cerchiamo di ravvivare anche in famiglia una tradizione un po' dimenticata, ma che può servire a ravvivare la solidarietà familiare, il desiderio di pace e di fratellanza, ricordare le nostre radici, in un mondo in cui ogni principio pare si sia liquefatto.
Rafforzare le nostre tradizioni, senza paure, concorre ad isolare chi pensa che siamo ormai una società decadente e paurosa a cui si può imporre qualsiasi prepotenza, qualsiasi modifica delle sue libertà, da asservire, con una Crociata alla rovescia come ci avevo predetto invano Oriana Fallaci.
Far risaltare la nostra risolutezza a non cedere a ogni violenza e sopraffazione è il primo tassello per riportare il dialogo fra i popoli e le religioni in un quadro di normalità

francesco colucci


sabato 14 novembre 2015

Vivai Testi: Comics o .....??

La Giunta Favilla decise a suo tempo di espropriare i terreni dei Vivai Testi ed allora feci per primo, come Presidente dell'Opera, la proposta di spostare i Comics dal contestato Campo Balilla, ai Vivai, dove il terreno era in parte cementificato e da riqualificare. Gli uffici del Comune "sbagliarono" alcune procedure nell'esproprio che fu così bloccato anche perchè una parte dell'area non era proprietà Testi, ma di altri, fra cui Marco Chiari indica un Consigliere Comunale. Bloccato l'esproprio fu iniziata una trattativa per l'acquisto bonario che non andò avanti, anche perché proprio una delle motivazioni per l'acquisto, lo spostamento dei Comics fu già allora contestato con motivazioni che sono ancora molto valide: La vicinanza al Cimitero Comunale, dove per i Morti, si creavano ingorghi paurosi e lo spostamento ai Vivai avrebbe complicato se non impedito l'arrivo e il parcheggio al Cimitero. La lontananza poi da ogni attività di ristorazione avrebbe determinato il fiorire di decine e decine di Stand di cibo di strada, con ulteriore intralcio alla circolazione e depauperamento del commercio lucchese a favore di ambulanti di altri territori. Il riprendere da parte del Sindaco Tambellini in prima persona la trattativa per l'acquisto del terreno, spendendo cifre importanti a cui dover aggiungerne altre per la riqualificazione, non pare giustificato alla luce di tutte le opere pubbliche, che vengono da anni lasciate indietro, per mancanza di finanziamenti. Tra l'altro anche per i Vivai occorrerebbero le autorizzazioni della Soprintendenza uguali a quelle per il Balilla.
Ricordo solo che quando i Comics erano alle Tagliate staccavano al massimo 40.000 biglietti. Il primo anno in città furono 80.000 e poi sempre più, non si stravolge il gioco vincente, già lo stupido limitare i biglietti d'ingresso non è servito a nulla perchè in tre giorni su quattro neppure ci siamo avvicinati a tale limite. Serve solo a scoraggiare i visitatori last minute, perdendo numeri importanti.

francesco colucci x riformisti italiani




venerdì 6 novembre 2015

Casermette sulle Mura, la mia vecchia e nuova proposta

Alcuni mi accusano di sparlare dei pasticci combinati dall'Opera delle Mura per i Bandi (uno annullato, uno sulla strada per esserlo) per l'assegnazione delle Casermette, ma di non aver fatto nulla in proposito quando ero presidente dell'Opera. Replico subito a questa falsità.
Con Favilla Sindaco ci eravamo mossi, nei due anni della mia presidenza, in maniera completamente diversa. Nessun bando che non ha senso in queste cose, (come fare un bando unico per acquistare mele, pere, peperoni, cipolle, scarpe) ma una richiesta pubblica di interesse alle Associazioni del territorio ad occupare le casermette e conoscere la loro proposta culturale. Acquisite queste disponibilità, stavano lavorando (con tempi lunghi, criticabili senz'altro, ma sono cose delicate ed è meglio avere piedi di piombo, come si è visto), ad un progetto culturale-turistico, (da confrontare in Consiglio Comunale) che l'Opera avrebbe giudicato ideale per il miglior utilizzo delle Casermette.
In concreto una proposta del Comune e dell'Opera su cosa sarebbe opportuno avere sulle Mura per la loro valorizzazione culturale, sociale e turistica. Una presenza articolata di Musica, Arte, Sociale, Folclore, Sport, su cui coinvolgere le Associazioni che avevano dato la loro disponibilità sulla base dei loro progetti da integrare in quello dell'Opera e non certo sulla base dell'affitto, che doveva rimanere simbolico. Valorizzando le nostre Associazioni Istituzionali: CISCU, Lucchesi nel Mondo, Balestrieri, Terziere, Fondazione Puccini, per poi arrivare ad avere anche Casermette tematiche, con una o più Associazioni: per la Musica, il Sociale e terza età, lo Sport (spogliatoi, bagni, assistenza medica), l'Arte (scultori, pittori), il Tempo Libero. La differenza abissale è che il Comune e l'Opera ci mettevano la faccia e si assumevano l'onere di una scelta culturale complessiva per la valorizzazione delle Mura a cui far partecipare ed inserire le Associazioni interessate, aiutandole a realizzare i progetti concordati e non vessandole con gli mega affitti. Pensare, scegliere e proporre non sono verbi di questa amministrazione che nasconde dietro un finto perbenismo pseudo legalitario, la mancanza di progetti, coraggio, visione del futuro della città.

