lunedì 13 gennaio 2020

Matteo Renzi: palla la centro


Tutto fa pensare che nella prossima Assemblea Nazionale di Italia Viva ad inizio febbraio, Matteo Renzi completerà la sua presa di distanza dal PD e dai 5stelle per collocare Italia Viva al centro della proposta politica Italiana.
Le ultime mosse di Zingaretti: 
Annunciare un nuovo partito che superi il PD, per aggregare i movimenti più massimalisti e anche le Sardine, per egemonizzare nuovamente tutta la sinistra
·        Concordare con Di Maio una soglia di sbarramento elettorale al 5%
·        Favorire la ricandidatura di Emiliano in Puglia, fortemente osteggiata da Italia Viva.
Sono una dichiarazione di guerra aperta a Italia Viva. Come lo sono le follie paranoiche dei 5stelle.
Per quello che conosciamo Matteo, la risposta non sarà quella di porgere l’altra guancia, ma una proposta politica forte per dare un segnale chiaro a Zingaretti di rifiuto del solito ricatto: sottomessi al PD o elezioni.
Penso che Matteo Renzi rilancerà con coraggio la scelta riformista e la centralità del progetto di Italia Viva, per dare voce e presenza all’elettorato progressista non comunista, ai moderati che rifiutano l’attrazione del sovranismo salviniano, agli orfani del Berlusconi che fu, per costruire una forte e organizzata presenza al centro dello schieramento politico Italiano
Per fare questo sembra inevitabile, tacitando vecchi personalismi, aprire un dialogo con +Europa, con Calenda, con i socialisti e i laici residui, con i gruppetti dei cattolici che ruotano intorno alla Comunità di Sant’Egidio, ma anche  con Associazione della Carfagna e di Mallegni e con le innumeri e variegate Liste civiche progressiste fiorite in tutta Italia, per distinguersi dal PD.
L’annunciato voto a favore della proposta di Forza Italia  contro la prescrizione grillina, la non accettazione della candidatura Emiliano in Puglia, con la ricerca di una candidato alternativo, la contrapposizione al Grillismo e ad ogni movimento antisistema, la presentazione di liste di Italia Viva in tutte le prossime elezioni caratterizzeranno questa presa di distanza dal PD e dal Governo, per riaffermare l’autonomia di Italia Viva da vecchie e logore politiche attendiste e moralistiche.
Non credo che Renzi voglia vivacchiare con un partitino succube del PD, per cui: pronti alla pugna, palla al centro… si fa l’Italia…Viva o si muore

