sabato 16 aprile 2022

Il Tambellone e Raspini

E’ sotto gli occhi di tutti l’enorme Eco-mostro che la Giunta Tambellini sta costruendo, deturpando il quartiere di San Concordio, dilapidando oltre 6 milioni di euro.

Uno dei misteri su tale scellerata opera era a cosa dovrà servire quella mostruosa enorme costruzione chiamata da Tambellini e Raspini, Piazza coperta e da alcuni abitanti di San Concordio, il “Tambellone”.

Il primo mistero è stato diradato: Raspini con le qualità di un grande prestigiatore, ad opera quasi ultimata, ci illumina con una domanda retorica “...E se la nuova piazza coperta di San Concordio diventasse un luogo dedicato anche alle attività sportive?”  “…L’idea mi è venuta parlando con i referenti di alcune realtà sportive del territorio, a partire dal pattinaggio a rotelle…”

Siamo alle comiche, speriamo finali, un’opera che costerà ai cittadini oltre 6 milioni di euro, forse, potrebbe diventare, una pista di pattinaggio.

Se il nostro non avesse avuto questa intuizione notturna a che sarebbe servita??

E’ forse chiedere troppo a questa giunta Tambellini di dire alla città perché ha costruito un enorme mostro, altissimo, su più piani, dal costo di oltre 12 miliardi vecchio conio?

Costruire un Eco-mostro senza sapere la sua utilizzazione crediamo sia un record fra le opere inutili e dannose di tutto il mondo.

Meno male che un assessore candidato ha avuto in corso d’opera, una illuminazione: pista di pattinaggio. Una pista in discesa dall’altissimo tetto alla parte interrata?

Noi suggeriamo anche un “acquapark” con un taboga che dall’alto si srotoli per più piani verso il sottosuolo, dove erano previsti parcheggi, ora sembra, allagati dall’acqua, dell’antico Porto della Formica

Abbiamo conosciuto Raspini come un assessore muto e senza iniziative, ora, da mesi, come un candidato che straparla e promette tutto a tutti, quello che da assessore non ha fatto in dieci anni.

Forse era meglio quando taceva.

Francesco Colucci, Riformisti per Lucca Viva



 

 

sabato 9 aprile 2022

Sindaci, Candidati al nulla …o poco più.

Nel prologo di questa campagna elettorale lucchese abbiamo assistito ad una avvolgente curiosità di alcuni, su tutti i movimenti dei partiti e delle liste civiche, minuto per minuto.

Ad ogni stormir di fronda abbiamo visto bravi professionisti della penna arrampicarsi sugli specchi per raccontare candidature, accordi, inciuci che francamente, per chi lo vive dall’interno, fanno sorridere.

La dialettica politica è sempre stata così e lo è ancor di più ora con i grandi partiti in catalessi.

Mettere insieme coalizioni di liste civiche tutte ugualmente rispettabili è cosa complicata: accordi fatti il giorno, la mattina sono superati da differenti accordi fatti la notte: ogni giorno una nuova giostra, tanto da rimpiangere la prima repubblica, quella dei partiti strutturati e forti.

Noi teniamo molto a valorizzare il civismo, a dare spazio a chi vuole metterci la faccia per essere partecipe delle scelte sul proprio Comune, ma ognuno deve essere consapevole del ruolo a cui aspira, della realtà.

Leggiamo di candidati sindaci che non lo saranno mai, perché occorrono le firme, una organizzazione, mezzi.

Candidature al vento, destinate, se presentate, a quei risultati dello zero virgola, che ci sono in ogni elezione.

E’ diritto di ognuno di candidarsi, di avere il suo momento di gloria, un titolo sui giornali, credere in un sogno. Fa parte della democrazia di questo paese.

Il 13 giugno la dura realtà dei voti degli elettori darà ad ognuno il suo ed allora sarà interessante rileggere tutti i titoloni, gli articoli, i grandi ideali di questi candidati al nulla o poco più, visto quello che hanno raccolto della volontà popolare

Molto meglio sarebbe se vi fosse a monte il capire che si può svolgere un ruolo importante per la propria città anche da consigliere, da assessore e non solo da Sindaco, che è uno solo e che deve essere una figura di grande autorevolezza, di grande spessore e conoscenza.



 


martedì 1 marzo 2022

Il Carbone e Oskar Lafontaine

La probabile riapertura delle centrali elettriche a carbone per la crisi energetica legata alla odiosa guerra di Putin mi fa tornare alla memoria il mio incontro con le miniere di carbone.

