martedì 17 gennaio 2017

Riflessioni sul voto a Lucca

C'è un grande movimento in queste settimane per le candidature a Sindaco nelle prossime elezioni di Lucca.
Programmi, schieramenti, strategie tutto in secondo piano, l'unica cosa che interessa è il nome del Candidato.
Perché? Per il semplice fatto che i contenitori che canalizzavano i consensi una volta sono in crisi. 
I voti non passano più dalle indicazioni dei vecchi Partiti e dei Sindacati entrambi in crisi di identità, di iscritti, di consensi. Non passano più dalle Categorie economiche, anch'esse divise, nè dalla Chiesa, che pare finalmente disinteressarsi alla politica e neppure dalle Massonerie, Rotary, Lions, che non sono in più in grado di convogliare consensi univoci. 
Sta prevalendo nella nostra società l'individualismo, il rifiuto di ogni parola d'ordine, la scelta di appartenenza. Per cui  è il pedigree dell'aspirante Sindaco che spesso determina il successo di una parte sull'altra. E' questo un errore profondo e Roma insegna..
Libera Lucca non è d'accordo a seguire questa deriva al peggio che sta contagiando anche Lucca.
Il PD ha un Sindaco uscente Tambellini, che ha scontentato gran parte della città. Ottuso, chiuso, comunista dentro.Il PD renziano vorrebbe sostituirlo con un Baccelli considerato più "vincente".
Nel centro destra, i vecchi partiti, alla ricerca solo di sopravvivere, hanno individuato, nelle segrete stanze, un nome gradito allo establishment di destra e sinistra e quindi di possibile "consenso", facendolo poi "passare" come il candidato dei movimenti e delle liste civiche lucchesi. Bluff scoperto e affondato..
Noi di Libera Lucca pensiamo diversamente: 
A questa città, più che un Candidato, utile solo a vincere, occorre prima un grande Progetto che sappia risvegliare l'orgoglio sopito, interrompere la lenta agonia, chiamare a raccolta tutte le forze vive, senza se e senza ma, disposte ad un disegno condiviso di "Risorgimento di Lucca" nella cultura, nelle attività turistico-commerciali e industriali, nel lavoro, nella cura dei paesi e del centro. 
Un disegno ambizioso per ritrovare lo spirito di appartenenza di una città che nei secoli e nel mondo ha saputo emergere per le sue idee, per il suo lavoro. 
Per questo molti hanno accolto con entusiasmo la proposta di uno dei concittadini più illustri, che in vecchiaia è tornato alla base, Marcello Pera, disponibile a mettere la sua faccia, il suo carisma, i sui rapporti con il Mondo e a guidare come, Padre Nobile, il tentativo di ricostruire una Lucca migliore, rinnovando, con progetti che sappiano volare alto.
Marcello Pera lancerà il suo appello per la rinascita di Lucca e ci auguriamo che continuino numerose le adesioni a questo disegno di Libera Lucca, per mettere insieme forze ed idee, per questo Risorgimento.
Solo dopo verrà la scelta del Candidato Sindaco migliore per realizzare questo disegno e che noi vorremmo fare insieme a tutti coloro che credono in questa possibile rinascita, al di là delle loro appartenenze.
Abbiamo cinque candidati possibili, giovani rampanti ma anche meno giovani disponibili a mettere la faccia per guidare questo cambiamento, ma nessuno di noi vuole oggi imporre nulla, siamo disponibili a discutere alla pari, i nostri candidati e i candidati degli altri, con l'unica discriminante che condividano il Progetto per un "Risorgimento di Lucca". 
Libera Lucca, vuole rovesciare il tavolo della inerzia e del già visto: non un Candidato solo per vincere, ma un Candidato per realizzare questo grande Progetto e che sappia coagulare su questo, le forze più vive della società lucchese.
Partiti e movimenti dicano con chiarezza chi è d'accordo su questo disegno per ricostruire Lucca e la lucchesità: con chi ci sta sceglieremo insieme, con calma e ponderatezza, il Candidato e la squadra migliore per realizzarlo.

martedì 10 gennaio 2017

Libera Lucca: Volare alto!!