francesco colucci


giovedì 29 ottobre 2015

Aldo Grandi: questa volta non la conti giusta....

Aldo Grandi, scrittore di rilievo e giornalista "cazzuto" nel pubblicare sulla sua Gazzetta di Lucca, di cui ringrazio, un mio scritto informativo, sul Gal Garfagnana, mi critica duramente perchè secondo Lui:
  • Non ho riconosciuto che la questione è venuta alla luce solo per l'intervento dei suoi giornalisti, altrimenti tutto sarebbe rimasto chiuso nelle segrete stanze.
  • Sono stato prudente e discreto nell'affrontare la crisi del Gal Garfagnana perchè ho tanti amici nel Gal, con cui "fornicavo" in un modo o nell'altro
Devo rispondere perchè l'amico Grandi ha torto. O meglio, non la conta giusta.
  • Ho scritto di aver "letto qua e là" la notizia del Gal, perchè è la verità: l'ho letta sulla Gazzetta di Lucca, con una denuncia "forte" (eufemismo) ma l'ho letta anche su Lucca in diretta, in maniera invero assai più "asettica". Non sta a me controllare chi l'ha scritta prima e per questo non ho specificato la fonte che mi ha ispirato. Devo dire che Grandi come al solito ha colorito la notizia con interessanti e allettanti particolari, ma la sostanza è che il GAL a causa dei suoi debiti, è stato messo in liquidazione. 
  • Ho scritto chiaramente che al Gal ho molto amici, con cui però non "fornicavo"anche se qualche soggetto femminile, non era certo male, perchè sono amici nella vita e non di lavoro. Sono stato molto prudente nello scrivere su questo dissesto, per due motivi: primo perchè ci sono persone, senza stipendio da mesi, che rischiano il posto di lavoro, vanno rispettate e non si può sparare nel mucchio. Secondo, perchè prima di condannare occorre capire cosa è successo, il perchè di questo buco, le responsabilità personali di ognuno, se ci sono, ma sopratutto capire le responsabilità e le coperture politiche, che son quelle, sole, che mi interessano, senza fare, anche qui, di ogni erba un fascio. Ricerca della verità, non di un colpevole per forza.
Detto questo, nessuno mi obbligava a scrivere sul mio Blog di questa cosa, non commercializzo i miei scritti, non devo acquisire pubblicità, scrivo solo diletto e per passione politica anche se invero ora molto attenuata, per questo, visto che il Gal Garfagnana è sempre stato "gestito" da esponenti del PD, sponsorizzato e finanziato negli anni dalla Regione Toscana, feudo del PD, mi è sembrato opportuno riprendere la notizia, sostanzialmente perché non finisse nel cestino, con la motivazione capziosa "montata dal solito casinista Grandi".

Aldo, un bacio e un abbraccio!

francesco

P.S. Caro Aldo ora non mi rispondere incazzato se no nasce un epistolario più famoso di quello fra Eloisa e Abelardo, dove, solo per la pacatezza, io sono quest'ultimo.....












Miracolo: intervengo a favore di un Assessore della Giunta Tambellini!!