In occasione del Congresso Nazionale del PSI a Verona, a metà degli anni Ottanta, avevo conosciuto dei membri della delegazione socialdemocratica tedesca e con uno in particolare avevo mantenuto i rapporti per una serie di curiose combinazione. 

Aveva una moglie italiana funzionaria del Consolato Italiano a Saarbrücken e, soprattutto, una casa per vacanze in Italia, a Pieve di Compito a quattro passi da casa.

Anni dopo, andando nuovamente a trovarli nel corso di un loro soggiorno capannorese, mi presentarono Oscar Lafontaine, allora Presidente socialista del Land della Saar, che era loro ospite e a cui dedicai invero, molte attenzioni

Nelle sere che trascorremmo facendo bisboccia nell’aia della casa colonica validamente ristrutturata sul margine dell’ex lago di Sestum, ponemmo le premesse di una serie di iniziative da poter fare a Saarbrücken, assieme

Impostammo così, con la Regione Toscana, una settimana di iniziative culturali e di promozione: turistica e agroalimentare.

Una eccezionale Mostra dei Tesori degli Etruschi, svuotando i forzieri della Soprintendenza Archeologica Toscana, portando centinaia di favolosi gioielli etruschi al Museo di Saarbrücken e una Fiera Mercato del Turismo, con tutti i 33 enti turistici che allora esistevano in Toscana.

La Mostra ebbe centinaia di migliaia di visitatori tedeschi e francesi e l’anno successivo fu esportata in Svezia, con uguale successo, per l’insistenza del loro Re.

In occasione della inaugurazione Oskar Lafontaine volle far visitare al Presidente della Toscana, Bartolini le famose miniere di carbone allora in piena attività.

Bardati come astronauti, con elmetto illuminato, siamo scesi, su un traballante montacarichi di legno, ad oltre novecento metri sottoterra.

Nelle enormi caverne decine di operai estraevano il carbone con una grande macchina che affettava le pareti della grotta e il materiale raccolto veniva portato via con un piccolo treno su rotaie, in minuscoli vagoncini.

Terrificante fu quando ci vollero portare con questo mini-treno ad un'altra miniera vicina, rannicchiati ognuno in un vagoncino chiuso, con un finestrino da cui si vedevano solo le pareti di roccia attaccate ai binari.

Un viaggio allucinante di oltre 25 kilometri, in un mini-galleria, novecento metri sottoterra, che da allora mi ha lasciato una dipendenza claustrofobica importante.

Usciti dalla miniera ci fecero bere un litro di latte per pulire lo stomaco dai residui della polvere di carbone.

Il pensiero va ancora ai tanti operai, quasi tutti stranieri e molti italiani che per tanti anni hanno lavorato e ancora lavorano a quelle profondità.                   

Oskar Lafontaine, successivamente è stato Presidente del SPD, Ministro delle Finanze del Governo Tedesco, Presidente Die Linke, due volte Candidato alla Cancelleria. Ma sempre innamorato di Lucca e della Toscana.



domenica 30 gennaio 2022

Elezione Presidente della Repubblica, tra plus e minus.

Alcune mie personalissime considerazioni, sulle vicende legate a queste elezioni, con quattro plus e una decina di minus.

Plus:

1.   Abbiamo nuovamente una degna persona a Capo dello Stato, molto esperienza, saggezza, che continuerà a dare stabilità, all’Italia.

2.   E’ crollata la leggenda metropolitana che un sistema politico elettorale di due poli contrapposti assicurasse governabilità e stabilità all’Italia. Mai bugia fu più a lungo coltivata per interessi di parte. I due poli non sono mai esistiti, solo gruppi di potere che si mettevano assieme per lucrare i vantaggi di una legge elettorale maggioritaria, per accrescere il potere dei solidali. I poli stavano in piedi per una serie di ricatti politici, spartizione di posti, interessi comuni, nessuna cultura e progetto comune, l’aria larga non esiste in natura e neppure in politica.

3.   E’ emerso chiaramente che solo un profondo rimescolamento delle alleanze politiche che porti alla creazione di un Polo Riformista, centrale nella vita politica, su ideali liberali e sociali e pochi, chiari punti politici programmatici, può toglierci dall’immobilismo dei veti incrociati dei due poli e consentire all’Italia di prendere decisioni tempestive, di ripartire, creare ricchezza e posti di lavoro.

4.   Matteo Renzi ha dimostrato una volta di più di essere motore e parte essenziale del sistema democratico italiano, assumendo sempre coraggiose responsabilità, decisive nella gestione dello Stato, non importa in quale ruolo lo eserciti.