Il Progetto politico "Libera Lucca", nasce dal ritorno a casa di un lucchese che negli anni, si è fatto onore nel campo della Cultura e delle Istituzioni, in Italia e nel Mondo. 
Marcello Pera, professore universitario, filosofo e scrittore, mentore di Karl Popper e della Cristianità, Presidente emerito del Senato, ha deciso di tornare, più che settantenne, nella sua amata Lucca e ha accettato di fare il "Padre Nobile", assolutamente disinteressato, ad un grande Progetto per il "Risorgimento di Lucca". 
Le disastrate condizioni in cui cinque anni di Sindaco Tambellini ha ridotto Lucca sono state la molla che ha fatto convertire Pera, dall'ultima esperienza nazionale del Si, ad occuparsi in prima persona, della disperata situazione lucchese.
Sotto la guida di Marcello Pera, si sta lavorando alacremente ad un Progetto culturale a 360 gradi di rilancio della città, delle sue tradizioni, della sua storia, dei settori economici tutti ma particolarmente del commercio e turismo, che da sempre hanno costituito la spina dorsale della comunità lucchese. 
Un Progetto che vuole volare alto, dare e trovare soluzioni ai problemi esistenti, utilizzando e valorizzando tutte le esperienze umane disponibili, senza ricerca di pedigree "ante marcia", per poi confrontarsi con la società civile lucchese, per lanciare una nuova classe dirigente impegnata nel lavoro e nel sociale, per il ricambio di una buona parte di una classe politica ormai logorata da tanti anni di esposizione.
Questa linea va avanti velocemente: Si sta lavorando al Progetto, al Programma, al Simbolo, alla sede, a dare una struttura informale ma molto partecipativa, elastica ma organizzata a tutto il Movimento; ad avvicinare le migliori intelligenze della città con il Motto: il Risorgimento di Lucca innanzi a tutto.
Giovedì sera nella riunione allargata del provvisorio gruppo dirigente, si ufficializzeranno tutte queste decisioni e si darà il via alla ultima non semplice fase: l'inizio della valutazione delle numerose candidature innovative che sono state e che continuano ad essere proposte dalla società civile, da approfondire insieme a tutti coloro, partiti, movimenti civici e cittadini, che sono interessati a questo grande Progetto di rinnovamento di Programmi e di Uomini.
Tutto questo nostro attivismo innovativo sta disturbando la "Trimurti" ovvero le vecchie e vuote sigle dei partiti locali, che si sono resi conto che "Libera Lucca" finirà per unire tutte le forze vive del centro-destra e non solo. 
Per questo stanno tentando un ultimo colpo di coda "vecchia maniera", cercando di dare pubblicità ad un candidato dei vecchi partiti, scelto nelle segrete stanze, per cercare di "bruciare il nuovo" che si sta costruendo. 
Ai vecchi partiti locali rispondiamo che "Libera Lucca" andrà avanti con i tempi e con il Progetto illustrati e che, ogni candidatura, qualunque sia, pubblicata al di fuori di un contesto e un iter condiviso con la società civile lucchese, sarà considerata ostile.
Se i tre Commissari NON lucchesi che reggono quel che rimane dei vecchi partiti, non sospenderanno questi vecchi riti e comportamenti e si dichiareranno pubblicamente disponibili a costruire, con calma e  insieme, il nuovo Progetto di Marcello Pera, si assumeranno la grave responsabilità della rottura formale del centro-destra. 
Formale, perché crediamo che pochi disperati seguiranno la Trimurti in questa sciagurata operazione di "vecchio partitismo" e solita "bassa cucina" e che la maggior parte dei simpatizzanti moderati non li seguiranno mai, preferendo la proposta nuova e unitaria di "Libera Lucca".
Andremo avanti puntando ad aggregare tutti i Moderati lucchesi per andare al Ballottaggio per il Sindaco, con il nostro Candidato e le nostre Liste e quelle dei nostri graditi compagni di viaggio. 
A posizioni vecchie, isteriche, antistoriche, liberticide, perdenti rispondiamo di NO, ora e sempre. 
La società civile lucchese e i suoi movimenti civici saranno i compagni di viaggio del Progetto "Libera Lucca". 

