sabato 31 dicembre 2016

2017



martedì 6 dicembre 2016

Il Referendum è morto ma Liberi-SI è vivo'

Il risultato del Referendum è una sconfitta pesante di Matteo Renzi che si è correttamente assunto le sue responsabilità e si è dimesso.
Anche a Lucca il SI' non ha vinto, ma la forbice fra Si e No è assai minore: 48,69 contro 51,3% circa 1.300 voti di differenza su 48.731 che hanno votato.
Visto il risultato del PD negli altri Comuni e segnatamente a Barga e considerato che le liste fiancheggiatrici di Tambellini, facevano votare No insieme al PD non renziano, una parte di quel quasi 49% dei SI' è tranquillamente attribuibile alla azione di Liberi-SI'
Come affermato da Marcello Pera nella manifestazione di venerdì scorso, il consenso e gli iscritti certificati, oltre 330, ottenuti da Liberi-SI' in soli due mesi impedisce di "sciogliere le righe" dopo il Referendum perso e stimola a partire subito per rifondare il centro-destra lucchese, perchè i il 51% raccolto dal No ha tanti di quei padri, di destra, sinistra e grillini, avversari fra loro, che difficilmente potrà riprodursi alle elezioni comunali.
A Lucca, il centro-destra non esiste più, esistono piccoli gruppi legati a questo o quel personaggio.
La nostra proposta cercherà di essere aggregante dei vari soggetti politici e dei movimenti della società civile, che si sono affacciati alla ribalta politica.
Liberi-SI' è e sarà alternativo al PD, ma anche alla destra estrema, vuole rappresentare quella vasta area politica moderata, liberale e riformista che è sempre stata la forza vera di Lucca.
Non saremo presuntuosi o arroganti, parleremo con tutti, con umiltà ma con decisione, ricercando sintesi e non scontri, ma non ci tireremo indietro se qualcuno penserà di non considerarci per la forza che siamo già oggi e quella più grande che diventeremo.

Nei prossimi giorni riuniremo i 16 comitati lucchesi di Liberi-SI' per illustrare i nuovi progetti, ascoltare pareri e suggerimenti, impegnare quanti vorranno proseguire con noi in questa battaglia, con un ulteriore proselitismo, riaprendo le iscrizioni al nostro movimento, senza preclusioni alcuna, ne politica ne referendaria.
Valuteremmo tutti insieme le forme organizzative necessarie, la base programmatica, l'apertura di una fase di consultazione con tutte le forze politiche e i movimenti che lo vorranno fare.
Per il nome e il simbolo un piccolo gruppo di giovani tecnici di valore, sta già lavorando, ma la parola Liberi sarà il fondamento di tutto.


giovedì 24 novembre 2016

E' l'ora della responsabilità

E' l'ora della responsabilità....
La situazione del paese, la crisi internazionale che non finisce mai, le turbolenze dei mercati che rischiano di rimettere l'Italia al centro delle speculazioni, impongono un momento serio di riflessione e di responsabilità.
Purtroppo un referendum confermativo chiesto da Renzi per rafforzare la politica delle riforme ed avere maggior forza in europa è diventato il cavallo di troia di una coalizione di forze eterogenee, conflittuali fra loro, ma unite nel ricercare lo sfascio ognuno con le proprie motivazioni:
I Resti di Forza Italia, versione Berlusconi sono per il No con la speranza di indebolire Renzi e tornare ad occupare qualche scranno di governo
I foreing fighters di Forza Italia per conto della Lega in cui confluiranno prossimamente, votano No per togliere a Berlusconi l'alibi per tornare con Renzi.
La Lega e Grillo, votano No per andare alle urne subito, fregandosene di cosa succede al paese, per lucrare sull'aggravarsi della crisi per vincere le elezioni.
D'Alema, Bersani, Vendola e tutti i vetero comunisti votano per riprendere il controllo del PD
Casa Pound, Meloni e i fascisti vecchi o nuovi votano No convinti che si creeranno nuovi spazi per una rivincita della destra estrema.

La palla è però in mano ai cittadini con il voto e la maggiore responsabilità è di quella maggioranza silenziosa che ha sempre fatto muro nei momenti di pericolo per il paese.