 

Minus:

·      L’alleanza populista ha tentavo un colpo di coda attraverso un nuovo accordo Conte-Salvini con la partecipazione di Enrico Letta, segretario del PD, per portare Presidente, il Capo dei Servizi segreti.

·      I Servizi segreti italiani, negli oltre 70 anni di vita repubblicana, hanno dato l’impressione e non solo quella, viste le sentenze della Magistratura in questi anni, di non essere stati trasparenti in alcuni degli eventi antidemocratici e anche terroristici, accaduti e spesso rimasti misteriosi, nella nostra Italia. Che Letta, Segretario di un forte partito della sinistra italiana, in combutta con i filocinesi Conte e Grillo, ricercando collusioni con Salvini e Meloni, abbia inciuciato per una Presidenza della Repubblica in mano ai Servizi segreti è un fatto politico pericoloso in sé, ma soprattutto così eclatante da dover essere chiarito al più presto.

·      Che il no alla Belloni sia stato coraggiosamente dato da Matteo Renzi, ma anche da tutte le forze di centro a cominciare di quelle che si riconoscono in Berlusconi, oltre che da Fratoianni e da Leu è dato certamente tranquillizzante, fatto salve le reazioni che avremo dai Servizi stessi, su cui sarà bene vigilare.

·      Certamente anche nel PD vi sono state opposizioni forti alla linea di Letta e andrà capito, da chi e da quanti.

·      Un capitolo a parte va fatto su Calenda che si è unito, da esterno ininfluente, neppure richiesto, nella scelta Belloni perpetrando la cattiva abitudine di mandare messaggi twitter, su molti aspetti della politica, solo per cercare di avere un ruolo e una foto sui giornali.

·      Salvini ha dimostrato di essere quello che è: un abile piazzista di prodotti populisti, quando si entra nella politica che conta, pesa per quello che è. Uno scivolone quello fatto in questi giorni, maggiore di quello del Papeete: per lo meno li ballava con due gnocche accanto, qui invece esibiva un ventaglio di nomi illustri, tirati fuori come spazzole dal suo cesto di piazzista. Vuole una spazzola nera, gialla, o griffata? Venghino signori venghino: spazzole per tutti i gusti.

·      La Meloni ha fatto il suo gioco, cercando di sfasciare tutto, imbrigliando con successo Salvini e solo un grande politico, pur nel letto di ospedale, ne ha smascherato il gioco. Ha vinto qualche scaramuccia ma ha dimostrato che la sua collocazione in Europa e sui grandi temi della democrazia la rendono irrilevante in Italia, se gli altri governano facendo scelte chiare e coraggiose.

·      Governo Draghi, le macerie di questi giorni possono pesare sull’attività del Governo, dobbiamo evitare ogni paralisi e soprattutto che i regolamenti di conti all’interno dei Partiti sconfitti, ne minino l’efficienza.

·      Questione di genere: mai fu trattata con questa disinvoltura, spregiudicatezza e cinismo da una parte della classe politica cavernicola, su questi tempi.

·      I Cinesi, Conte e Grillo non possono essere liquidati come improvvidi, quando si tentano giochi di potere strutturati con i Servizi Segreti. Gli inciuci tentati, saltando dalla sinistra alla destra, dimostrano la loro pericolosità, ma anche l’avventurismo del Segretario del PD Letta, che ha fondato sulla loro alleanza, le fortune politiche della sinistra e sue, confermandole anche in queste ore.

Voglio chiudere con un appello, agli amici che credono nel Polo Riformista: è l’ora di osare, di metterci la faccia, è il momento di costruire e abbiamo bisogno di tutti.

Uguale appello lo faccio agli amici che hanno combattuto le battaglie di libertà a fianco di Silvio Berlusconi, ai Cattolici, ai Radicali, ai piccoli partiti della galassia centrista, ma anche a coloro che soffrono all’interno della Lega e del PD, senza che la loro voce trovi spazio.

Costruire tutti insieme il Polo Riformista deve essere un grande momento di gioia e di consapevolezza.

Una battaglia per l’Italia ma anche una battaglia per Lucca, per dare un nuovo Sindaco e una nuova rinnovata amministrazione alla nostra amata città.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca e Riformista da sempre



lunedì 1 novembre 2021

Onoriamo i nostri cari, che non ci sono più.

In loro memoria pubblico una famosa poesia “socialista” di Totò:

‘A livella

“Ogn’anno, il due novembre, c’é l’usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll’adda fà chesta crianza;

ognuno adda tené chistu penziero.


Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,

di questa triste e mesta ricorrenza,

anch’io ci vado,e con dei fiori adorno

il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

 

St’anno m’é capitato ‘navventura…

dopo di aver compiuto il triste omaggio.

Madonna! si ce penzo, e che paura!,

ma po’ facette un’anema e curaggio.

 

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:

s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:

io, tomo tomo, stavo per uscire

buttando un occhio a qualche sepoltura.

 

“Qui dorme in pace il nobile marchese

signore di Rovigo e di Belluno

ardimentoso eroe di mille imprese

morto l’11 maggio del’31”

 

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…

…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;

tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:

cannele, cannelotte e sei lumine.

 

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore

nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,

abbandunata, senza manco un fiore;

pe’ segno, sulamente ‘na crucella.

 

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:

“Esposito Gennaro – netturbino”:

guardannola, che ppena me faceva

stu muorto senza manco nu lumino!

 

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…

chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!

Stu povero maronna s’aspettava

ca pur all’atu munno era pezzente?

 

Mentre fantasticavo stu penziero,

s’era ggià fatta quase mezanotte,

e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,

muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.

 

Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?

Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…

Penzaje: stu fatto a me mme pare strano…

Stongo scetato…dormo, o è fantasia?

 

Ate che fantasia; era ‘o Marchese:

c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;

chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;

tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.

 

E chillo certamente è don Gennaro…

‘omuorto puveriello…’o scupatore.

‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:

so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

 

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,

quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,

s’avota e tomo tomo..calmo calmo,

dicette a don Gennaro: ”Giovanotto!

 

Da Voi vorrei saper, vile carogna,

con quale ardire e come avete osato

di farvi seppellir, per mia vergogna,

accanto a me che sono blasonato!

 

La casta è casta e va, si, rispettata,

ma Voi perdeste il senso e la misura;

la Vostra salma andava, si, inumata;

ma seppellita nella spazzatura!

 

Ancora oltre sopportar non posso

la Vostra vicinanza puzzolente,

fa d’uopo, quindi, che cerchiate un fosso

tra i vostri pari, tra la vostra gente”

 

“Signor Marchese, nun è colpa mia,

i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;

mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,

i’ che putevo fa’ si ero muorto?

 

Si fosse vivo ve farrei cuntento,

pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse

e proprio mo, obbj’…’nd’a stu mumento

mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.

 

“E cosa aspetti, oh turpe malcreato,

che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?

Se io non fossi stato un titolato

avrei già dato piglio alla violenza!”

 

“Famme vedé..piglia sta violenza…

‘A verità, Marché, mme so’ scucciato

‘e te senti; e si perdo ‘a pacienza,

mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

 

Ma chi te cride d’essere…nu ddio?

Ccà dinto,’o vvuo capi, ca simmo eguale?…

…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;

ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

 

“Lurido porco!…Come ti permetti

paragonarti a me ch’ebbi natali

illustri, nobilissimi e perfetti,

da fare invidia a Principi Reali?”.

 

“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!

T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella

che staje malato ancora e’ fantasia?…

‘A morte ‘o ssaje ched’e?…è una livella.

 

‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,

trasenno stu canciello ha fatt’o punto

c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:

tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

 

Perciò, stamme a ssenti…nun fa”o restivo,

suppuorteme vicino che te ‘mporta?

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:

nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”

 

Totò




 

 

martedì 10 agosto 2021

Matteo Renzi a Viareggio

Baccini è in ferie, la Rossi pure, vado ad salutare Matteo a Viareggio, anche per ricordargli la promessa di venire a Lucca.

A Viareggio, al Principe di Piemonte, presenta il suo libro “Controcorrente” intervistato da Stefano Zurlo, giornalista de “Il Giornale” e scrittore.

Arrivo all’Hotel, non si trova posto per l’auto, una grande folla sosta davanti al Principe, non possono entrare nonostante il green pass esibito, non ci sono più posti.

Gli attivisti di Italia Viva si affannano a calmare i delusi ricordando loro che il prossimo Martedì, il 17, Matteo sarà alla Versiliana, all’aperto, con posti per tutti.

Mi fermo nella Hall dell’Hotel a salutare i tanti amici presenti.

Mori il coordinatore della Versilia mi conferma che alle prossime elezioni di Seravezza, correremo per Alessandrini, con un terzo polo.

Ad Alessio ricordo l’impegno di Lucca.

Saluto Lucchesi, un vecchio amico, che è il suocero di Mario Pardini.