francesco colucci


martedì 6 dicembre 2016

Il Referendum è morto ma Liberi-SI è vivo'

Il risultato del Referendum è una sconfitta pesante di Matteo Renzi che si è correttamente assunto le sue responsabilità e si è dimesso.
Anche a Lucca il SI' non ha vinto, ma la forbice fra Si e No è assai minore: 48,69 contro 51,3% circa 1.300 voti di differenza su 48.731 che hanno votato.
Visto il risultato del PD negli altri Comuni e segnatamente a Barga e considerato che le liste fiancheggiatrici di Tambellini, facevano votare No insieme al PD non renziano, una parte di quel quasi 49% dei SI' è tranquillamente attribuibile alla azione di Liberi-SI'
Come affermato da Marcello Pera nella manifestazione di venerdì scorso, il consenso e gli iscritti certificati, oltre 330, ottenuti da Liberi-SI' in soli due mesi impedisce di "sciogliere le righe" dopo il Referendum perso e stimola a partire subito per rifondare il centro-destra lucchese, perchè i il 51% raccolto dal No ha tanti di quei padri, di destra, sinistra e grillini, avversari fra loro, che difficilmente potrà riprodursi alle elezioni comunali.
A Lucca, il centro-destra non esiste più, esistono piccoli gruppi legati a questo o quel personaggio.
La nostra proposta cercherà di essere aggregante dei vari soggetti politici e dei movimenti della società civile, che si sono affacciati alla ribalta politica.
Liberi-SI' è e sarà alternativo al PD, ma anche alla destra estrema, vuole rappresentare quella vasta area politica moderata, liberale e riformista che è sempre stata la forza vera di Lucca.
Non saremo presuntuosi o arroganti, parleremo con tutti, con umiltà ma con decisione, ricercando sintesi e non scontri, ma non ci tireremo indietro se qualcuno penserà di non considerarci per la forza che siamo già oggi e quella più grande che diventeremo.

Nei prossimi giorni riuniremo i 16 comitati lucchesi di Liberi-SI' per illustrare i nuovi progetti, ascoltare pareri e suggerimenti, impegnare quanti vorranno proseguire con noi in questa battaglia, con un ulteriore proselitismo, riaprendo le iscrizioni al nostro movimento, senza preclusioni alcuna, ne politica ne referendaria.
Valuteremmo tutti insieme le forme organizzative necessarie, la base programmatica, l'apertura di una fase di consultazione con tutte le forze politiche e i movimenti che lo vorranno fare.
Per il nome e il simbolo un piccolo gruppo di giovani tecnici di valore, sta già lavorando, ma la parola Liberi sarà il fondamento di tutto.


giovedì 24 novembre 2016

E' l'ora della responsabilità

E' l'ora della responsabilità....
La situazione del paese, la crisi internazionale che non finisce mai, le turbolenze dei mercati che rischiano di rimettere l'Italia al centro delle speculazioni, impongono un momento serio di riflessione e di responsabilità.
Purtroppo un referendum confermativo chiesto da Renzi per rafforzare la politica delle riforme ed avere maggior forza in europa è diventato il cavallo di troia di una coalizione di forze eterogenee, conflittuali fra loro, ma unite nel ricercare lo sfascio ognuno con le proprie motivazioni:
I Resti di Forza Italia, versione Berlusconi sono per il No con la speranza di indebolire Renzi e tornare ad occupare qualche scranno di governo
I foreing fighters di Forza Italia per conto della Lega in cui confluiranno prossimamente, votano No per togliere a Berlusconi l'alibi per tornare con Renzi.
La Lega e Grillo, votano No per andare alle urne subito, fregandosene di cosa succede al paese, per lucrare sull'aggravarsi della crisi per vincere le elezioni.
D'Alema, Bersani, Vendola e tutti i vetero comunisti votano per riprendere il controllo del PD
Casa Pound, Meloni e i fascisti vecchi o nuovi votano No convinti che si creeranno nuovi spazi per una rivincita della destra estrema.