Francesco Colucci, Riformisti Toscani a sostegno di Italia Viva




giovedì 2 gennaio 2020

ItaliaViva2020: Partito e Elezioni


I Partiti tradizionali strutturati sono ormai inagibili, i nuovi, diversamente organizzati, all’ombra di “Leader Maximo”. Noi abbiamo il più intelligente e per questo il più contrastato. Non sarà facile. 
Il 2020 per Italia Viva, sarà un anno di guerra per sopravvivenza ed espansione. 
In guerra, la catena di comando e di presenza, deve essere corta, fedele, rapida nelle decisioni e nell’immagine. Matteo Renzi dovrebbe nominare responsabili regionali di assoluta fiducia, che a sua volta nomineranno responsabili provinciali e questi ultimi, solo se opportuno, alcuni locali.
Gli attuali Comitati e i loro responsabili, non avranno rappresentanza politica, ma saranno solo momento di discussione e diffusione di conoscenza. 
La catena di comando funzionerà dall’alto in basso per indicare le priorità di comunicazione politica e dal basso all’alto per le sottolineare le priorità locali, decisive, perché le scelte dei Comuni, sono determinanti  per la vita delle famiglie.
La presenza nelle elezioni locali dovrà tenere conto che il nostro bacino di espansione elettorale sarà metà nella sinistra, difficoltoso e per l’altra metà nelle praterie di un centro democratico e liberale, orfano del collante Berlusconiano. 
Alla primaria scelta a sinistra nelle Regioni e nei grandi Comuni dovremo unire, nei piccoli, esperimenti elettorali più variegati e coraggiosi, privilegiando e corteggiando il Civismo democratico. 
La Toscana sarà il nostro “D-Day”: andare in doppia cifra come ci ha chiesto Matteo è indispensabile, ma non facile. 
Abbiamo in Eugenio Giani, un ottimo candidato Presidente, ma anche la necessità di Liste di Italia Viva, distintive e aperte: poco ex PD e tanta società civile, esperienze civiche, forze moderate che rifuggono l’abbraccio mortale di Salvini e Meloni. 
In provincia di Lucca abbiamo il compito più difficile, per l’ingombrante presenza del Presidente Andrea Marcucci, che dobbiamo esorcizzare senza timori riverenziali. Lui è PD e nel campo PD dobbiamo cercare spazi e presenze. 
Due invece i prospetti positivi, da coltivare: Giorgio Del Ghingaro e Massimo Mallegni. 
Il primo con le liste civiche che lo sostengono deve essere un interlocutore “Regionale” privilegiato e la gestione di un prospetto così determinate non può essere lasciato all’improvvisazione dilettantesca di Comitati locali. 
La Toscana si giocherà su poche migliaia di voti. 
Il Sen Mallegni, già socialista riformista, segue la Carfagna nel suo coraggioso tentativo di distinguersi dal nazionalismo Salviniano. 
Il successo di Italia Viva si determinerà anche nella capacita di presenza nella società civile liberale e democratica riuscendo a  capitalizzare il sempre più inesorabile declino Berlusconiano.
Matteo, ci vuole decisione, coraggio e fantasia: non ti mancano!

Francesco Colucci, Riformisti Toscani x Italia Viva

   