Arriva il Sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, con il Maestro Alberto Veronesi che è Candidato a Milano con la lista: “I Riformisti. Lavoriamo per Milano con Sala”.

Dico a Giorgio che Lucca lo aspetta, si schernisce, mi risponde che sono in molti a chiederlo, ma che deve pensare a Viareggio, che è già un grande impegno.

Si vede la folla davanti all’Hotel ondeggiare, fotografi e operatori, spintonarsi per accaparrarsi i posti migliori.

Sta arrivando Matteo, è in ritardo, si scusa con tutti, per il grande traffico sull’autostrada.

Si ferma davanti a noi per salutare cordialmente Giorgio a cui fa i complimenti come Sindaco di più Comuni….gli dice che se continua così finirà per fare il Sindaco anche a Firenze.

Faccio in tempo a dire Matteo di ricordarsi di Lucca, mi risponde subito, non ora, ma che verrà più volte, perché a Lucca si vota.

Non se l’è scordato. Tiene alle elezioni di Lucca.

Entra nella sala, cedo il mio posto prenotato ad una signora di Milano, che non si era rassegnata a non assistere all’incontro e si agitava molto.

Vedrò Matteo da una saletta adiacente, con una TV a circuito chiuso, allestita per lo staff e gli attivisti.

Matteo è brillante come sempre, anzi di più, risponde con franchezza a tutte le domande, anche le più scabrose.

E’ l’ora della cena, ma lui va avanti, non sembra sentire la stanchezza.

Gli applausi sono tantissimi e scroscianti.

A volte ritornano….e Matteo è tornato…alla grande

Francesco Colucci



 

lunedì 3 maggio 2021

A Salem bruciavano le streghe, a Lucca, Colombini

Andrea Colombini può essere paragonato a Giano bifronte: da un lato, uomo di cultura, grande conoscitore della musica classica, di Mozart e di Giacomo Puccini, bravo organizzatore di eventi, appassionato delle tradizioni scozzesi ed anglofono sopraffino, ideatore e gestore di Puccini e la sua Lucca, dall’altro, personaggio inquieto della politica lucchese, già candidato a Sindaco di Lucca ed ora dirigente regionale di VOX Italia, una associazione-partito, che si è già presentata ad alcune elezioni regionali, che propugna tesi anti sistema e l’uscita dall’Europa, ma nel rispetto della nostra Costituzione.

Personalmente non condivido nulla delle idee politiche di VOX e di Andrea Colombini, ma ne ammiro le conoscenze culturali, musicali, la capacità di organizzare importanti eventi in Italia e all’estero.

Ne apprezzo la capacità di organizzare eventi musicali, soprattutto Pucciniani, in maniera ricorrente a Lucca, da quasi vent’anni, indispensabili per la accoglienza turistica, in rapporto stretto con le categorie economiche del settore.

Queste due sue pulsioni, musica e politica, sono entrate in collisione.

La manifestazione organizzata per il 25 aprile a Lucca che ha visto centinaia e forse migliaia di partecipanti, a cui non ero presente, che mi dicono scomposta, senza mascherine e delirante negli slogan, ma assolutamente pacifica, ha innescato nella politica lucchese, un corto circuito e una caccia alle streghe come a Salem.

Mi pongo, come cittadino lucchese, un problema di coscienza: il fatto che una persona svolga attività politica antisistema, ferocemente contraria a questo Governo, all’Europeismo e al politicamente corretto può determinare ostilità e “sanzioni” alla sua attività di imprenditore della cultura, che ha molti meriti per Lucca?

Secondo me: NO

Una attività culturale di grande importanza per la città e per le strutture turistiche, che porta il nome Puccini e la sua Lucca, con centinaia di eventi realizzati ogni anno, a Lucca, in Italia e all’estero non può essere combattuta dal Comune di Lucca, perché il suo impresario, Colombini, fa politica scompostamente con un partito antisistema, ma consentito dalle leggi italiane.

Abbiamo nel Consiglio Comunale di Lucca un esponente eletto con Casa Pound con l’8% dei voti, non mi sembra che VOX sia più pericolosa.

Si combattano giustamente le scelte politiche di Colombini, si denuncino all’autorità competenti le violazioni delle norme anti-Covid e delle leggi in materia di raduni.

Denunce e provvedimenti che ci aspettiamo dello stesso tenore per i festeggiamenti dello scudetto dell’Inter, a Milano, dove erano in trentamila.

Chissà se il Sindaco Sala toglierà all’Inter, l’uso di San Siro?

Per concludere: Non ha senso alcuno cercare di affossare una Associazione culturale lucchese, importante per i suoi eventi internazionali, perché il suo leader è dirigente di VOX e fa una politica, non allineata.