La palla è però in mano ai cittadini con il voto e la maggiore responsabilità è di quella maggioranza silenziosa che ha sempre fatto muro nei momenti di pericolo per il paese.

Ha fatto muro nel 1948 quando erano in gioco le libertà democratiche minacciate dal Comunismo Staliniano.
Ha fatto muro negli anni '60 quando Tambroni cercò di riportarci agli anni bui del fascismo
Ha fatto muro alla fine degli anni '70 quando con il compromesso storico si voleva normalizzare il paese nel nome del catto-comunismo.
Ha fatto muro nell''85 votando il Referendum sulla Scala Mobile portato avanti da Craxi e che, vinto, portò al miglior momento economico dell'Italia
Ha fatto muro nel 1994, quando il comunista sicuro vincitore Occhetto venne asfaltato da un neofita liberale, Berlusconi.

E' a questa maggioranza silenziosa che sono ancora una volta affidate le sorti positive dell'Italia.
La loro presenza ai seggi, il loro voto responsabile per il SI' sarà ancora una volta determinante per impedisce agli sfascisti di destra e di sinistra di affossare l'Italia.

Per questo un folto gruppo di intellettuali con alla testa Marcello Pera, Presidente Emerito del Senato, hanno messo la faccia per stimolare i ceti moderati ad andare al voto e votare SI'

Votare è essenziale, votare SI' una necessità vera, per non avere poi regretti e rimpianti.



venerdì 18 novembre 2016

Il ricordo di un amico di nome Giorgio Mura

Come ho fatto per Antonio Possenti vorrei ricordare un caro amico a un mese dalla sua scomparsa raccontando un episodio molto colorito e dimenticato vissuto insieme quasi quaranta anni fa.
Domenica sera 23 novembre 1980 un devastante terremoto distrusse il sud d'Italia: 600 paesi distrutti, circa 3.000 morti. Il giorno dopo l'USL di Lucca, di cui ero allora uno degli amministratori, organizzò una colonna di soccorsi, con una sala operatoria mobile, 47 fra medici ed infermieri, fra cui il nostro Giorgio Mura, una squadra attrezzata di Vigili del Fuoco e una di operai del Comune con i loro mezzi.
Con una scassata 500 di allora, Bullentini ed io, amministratori con delega all'Ospedale, ci mettemmo in moto scendendo con questo corteo di uomini e mezzi lo stivale per arrivare il giorno dopo a Calabritto, completamente distrutto e con oltre 100 morti. Di questo terremoto ha già scritto in questo Blog il primo di settembre di quest'anno e quindi non mi dilungherò.
I primi quattro giorni furono tremendi duri e difficili, il personale tecnico, i medici e gli infermieri, fecero miracoli lavorando giorno e notte, più notte che giorno visto il tremendo buio senza luce elettrica di un fine novembre umido e freddo.
Poi finalmente arrivò l'esercito, con gli elicotteri, la cucina da campo le cellule fotoelettriche e la vita dei superstiti e anche la nostra migliorò, fino a farci considerare la possibilità di un ritorno a casa dopo una settimana di duro lavoro.
Il giorno fissato per il ritorno, un violento fortunale si abbatté sulle rovine di Calabritto e sul nostro campo, una fredda acqua scrosciante e una fitta nebbia ci impedivano di vedere. Le operazioni di smontaggio e partenza furono veramente proibitive.
Provammo a recuperare tutti per partire e affidammo ad uno dei medici il compito di contare tutto il personale sanitario che doveva salire sul nostro Bus, mentre noi, con la nostra 500, facevamo avanti e indietro per far partire tutti gli altri nostri mezzi di soccorso impantanati, i pompieri e gli operai. 
La colonna si mise finalmente in moto e scendemmo a valle in una furia di acqua, freddo, vento e nebbia. Appena fuori del cratere del terremoto, trovando un Bar intatto, ci fermammo per far ristorare tutto il personale bagnato fino alle ossa e anche ricontare le quasi 100 persone del nostro convoglio.
Con grande sorpresa dovemmo constatare che mancava un infermiere.
Il medico nella confusione si era sbagliato nel contare il personale sanitario sul bus.
Mancava Mura, che con quella generosità che ha sempre caratterizzato la sua vita, era tornato sotto il diluvio a verificare se non vi fossero allieve infermiere rimaste al campo e che tutte le attrezzature fossero state imbarcate sui mezzi.
Nella confusione l'avevamo abbandonato là.
Con un auto tornammo indietro e lo trovammo che si era incamminato a piedi, sotto il diluvio, per venirci dietro.
Era ridotto una maschera di fango, un pulcino bagnato, incazzato nero.
Gli spiegammo che il medico si era sbagliato a contare ed eravamo partiti. Non dico il nome del medico perché l'errore ci stava tutto, vista la situazione in cui operavamo e poi perché è divenuto oggi un medico importante e se vuole dirlo lo farà lui, visto quello che poi è successo.
Perché appena arrivammo al Bar dove ci aspettavano tutti, Giorgio schizzo dall'auto, entro nel Bar e visto il medico gli affibbiò un gancio al mento che lo stese sul pavimento secco.
La scena era tragica, ma dovemmo trattenere a forza un riso isterico: un medico steso a terra a pelle di leopardo e una specie di Ulk che non si riconosceva più tanto era coperto di fango e acqua, che lo guardava atterrito per quello che aveva fatto.
Durante il viaggio di ritorno riuscimmo a calmare entrambi e così la vicenda poté essere recuperata senza provvedimenti disciplinari importanti e senza querele grazie anche al medico indulgente, che si rese conto dei duri giorni da cui venivamo, della situazione di Mura abbandonato nella tempesta mentre faceva con la solita generosità più del suo dovere.
Questo è il Giorgio che voglio ricordare.....sempre in prima fila per dare agli altri, sempre entusiasta del suo lavoro, spontaneo e sanguigno in ogni sua reazione. 
Ciao Giorgio...a presto