giovedì 19 dicembre 2019

Un grande Champagne in Lucchesia


Sono stato invitato dall’amico Moreno Panattoni, già potente tour operator in Belgio e ora, tornato nella natia Montecarlo, importante produttore di vini d’eccellenza ed anche di uno dei pochissimi Champagne in Lucchesia. In Italia si dovrebbe dire champenoise, ma questo è un vero Champagne che porta il nome di Donna Catherine l’affascinante signora francese che divide da oltre 50 anni la vita con Moreno.
La location della Fattoria Montechiari è stupenda: collocata sul più alto dei tre colli di Montecarlo, in antico, dogana fra Firenze e Lucca, domina dall’alto tutte le vie d’accesso fra i monti e la pianura lucchese. Una vista mozzafiato, che si allarga sulle grandi vigne che degradano verso il piano.
La Villa è affascinante, tenuta alla perfezione e sotto dii essa enormi cantine sotterranee per la produzione, l’invecchiamento e conservazione dei grandi Vini,
Tutte attrezzature modernissime e centinaia di caratelli per l’invecchiamento alla moda francese.
Ieri Moreno faceva effettuare una delle più importanti operazioni sulle bottiglie 2017 del suo rosé champenoise: Il dégorgement in italiano sboccatura..
Un passo molto importante nella nascita di uno champagne: il processo per eliminare dalle bottiglie di vino i residui i lieviti della rifermentazione e rendere lo Champagne perfettamente limpido.
Una equipe specializzata aveva montato una macchina spettacolare: le bottiglie vi arrivano a testa in giù con il collo immerso in una soluzione a -25°C, che provocava il congelamento dei primi 4 cm di vino, quelli contenenti i residui dei lievi esausti.
Una catena di scorrimento porta le bottiglie all’apertura del tappo, la pressione interna fai espellere il cilindro di ghiaccio con le impurezze e i lieviti.
La macchina, in automatico, dopo lo dégorgement, aggiunge la liqueur d’éxpedition, tappa le bottiglie e inserisce il muselet: Le bottiglie manualmente vengono rigirate per miscelare bene la liqueur con lo champagne e vengono riportate in cantina per il periodo di risposo, di oltre un anno.
Dopo aver osservato affascinato per molto tempo la lavorazione della macchina, Moreno e Catherine ci hanno portato nella meravigliosa sala degustazione per assaggiare il Madame Catherine del 2016, un annata d’eccellenza.
Dopo la visita in cantina, salutati i gentilissimi padroni di casa siamo andati a “fermare lo stomaco” messo in attività dallo stimolante aperitivo. La scelta è caduta sulla 'Osteria del Vecchio Olivo a Montecarlo, nata da un vecchio casolare di campagna e uno dei punti di riferimento di un suggestivo complesso turistico ed enogastronomico.
L'Agriturismo Vecchio Olivo comprende un antico e pittoresco Borgo Medievale che, grazie alla sua incantevole posizione a pochi passi da Collodi, offre il suggestivo panorama della Piana di Lucca e della Valdinievole.
Nell’ agriturismo si può soggiornare in antichi casali restaurati, assaporare la tradizionale cucina Lucchese, rilassarsi all'ombra di uliveti secolari e visitare il frantoio aziendale per la produzione dell'olio extra vergine di oliva
Gli Stefanini sono noti grandi produttori di Olio Extravergine di Oliva, ma anche validi operatori turistici e dell’enogastronomia.
Al Ristorante scelti deliziosi piatti della tradizione lucchese, mi sono lamentato perché nella ambiziosa carta dei vini, mi sembrano assenti pregevoli vini bianchi, che preferisco bere quando la soglia alcoolica del bevuto è già alta.
Una cortese signora, che dopo ho saputo essere la proprietaria, figlia di Stefanini, mi ha spiegato che l’Osteria ho solo piatti di carne e i pochi Bianchi in carta, ci sono, ma perché pochi, sono mischiati insieme ai Rossi.
Alla mia osservazione che d'altronde il Bianco di Montecarlo una volta il Principe dei Vini ha nel tempo perso terreno nei confronti dei Rossi Montecarlesi più moderni e strutturati, la signora ha controbattuto che ultimamente molte fattorie hanno forzato il disciplinare che impone una presenza massiccia del Trebbiano, vitigno dei “poveri” per l’alta produzione ma il poco corpo, per realizzare dei Bianchi di Montecarlo molto moderni e validi, riducendo al minimo del disciplinare, 30%, la presenza di Uve di Trebbiano.
A sostegno della sue affermazioni mi ha stappato e fatto degustare due Bianchi della fattoria di famiglia: Uno tradizionale, che pur restando nel disciplinare, è un assemblaggio di uve pregiate fra cui il mio amato Pinot Bianco e l’altro un Vermentino in purezza.
Devo dire due Vini completi, giusti, piacevoli e con un prezzo in carta che mi ha stupito. La risposta è stata: è il nostro Vino e abbiamo piacere che i nostri clienti lo possano bere al prezzo di quanto lo pagherebbero in fattoria.
Un ottimo pranzo, un bel bere, degno finale di una giornata in quel di Montecarlo, uno dei paesi più suggestivi e piacevoli della Lucchesia.  Due degustazioni da provare:
Fattoria di Montechiari, con il suo Champagne, ma anche con dei Rossi stupendi, pluripremiati nel Mondo, l’Osteria del Vecchio Olivo per un ristoro piacevole.