Nel processo alle streghe di Salem, che portò a 19 condanne a morte, si accolse la tesi che “il demonio si servisse di gente cattiva per fare del male ai buoni…..”

A Salem, quattro anni dopo il processo alle streghe, i giurati firmarono una confessione in cui dichiararono di essersi sbagliati, chiedendo perdono.

Il Sindaco Tambellini, negli ultimi mesi del suo governo si vede come il cherubino Uriel con la spada fiammeggiante a difesa dei cancelli dell’Eden: prima ha “fulminato” l’assessore Marchini, reo di lesa maestà ed ora ha “bollato” l’associazione culturale “Puccini e la sua Lucca”, per l’attività politica antisistema, del suo manager.

Francesco Colucci, cittadino e blogger in Lucca

 

  



 

  

giovedì 29 aprile 2021

A gli iscritti: riflettiamo sulla crisi economica

Mi lascia veramente basito il fatto che di fronte che circa il 40% della popolazione italiana sotto attacco di una crisi economica devastante dovuta alla Pandemia, perché non garantita, la sinistra e anche alcuni di noi si indignano perché loro proteste, non sono politicamente corrette.

Chi ha perso il lavoro, chi ha visto fallire le proprie attività, chi è precipitato nelle nuove povertà, può protestare, ma lo deve fare con discrezione, senza urtare la sensibilità degli altri, quelli comodamente protetti dallo stipendio fisso.

Durante le proteste studentesche ed operaie del 68, davanti all’indignazione delle caste di allora che si indignavano, come oggi, per i metodi di lotta “inaccettabili” cantavamo una canzone scritta di Pietrangeli qualche anno prima, “Contessa” che fra l’altro trattava proprio dell’indignazione dei ben pensanti nelle prime strofe:

Che roba contessa all'industria di Aldo,

han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti,

volevano avere i salari aumentati,

dicevano pensi, di essere sfruttati.

E quando è arrivata la polizia

quei quattro straccioni han gridato più forte,

di sangue han sporcato i cortili e le porte,

chissà quanto tempo ci vorrà per pulire.

Moltissime attività private, private che producevano reddito e quote di PIL, sono sull’orlo del fallimento.

Già oggi quasi un milione di persone, hanno perso il lavoro, per le conseguenze della Pandemia, e molti di più sono attesi alla fine del blocco dei licenziamenti.

Oltre due milioni di nuovi poveri in più dei molti milioni già presenti

File interminabili alle mense della Caritas, ampia riduzione di reddito per moltissime famiglie del ceto medio. 

Oltre a chi vive con angoscia le chiusure, la mancanza di libertà e di socialità.

Finiti i ristori dell’emergenza, ci si prospetta la più grave crisi economica del dopoguerra.

La sinistra, ormai difensore solo di impiegati pubblici, si scaglia contro chi protesta, per avere il diritto costituzionale di lavorare, di non morire di fame, levandosi le mascherine ad una manifestazione di protesta in all’aperto.

Il messaggio che la sinistra manda a intere categorie devastate dalla Pandemia: Protestate compostamente: Non turbate i bravi percettori di reddito fisso.

Penso che la sinistra prenderà nelle prossime elezioni una tale batosta elettorale che gli vorranno dieci anni a riprendersi, ammesso che gli riesca.

L’unica cosa che consola è che Matteo ha l’idea chiare anche su queste cose e sta traghettando IV, lontano dai falsi e superati dogmi della sinistra sinistra.

Sui grandi temi economici, sulle riaperture, sulle priorità nelle scelte, nel Governo si fronteggiano sempre più due schieramenti, il novello fronte popolare PD, Leu,5Stelle e dall’altra parte IV, FI, Lega, Azione, +Europa.

Queste cose sono scritte con chiarezza e continuità sui giornali, nelle dichiarazioni pubbliche, non dobbiamo fare le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.

Ignorare che il nostro pascolo elettorale, assieme agli altri partiti di centro, NON è e NON sarà il pubblico impiego ma saranno le categorie produttive, i commercianti, artigiani, imprenditori del turismo, dei servizi, del mondo agricolo.

Tutte le Partite IVA, dagli avvocati, ai commercialisti, ai servizi sanitari, pubblici e privati, a chiunque lavora non protetto, dallo Stato.

A loro dobbiamo pensare: a chi produce reddito e lavoro e rischia sulla sua pelle.

Italia Viva, localmente deve porre la testa su cosa fare per divenire sempre più punto di riferimento, di sostegno, delle categorie NON garantite.