Celestino Marchini, persona dalla vita privata sofferta, ma encomiabile per i suoi interventi umanitari in Africa, ha deciso tempo fa, nonostante l'avessimo sconsigliato in tanti, di dare appoggio elettorale al Sindaco Tambellini e, dall'ultimo rimpasto di Giunta, è Assessore ai lavori pubblici.
Adesso è sotto schiaffo, da tutti, per i lavori alla rotonda di Porta Elisa.
Mi sembra giusto difenderlo, perchè è uno dei pochissimi Assessori della sciagurata Giunta Tambellini che ragiona con la sua testa e che cerca di impegnarsi giorno e notte per realizzare qualche cosa di positivo per Lucca, in una Giunta che sta seminando rovine ovunque si muova.
La scalogna sua è che Tambellini, che non ha idee e progetti suoi, sta portando avanti i progetti delle Giunte precedenti, per cui esistevano finanziamenti, non rendendosi conto che alcune di queste opere non erano state realizzate per oggettive difficoltà che avevano consigliato la Giunta Favilla a soprassedere.
Gli unici lavori pubblici positivi di questi tre anni sono quelli finanziati e realizzati in autonomia, dalla Fondazione CRLucca, che non finiremo mai di ringraziare.
Allora avanti con la rotonda di Porta Elisa, i soldi c'erano legati la nuovo ospedale, un progetto si improvvisa e ci si trova nel casino.
L'unico che ci mette la faccia e la presenza giorno e notte è il povero Celestino, forse il meno colpevole di questa scelta, che cerca di metterci una pezza e, come sempre, ai cani magri, bastonate. Questa rotonda, come scritto da autorevoli studiosi del traffico ha difficoltà congenite che provengono da scelte sbagliate nelle strade di accesso, che andavano corrette prima, riflettendo con maggior tempo, ma tempo e opere pubbliche mancavano a un Tambellini-Marino ansioso di essere ricandidato a Sindaco.
E allora avanti senza criterio.....tanto le ciaffate le prende Celestino, l'unico che si impegna pubblicamente per attenuare le conseguenze negative di questa opera, come ha fatto sull'altra in corso di lavorazione, anche questa scelta disgraziata di Fazzi, il sottopasso di Via Ingrillini, che infinite complicazioni ha avuto prima, durante e che purtroppo avrà anche dopo.
Per questo difendo pubblicamente Celestino Marchini e non potendo dare ovviamente a lui, un sostegno come politico, cercherò di sostenere e far sostenere la sua benefica associazione claudiomarchinionlus, chiedendone l'iscrizione e invitando tutti a farlo.
Un modo non politico per dare una mano ad un uomo che si batte con il cuore, per le sue scelte.

francesco colucci, riformisti italiani lucca









martedì 27 ottobre 2015

Sono un blogger?? Chissà....

Spesso alcuni mi chiedono informazioni su i miei blog e perchè e allora, voglio accontentarli
Creo e gestisco sei blog: Riformisti Italiani (politica), Lasinone (Satira), Lucca, Puccini e non solo (Cultura) Vivere Curiosando (Turismo, tempo libero, enogastronomia) Linformatore lucchese (Notizie) e il mio personale, Francesco Colucci, ove scrivo di tutto e di più. Ne ho pensato un settimo, ma per ora è prematuro parlarne.
Ogni Blog ha il suo Sito su FB e un riferimento su Twitter, su Pinterest e su altri social.
Spesso queste miei scritti li invio ad amici e conoscenti, con una e.mail dedicata all'Informatore Lucchese.
Mi piace scrivere e occuparmi della cosa pubblica ma anche di turismo, tempo libero e di tutto ciò che può colpire la mia fantasia. Scrivo normalmente la notte, dalle 24 alle 4, anche se poi è dura portare fuori il mio cane alle 7,30. Per questo a volte lascio qualche refuso nello scritto o dimentico qualche acca, facendo arricciare il naso ai puristi.
Scrivo per passione e per diletto senza alcuna periodicità stabilita, per l'uno o l'altro Blog, secondo l'ispirazione e l'umore della notte. Passo da un argomento all'altro, dalla Politica alla Cucina, secondo la vena del momento.
Mi batto anche per ricostruire a Lucca un centro-destra efficiente e unito che possa presentare una proposta politica-amministrativa ed un candidato vincente, alle prossime elezioni comunali del 2017.
Reputo infatti il Sindaco Tambellini una sciagura per la nostra bellissima città e credo che non passi giorno senza che la sua amministrazione faccia danni e macerie e che occorreranno anni per recuperare una città vivibile, sicura, pulita, con servizi efficienti, una proposta culturale adeguata alla sua storia, e così via.......
Accetto volentieri critiche, osservazioni, suggerimenti, ma anche aiuto a far conoscere i miei scritti, al maggior numero di persone interessate perchè credo fermamente che è solo dal confronto di idee e di proposte che una città può crescere, una società migliorarsi, un individuo arricchirsi e completarsi. 
La mia molto presuntuosa ambizione è di riuscire a mettere una pietruzza, anche piccola piccola, sulla ricostruzione, di una Lucca, rinnovata e vivibile, la mia città, che amo appassionatamente.