Francesco Colucci, blogger



giovedì 12 dicembre 2019

Sindaco Tambellini: Salviamo il Centro Storico


Al Sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini

Caro Sindaco,

Nel porgere a te e alla Giunta Comunale i tradizionali migliori auguri per queste Festività, colgo l’occasione per alcune considerazioni politiche, visto che alla fine del 2019 giungiamo a metà del tuo mandato amministrativo.
Due anni e mezzo fa con la Lista civica “Rinascimento sia” ti abbiamo dato pubblico, coraggioso e disinteressato sostegno al ballottaggio, portando un piccolo ma decisivo contributo alla tua conferma, in cui, allora, credevano in pochi.
Non sono pentito di questa scelta: anche se, come sempre, di più e meglio si poteva fare. Molte le cose realizzate, altre ancora da completare.
In questa seconda parte del tuo mandato una urgenza mi sembra prioritaria e indifferibile: Il Centro Storico e la mobilità degli Anziani, che per alcuni aspetti sono un unico problema.
Il Centro Storico, è un deserto al di la dei mesi turistici, desolante poi in queste Festività, abbandonato dagli stessi lucchesi ed in particolare dai più anziani, che non trovando parcheggi centrali o servizi di mobilità adeguati, son costretti a non frequentarlo.
La popolazione anziana, sempre più maggioritaria anche a Lucca, è quella che, in buona parte, ha la capacità di spesa maggiore visto che i giovani trovano un lavoro tardi e spesso solo provvisorio.
Agevolare la presenza nel Centro Storico delle persone non più giovani con servizi adeguati è indispensabile per farlo tornare vivibile a loro come a tutti, sostenendo nel contempo anche un Commercio tradizionale in grande crisi.
Disastroso sarebbe per Lucca non riuscire a fermare il suo degrado e l’abbandono.
Chiedo alla tua Amministrazione, un “Progetto Centro Storico 2020”, per un suo organico e prestigioso rilancio, che preveda anche una maggiore cura dell’arredo urbano, sia pubblico che privato e meno posizioni dogmatiche, a partire dalla ex Manifattura Tabacchi.

Francesco Colucci, Riformisti Toscani



sabato 23 novembre 2019

Salvini è fascista? o solo un pericolo per la democrazia?


Una domanda di grande attualità su cui farò alcune considerazioni.
Cosa intendiamo oggi per pericolo fascista? Non certo i pochi nostalgici di Mussolini rintanati ormai dietro le sottane della Meloni o nei sempre esistiti gruppettari estremisti, Casa Pound e soci, a cui peraltro Salvini dedica attenzioni pelose.
Per fascisti oggi intendiamo coloro che per modo di fare politica, obiettivi da raggiungere, potentati economici alle spalle, ci ricordano il sorgere della dittatura mussoliniana.
Il fascismo si afferma negli anni venti con un diverso modo di fare politica di allora: aggressione, anche fisica, agli avversari politici, odio e menzogne per distruggere gli avversari, richiesta di “pieni poteri” per una scelta sovranista dell’Italia, orbata delle Vittoria di Vittorio Veneto.
Qualche somiglianza si può trovare: è indubbio che Salvini cavalca l’odio contro gli avversari politici, sollecitando la pancia dei cittadini, per distruggere tutti coloro che a lui si contrappongono, vedi anche le ultime reazioni inconsulte contro i giovani delle Sardine, compresi Gattini e Pinguini che mangiano le Sardine.
In entrambe le situazioni l'acqua di vegetazione è una grande crisi economica: quella successiva alla prima guerra mondiale allora quella bancaria e occupazionale oggi.
Che cerchi “pieni poteri” lo ha anche affermato pubblicamente. Che usi spregiudicate falsità messe in moto dalla sua “Bestia” un agguerrito gruppo di specialisti nell’orchestrare campagne di comodo e di odio sui Social, è chiaro e mai smentito.
Il fascismo arrivò al potere sostenuto dagli “Agrari” la parte più conservatrice del mondo economico di allora e della stampa moderata. Che Salvini goda dell’appoggio delle maggiori testate giornalistiche di proprietà di gruppi economici importanti del paese è sotto gli occhi di tutti.
Il fascismo usò come bandiera una frase di Giuseppe Mazzini: Dio, Patria e Famiglia, nonostante che la maggior parte della Chiesa Cattolica di allora, si oppose al sorgere della dittatura.
Dio, Patria e Famiglia non come slogan ma come scelta di priorità politica sono chiaramente utilizzati da Salvini, ogni piè sospinto.
Conclusioni: Salvini vuole rifondare il fascismo? Esiste un pericolo fascista?