francesco colucci


domenica 13 novembre 2016

Lucca: i due candidati dietro l'uscio.....

Sono ormai mesi che sulle prossime elezioni al Comune di Lucca, aleggiano due "candidati ombra" autorevoli, con buone possibilità di vittoria, ma per ora cocciutamente.... solo sull'uscio.
Uno per il centro-sinistra l'altro per il centro-destra.
Hanno molto in comune. Una lucchesità insistita, presenza, moderazione, capacità, posizione sociale, autorevolezza. Due ottime candidature, due possibili ottimi Sindaci.
E allora? ancora grande indecisione, per fattori oggettivi diversi ma reali.
Nel centro-sinistra uno scarso Sindaco uscente vuole la ricandidatura, forte di una masnada di supporter Lefebevriani, evocanti la fine di Sansone.
Nel centro-destra l'unica cosa che esista di organizzato è l'odio personale fra loro e un Candidato Sindaco, sia pure "tecnicamente" unitario, dovrebbe costruire da solo una costosissima macchina elettorale, per avere possibilità di vittoria.
Per questo ambedue, recentemente ri-sollecitati a scendere in campo, hanno preso tempo, per aspettare il risultato del Referendum.
Siamo tutti in attesa delle loro decisioni...anche se, per esperienza, le candidature evocate e sofferte, raramente si concludono positivamente, con un finale classico: Vorrei.... ma non posso.
Esiste poi un fatto nuovo sulla scena lucchese.
I 15 Comitati di Liberi-SI di Lucca, che hanno in Marcello Pera, il Leader Nazionale, stanno incontrando uno inaspettato successo di adesioni e consensi, tali da far ragionare, se sia giusto considerare conclusa il 4 dicembre, l'attività organizzativa messa in piedi o dare un seguito a questo movimento spontaneo della società civile lucchese, fuori dagli schemi partitici, di destra e sinistra, per irrompere a scombussolare giochi e giochetti stucchevoli, sul futuro di Lucca.
Chissà...chi vivrà...vedrà.....


venerdì 11 novembre 2016

Viva gli ultra- settantenni!!!