francesco colucci




lunedì 19 ottobre 2015

Sono stato ospite del Pronto Soccorso di Lucca: le mie impressioni


Non per mia volontà, ma per un improvvisa violenta e dolorosissima tonsillite, sono dovuto andare di urgenza al Pronto Soccorso per poi essere ospite dell'OBI (Osservazione Breve Intensiva) che sarebbe la vecchia Astanteria. Non grandi cambiamenti solo nuovi nomi, modernisti.
Al di là del mio problema fisico, la mia esperienza è stata complessivamente positiva, sopratutto per la capacità e gentilezza del personale medico e paramedico, la cui dedizione ha consentito anche di superare momenti di carenza tecnica della struttura e dell'organizzazione.
Dato questo doveroso giudizio positivo sul funzionamento di questo reparto, ripercorrerò la mia esperienza elencando le deficienze strutturali che ho potuto costatare, sia pure nel dolore fisico che mi accompagnava.
Sono arrivato al Pronto Soccorso di venerdì pomeriggio, guidando la mia auto, con un grandissimo dolore alla gola e un inizio di difficoltà nel respiro, ma non c'era un posto per l'auto. Ho dovuto parcheggiare fuori dagli spazi, cercando di collocarla in maniera che non creasse disagio agli arrivi.
Entrato al Pronto Soccorso trovo una saletta colma di persone agitate, sofferenti, impazienti. Domando a una addetta dietro al box di vetro come faccio ad entrare al Pronto Soccorso e mi dice di mettermi in fila, che ho tre persone davanti, prima di poter andare al Tiage che è l'ufficio proposto a stabilire l'urgenza dell'intervento e quindi l'ammissione alla visita del dottore.
Faccio la fila, aspettando il mio turno per il Triage, fra persone nervose, preoccupate, parenti degli ammalati ammessi al pronto soccorso, che chiedono le informazioni più diverse a chi non è in grado di dare risposte certe, in tempi decenti.
Al mio turno sono ammesso al Triage, dove un paio di Infermiere mi prendono i dati e mi chiedono che cosa ho. Spiego loro del grande dolore che ho sopra la tonsilla destra, lancinante, della difficoltà a deglutire e che il dolore così intenso mi sta riflettendo sul petto dove la mia angina di cardiopatico si sta risvegliando. Vi è un rapido consulto fra le due per stabilire quale colore (urgenza) dare al mio caso....poi decidono per il Giallo, che, per urgenza, è secondo solo al Rosso, che vuol dire pericolo di morte.
Solo sollevato pensando di avere presto un sollievo medico. Errore!!
Entrato nel Pronto Soccorso vero e proprio mi trovo in una babele di persone sofferenti sdraiate in lettini accatastati in stanzette, così piccole, che sono resi difficoltosi anche i movimenti del personale infermieristico, che saltella da un letto all'altro, da una stanzetta all'altra, per portare aiuto e sollievo ai tanti malati presenti, che forniti del loro bravo colore (rosso, giallo, verde, azzurro e bianco) sono in attesa di essere visitati.
Molti sono li da ore e molte ore ancora passeranno anche per me prima che tocchi il mio turno, perchè di Gialli ve ne erano diversi prima di me e ogni tanto capitava un Rosso che passava giustamente avanti a tutti e perchè anche gli altri colori, ad intervalli, quando dovevano avere solo le risposte degli esami, avevano la precedenza.
In quei locali angusti e affollati una umanità sofferente subiva gli errori di chi ha costruito un Ospedale così piccolo, gli infermieri, prime vittime di questa scelta sciagurata, devono operare scansando ammalati e accompagnatori, coprendo le intimità violate con delle tende che non coprono nulla e devono pulire vomiti, feci, pannoloni, in quella promiscuità, avendo però sempre parole gentili, attenzioni, per tutti, anche se non possono dare medicinali, prima della visita dal dottore.
