lunedì 26 aprile 2021

Sono tentato di firmare la Petizione di Salvini sul coprifuoco!

 Afferma cose che condivido totalmente: “Noi, donne e uomini liberi d’Italia, chiediamo la cancellazione dell’insensato coprifuoco e la riapertura di tutte le attività nelle zone (gialle o bianche) in cui il virus sia sotto controllo”

2.   Chiede la modifica di una norma molto divisiva, attraverso una petizione popolare, è un atto di vera democrazia previsto dall’art.50 della Costituzione “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessita`.

3.   L’Italia ha un Governo di emergenza nazionale sostenuto da forze politiche assai diverse fra loro. Non è il Governo dei Soviet, dove nessuno può chiedere di correggere, una decisione presa a maggioranza dal Governo, attraverso l’esternazione della volontà popolare con una petizione, che non è mai vincolante.

4.   Mantenere dopo tantissimi mesi il coprifuoco alle 22 è insensato anche alla luce delle riaperture dei Ristoranti alla sera e per loro, categoria distrutta dalle chiusure per la Pandemia, diventa una presa in giro assurda.

5.   Come è possibile andare a mangiare al ristorante la sera, dove più aggrada ed è consentito e tornare a casa entro le 22? 

6.   Solo i vetero-catto-comunisti come Speranza e Letta possono continuare a perseguitare una importante categoria economica come i Ristoratori e privare delle libertà Costituzionali, per un tempo infinito, i cittadini italiani.

Ho apprezzato che Italia Viva, nel Governo, si sia schierata a favore della modifica del coprifuoco ma, per responsabilità verso Draghi, impegnato nel difficile compito di cambiare l’Italia e farci uscire dalla grave crisi economica in atto, abbia accettato la decisione presa a maggioranza nel Governo, di confermare il coprifuoco alle 22, auspicando solo un ripensamento, su tale infausta decisione, a tempi brevi.

Salvini ha sbagliato ad astenersi sul decreto, si devono accettare le decisioni prese nel Consiglio dei Ministri, anche se sono decisioni non condivisibili, prese su atti che non fanno parte fondamentale dell'accordo di Governo.

Fare invece una petizione popolare per chiedere di cambiare la decisione mi sembra un diritto che hanno tutti di far conoscere liberamente le proprie idee, sempre e comunque.

Io non ho responsabilità di Governo per cui sto pensando seriamente di firmare la petizione di Salvini, anche perché, verificare la volontà popolare, su un tema così divisivo, delicato e personale, come il coprifuoco, che ha solo un precedente durante la guerra, può essere una cosa positiva in sé, al di là di ogni giudizio su Salvini, che ha visioni sovraniste e populiste, inaccettabili.

Se firmerò lo farò solo come cittadino, decidendo con la mia testa e non in segreto, ma mettendoci la faccia come sempre.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca

 


 

 

 

mercoledì 24 marzo 2021

Un accorato appello al Presidente della Fondazione CrLucca

 Caro Presidente,

come semplice cittadino, chiedo con umiltà, a Lei e al Consiglio della Fondazione CrLucca, un gesto di responsabilità e di amore verso la nostra amata Lucca.

Il comunicato stampa congiunto di Fondazione CRLucca e CoimaSGR del 4 febbraio 2021 inizia con questa frase: “COIMA SGR, per conto del Fondo COIMA Urban Regeneration Fund II sottoscritto integralmente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca….”

E’ la certificazione pubblica che il Fondo chiuso, che vorrebbe gestire l’investimento sulla Manifattura Sud, è INTERAMENTE della Fondazione CRLucca, che ha scelto Coima SGR quale gestore, lautamente pagato, del Fondo stesso.

Per cui i 60 milioni di euro da investire sono tutti nostri, della collettività lucchese, amministrati da Lei e dagli attuali dirigenti, pro tempore, della Fondazione.

Coima, non metterà un euro, anzi sarà pagata per fare il lavoro, con la sua esperienza, come giusto.

A parte la iniziale poca chiarezza che ha portato a far immaginare ad un investimento esterno a Lucca, che poteva essere perso, quello che sorprende è il continuo miglioramento dell’offerta a favore del Comune.

Se il Comune di Lucca, vista l’autorevolezza del presentatore, avesse accettato la prima proposta, avrebbe causato un forte danno economico e normativo alla città.

Finisce anche lo spauracchio che se non si decide subito, un subito più volte spostato nel tempo, si perdono i 60 milioni. 

No, non si perdono perché sono soldi nostri, non di altri, della collettività lucchese, amministrati dalla Fondazione, che ci possono essere oggi, domani e anche domani l’altro.

A chi dice non bisogna perdere tempo, voglio ricordare che i lavori per la Manifattura Nord, sono stati appaltati circa dieci anni fa e sono sempre lì, per cui, se quelli per la parte Sud, partiranno il prossimo anno, non sarà un dramma.