A volte ho una discussione con le mie figlie, che accusano quelli della mia generazione di aver fatto la bella vita, dissipato le risorse del paese e mangiato le loro future pensioni.
Da qui la voglia di scrivere le bellezze della gioventù dei miei coetanei.
Noi oggi ultra-settantenni siamo nati in tempo di guerra, scappando da panzer tedeschi e bombe americane, fra stenti di ogni genere, ancor più accentuati nell'immediato miserevole dopoguerra.
Le nostre vitamine: il tremendo olio di fegato di merluzzo. La colazione: pane avanzato nel latte bollito. Merenda: fettona di pane con poco zucchero, bagnata con un acidoso vino rosso. Pranzo e cena: grandi minestroni, pastasciutte enormi. Carne, la pancetta tutta grassi e calli, solo alla domenica.... ma non sempre. Ristorante mai. Case senza riscaldamento centrale, con i camini o le famose "cucine economiche" a legna, che davano caldo in una sola stanza, acqua bollente e permettevano di cucinare senza consumare gas. A letto ti mettevano il "trabiccolo" con lo scaldino pieno di brace, per stemperare i pesanti lenzuoli mezzi di umidità. Luce elettrica fioca e subito a letto, per risparmiare. Il gabinetto spesso in fondo alla corte, con transito all'aperto. Il bagno una volta la settimana in un mastello di legno, con l'acqua calda portata a catini. Giochi: palline, tappini, campana, qualche pallone vecchio e pieno di corbezzoli, campi da gioco: la strada, polverosa in estate, acquitrinosa in inverno. Nessuna "paghetta". Edifici scolastici: bombardati, rabberciati, freddi, umidi, dovevi essere bravo a scuola, se no nocchini. Dopo la 3° o la 5° elementare spesso subito a lavorare. Da ragazzi pantaloncini corti in estate e inverno: fortificava. Scarpe risolate, con i ferretti al tacco, con cui almeno facevamo gli "schiocchi", giacche e cappotti dei genitori, rivoltate e rammendate. Capelli a zero, per risparmiare soldi e pidocchi.
Pochi potevano continuare alle superiori, ma se bocciavi c'era pronto il lavoro manuale.
Il professore aveva sempre ragione e se chiamava i genitori a rapporto, a casa "legnate".
Negli ultimi anni delle superiori, in estate, cercavi un lavoretto per avere una paghetta che ti consentisse un minimo di autonomia, ma una parte dovevi darlo in casa.
Famiglie chiuse, gerarchicamente organizzate, possibilità di viaggiare nessuna, soprattutto le femminucce, segregate in casa, fuori solo accompagnate. Di qui l'esigenza di sposarsi giovanissimi, per essere liberi, con l'obiettivo primario di fare famiglia e figli, lavorando ad occhi bassi.
Il lavoro era ferocemente gerarchicamente organizzato, i sindacati in fieri, per le ferie gara negli uffici a chi ne rinunciava di più, lo straordinario tutti i giorni, pagato poco e più spesso nulla.
La domenica il capo ufficio veniva a sistemare la sua scrivania e i quadri intermedi venivano ad ossequiarlo con le mogli, dopo la Santa Messa. Per colazione nessuno si azzardava a uscire, panino da casa e cameriere in ufficio con i bicchieroni di latte e caffè. Le poche ferie, al mare a spiaggia libera con il bus avanti e indietro, con panino e frittata nelle unte carte e acqua del rubinetto.
Poi..... verso la fine degli anni sessanta è iniziato il miracolo economico italiano e le cose hanno cominciato gradualmente a cambiare e i Socialisti hanno avuto un buona parte in questo...... ma la nostra gioventù era ormai passata.
Sulla gioventù delle odierne generazioni non importa che dica nulla, siamo noi ultra-settantenni che li abbiamo tirati su così, perché non volevamo che anche loro soffrissero una gioventù come quella nostra.
E allora mi sia consentito dire: Viva noi.....che abbiamo vissuto la nostra difficile gioventù con la rabbia di uscire dallo squallore della guerra e del dopoguerra, per essere liberi, per decidere il nostro destino, sempre con il sorriso sulle labbra, perché ritenevamo la vita bellissima da vivere, noi fortunati, che l'avevamo salvata dalla guerra.