Dopo quasi 3 ore, fra un dolore continuo che mi spaccava il collo, è venuto il mio turno e sono stato ammesso alla visita di un dottore, che mentre ascoltava le mie indicazioni, doveva: rispondere al telefono, firmare delle dismissioni, dare relazione ad infermieri che entravano e uscivano, ponendo questioni urgenti. Più che un medico mi sembrava San Sebastiano infilato dalle frecce. Forse un paio di medici in più ad un Pronto Soccorso così affollato sarebbe certo opportuno, vista che la scelta funesta della Regione ha previsto il nostro Ospedale solo come risposta alle prime emergenze,
Se questa è la priorità si diano medici e personale adeguati ad una prima accoglienza funzionale e non tranciante delle dignità umana, che non esiste, nelle anguste stanze di attesa di oggi.
Pur rispondendo a dieci persone insieme, il medico è riuscito a fare una diagnosi sul mio male che si è rilevata poi azzeccata e mi ha fatto trasportare con urgenza all'OBI per le ulteriori verifiche e finalmente, per le prime cure.
Dal mio ingresso erano passate circa quattro ore, di grande sofferenza mia, ma anche di quella di molti altri pazienti con più grandi difficoltà di me, che hanno atteso ore e ore, in locali assurdi.
Il dottore ha disposto che trascorressi la note all'OBI per controllare che questo enorme accesso in bocca, non crescesse ancora mettendo in pericolo la respirazione.
L'OBI fa parte sempre del Pronto Soccorso, le stanze sono un pochino più grandi, per quattro pazienti per stanza, ma lo spostamento dei letti per i ricoveri, crea anche qui manovre complicate, lo spazio è al limite, rendendo più difficile il lavoro di tutti.
Mi iniziano la cura in flebo, cortisone, antibiotico, antidolorifico, mi domandano se prendo dei farmaci per altre patologie e alla mia risposta affermativa mi dicono che molti di questi farmaci che prendo non li hanno, più sicuro farli portare da casa. Sono normali farmaci sulla pressione ma l'indicazione regionale è di risparmiare su tutto e così sia.
Il dolore mi ha tenuto sveglio tutta la notte e ho potuto vedere l'impegno costante, a qualsiasi ora, di infermieri e medici. Lodevole. Sono rimasto ancora un giorno e una notte e molte sono state le lamentela dei malati, che non volevano essere dimessi, perchè all'OBI non puoi restare più di due - tre giorni, poi: o trovi posti in reparto, se ti ammettono, o vai a casa.
Queste sono le moderne teorie della Regione Toscana ma anche la mancanza di spazio non consente deroghe, anche nei casi più disgraziati.
Il questi due giorni devo dire che il servizio medico ha funzionato benissimo, presenti, gentili, esaurienti i medici del reparto, efficienti le visite specialistiche che vengono richieste. A me hanno richiesto un visita Otorino, arrivata in tempi rapidi con un coscienzioso otorino che non essendo convinto sulla mia diagnosi ha richiesto e ottenuto subito la consulenza di un altro medico che gestiva un macchinario più complesso. L'Otorino è tornato anche il giorno dopo all'OBI per costatare se la mia mega infiammazione fosse calata  e pur non risolto il problema completamente, mi hanno dimesso, fissandomi un controllo in reparto, dopo due giorni.
Sono rimasto ben impressionato del funzionamento dell'assistenza, dei medici e della interconnessione fra OBI e reparti.
Mi hanno dimesso, non sono guarito, ma questa è una scelta politica regionale, farò la terapia, stando a casa, curandomi con un infermiere privato, che mi farà le punture di antibiotico e cortisone, che mi hanno prescritto e poi tornerò ai controlli in ospedale per capire la causa di questa emergenza, ancora ignota, sperando in Dio.