Non credo che questo sia il pericolo, la questione è mal posta…. è un'altra.
Salvini è pericoloso perché:
·        Vuole elezioni non per andare al Governo, ma avere “pieni poteri” senza dire per far cosa.
·    Tutto il suo impegno politico non è teso a costruire una prospettiva di governo del Paese, ma solo a ricercare consenso elettorale, affermando tutto e il suo contrario, confondendo e cavalcando le persone meno preparate, meno istruite, più facili da “guidare”, con slogan e menzogne. Non ricerca la  politica ma il cieco tifo da stadio.
·   Questa strategia elettorale fatta di posizioni forti, di chiamata alla lotta, di rottura di ogni forma di “politicamente corretto”, di slogan vuoti ma roboanti, sta falsando il dibattito politico, soverchiato e stressato dall’agenda salviniana
·        Utilizza in maniera cinica e spregiudicata mezzi nuovi di informazione quali i  Social creando ad arte, con la “Bestia” una potente squadra mediatica, falsi messaggi e false persone, per campagne di odio personale e sociale a suo esclusivo vantaggio
·        Persegue una politica Sovranista per spaccare l’Unità Europea, utilizzando il sostegno di Trump e Putin, che hanno lo stesso peloso interesse, incurante del danno devastante alla credibilità e l’economia Italiana, fortemente integrata con i paesi europei..

Ci riuscirà Salvini? Fino a poco tempo fa sembrava inevitabile che spazzasse via i suoi competitor e raggiungesse i suoi pericolosi obiettivi.
La situazione sta mutando: Due fatti nuovi danno speranza che il Sovranismo salviniano possa essere sconfitto:
·        il ritorno in campo di uno Leader come Matteo Renzi, finalmente liberato dai laccioli del PD
·        la nascita del forte movimento giovanile spontaneo delle Sardine.
Per la democrazia Italiana, per il nostro vivere civile è fondamentale il ritorno in campo di un apprezzato Statista Europeo come Renzi, impegnato a realizzare una nuova area politica di centro, riformista e moderata, socialmente schierata, che sappia attrarre i settori moderati ma sinceramente democratici del Paese, dall’abbraccio mortale di Salvini.
Come esaltante è che le giovani generazioni che sembravano aver perduto la voglia di partecipare alla vita politica, associativa, gestionale di questo Paese, si siano svegliate e siano scese in piazza a difendere la democrazia Italiana, senza bandiere e senza divisioni.
La partita Italia è tornata in gioco, con Matteo Renzi a gestire le difficili ed anguste vie della politica Italiana ed Europea e le giovani generazioni in piazza per riappropriarsi del diritto alle proprie scelte e al proprio futuro come furono gli esaltanti movimenti giovanili del ‘69 e del 1977, che cambiarono l’Italia.
Schierarsi ora è d’obbligo, non si può stare a vedere e Italia Viva è lo strumento nuovo che può cambiare in meglio, presto e bene, l’orizzonte politico Italiano.
Dateci una mano, date una mano al vostro futuro.

Francesco Colucci, riformisti toscani x Italia viva di Lucca e i suoi Territori.



domenica 10 novembre 2019

Salvini e la Lega fiancheggiatori di nostalgici del Nazismo.


L’ex Ministro per la Famiglia, della Lega di Salvini, Antonio Fontana guida il corteo a Verona per il Family day, a braccetto  con il coordinatore di Forza Nuova per il Nord Italia e capo ultras dell’Hellas Verona,  Luca Castellini, quello che ha detto: “Balotelli è italiano perché ha la cittadinanza italiana, ma non potrà mai essere del tutto italiano”.

Il leader della Lega Matteo Salvini a margine della sua visita al Salone del Ciclo e del Motociclo, alla Fiera di Milano, ha affermato che se Forza Nuova e Casa Pound partecipano alle elezioni, significa che rispettano la legge e la Costituzione, strizzando così ancora una volta l'occhio all'estrema destra neofascista, con aperte simpatie naziste, visto che entrambi i movimenti ostentato simboli richiamanti la croce uncinata delle SS e salutano come i Nazisti.

Salvini si è paragonato alla Segre dimenticando che Lei è stata perseguitata e vittima delle SS, mentre lui corteggia chi ancora le esalta e le vuole imitare.




sabato 9 novembre 2019

9 novembre: divenga la Giornata della Memoria contro ogni sovranismo.


9 novembre 1938: nella Notte dei Cristalli, nasce nel sangue  l’odioso slogan caro a Salvini “ Prima i Tedeschi”.
E' l'avvio della sanguinosa dittatura nazista, che parte dall'odio razziale per arrivare alla strage di Popoli con la devastante seconda guerra mondiale.

9 novembre 1989: cade il Muro di Berlino ed ha avvio la caduta dei sanguinosi regimi dittatoriali comunisti. 
Cinquant'anni di feroci dittature comuniste sui paesi dell'Europa Orientale e non solo.

La data del 9 novembre diventi la Giornata della Memoria contro ogni sovranismo.

francesco colucci, Riformisti Toscani x Italia Viva di "Lucca e i suoi Territori"



lunedì 4 novembre 2019

SI ai Comics NO al Sinistrese bigotto



Una nuova grande e bagnata edizione dei Comics. Un enorme successo per Lucca.
Un plauso al Presidente Mario Pardini e a tutto lo staff di Crea per l’ottima organizzazione di una Manifestazione complessa e gigantesca.
Un altro passo avanti nella conferma del mito di una Lucca capitale mondiale del fumetto, dei gioghi di ruolo, dei cosplay.
Dire che disagi non ci siano stati per la popolazione lucchese sarebbe non dire il vero, ma si abbia coscienza come il sacrificio di alcuni giorni di caos porta a Lucca considerazione e prestigio nel Mondo soprattutto delle nuove generazioni, nonché lavoro e  reddito per molte categorie di cittadini.
Unica nota stonata e sopra alle righe la presa di posizione ufficiale del Comune di Lucca e di esponenti politici PD sulla presenza di Cosplay con costumi rievocanti soldati tedeschi SS.
I Cosplay come le maschere di Carnevale sono momenti di dissacrazione umoristica di fatti e personaggi della Storia passata, del presente e del futuro.
Ove si tratti solo di mascherate e non di manifestazioni penalmente rilevanti esaltanti un passato odioso, occorre ricordare che la censura di maschere carnevalesche e la condanna della satira sono patrimonio esclusivo dei regimi totalitari, di destra e di sinistra.
La Censura politica tendente a riportare la satira nel “politicamente corretto” non solo è inaccettabile, ma anche stupido, perché finisce per dare fiato e pubblicità a visioni distorte del passato, da isolare e combattere.
Ricordo negli anni, a Viareggio come in molti altri Carnevali, di maschere con i baffoni di Stalin e i baffini di Hitler, dittatori dalle mani lorde di sangue di milioni di morti, ma maschere satiriche e carnevalesche, erano e tali rimangono.
Se fatti e persone hanno violato le leggi vigenti intervenga chi di dovere, ma la politica si astenga da anatemi anacronistici sulla liberta di satira e di espressione. Anche perché così facendo rischiamo di trovarsi il prossimo anno centinaia di maschere naziste a Lucca, come ripicca giovanile a posizioni cretine e velleitarie di una sinistra bigotta e manierista.
Si vuol combattere i simboli di un truce passato si abbia il coraggio di denunciare i saluti romani alle manifestazioni  di Salvini e della Meloni, documentati da foto e riprese televisive, invece di prendersela con qualche ragazzotto in maschera ai Comics di Lucca.

Francesco Colucci, Riformisti Toscani x Italia Viva




   


domenica 20 ottobre 2019

Leopolda 10: il mio intervento

Ho mandato e non letto per il tempo un mio intervento alla Leopolda 10. Eccolo:


 La Burocrazia siamo noi!!