venerdì 28 ottobre 2016

Buon compleanno a tutti gli amanti dei Comics

Oggi iniziano cinque giorni di grande impegno per tutti i passionisti di Comics and Games, che compiono quest'anno 50 anni.
Un grande percorso, una lunga vita, con momenti di passione, di sofferenza, ma anche di grande gioia, di grandi successi, come nella esistenza di tante persone.
Mi sono occupato per tanti anni, anni anche difficili, dei Comics che credo mi si possa perdonare un atto di presunzione e di orgoglio, che faccio con il cuore:
Dare un enorme ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo grande compleanno, scusandomi se la memoria di un vecchio possa aver dimenticato qualcuno:
Dal Sindaco Martinelli, che ne consentì la prima edizione, a Traini, a Barsotti, a Sesti, al Commissario Lococciolo, che ci consentì di spostare i Comics nel centro-storico nel 40° anno, per poi rimanervi, ai Sindaci, agli amministratori, ai funzionari del Comune e gli altri enti, che negli anni hanno perseverato nell'impegno, agli Sponsor che hanno aiutato, agli attuali grandi attori dei superbi successi dell'ultimo decennio: su tutti, Caredio e Genovese, ma anche Vietina, Russo, Di Grazia, Parenti, Dani e tanti altri.... perdonate se non posso ricordarmi di tutti.
Un grande ringraziamento deve andare anche ai due milioni di persone e passa di giovani e meno che sono venuti a Lucca, gioiosi ed educati, con il sole e con la pioggia, alle migliaia di comparse lucchesi che negli anni hanno costituito  il braccio dell'organizzazione, facendo funzionare tutto al meglio, a tutti coloro che hanno avuto e hanno un maggior lavoro, dai servizi pubblici ai privati non scordando le migliaia di lucchesi che pazientemente sopportano i disagi dell'affollamento.
Ricordare chi nel passato ha fatto e nel presente fa tutto il possibile per il successo del più grande, più internazionale, evento che Lucca ha mai avuto, mi sembra doveroso, nel giorno del 50° compleanno.
Non competerebbe certo a me farlo, ma visto che nessuno lo fa, si dovranno accontentare del mio ringraziamento, da semplice cittadino lucchese, innamorato della sua Lucca.

francesco colucci




sabato 15 ottobre 2016

Acquedotto del Nottolini: tanto tuonò che piovve...ro alberi......!!!

Molte volte sono intervenuto sia pubblicamente che con lettere al Comune e alla Soprintendenza per denunciare il pericolo che correva l'acquedotto monumentale del Nottolini a causa di alberi enormi cresciuti sia sul terreno pubblico che su terreni privati e che minacciano la stabilità del Monumento.
Alcuni pioppi poi appoggiano pericolosamente le loro chiome sul camminamento alto, rischiando di travolgerlo, ma già hanno spostato la pendenza di alcune colonne.
Inoltre avendo gli alberi invaso la fossa demaniale di scolo delle acque, le stesse allagano la base del monumento contribuendo a mettere a rischio la stabilità dello stesso.
Ieri sotto l'impeto del vento e della pioggia è cascato uno di questi alberi, uno non molto grande, che però ha devastato il tetto di una costruzione adiacente l'acquedotto, bloccato la via pedonale che dal Tempietto porta alle sorgenti delle Parole d'Oro, scalfito una colonna dell'acquedotto.
E' andata bene che non vi sono stati altri danni questa volta....la prossima non so se saremo così fortunati.
Spero che il pericolo corso faccia muovere il culo al Sindaco Tambellini per intervenire a preservare uno dei monumenti più significati dell'ingegno dei nostri nonni.

francesco colucci