Una Giunta arrivata al capolinea non è giusto che vincoli e impegni il Comune per 25 o 40 anni, senza passare da una verifica elettorale, che ci sarà fra meno di un anno.

Condivido, come giusta e opportuna, la richiesta dell’amico Alberto Baccini, di affermare oggi la validità dell’intervento di rigenerazione urbana sulla parte sud, ma di posporne la realizzazione al dopo elezioni 2022, ma non posso, anche, non riflettere, sulle questioni morali, che ha posto, con chiara crudezza, Azione Lucca.

Per questo chiedo a Lei, visto che la sua proposta ha portato una dolorosa ferita e una spaccatura verticale nella società civile lucchese, in un momento di grande angoscia per la Pandemia, di fare un gesto di responsabilità e di amore verso la città, accettando di rinviare al 2022, l’intervento proposto.

Un gesto di responsabilità ma anche di rispetto verso le Istituzioni tutte certo in difficoltà o meglio direi sotto schiaffo dalla Fondazione, perché tutte, nessune escluse, sono percettori di contributi a fondo perduto decisi dalla stessa Fondazione.

Su questa questione sono in gioco, non solo investimenti più o meno validi, ma la dignità dei Cittadini e delle Istituzioni lucchesi e sono certo che Lei, da lucchese, non da banchiere, con la sua sensibilità, non può non avvertirlo e agire di conseguenza.

Con rispetto,

Francesco Colucci, Blogger in Lucca



 

 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 17 marzo 2021

Alcuni miei ricordi con Mauro Favilla.

Iniziai a frequentare Mauro Favilla, che conoscevo già, nel 1975, quando fui eletto per la prima volta in Consiglio Comunale dove Mauro era stato confermato Sindaco.

La prima riunione del Consiglio fu traumatica, noi Socialisti eravamo la vera opposizione perché vi era ancora, seppur attenuato, il compromesso storico, strisciante, fra DC e PCI e i miei interventi furibondi portarono Favilla a chiedere ai Vigili Urbani in servizio di espellermi dall’aula.

Questo l’inizio di oltre sette anni di battaglie feroci in Consiglio Comunale, ma erano battaglie di principio, ideologiche, di programma, mai di odio personale, come era uso nella prima Repubblica.

Finito il Consiglio, spesso alle 3 di notte, andavamo insieme, con Mauro, dal Penny aperto fino alle 4, a mangiare qualcosa, che per lui, che aveva uno stomaco di ferro, voleva dire un piatto enorme di tordelli.

Le discussioni al Penny del dopo Consiglio sono quelle che hanno cementato negli anni la nostra amicizia.

Sconfitto il compromesso storico, persa la DC la maggioranza assoluta, a metà degli anni ’80 facciamo con lui Sindaco il primo centro-sinistra e mi devo improvvisare da acceso Capogruppo di opposizione in quello di sostenitore della nuova Giunta Favilla.

Terminata l’esperienza comune in Consiglio, prendiamo strade diverse, lui in Parlamento io in Regione e attraversiamo, con alterne fortune, il tragico periodo di “tangentopoli” dove una pattuglia di Procuratori politicizzati mischiò il grano con loglio, per uccidere la prima Repubblica.

Ritrovo politicamente Favilla nel 2007, quando di fronte al pericolo di un Sindaco post-comunista, sotto la guida di Piero Angelini, con Bulckaen e molti altri, fondiamo Governare Lucca, che candiderà Mauro a Sindaco.

Governare Lucca prese il 10% e Favilla fu eletto nuovamente Sindaco con i voti del centro-destra.

Durò poco perché vi fu una frattura in Governare Lucca per una contrapposizione fra i due DC più importanti Angelini e Favilla, che portò ad una drammatica spaccatura e alla fine di una amicizia di decenni.

L’ultimo tentativo di riappacificazione si tenne nel giardino di casa mia, davanti ad una tavola imbandita in fretta e furia, che si concluse con una stretta di mano a tre.

L’accordo durò lo spazio di una notte e la rottura fu inevitabile.

Sono riuscito nel difficile compito di rimanere amico di Piero ma anche sostenitore di Mauro, che accompagnai come Presidente dell’Opera delle Mura fino in fondo al suo mandato e anche nella campagna elettorale successiva, che fu un disastro.

La sua candidatura a Sindaco, come la mia lista civica a suo sostegno presero una sonora trombata.

Abbiamo continuato a vederci in questi anni, a volte, a casa sua, spesso lungo gli archi del Nottolini, dove io coltivo l’orto e lui veniva a sciogliere la sua canina, per giocare con il mio Bracco.

Lunghe discussioni politiche, con lui che mi spronava ad impegnarmi nuovamente per riportare a Lucca un Sindaco di “centro” più sensibile e attivo verso i problemi della città.