Mi presento brevemente: Socialista dall’età di 16 anni, fino alla decapitazione di Bettino. Politico e più volte amministratore in Toscana e a Lucca, promotore di un Comitato per il SI e di Liste civiche con alterne fortune, un anno in + Europa.
Partecipo con grande speranza a questi giorni della Leopolda.
Ho sempre guardato e partecipato alla costruzione, mai consolidata, di una forza laica e progressista, non ideologica, al centro dello schieramento politico Italiano, perno di una schieramento progressista.
Un Partito acomunista e anti dogmatico, europeo e liberale:
-che sappia coniugare le assillanti esigenze sociali con la insopprimibile domanda di diritti e di doveri.
-che riesca ad assemblare le esigenze di uno sviluppo ecocompatibile con quelle più concrete di una industria stressata da concorrenze internazionali pesanti, da un commercio che langue da troppo tempo, da una pressione fiscale non più accettabile.
Ciò premesso ritengo utile soffermarmi ed approfondire nei pochi minuti dati solo uno dei temi attuali e drammatici della nostra società: la Burocrazia, che tutto avvolge e che soffoca cittadini ed imprese, un delitto senza mai colpevoli, una nebbia che rende grigio tutto….senza mai ci sia un responsabile.
Abbiamo il coraggio di dire che la Burocrazia siamo tutti noi:
Politici, Amministratori, Dirigenti pubblici e privati che per tutelare le nostre chiappe ci contorniamo di regolamenti astrusi che da un lato complichino le procedure agli utenti e dall’altro ci consentano tempi indefiniti nelle scelte e qualsiasi scappatoia per non decidere con tempestività.
Un Parlamento che legifera in maniera incomprensibile ai più, con norme che si sovrappongono, rimandano ad altre leggi, integrano in maniera oscura rendendo sempre necessario interpretazioni e precisazioni sempre impugnabili a tutti i livelli.
Una Unione Europea che impone regolamenti e direttive le più volte incomprensibili.
Un intrigo di ricorsi e controricorsi che danno tempi biblici a qualsiasi opera pubblica.
Cosa propongo:
1- Ogni legge che esce dal Parlamento deve essere in un testo “completo” nessun rimando a leggi, nessuna aggiunta ad altri testi. Ogni nuova legge deve essere approvata con un suo unico e completo testo, comprensibile a tutti, senza rimandi o integrazioni.
2- Un Decreto legge che sospenda la validità di tutti i Regolamenti di Ministeri, Regioni, Enti locali che non siano espressamente previsti e richiesti da Leggi Nazionali o Regionali.
I Dirigenti Ministeriali, Regionali e Comunali si devono assumere l’onere dell’applicazioni diretta delle Leggi senza schermarsi con Regolamenti non previsti e non necessari per coprire le loro decisioni, complicando la vita degli altri.
Regolamenti il cui unico scopo è creare nuovi adempimenti al fine di garantire al Dirigente sonni tranquilli con l’aumento dei pretesti per rimandare nel tempo le decisioni o per bloccare l’iter con richieste di documenti o pareri dispersi e non richiesti dalla legge.
3- Ogni Direttiva Europea in itinere deve essere resa nota attraverso la pubblicazione  in un allegato ad hoc della Gazzetta Ufficiale Italiana in maniera che prima di  ogni introduzione di nuove norme burocratiche europee ci sia tempo per valutare l’impatto delle stesse.
4- Deve essere tolto a ogni TAR la competenza a intervenire su leggi del Parlamento, su Decreti del Governo e dei singoli Ministri per quanto riguarda materie erga omnes  
Il ricorso su questi atti di “Governo” non può essere mai nel merito e deve essere riservata alla sola Corte Costituzionale su richiesta della magistratura ordinaria, per interventi di mera legittimità.
5- Le decisioni del TAR, sulla assegnazione di appalti pubblici impugnati da terzi, quando sono a favore della Pubblica Amministrazione non sono impugnabili al Consiglio di Stato ne possono essere riproposti in altra sede. In questo caso l’assegnazione dell’appalto è definitivo e non più impugnabile da alcuno.

Francesco Colucci, Lucca
Cell. 3480533233 – mail colucci.lucca@gmail.com