giovedì 15 ottobre 2015

Tre anni di Tambellini: Lucca fra degrado, declino e rassegnazione.

Alessandro Tambellini, non è soltanto un Sindaco mediocre, che non ha saputo affrontare i problemi di Lucca ma è anche colui che ha affossato ogni prospettiva della società civile lucchese, ogni fremito per una crescita della città.
La Giunta Tambellini, eletta da meno del 25% degli aventi diritto al voto, è composta solo da fedelissimi che come le tre scimmiette: non vedono, non sentono e non parlano, senza alcun rapporto con la società lucchese. Una Giunta arroccata nella sua solitudine e nell'incapacità non solo di governo, ma anche di relazione, con le forze vive della città.
Quello che spaventa non è solo la disastrosa situazione amministrativa ma l'incapacità non tanto di costruire, ma anche di pensare al futuro della città, la cancellazione di ogni prospettiva di lungo periodo, di ogni dialogo sociale teso alla crescita.
Tutto è coperto da un lenzuolo nero di rassegnazione, ipocrisia, sconfitta.
Lucca sta divenendo una città senza "visione", grigia, che si sta adagiando a specchio di chi ora la governa, con una rassegnazione a Tambellini come quella di un povero malato terminale.
Il gruppo dirigente del PD ha responsabilità enormi, per questa situazione pari a quelle del PD romano, con Marino, con una somiglianza, in alcuni comportamenti, impressionante.
Lucca è una città al degrado, incredibilmente sporca, trascurata nell'arredo, invasa da accattoni molesti, insicura nelle abitazioni sempre più prese di mira da una micro-criminalità strutturale.
Peggio ancora, Lucca è una città privata di ogni prospettiva, ambizione, futuro, dove chi governa pensa solo a restare a galla, autopoietico, autorefereziale, fermamente convinto di essere l'unto del signore, con una sola missione: resistere, galleggiare, rimanere, per provare fra due anni a ricattare il suo partito: o mi confermate o vi faccio perdere, presentandomi da solo. Un Marino bis appunto.  
Tambellini con la sua insipienza, inettitudine, indifferenza, ha ucciso la speranza e ogni volontà di cambiamento, affogando tutto e tutti in una nera palude limacciosa, dove si sono spente le resistenze della società lucchese a questo disastro e la rassegnazione ha preso il sopravvento.
E in tutto questo, il PD, partito di maggioranza assoluta, recita la parte che facevano gli Eunuchi nell'Harem del Sultano: guarda, vigila....si logora......

francesco colucci x riformisti italiani di Lucca












domenica 11 ottobre 2015

Chiari o scuri??

Marco Chiari insiste nuovamente con illazioni mai documentate sui benemeriti lavori della Fondazione CRLucca e  sta diventando francamente stucchevole: in queste cose così delicate e importanti per Lucca, occorre serietà e non mi sembra che ci sia.
L'unica novità interessante l'ha fornita il Sindaco di Lucca, che ha smentito di aver chiesto alla Fondazione di intervenire economicamente per ristrutturare parte della ex Manifattura ad uffici, per cederli a privati, che poi sarebbero sempre i soliti noti che mischiano potere, politica e affari. Basta ricordare l' affollata cena elettorale di Tambellini, con i più maggiori "palazzinari" lucchesi.
La cosa comica è che il buon Tambellini nello smentire di aver chiesto alla Fondazione questo intervento, afferma che lo farà a breve...come dire ...non l'ho ancora fatto....lo farò.
Per carità non ho nulla contro uffici alla Manifattura, anche se un intervento pubblico sul mercato immobiliare lucchese alla canna del gas, mi sembra inopportuno e pericoloso.
A me interessa che il Sindaco confermi che, nelle parti meno nobili dell'ex stabilimento industriale, sia realizzato velocemente un parcheggio di 800/1000 posti auto per far rivivere il centro storico ormai morente. Questa è la vera priorità sulla Manifattura.
Solo un grande parcheggio a costi contenuti nel centro può ridare ossigeno a una vita lucchese del centro, stante l'invecchiamento della popolazione, unito al fatto che la bicicletta non è per molti una soluzione, per buona parte dell'anno.
Con l'occasione vorrei ricordare che a Lucca vi sono due ex Manifatture, perchè quella nuovissima e spettacolare di Mugnano è solo in minima parte utilizzata per fare Sigari, Toscano in testa, e non più sigarette, da Maccaferri e Montezemolo.
Nell'altra stragrande parte, i capannoni sono abbandonati a se stessi. Non so se la proprietà di questi sia della nuova o della vecchia gestione, quello che so che un intervento pubblico costato ai cittadini Italiani milioni di euro sta andando in rovina. Un ennesima costosissima cattedrale nel deserto.
Con l'allora Sindaco Favilla cercammo di convincere l'attuale positiva gestione del Sigaro Toscano a allargare le proprie produzioni, ma credo che Tambellini, nella sua noncuranza degli interessi della collettività lucchese, non abbia proseguito il discorso, che se incentivato e realizzato potrebbe portare nuova occupazione e ricchezza alla lucchesia.
Ma si sa per al "Marino" lucchese, quello che importa è solo il masochismo morale autoreferenziale, che come tutti gli altri tipi di moralismo, finisce sempre con le mani.... nella marmellata....Marino docet.

francesco colucci, riformisti italiani di Lucca