L’ultima volta che l’ho visto, poche settimane fa, sul Nottolini, nel salutarmi mi ha detto: “appena finisce questa Pandemia, faccio una riunione con tutti i vecchi amici per le prossime elezioni del 2022, vedi di non mancare”.

In poche settimane sono scomparsi due amici, validi attori della politica lucchese, Vincenzo Placido e Mauro: è una generazione di politici arrivata al naturale capolinea….forse le prossime riunioni le faremo sulle bianche nuvole, nel cielo di questa amata Lucca

Francesco Colucci



 

sabato 27 febbraio 2021

Grave la discriminazione verso Colombini.

Non condividiamo nulla delle scelte politiche di Colombini, riteniamo che No Vax e No Covid facciano un errore gravissimo, con le loro folli teorie.

Apprezziamo il Colombini grande melomane e organizzatore di eventi Pucciniani.

Detto questo, con chiarezza, esiste un problema di democrazia che le Istituzioni come il Consiglio Comunale di Lucca non possono vilipendere.

E’ inaccettabile che tutta la maggioranza legata al PD, esca dal Consiglio Comunale in streaming, per protesta contro il previsto intervento di Colombini, come Presidente del Festival “Puccini e la sua Lucca”.

Grave, perché è stata una censura preventiva, prima dell’intervento e non una reazione spontanea, capibile, ad affermazioni politiche sul Covid, che non ci sono state, in quanto Colombini, ha correttamente parlato solo di Puccini e delle Manifestazioni in itinere, nella sua veste di Presidente del Festival lucchese.

Si può convenire che le posizioni dei NO Covid sono, oggi, particolarmente odiose per la grave crisi Pandemica e le migliaia di morti che sta determinando.

Censurare preventivamente il Presidente di uno dei più importanti asset culturali di Lucca, il più grande legato a Puccini, perché professa, altrove, idee politiche non condivisibili, non fa parte della democrazia.

Abbiamo visto di peggio in questi anni: gruppi nazisti-fascisti esibire croci celtiche e saluti romani, epigoni di un comunismo dalle mani lorde di sangue innocente, esaltare pubblicamente la loro storia.

Fino a pochi mesi fa il Consigliere Barsanti rappresentava Casa Pound, assai più pericolosa, per la democrazia, di qualche sparuto, NO Covid.

Il PD lucchese è sulla via del declino, se non deciderà una chiara discontinuità con la linea politica portata avanti in questi ultimi anni.

Questa sinistra-sinistra, si bea di questi atteggiamenti da operetta e si sta allineando al suo nuovo alleato e mentore politico: Beppe Grillo.  

Francesco Colucci, Blogger in Lucca



lunedì 22 febbraio 2021

Mario Pardini e Lucca 2032

Siamo molto interessati a capire cosa sia questa nuova associazione culturale, costituita da Mario Pardini.

E’, come afferma lui stesso, un contenitore di idee per una Lucca proiettata verso il futuro? O, come dicono alcuni, una serra dove far germogliare una lista civica per le prossime elezioni comunali a Lucca?

Ho conosciuto, a suo tempo, i fratelli Pardini, mugnai in Lucca, mio padre collaborava anche con loro.

Ho iniziato a interagire con il nipote Mario, nel 2016, quando con Marcello Pera, Donatella Buonriposi, Vincenzo Placido, Massimo Bulckaen, e molti altri costituimmo il Comitato “Liberi SI” a sostegno del Referendum Costituzionale, voluto da Matteo Renzi.

Liberi SI è nato e cresciuto nella sede in via Veneto, messa a disposizione da Pardini, che ne divenne anche il primo coordinatore locale.

Con lui abbiamo lavorato molti mesi per il referendum apprezzandone il modo di lavorare e le doti di concretezza sui problemi.

Fu con noi quando superato “Liberi SI” andammo a costituire “Libera Lucca”, ma non quando appoggiammo la candidatura a Sindaco di Donatella Buonriposi, con le due Liste: Lei Lucca e Rinascimento.

Propone ora questa associazione culturale, un think tank, un centro studi, un serbatoio di idee su Lucca.

Dio sa quanto ci sia di bisogno di idee e progetti nuovi in una città che si è rattrappita in sé stessa con la soporifera gestione del PD in versione Tambellini.

Qualcuno vede in questo la preparazione di una lista civica per le elezioni del prossimo anno a Lucca.

Se così fosse e non è detto che sia, non vedo nulla di male se dopo aver lanciato delle nuove idee, si prova a dare gambe alle stesse.

Una cosa, in umiltà, mi sento di consigliare all’amico Mario: Se deve essere, sia una autonoma proposta civica: non ti fare ingabbiare preventivamente in schieramenti politici che vogliano metterci il cappello sopra, per coprire le proprie insufficienze.

Lucca ha bisogno di idee e persone nuove senza la riproposizione di vecchi e sclerotici schieramenti che il Governo Draghi certamente metterà in crisi, per lo meno nella versione di una volta.