Come si possa dare a loro prospettive di ripresa del lavoro e del reddito.

Questa è la sfida che dobbiamo vincere e che possiamo vincere, se ci attrezziamo, nei programmi e soprattutto nella testa, a interloquire con le categorie del privato e del mondo produttivo, cercando di intercettare prima le loro proteste e poi le loro esigenze, le loro prospettive di crescita.

Dall’altra parte, da quelle degli iper protetti, non ci pochi sono spazi per noi, occupati dall’assistenzialismo dei Cinque Stelle e lo statalismo di buona parte dei PD.

Francesco Colucci, Riformista

PS. Sapete perché la manifestazione del 25 aprile ha fatto tanto scandalo? Perché c’erano centinaia e forse migliaia di persone.

Ricordo che anche l’anno passato ci fu la stessa manifestazione a Lucca, con gli stessi organizzatori e protagonisti, nessuno protesto, nessuno se ne accorse, perché c’erano 18 persone in piazza. 

Dopo un anno, migliaia. Riflettiamo.

Francesco Colucci, Riformisti



 

 

 

mercoledì 28 aprile 2021

Difendo sempre e comunque il diritto a manifestare, senza violenza.

La manifestazione del 25aprile a Lucca, che ha visto molte centinaia e forse migliaia di partecipanti contro le restrizioni alla Pandemia, è stata criminalizzata e presentata, da molti, come una peste bubbonica, da estirpare.

Non condivido, come cittadino, quella Manifestazione e buona parte delle cose portate avanti, anche se capisco le angosce di chi ha perso il lavoro, la rabbia di chi ha visto fallire le proprie attività economiche, la disperazione di chi è precipitato nelle nuove povertà.

Comprendo il disagio sociale di chi vive male questa Pandemia, con le sue ripetute chiusure e la perdita di alcune libertà, ma confermo la mia personale non condivisione a manifestare in quel modo.

Fatta questa doverosa premessa, voglio difendere, a spada tratta, il diritto di tutti, chiunque sia, a manifestare, a dissentire, senza violenza, su qualsiasi cosa, anche per idee che agli altri sembrano blasfeme.

Bene hanno fatto le forze dell’ordine a fare denunce, se ritengono che siano state violate leggi e disposizioni, sarà poi un Giudice a dare il giudizio finale.

Se qualcuno ha sbagliato pagherà in rapporto ai fatti riconosciuti illeciti.

Ogni comportamento, anche sbagliato, va ricondotto nella sua giusta dimensione.

Beccaria delinea un "teorema generale" per determinare l'utilità di una pena: "…perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi…".

Non accetto i “giudici popolari” volontari e perbenisti, del politicamente corretto.

Vi sono nel mondo migliaia di “terrapiattisti” che credono la terra piatta, una assurdità, ma anche loro manifestano e hanno diritto a esporre le loro idee.

Manifestare il 25 aprile per la libertà, sia pure in una versione distorta e molto di parte, deve essere sempre possibile, anche sbagliando.

Vorrei ricordare alcuni eventi che negli anni hanno scandalizzato i cultori del perbenismo rampante e poi si sono rivelati anticipatori di cambiamenti epocali.

Ricordo, fra tanti, il Ministro Brodolini, Socialista, che trascorse la notte di un Natale, di tanti decenni anni fa, all’interno di una fabbrica occupata dagli operai in lotta. Quanti si scandalizzarono allora: un Ministro in una fabbrica occupata! Che orrore!

Invece fu l’inizio di un epocale cambiamento nel mondo del lavoro.

Voglio anche ricordare un fatto personale: durante gli anni di piombo, nella lotta contro le atrocità delle Brigate Rosse, che qualcuno a sinistra chiamava, con grave colpa, “compagni che sbagliano” furono intraprese campagne di stampa e crocifissioni contro intellettuali, per lo più professori universitari e giornalisti, molti della Calabria, che chiedevano di combattere il terrorismo, con fermezza, ma anche denunciando le disuguaglianze sociali ed economiche, che davano acqua di vegetazione ai terroristi.

Molti di questi intellettuali, senza alcuna colpa se non quella delle loro idee, furono costretti a fuggire in Francia, preoccupati della loro sorte per la repressione del primo governo di compromesso storico, Andreotti-Berlinguer.

Giacomo Mancini, leader socialista, fece allora, a Parigi, una riunione di tutti questi esuli, colpevoli di lesa maestà della opinione pubblica imperante.