Ha fatto muro nel 1948 quando erano in gioco le libertà democratiche minacciate dal Comunismo Staliniano.
Ha fatto muro negli anni '60 quando Tambroni cercò di riportarci agli anni bui del fascismo
Ha fatto muro alla fine degli anni '70 quando con il compromesso storico si voleva normalizzare il paese nel nome del catto-comunismo.
Ha fatto muro nell''85 votando il Referendum sulla Scala Mobile portato avanti da Craxi e che, vinto, portò al miglior momento economico dell'Italia
Ha fatto muro nel 1994, quando il comunista sicuro vincitore Occhetto venne asfaltato da un neofita liberale, Berlusconi.

E' a questa maggioranza silenziosa che sono ancora una volta affidate le sorti positive dell'Italia.
La loro presenza ai seggi, il loro voto responsabile per il SI' sarà ancora una volta determinante per impedisce agli sfascisti di destra e di sinistra di affossare l'Italia.

Per questo un folto gruppo di intellettuali con alla testa Marcello Pera, Presidente Emerito del Senato, hanno messo la faccia per stimolare i ceti moderati ad andare al voto e votare SI'

Votare è essenziale, votare SI' una necessità vera, per non avere poi regretti e rimpianti.



venerdì 18 novembre 2016

Il ricordo di un amico di nome Giorgio Mura

Come ho fatto per Antonio Possenti vorrei ricordare un caro amico a un mese dalla sua scomparsa raccontando un episodio molto colorito e dimenticato vissuto insieme quasi quaranta anni fa.
Domenica sera 23 novembre 1980 un devastante terremoto distrusse il sud d'Italia: 600 paesi distrutti, circa 3.000 morti. Il giorno dopo l'USL di Lucca, di cui ero allora uno degli amministratori, organizzò una colonna di soccorsi, con una sala operatoria mobile, 47 fra medici ed infermieri, fra cui il nostro Giorgio Mura, una squadra attrezzata di Vigili del Fuoco e una di operai del Comune con i loro mezzi.
Con una scassata 500 di allora, Bullentini ed io, amministratori con delega all'Ospedale, ci mettemmo in moto scendendo con questo corteo di uomini e mezzi lo stivale per arrivare il giorno dopo a Calabritto, completamente distrutto e con oltre 100 morti. Di questo terremoto ha già scritto in questo Blog il primo di settembre di quest'anno e quindi non mi dilungherò.
I primi quattro giorni furono tremendi duri e difficili, il personale tecnico, i medici e gli infermieri, fecero miracoli lavorando giorno e notte, più notte che giorno visto il tremendo buio senza luce elettrica di un fine novembre umido e freddo.
Poi finalmente arrivò l'esercito, con gli elicotteri, la cucina da campo le cellule fotoelettriche e la vita dei superstiti e anche la nostra migliorò, fino a farci considerare la possibilità di un ritorno a casa dopo una settimana di duro lavoro.
Il giorno fissato per il ritorno, un violento fortunale si abbatté sulle rovine di Calabritto e sul nostro campo, una fredda acqua scrosciante e una fitta nebbia ci impedivano di vedere. Le operazioni di smontaggio e partenza furono veramente proibitive.
Provammo a recuperare tutti per partire e affidammo ad uno dei medici il compito di contare tutto il personale sanitario che doveva salire sul nostro Bus, mentre noi, con la nostra 500, facevamo avanti e indietro per far partire tutti gli altri nostri mezzi di soccorso impantanati, i pompieri e gli operai. 
La colonna si mise finalmente in moto e scendemmo a valle in una furia di acqua, freddo, vento e nebbia. Appena fuori del cratere del terremoto, trovando un Bar intatto, ci fermammo per far ristorare tutto il personale bagnato fino alle ossa e anche ricontare le quasi 100 persone del nostro convoglio.
Con grande sorpresa dovemmo constatare che mancava un infermiere.
Il medico nella confusione si era sbagliato nel contare il personale sanitario sul bus.
Mancava Mura, che con quella generosità che ha sempre caratterizzato la sua vita, era tornato sotto il diluvio a verificare se non vi fossero allieve infermiere rimaste al campo e che tutte le attrezzature fossero state imbarcate sui mezzi.
Nella confusione l'avevamo abbandonato là.
Con un auto tornammo indietro e lo trovammo che si era incamminato a piedi, sotto il diluvio, per venirci dietro.
Era ridotto una maschera di fango, un pulcino bagnato, incazzato nero.
Gli spiegammo che il medico si era sbagliato a contare ed eravamo partiti. Non dico il nome del medico perché l'errore ci stava tutto, vista la situazione in cui operavamo e poi perché è divenuto oggi un medico importante e se vuole dirlo lo farà lui, visto quello che poi è successo.
Perché appena arrivammo al Bar dove ci aspettavano tutti, Giorgio schizzo dall'auto, entro nel Bar e visto il medico gli affibbiò un gancio al mento che lo stese sul pavimento secco.
La scena era tragica, ma dovemmo trattenere a forza un riso isterico: un medico steso a terra a pelle di leopardo e una specie di Ulk che non si riconosceva più tanto era coperto di fango e acqua, che lo guardava atterrito per quello che aveva fatto.
Durante il viaggio di ritorno riuscimmo a calmare entrambi e così la vicenda poté essere recuperata senza provvedimenti disciplinari importanti e senza querele grazie anche al medico indulgente, che si rese conto dei duri giorni da cui venivamo, della situazione di Mura abbandonato nella tempesta mentre faceva con la solita generosità più del suo dovere.
Questo è il Giorgio che voglio ricordare.....sempre in prima fila per dare agli altri, sempre entusiasta del suo lavoro, spontaneo e sanguigno in ogni sua reazione. 
Ciao Giorgio...a presto

francesco colucci


domenica 13 novembre 2016

Lucca: i due candidati dietro l'uscio.....

Sono ormai mesi che sulle prossime elezioni al Comune di Lucca, aleggiano due "candidati ombra" autorevoli, con buone possibilità di vittoria, ma per ora cocciutamente.... solo sull'uscio.
Uno per il centro-sinistra l'altro per il centro-destra.
Hanno molto in comune. Una lucchesità insistita, presenza, moderazione, capacità, posizione sociale, autorevolezza. Due ottime candidature, due possibili ottimi Sindaci.
E allora? ancora grande indecisione, per fattori oggettivi diversi ma reali.
Nel centro-sinistra uno scarso Sindaco uscente vuole la ricandidatura, forte di una masnada di supporter Lefebevriani, evocanti la fine di Sansone.
Nel centro-destra l'unica cosa che esista di organizzato è l'odio personale fra loro e un Candidato Sindaco, sia pure "tecnicamente" unitario, dovrebbe costruire da solo una costosissima macchina elettorale, per avere possibilità di vittoria.
Per questo ambedue, recentemente ri-sollecitati a scendere in campo, hanno preso tempo, per aspettare il risultato del Referendum.
Siamo tutti in attesa delle loro decisioni...anche se, per esperienza, le candidature evocate e sofferte, raramente si concludono positivamente, con un finale classico: Vorrei.... ma non posso.
Esiste poi un fatto nuovo sulla scena lucchese.
I 15 Comitati di Liberi-SI di Lucca, che hanno in Marcello Pera, il Leader Nazionale, stanno incontrando uno inaspettato successo di adesioni e consensi, tali da far ragionare, se sia giusto considerare conclusa il 4 dicembre, l'attività organizzativa messa in piedi o dare un seguito a questo movimento spontaneo della società civile lucchese, fuori dagli schemi partitici, di destra e sinistra, per irrompere a scombussolare giochi e giochetti stucchevoli, sul futuro di Lucca.
Chissà...chi vivrà...vedrà.....


venerdì 11 novembre 2016

Viva gli ultra- settantenni!!!

A volte ho una discussione con le mie figlie, che accusano quelli della mia generazione di aver fatto la bella vita, dissipato le risorse del paese e mangiato le loro future pensioni.
Da qui la voglia di scrivere le bellezze della gioventù dei miei coetanei.
Noi oggi ultra-settantenni siamo nati in tempo di guerra, scappando da panzer tedeschi e bombe americane, fra stenti di ogni genere, ancor più accentuati nell'immediato miserevole dopoguerra.
Le nostre vitamine: il tremendo olio di fegato di merluzzo. La colazione: pane avanzato nel latte bollito. Merenda: fettona di pane con poco zucchero, bagnata con un acidoso vino rosso. Pranzo e cena: grandi minestroni, pastasciutte enormi. Carne, la pancetta tutta grassi e calli, solo alla domenica.... ma non sempre. Ristorante mai. Case senza riscaldamento centrale, con i camini o le famose "cucine economiche" a legna, che davano caldo in una sola stanza, acqua bollente e permettevano di cucinare senza consumare gas. A letto ti mettevano il "trabiccolo" con lo scaldino pieno di brace, per stemperare i pesanti lenzuoli mezzi di umidità. Luce elettrica fioca e subito a letto, per risparmiare. Il gabinetto spesso in fondo alla corte, con transito all'aperto. Il bagno una volta la settimana in un mastello di legno, con l'acqua calda portata a catini. Giochi: palline, tappini, campana, qualche pallone vecchio e pieno di corbezzoli, campi da gioco: la strada, polverosa in estate, acquitrinosa in inverno. Nessuna "paghetta". Edifici scolastici: bombardati, rabberciati, freddi, umidi, dovevi essere bravo a scuola, se no nocchini. Dopo la 3° o la 5° elementare spesso subito a lavorare. Da ragazzi pantaloncini corti in estate e inverno: fortificava. Scarpe risolate, con i ferretti al tacco, con cui almeno facevamo gli "schiocchi", giacche e cappotti dei genitori, rivoltate e rammendate. Capelli a zero, per risparmiare soldi e pidocchi.
Pochi potevano continuare alle superiori, ma se bocciavi c'era pronto il lavoro manuale.
Il professore aveva sempre ragione e se chiamava i genitori a rapporto, a casa "legnate".
Negli ultimi anni delle superiori, in estate, cercavi un lavoretto per avere una paghetta che ti consentisse un minimo di autonomia, ma una parte dovevi darlo in casa.
Famiglie chiuse, gerarchicamente organizzate, possibilità di viaggiare nessuna, soprattutto le femminucce, segregate in casa, fuori solo accompagnate. Di qui l'esigenza di sposarsi giovanissimi, per essere liberi, con l'obiettivo primario di fare famiglia e figli, lavorando ad occhi bassi.
Il lavoro era ferocemente gerarchicamente organizzato, i sindacati in fieri, per le ferie gara negli uffici a chi ne rinunciava di più, lo straordinario tutti i giorni, pagato poco e più spesso nulla.
La domenica il capo ufficio veniva a sistemare la sua scrivania e i quadri intermedi venivano ad ossequiarlo con le mogli, dopo la Santa Messa. Per colazione nessuno si azzardava a uscire, panino da casa e cameriere in ufficio con i bicchieroni di latte e caffè. Le poche ferie, al mare a spiaggia libera con il bus avanti e indietro, con panino e frittata nelle unte carte e acqua del rubinetto.
Poi..... verso la fine degli anni sessanta è iniziato il miracolo economico italiano e le cose hanno cominciato gradualmente a cambiare e i Socialisti hanno avuto un buona parte in questo...... ma la nostra gioventù era ormai passata.
Sulla gioventù delle odierne generazioni non importa che dica nulla, siamo noi ultra-settantenni che li abbiamo tirati su così, perché non volevamo che anche loro soffrissero una gioventù come quella nostra.
E allora mi sia consentito dire: Viva noi.....che abbiamo vissuto la nostra difficile gioventù con la rabbia di uscire dallo squallore della guerra e del dopoguerra, per essere liberi, per decidere il nostro destino, sempre con il sorriso sulle labbra, perché ritenevamo la vita bellissima da vivere, noi fortunati, che l'avevamo salvata dalla guerra.









venerdì 28 ottobre 2016

Buon compleanno a tutti gli amanti dei Comics

Oggi iniziano cinque giorni di grande impegno per tutti i passionisti di Comics and Games, che compiono quest'anno 50 anni.
Un grande percorso, una lunga vita, con momenti di passione, di sofferenza, ma anche di grande gioia, di grandi successi, come nella esistenza di tante persone.
Mi sono occupato per tanti anni, anni anche difficili, dei Comics che credo mi si possa perdonare un atto di presunzione e di orgoglio, che faccio con il cuore:
Dare un enorme ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questo grande compleanno, scusandomi se la memoria di un vecchio possa aver dimenticato qualcuno:
Dal Sindaco Martinelli, che ne consentì la prima edizione, a Traini, a Barsotti, a Sesti, al Commissario Lococciolo, che ci consentì di spostare i Comics nel centro-storico nel 40° anno, per poi rimanervi, ai Sindaci, agli amministratori, ai funzionari del Comune e gli altri enti, che negli anni hanno perseverato nell'impegno, agli Sponsor che hanno aiutato, agli attuali grandi attori dei superbi successi dell'ultimo decennio: su tutti, Caredio e Genovese, ma anche Vietina, Russo, Di Grazia, Parenti, Dani e tanti altri.... perdonate se non posso ricordarmi di tutti.
Un grande ringraziamento deve andare anche ai due milioni di persone e passa di giovani e meno che sono venuti a Lucca, gioiosi ed educati, con il sole e con la pioggia, alle migliaia di comparse lucchesi che negli anni hanno costituito  il braccio dell'organizzazione, facendo funzionare tutto al meglio, a tutti coloro che hanno avuto e hanno un maggior lavoro, dai servizi pubblici ai privati non scordando le migliaia di lucchesi che pazientemente sopportano i disagi dell'affollamento.
Ricordare chi nel passato ha fatto e nel presente fa tutto il possibile per il successo del più grande, più internazionale, evento che Lucca ha mai avuto, mi sembra doveroso, nel giorno del 50° compleanno.
Non competerebbe certo a me farlo, ma visto che nessuno lo fa, si dovranno accontentare del mio ringraziamento, da semplice cittadino lucchese, innamorato della sua Lucca.

francesco colucci




sabato 15 ottobre 2016

Acquedotto del Nottolini: tanto tuonò che piovve...ro alberi......!!!

Molte volte sono intervenuto sia pubblicamente che con lettere al Comune e alla Soprintendenza per denunciare il pericolo che correva l'acquedotto monumentale del Nottolini a causa di alberi enormi cresciuti sia sul terreno pubblico che su terreni privati e che minacciano la stabilità del Monumento.
Alcuni pioppi poi appoggiano pericolosamente le loro chiome sul camminamento alto, rischiando di travolgerlo, ma già hanno spostato la pendenza di alcune colonne.
Inoltre avendo gli alberi invaso la fossa demaniale di scolo delle acque, le stesse allagano la base del monumento contribuendo a mettere a rischio la stabilità dello stesso.
Ieri sotto l'impeto del vento e della pioggia è cascato uno di questi alberi, uno non molto grande, che però ha devastato il tetto di una costruzione adiacente l'acquedotto, bloccato la via pedonale che dal Tempietto porta alle sorgenti delle Parole d'Oro, scalfito una colonna dell'acquedotto.
E' andata bene che non vi sono stati altri danni questa volta....la prossima non so se saremo così fortunati.
Spero che il pericolo corso faccia muovere il culo al Sindaco Tambellini per intervenire a preservare uno dei monumenti più significati dell'ingegno dei nostri nonni.

francesco colucci


giovedì 29 settembre 2016

Il "Sociale" della Giunta Tambellini

Abito in via Ghiselli e vicino vi è da più di vent'anni un piccolo accampamento di zingari, un paio di famiglie credo, con un nugolo di bimbetti. Si arriva a loro con un via vicinale sterrata, che porta anche alla vicina corte del Barchino. Con loro ho un rapporto di vicinanza normale, ci salutiamo, a volte mi fermo a parlare con loro. L'altra settimana ho trovato il maschio adulto che conosco meglio con pala e picca che stava sistemando la strada del Barchino, spianando i dossi e riempiendo le buche, con l'aiuto della moglie. Mi sono fermato a domargli se lo avevano assunto come stradino e mi ha risposto che era costretto a cercare di aggiustare la strada perché lo scuolabus aveva cessato di venire a raccogliere i suoi figli perché riteneva la strada troppo sconnessa e aveva paura di danneggiare il bus. Mi ha chiesto se potevo parlare con qualcuno in Comune per avere un camion di brecciato che avrebbe pensato loro a sistemare la strada. Gli ho spiegato che essendo io all'opposizione di questa scassata Giunta comunale era meglio se ci parlava da se, vista la grande apertura verso il Sociale che questa Giunta dichiara. La risposta della moglie: noi zingari non ci ricevono neppure, figurati se ci mandano il brecciato. Fra loro si chiamano zingari tranquillamente alla faccia della falsa morale catto-comunista. Allora ho scritto all'assessore ai lavoro pubblici Marchini, spiegando che il lavoro per sistemare la strada di accesso al loro campo l'avrebbero fornito gli zingari, se il Comune avesse portato il brecciato. La risposta dell'Assessore è stata tempestiva e burocraticamente efficiente: ho passato la richiesta all'ufficio per vedere se ha disponibilità. Sono passati dieci giorni e brecciato non ne è arrivato. Lo Scuola Bus non lo vedo passare, quindi con un colpo solo la Giunta Tambellini con la sua grande apertura verso il sociale, per un camion di brecciato, ha messo in forse la scolarizzazione dei figli degli zingari del Barchino e ha umiliato la loro disponibilità a lavorare gratis per la comunità sistemando la strada vicinale del Barchino, che porta anche alle abitazioni della corte omonima.
Sono nettamente contrario ai mega campi zingari incontrollati come quelli delle Tagliate e della golena del Serchio, che difende Tambellini, ma quando vi sono piccole comunità che si sono integrate da anni con la popolazione locale, non dare loro una mano dimostra la falsità di questa Giunta Tambellini.

francesco colucci




venerdì 23 settembre 2016

L'Appello di Marcello Pera per Liberi-SI

Ho aderito con convinzione al Comitato Nazionale di Marcello Pera 
 Liberi-SI
partecipando anche al Comitato Lucchese che andremo a costituire Domenica 2 ottobre alle ore 11
nella Sala Tobino della Provincia di Lucca

L'Appello di Marcello Pera

"È un grave errore anteporre il giudizio sul Governo alla discussione sulla Riforma Costituzionale, perché si può essere di centrodestra e riconoscere che la riforma servirà allo stesso centrodestra quando tornasse a vincere.
La riforma ha innegabili vantaggi. Elimina quel bicameralismo perfetto che richiede che il Governo abbia la fiducia in entrambe le camere. La storia recente mostra che questo risultato è difficile da ottenere con qualunque legge elettorale, perché mentre i Deputati sono eletti “a suffragio universale” i Senatori sono eletti su “base regionale”, e perché quattro milioni e mezzo di cittadini votano per la Camera e non per il Senato. Come si ricorderà, nel 1994 Berlusconi ebbe la maggioranza alla Camera ma non al Senato, nel 1996 Prodi la ebbe al Senato ma non alla Camera, nel 2006 Prodi vinse con un margine di 25 mila voti alla Camera, ma perse al Senato, e nel 2013 Bersani vinse alla Camera ma non al Senato.
La Riforma Costituzionale corregge anche l’attuale estenuante procedura legislativa del “ping-pong”: legifera solo la Camera, e se il Senato si oppone, la Camera avrà l’ultima parola. I senatori saranno ridotti a 100. Diminuiscono i costi della politica. Si riducono le competenze delle regioni. Si aboliscono le provincie. Si abolisce il CNEL. Si limitano i Decreti Legge. Si introduce l’obbligo del Parlamento di votare le leggi di iniziativa popolare.
Gli elettori di centrodestra, in particolare di Forza Italia, sono sempre stati a favore della riforma della Costituzione, che fu il primo punto del programma di Berlusconi del 1994. Ci provarono con la Commissione bicamerale nel 1997 e con una legge costituzionale bocciata dalla sinistra in un referendum nel 2006. Credo che il centrodestra, come tutti i democratici, i moderati, i liberali, i riformisti, debbano riprendere la loro vecchia bandiera. Non possono stare dalla stessa parte di D’Alema, Grillo, la Cgil, Magistratura democratica, sinistra radicale, e tutti gli altri conservatori.
Se vincesse il No, due conseguenze sono prevedibili. Primo: la Costituzione italiana, che tutti chiedono di cambiare, diventerebbe intoccabile. Chi potrebbe mettere mano alle riforme dopo due referendum falliti? Secondo: se l’Italia si mostrasse irriformabile, nascerebbe una crisi grave. Chi ci darebbe in Europa più flessibilità e sui mercati più fiducia?
Assieme a molte personalità illustri, ho costituito il Comitato nazionale “LiberiSì” e intendiamo lanciare la stessa iniziativa a Lucca. Non c’entrano né i Partiti né il Governo, c’entra l’Italia."


 Per spiegarci e confrontarci, l’appuntamento è      

                      Domenica 2 ottobre ore 11 

           nella Sala Tobino della Provincia