Apriamo le finestre ad aria nuova, lasciamo la vecchia politica ai suoi consunti riti e tabù: Matteo Renzi docet.

Lavoriamo per unire le idee migliori nell’interesse della città.

Lucca si merita certamente qualcosa di diverso e di più di un PD evaporato come partito e di un centro-destra, localmente inesistente.

Francesco Colucci




 

 

sabato 19 dicembre 2020

Letterina di Natale a Matteo Renzi

Caro Matteo,

come solevamo fare noi, bimbi, nati durante la guerra, ti scrivo una letterina di Natale

Non sono mai stato, invero, un tuo fan, quando eri al vertice del mondo politico italiano, perché guidavi un partito zeppo di vetro-comunisti.

Da giovane ho visitato, vissuto e anche lavorato, in paesi europei sottoposti al giogo oppressivo del comunismo sovietico e ho convissuto con il massacro morale ed economico delle umiliate popolazioni europee dell’est.

Ho vissuto intensamente e di persona la liberazione di Praga, l’entusiasmo, la gioia, di milioni di esseri umani alla fuga ingloriosa dell’esercito di oppressione comunista dalla Cecoslovacchia.

Mi sono unito a Te e a Italia Viva, appena hai avuto il coraggio di uscire dal PD e portare avanti, fra mille difficoltà, un nuovo discorso liberal-democratico per la creazione di una centralità Riformista e Liberale, in Italia.

Un percorso difficile, cercato da tanti e mai riuscito per l’interesse di molti a mantenere questo finto bipolarismo che finisce per privilegiare, in ambedue gli schieramenti, le fazioni più estreme, più massimaliste.

Con la gioventù dei miei oltre 15 lustri di età, sto cercando, umilmente, di supportare, localmente, con la voce dei miei Blog, la tua politica che si muove fra mille difficoltà ed incessanti e vili attacchi alla tua persona.

Hanno paura di te, Matteo! Temono la tua visione politica, le tue capacità di sintesi, la tua ferrea volontà.

Il coraggio e la chiarezza delle tue ultime uscite sul Governo Conte, sono state eccezionali per validità e tempismo, ci hanno fatto sentire orgogliosi di far parte di Italia Viva, ti fanno onore e confermano che sei un “animale politico” di razza.

Tieni duro, non mollare, non accettare compromessi a meno che non siano vitali per l’Italia.

Nella mia lunga militanza socialista ha conosciuto Pertini e lavorato a fianco di Giacomo Mancini e Bettino Craxi e devo dirti, senza alcuna piaggeria piccolo- borghese, che mi ricordi loro, per la preveggenza politica e la capacità di gestione. 

Anche loro hanno pagato un prezzo altissimo al fatto di essere veri Statisti, per una logica aberrante che guida la politica italiana: se uno è troppo bravo e non si può battere con la politica, si utilizza quella parte della Magistratura militante e leninista, sempre disponibile a fare il lavoro sporco, per il moralismo d’accatto degli stolti.

Interrompo le mie elucubrazioni, per venire alle motivazioni della mia letterina.

Due sono le mie considerazioni su Italia Viva, che ti illustro, con umiltà, ma con la speranza di essere utile, di portare un piccolo mattone alla causa.

La prima riguarda la tua figura. Tu devi essere il Segretario di Italia Viva o il Presidente, se ritieni opportuno di avere due figure, Presidente e Segretario.

La chiarezza, la convinzione, il diritto di essere il capo va avanti ad ogni sofisma, se non ti voglio al tavolo con loro, fai saltare il tavolo.

Ciò premesso, mi piacerebbe di vedere un tuo più forte impegno per tentare di riunire in un unico partito, tutte le forze riformiste e liberali, superando il concetto del partito del Leader. 

Il mio sogno che tu dia vita ad una grande “Costituente Riformista” 

punto di riferimento, senza remore e veti, di figure politiche che già esistono, dalla Bonino a Calenda, ai “prudenti” rimasti nel PD, ai tanti gruppuscoli cattolici orfani della DC, agli eredi di Berlusconi ma, soprattutto, aperta a persone nuove, che si vogliano impegnare alla causa Riformista e Liberale.

Italia Viva ha poco senso, se rimane solo una costola uscita dal PD.

Sono in molti ad aver provato a costruire questo polo e tutti hanno fallito o si sono tirati indietro, come l’editore Cairo, che per questo ti vuole “così bene”.

Tutti sanno che se c’è un politico che può riuscire dove tanti hanno fallito sei Tu: per cui non puoi tradire tutti noi, ti devi impegnare, ci devi riuscire, nonostante le avversità del momento e le Idi di Marzo che, con costanza, cercano di perpetrare i tuoi nemici e anche qualche amico.

La seconda preoccupazione è che tu non commetta l’errore, già fatto da altri, di sottovalutare la politica locale.

Molti cittadini sostengono nelle loro scelte politiche chi si impegna nel risolvere i problemi di tutti i giorni, delle comunità civiche locali.

La Politica nazionale conta, ma i voti si prendono anche con l’impegno nelle regioni, province, comuni e quartieri.

Dobbiamo costruire un partito tradizionale, con sezioni, assemblee?

NO!! Va realizzata una forma organizzativa 4.0 che faccia essere presente Italia Viva sui problemi del territorio e che veicoli le istanze più importanti al partito nazionale.

Mutuerei dall’antica Roma, prima repubblicana poi imperiale, la figura del “praefectus” responsabile di un territorio, coadiuvato da "praefecti vicarius" da lui scelti e che a lui rispondono, per seguire territori più piccoli, i comuni e quartieri.

Una rete piramidale di uomini di fiducia: tuoi, ma anche di gradimento locale, che curino la presenza politica di Italia Viva sul territorio, ne coltivino le adesioni, punto di riferimento per gli iscritti ed esecutori e diffusori delle indicazioni nazionali, sul web e di presenza e che siano anche veicolo di informazione, dal locale al nazionale.

Si deve costruire per ogni quartiere, comune, provincia e regione, una linea politico- programmatica, originale, nostra, frutto di un lavoro comune.

Tutte queste cose dette sono per me molto importanti, da fare subito, ma su tutto è sempre predominante un rapporto vivo e partecipato con il “Capo”, uno di noi.

Al riguardo ti racconto di Bettino Craxi: Nei dieci anni che ho fatto il Segretario del PSI nella Provincia di Lucca, ogni mese, Bettino Craxi, telefonava a me e a tutti gli altri segretari provinciali.

Si informava sui problemi locali o del partito, domandava il parere su alcune posizioni nazionali.

Un quarto d’ora, al massimo, una volta al mese, con tutti i segretari provinciali del PSI.

Una banalità, ma che dava entusiasmo, saldava un rapporto fra centro e periferia, rendeva Bettino uno di noi e, se esistevano dei problemi locali seri, era l’occasione per conoscerli e affrontarli.

Oscar Wilde soleva dire “… Non inventare assolutamente niente è un atto di genio puro e, in un'epoca commerciale come la nostra, indica un considerevole coraggio fisico…”

Invio a tutta la tua famiglia e a te, i miei migliori auguri di buone feste e soprattutto di un radioso Anno Nuovo, 

che veda sorger quel “Sol dell’Avvenire”, che accumuna Filippo Turati e Felice Cascione.

Francesco Colucci



 

 

 

giovedì 3 dicembre 2020

Covid: Respingo e Rifiuto alcune decisioni di questo Governo

Il Governo continua ad approvare provvedimenti restrettivi che per curare una malattia ci faranno morire di fame, oltre a privarci, spesso in maniera scarsamente motivata, di essenziali libertà sancite dalla Costituzione.

Il Covid19 è molto contagioso, ma la mortalità, che ci viene scagliata contro giornalmente ed esibita per spaventarci e debellare le nostre perplessità sui provvedimenti presi, è molto inferiore alle altre cause di morte in Italia.

Secondo gli Indicatori Demografici ISTAT, nel 2019, l’anno scorso, sono morte in Italia 647.000 persone, ossia l’1,07% circa della popolazione residente che al 1° gennaio 2019 si stimava essere pari a 60.391.000.

Morti nel 2019: 647.000 che diviso per 365 giorni fa 1.772 morti al giorno, che guarda caso non spaventano nessuno da anni, mentre qualche centinaio di morti di Covid sono demonizzati come il diavolo.

Non dobbiamo certo sottovalutarli ma neppure usarli per spaventare la gente.

Guardando nel dettaglio le tabelle ISTAT sulla mortalità e le cause principali di decesso in Italia (gli ultimi dati aggiornati disponibili sono relativi al 2017, su un totale di morti pari a 650.614su residenti: 60.589.445) scopriamo che il boom di decessi è legato a malattie del sistema circolatorio.

Tra ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari muoiono più di 230mila persone all’anno. Poi troviamo i tumori, che causano la morte di 180mila persone. L’Influenza, la polmonite, malattie del sistema respiratorio hanno causato più di 53.000 morti nel 2017

Ed ancora 30.672 morti x malattie del sistema nervoso, 29.519 per diabete, 24.404 per disturbi psichici, 23.261 per malattie dall’apparato digerente, 20.565 per omicidi, suicidi e incidenti stradali, 14.070 per malattie infettive, 12.017 per malattie dell’apparato genitourinario, e ancora altre decine di migliai per molteplici altre cause.

Rapportati a giorno troviamo 630 morti al giorno x infarto, 493 x tumori, 145 x influenza e malattie del sistema respiratorio.

Anche per quanto riguarda la contagiosità il Covid non si distingue molto dalla Influenza stagionale, secondo quanto affermato dal Dipartimento Malattie Infettive, Istituto Superiore di Sanità, Roma, nell’intera stagione influenzale 2018-2019, il 13,6% della popolazione italiana ha avuto una influenza, per un totale di circa 8.072.000 casi e erano stati quasi mezzo milione in più, nel 2017-2018.

8.072.000 in 150 giorni, circa 5 mesi, ha determinato: 53.800 contagiati al giorno.

Anche in termini di severità vi è stato un elevato numero di persone ricoverate in terapia intensiva per complicanze dell’influenza, un quarto delle quali è deceduto.

Nel 2020 i morti di Covid19 si sommeranno ai morti per altre cause?? Cioè la mortalità italiana 2020 sarà molto superiore a quell’1,07% sugli abitanti che è stata nel 2019? Nessun esperto crede a questo e fra un mese potremo verificarlo. La mortalità italiana rimarrà pressoché stabile e ognuno capisce il perché.

Con tutto questo affermo che non dobbiamo preoccuparci del Covid19 e che possiamo abbassare la guardia?

NO! voglio dire che dobbiamo valutare la Pandemia e i morti che comporta parametrandoli alla situazione generale del Paese e a quanto successo negli altri anni. Improvvisamente abbiamo scoperto che gli Italiani muoiono.

E’ da tutti conclamato che il principale problema del Covid19, è la contemporaneità degli interventi necessari, dei ricoveri ospedalieri, della terapie intensive, del personale medico e infermieristico.

Tutto questo si sapeva, per tragica esperienza diretta, già dalla primavera di quest’anno e in tutti questi mesi il Presidente Conte e il Ministro Speranza nulla hanno fatto per preparare le strutture sanitarie e il personale per il proseguo, previsto, della Pandemia in inverno.

C’erano i tempi, non mancavano i soldi, c’era il MES, ma nulla è stato fatto per l’incapacità di alcuni Ministri e per i “veti politici” dei 5stelle, una accozzaglia di incapaci che sta rovinando l’Italia.

Un Ministro alla Sanità vetero-comunista che pensa di essere in una delle antiche repubbliche dell’impero sovietico, incartandosi in burocrazie assurde e volendo decidere su mille comportamenti della nostra vita civile, senza nessun riguardo agli affetti, ai rapporti sociali, alle libertà individuali: prima e solo lo Stato!

Tutti concordiamo che ci devono essere restrizioni, ma negli altri paesi europei queste sono chiare, a larga maglia, lasciando alla intelligenza delle persone il rispetto di esse. E non diciamo la solita banalità che noi italiani siamo inadeguati e da guidare con la frusta.

Conte, Speranza e Boccia vogliono normare e vietare ogni singolo comportamento, decidere ogni minuto della nostra vita. Decisioni fuori da ogni logica Costituzionale, umana, degli affetti.

Dobbiamo impedire gli affollamenti, ma non è certo l’apertura dei negozi con gli ingressi contingentati a crearli.

Dobbiamo impedire che ci sia un incontrollato via vai con le seconde e terze case, nelle località di villeggiatura, ma perché proibire ai Lucchesi di andare a Capannori o ai Garfagnini di spostarsi fra i loro Comuni di poche decine di abitanti.

Dobbiamo impedire che i trasporti siano causa scatenante di infezione, va risolto quel problema, non chiudere le attività economiche e le scuole.

Dobbiamo impedire feste e balli di decine e decine di persone, ma non isolare i nonni dal desco Natalizio.

Consentiamo di andare volontariamente distanziati alla Messa, al chiuso e non consentiamo una presenza parziale, con posti numerati distanziati, negli stadi di calcio, che oltre tutto sono all’aperto.

Si dirà: una cosa la Religione una cosa il Calcio! Perché? Decide Speranza x noi? Il gioco, il divertimento è peccato??

Ragioniamo di prevenire i contagi che sono molto più probabili in una Chiesa che in uno Stadio e in Chiesa sono più esposti anziani che giovani al contrario degli Stadi.

I Nonni rischiano di più in Chiesa? Nelle RSA? O a Natale con i loro familiari?

Si ha la netta impressione di una volontà politica repressiva e non collaborativa con la popolazione italiana, con norme poco riflettute e incoerenti fra loro, legate a concezioni di mortificazione sociale, di primato dello Stato sul Cittadino.

Per questo e altro, d’ora in avanti, NON accetterò quelle norme del Governo che ritengo stupide, assurde, insensate, come quella di vietarmi di andare a Capannori o Altopascio.

Rispetterò le indicazioni sanitarie date: distanziamento, mascherina, igiene personale e le norme che ritengo giustificate. Sarò rispettoso degli altri.

Farò il Vaccino appena sarà disponibile.

Non accetterò di passare il Natale senza le mie figlie, né di andare a fare acquisti nei negozi in presenza, andrò quando voglio e posso nei Bar e nei Ristoranti che saranno aperti. Girerò con la mia auto in tutta la Regione, se ne ho voglia, andando ad acquistare, con tutte le regole, dove più mi aggrada o mi convenga,

Parteciperò e sosterrò tutte le manifestazioni pacifiche contro tutte le proibizioni inaccettabili e assurde.

Tiferò con forza che Matteo Renzi dia un calcio nel culo a Conte, Speranza, Boccia e a tutti gli incompetenti di questo Governo.

Per far questo e contemporaneamente non pregiudicare i diritti degli altri, liberamente dichiaro di rinunciare volontariamente ad un posto in Ospedale e in Terapia Intensiva ove fossi contagiato dal Virus.

Francesco Colucci, Blogger, Laico e uomo libero.


giovedì 12 novembre 2020

Berlusconi: Il ruggito del vecchio leone.

 E’ doveroso riconoscere a Silvio Berlusconi, doti di genialità nell’Impresa e nella Politica, condita con debolezze umane che gli hanno impedito, fino ad oggi, di essere considerato un valido Statista, un vero uomo di Governo, quale è sempre stato.

Lungamente tartassato da una Magistratura militante catto-comunista come ogni politico che voglia perseguire in Italia, un progetto politico Riformista teso erodere nel Paese, il potere politico di una sinistra dogmatica e giustizialista, è caduto più volte e sempre si è rialzato, come un vero politico di razza.

Nella attuale situazione di grande difficoltà sociale ed economica, Berlusconi, con le dichiarazioni di questi giorni, ha preso una posizione di grande valore politico aprendo una nuova via, per una Italia stretta nella morsa fra un PD grillizzato e una destra facinorosa, populista e antieuropea.

E’ stato un atto di grande coraggio, nel momento di grande ambascia per il Paese, di liberarsi dall’abbraccio pseudo vincente della destra populista unita, per riconoscere le difficoltà di chi Governa oggi, invitando tutti a stringersi attorno alle Istituzioni democratiche, lasciando al dopo pandemia, le polemiche politiche.

Propugnando un’unità di intenti per uscire da questa crisi drammatica, sanitaria ed economica, dando una sua disponibilità a dare una mano, a rilanciare l’alleanza europea, schierandosi a favore del MES.

Con questa mossa di alta politica, Berlusconi, ha dato sponda a chi nella Lega vuole tornare ad essere forza responsabile e di governo, sbarazzandosi di Salvini e della sua politica fallimentare, contro l’Europa e a favore di populismo Trumpiano e della destra di Le Penn e di Orban.

Ha allargato la base riformista del Governo, ponendo nuovi paletti contro la deriva grillina e il revanscismo post-comunista del PD.

Si dirà che lo ha fatto per porre la sua candidatura a Presidente della Repubblica o più prosaicamente per aiutare, more solito, il suo gruppo economico in difficoltà, ma in Politica, quella vera, si giudicano i fatti e non le intenzioni.

E i fatti dicono, che Berlusconi ha fatto saltare il tavolo del centro-destra unito dietro Salvini e la Meloni, relegando quest’ultima al ruolo che è il suo: una destra europea vera e nostalgica, cercando di tornare ad essere punto di riferimento della Lega, quella vera dei ceti produttivi del Nord-Est che vuole e crede nell’Europa.

Adesso sta a Matteo Renzi, che ci auguriamo abbia metabolizzato l’errore fatto con l’abiura del Patto del Nazzareno, saper dimostrare di poter essere l’erede vero del Riformismo Europeo, inventandosi una sponda politica capace di far rendere al massimo questa chance che Berlusconi ha dato a chi crede che possa esistere un forte centro politico in Italia, Liberale e Riformista.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca



 

lunedì 2 novembre 2020

A Sorbano, ad onorare i miei defunti.

Vado da sempre alla benedizione dei defunti al piccolo cimitero di Sorbano del Vescovo, dove sono sepolti Mamma e Babbo.

Quest’anno il 1°novembre cadeva di domenica e c’era anche la Santa Messa nella Chiesetta, in antico possesso esclusivo del Vescovo di Lucca.

Non vado quasi mai alla Messa, un paio di volte l’anno, ma il 1° novembre è anche il giorno in cui è morto mio padre Luigi e ho deciso di andare… ho fatto bene, è stata una grande cosa che mi ha colpito.

Eravamo quattro gatti, vestiti, come me, in abiti di tutti i giorni, in una Chiesa disadorna, ma accogliente, un nugolo di bambini e ragazzi che partecipavano cantando in un Coro improvvisato, con Tamburi, Tamburelli, Chitarre, ma anche con ragazzo che suonava il piccolo Organo della Chiesa. 

A dirigerli una giovane ragazza, visibilmente incinta, con delle scintillanti scarpe dorate che irradiavano calore tutto intorno.

Un prete grande e grosso che ispirava fiducia e simpatia, somigliante a Sean Connery, nel film “The Untouchables”, ha gestito la sacra funzione con dignità e umiltà, spiegando il Vangelo con amore e semplicità, sempre sorridente, sempre spontaneo.

Il giovanissimo Coro, entusiasticamente sgangherato ma seriamente impegnato a far festa ai Santi, riusciva a far partecipare e cantare tutta la Chiesa, me compreso, mai successo.

Don Fabio, così mi sembra si appellasse il Parroco, mai visto prima, ha portato avanti la funzione con garbo e semplicità, per un tempo così lungo che se non ci fosse stata questa atmosfera così incantata, bucolica, sarei fuggito certamente prima della fine.

Sono certo che se Papa Francesco fosse capitato avrebbe trovato la sua Chiesa, che trova difficoltosa a edificare altrove e forse avrebbe detto al suo Vescovo, di venire a visitare quella Chiesa che è da sempre la sua. Sempre chi si amino le tradizioni antiche….

A fine Messa ho ascoltato con curiosità tutte le indicazioni logistiche discusse con i fedeli sui prossimi programmi religiosi della loro comunità.

“Domani il Rosario si recita a casa di Adelina, giovedì in corte X”.

Al termine, con semplicità, ci siamo recati per la Benedizione, al piccolo cimitero a fianco, che il Comune farebbe bene ad ampliare visto che è ormai completo anche nell’orrenda fila di forni edificati anni fa.

Qui ho visto una cosa meravigliosa. Il Prete, sotto un leggera pioggerella, dopo la Benedizione di rito, è passato, con l’aspersorio, a spargere l’acqua benedetta su ogni tomba, una ad una, con calma, partecipazione e amore.

Sono rimasto colpito, appoggiato alla tomba dei miei genitori, dove vi è posto anche per me, che previdente ho già acquistato, per non dare incombenze e fastidi alle mie figlie, quando sarà l’ora, non certo lontana.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca



 

 

mercoledì 28 ottobre 2020

Questo Governo è al Capolinea.

Un Capo del Governo che fa a gara con Salvini per le comparsate in TV.

Provvedimenti irrazionali e confusionari, figli di dottrine catto-comuniste: Chiese aperte, Teatri chiusi.

Servilismo verso i Garantiti e distruzione del tessuto imprenditoriale, turistico e commerciale del Paese e crocifissione del Non Garantiti, destinati ad un reddito di cittadinanza mascherato.

Ministri incompetenti e fannulloni:

Chiusura delle scuole superiori non per i contagi all’interno, ma per i trasporti, che una Ministra PD non ha saputo prevedere e risolvere nei tempi dovuti.

Un Ministro bibitaro agli Esteri che abbandona decine di pescatori Italiani, da oltre un mese, nelle mani dei libici.

Un Ministro della Giustizia, bravo DJ ma inadeguato e colpevole nella gestione delle Carceri e dei Mafiosi.

Un Ministro dello Sport impegnato a battibecchi da osteria con un Calciatore.

Bloccate, tutte le decisioni più importanti da prendere: dal MES ai provvedimenti economici, alla revisione del Reddito di Cittadinanza, perché il più grande gruppo parlamentare è impegnato nelle baruffe Grilline, con il PD in adorante attesa, tifando Di Maio contro Di Battista. Come dire De Gasperi o Togliatti: Auguri!!

Questo Governo è morto, Italia Viva deve tenerlo in piedi perché sarebbe da irresponsabili aggiungere ora una crisi Istituzionale alle tragiche crisi sanitarie ed economiche dell’oggi. Oggi possiamo solo batterci per migliorar il migliorabile.

Finita la Pandemia, speriamo il prima possibile, questo Governo deve andare a casa per aprire una seria discussione nel Paese, su come investire i Fondi Europei, tutti, iniziando dal MES.

Io, come Blogger, vedo solo due le soluzioni: o un Governo tecnico di Emergenza e Ricostruzione, appoggiato da tutti coloro che ci stanno o le dimissioni concordate di Mattarella per una sua rielezione unanime a Presidente della Repubblica, che come primo atto sciolga il Parlamento per andare a elezioni anticipate e restituire dignità alle Istituzioni.

La colpa di questa situazione non è della Politica: è degli Italiani che hanno dato il 33% ad una accozzaglia di inconcludenti incompetenti e il 17% ad un Partito nelle mani di un mitomane populista che cambia idea ad ogni soffio di vento, giustamente schifato dall’Europa e quindi pericoloso per il nostro Paese.

Andare a votare è sempre democrazia, sperando che gli Italiani abbiamo capito che secondo chi votano si fanno del male assai e dopo è inutile piangere sul latte versato.

Francesco Colucci, Blogger in Lucca