Mi chiese di accompagnarlo, eravamo amici e lo feci: fu una riunione straziante, uomini di cultura, di ingegno, professori universitari costretti a mendicare pane e assistenza in un paese straniero, abbandonando famiglia e affetti, solo per aver professato le loro idee, contrarie a quelle della “maggioranza silenziosa”, dei duri e puri, di allora.

Quella sera promisi a me stesso di combattere sempre contro chi, in nome della maggioranza, del conformismo, del politicamente corretto, voglia impedire la libera espressione delle idee, altrui, anche assurde, ma manifestate senza violenza.

Ho voluto ricordare non a caso questi due episodi perché entrambi avvenuti in anni di grande cambiamento della società Italiana. Il sessantotto e gli anni del terrorismo.

Oggi la Pandemia sanitaria prima e quella economica, ancor più grave, dopo, ci traghetteranno in una società certamente diversa da quella di ieri: una società tutta da scoprire, da definire, con poche certezze.

Ancorché divisi su molte cose, uscimmo allora da quelle due epocali crisi del passato, in positivo, sia pure con profonde mutazioni nel tessuto culturale, sociale ed economico dell’Italia.

Oggi abbiamo un compito ugualmente drammatico da far tremare i polsi per il futuro che ci aspetta.

Dobbiamo sapere oggi, come facemmo allora, governare il cambiamento cercando di capire i problemi delle persone, soprattutto di quelle non garantite che sono le vere vittime dell’oggi, ricercando unità, capacità di ascolto, serenità e positività nell’affrontare le situazioni, anche quelle più antipatiche e non gettare benzina sul fuoco, perché la realtà è assai più complessa di quella che si vede.

Senza mettere mai in discussione i diritti fondamentali di ogni uomo.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca

  


 



 

 

 


lunedì 26 aprile 2021

Sono tentato di firmare la Petizione di Salvini sul coprifuoco!

 Afferma cose che condivido totalmente: “Noi, donne e uomini liberi d’Italia, chiediamo la cancellazione dell’insensato coprifuoco e la riapertura di tutte le attività nelle zone (gialle o bianche) in cui il virus sia sotto controllo”

2.   Chiede la modifica di una norma molto divisiva, attraverso una petizione popolare, è un atto di vera democrazia previsto dall’art.50 della Costituzione “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessita`.

3.   L’Italia ha un Governo di emergenza nazionale sostenuto da forze politiche assai diverse fra loro. Non è il Governo dei Soviet, dove nessuno può chiedere di correggere, una decisione presa a maggioranza dal Governo, attraverso l’esternazione della volontà popolare con una petizione, che non è mai vincolante.

4.   Mantenere dopo tantissimi mesi il coprifuoco alle 22 è insensato anche alla luce delle riaperture dei Ristoranti alla sera e per loro, categoria distrutta dalle chiusure per la Pandemia, diventa una presa in giro assurda.

5.   Come è possibile andare a mangiare al ristorante la sera, dove più aggrada ed è consentito e tornare a casa entro le 22? 

6.   Solo i vetero-catto-comunisti come Speranza e Letta possono continuare a perseguitare una importante categoria economica come i Ristoratori e privare delle libertà Costituzionali, per un tempo infinito, i cittadini italiani.

Ho apprezzato che Italia Viva, nel Governo, si sia schierata a favore della modifica del coprifuoco ma, per responsabilità verso Draghi, impegnato nel difficile compito di cambiare l’Italia e farci uscire dalla grave crisi economica in atto, abbia accettato la decisione presa a maggioranza nel Governo, di confermare il coprifuoco alle 22, auspicando solo un ripensamento, su tale infausta decisione, a tempi brevi.

Salvini ha sbagliato ad astenersi sul decreto, si devono accettare le decisioni prese nel Consiglio dei Ministri, anche se sono decisioni non condivisibili, prese su atti che non fanno parte fondamentale dell'accordo di Governo.

Fare invece una petizione popolare per chiedere di cambiare la decisione mi sembra un diritto che hanno tutti di far conoscere liberamente le proprie idee, sempre e comunque.

Io non ho responsabilità di Governo per cui sto pensando seriamente di firmare la petizione di Salvini, anche perché, verificare la volontà popolare, su un tema così divisivo, delicato e personale, come il coprifuoco, che ha solo un precedente durante la guerra, può essere una cosa positiva in sé, al di là di ogni giudizio su Salvini, che ha visioni sovraniste e populiste, inaccettabili.

Se firmerò lo farò solo come cittadino, decidendo con la mia testa e non in segreto, ma mettendoci la faccia come sempre.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca